A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Alessandro Giudice, economista del Corriere dello Sport: "Si è fatta una regola, quella del costo del lavoro allargato e quindi il costo non può superare l’80% dei ricavi. Il Napoli è stato penalizzato in maniera impropria perchè accelera gli ammortamenti dei cartellini e quest’anno ne aveva uno già alto, ecco perché questa regola andava normalizzata tenendo conto di questi fattori. Ciò non è stato fatto, si è tenuta questa regola e al Napoli è stato bloccato il mercato. Riaprire il mercato del Napoli attraverso una cosa che non c’entra nulla perchè le riserve di liquidità non sono state considerate, è grave e crea un precedente di scarsa credibilità delle regole e inoltre danneggia la credibilità del calcio italiano. Non da ora però, il calcio italiano dimostra scarsa credibilità nella scelta delle regole e anche stavolta mi sembra che se si andrà in questa direzione, si andrà in un sistema poco credibile. Al di là delle società pro e contro per ragioni di competizione, credo sia giusto opporsi perchè il calcio italiano si è opposto alla creazione di una commissione governativa per evitare un’ingerenza sul calcio e quindi per essere credibili è necessario opporsi. Se si accetta, si aprono dei fianchi per giustificare un intervento da parte della politica".
di Napoli Magazine
21/01/2026 - 13:54
A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Alessandro Giudice, economista del Corriere dello Sport: "Si è fatta una regola, quella del costo del lavoro allargato e quindi il costo non può superare l’80% dei ricavi. Il Napoli è stato penalizzato in maniera impropria perchè accelera gli ammortamenti dei cartellini e quest’anno ne aveva uno già alto, ecco perché questa regola andava normalizzata tenendo conto di questi fattori. Ciò non è stato fatto, si è tenuta questa regola e al Napoli è stato bloccato il mercato. Riaprire il mercato del Napoli attraverso una cosa che non c’entra nulla perchè le riserve di liquidità non sono state considerate, è grave e crea un precedente di scarsa credibilità delle regole e inoltre danneggia la credibilità del calcio italiano. Non da ora però, il calcio italiano dimostra scarsa credibilità nella scelta delle regole e anche stavolta mi sembra che se si andrà in questa direzione, si andrà in un sistema poco credibile. Al di là delle società pro e contro per ragioni di competizione, credo sia giusto opporsi perchè il calcio italiano si è opposto alla creazione di una commissione governativa per evitare un’ingerenza sul calcio e quindi per essere credibili è necessario opporsi. Se si accetta, si aprono dei fianchi per giustificare un intervento da parte della politica".