Calcio
IL PARERE - Jacobelli: "Napoli penalizzato dagli infortuni, la qualificazione in Champions obiettivo importante"
11.02.2026 15:33 di Napoli Magazine
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Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto l’editorialista Xavier Jacobelli: "Complotto Napoli? Non voglio partecipare ad esercizi di dietrologia, la realtà è che se il Napoli non avesse avuto questa emergenza infortuni continua, costante ed impressionante le cose sarebbero andate diversamente. Purtroppo questo comporta un pedaggio che il Napoli ha pagato in Coppa Italia. Quando Conte dice di presentarsi da adesso in conferenza stampa facendo il segno del due accanto allo zero dice la verità. Questa squadra ha vinto uno scudetto e una Supercoppa. Non si può pensare che una squadra mieta successi per ogni sospinto in ogni competizione a cui partecipare. La stagione non è mica finita ieri per il Napoli, la qualificazione in Champions deve essere un obiettivo importante e il punto di partenza da cui partire. Sicuramente non è colpa del Como se ha potuto osservare dieci giorni di stop a causa del fatto che la partita contro il Milan è stata rinviata il 18 febbraio. Conte, però, ha ragione quando dice che a gennaio il Napoli è stato sottoposto ad un tour de force che gli poteva essere risparmiato se il calendario fosse stato organizzato meglio. Il discorso deve essere incentrato sulla compilazione e programmazione del calendario a luglio. Non è possibile che la supercoppa, un torneo quadrangolare a 5.000 chilometri da Roma che non sta nè in cielo nè in terra, venga giocata prima di Natale mentre il Community Shield inglese, supercoppa inglese, si gioca il sabato prima che inizi il campionato in Inghilterra, ovvero il 9 agosto. Se devi rinviare le partite di quattro squadre, sei costretto a cercare un buco nel calendario per recuperare quegli incontri saltati. Questo, però, glielo stiamo dicendo in tutte le lingue a chi forma i calendari e poi ci ritroviamo in questa situazione. Era una situazione abbondantemente annunciata. Ricordiamoci che il 26 marzo si avvicina e l’Italia dovrà giocare una partita decisiva per qualificare al mondiale ed evitare il terzo fallimento consecutivo. Se le cose dovessero andare sciaguratamente male, so già quali saranno i ritornelli intonati dalle istituzioni. La verità è che ai livelli di chi gestisce il calcio, c’è una distanza siderale tra chi è dentro al palazzo del calcio e le realtà del calcio stesso. Non so come si faccia ad organizzare una stagione così. Poi è evidente che se giochi ogni tre giorni, il rischio infortuni incrementa e ti ritrovi in emergenza costante. Io mi aspetto una presa di posizione da parte del sindacato dei giocatori come è accaduto in Spagna. Antonio Conte è arrivato a Napoli, partendo da un decimo posto e ha vinto uno scudetto e una supercoppa. Chi vince, è più bravi e si impone sulla mano suscita da una parte il rispetto degli sportivi e dall’altro frustrazione ed invidia. Conte ha le spalle sufficientemente larghe per accettare tutto questo. Comprendo anche la delusione per l’eliminazione della Coppa Italia, ma so che da adesso fino alla fine del campionato Conte non risparmierà uno sforzo al Napoli per garantire il raggiungimento dell’unico obiettivo designato che è l’unico a disposizione della squadra azzurra. Errore Manganiello? La categoria arbitrale vive una fase di inadeguatezza tecnica e di insufficienza di prestazioni che purtroppo paga il protocollo del Var dall’inizio della stagione. Gli errori arbitrali sono stati commessi a pioggia, non c’è una squadra che non abbia diritto a lamentarsi perché li ha subiti. Il peccato originale nasce da una regolamente della tecnologia che è farlocca, bizantina, confusa e alimenta la difformità di giudizio. Non esistono regole chiare e precise. Gran parte del problema dipende a cascata dall’international board, ovvero dalla FIFA, e dalle leghe nazionali ad adottare una variazione del protocollo. Adesso, però, l’unica cosa da utilizzare è solo una: il buon senso. Ci sono molte cose che non funzionano, anche la regolamentazione della tecnologia, e quando le regole non sono chiare e non si capisce bene come si debbano interpretare certe azioni di gioco ne scaturisce la confusione che stiamo vivendo".

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IL PARERE - Jacobelli: "Napoli penalizzato dagli infortuni, la qualificazione in Champions obiettivo importante"

di Napoli Magazine

11/02/2026 - 15:33

Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto l’editorialista Xavier Jacobelli: "Complotto Napoli? Non voglio partecipare ad esercizi di dietrologia, la realtà è che se il Napoli non avesse avuto questa emergenza infortuni continua, costante ed impressionante le cose sarebbero andate diversamente. Purtroppo questo comporta un pedaggio che il Napoli ha pagato in Coppa Italia. Quando Conte dice di presentarsi da adesso in conferenza stampa facendo il segno del due accanto allo zero dice la verità. Questa squadra ha vinto uno scudetto e una Supercoppa. Non si può pensare che una squadra mieta successi per ogni sospinto in ogni competizione a cui partecipare. La stagione non è mica finita ieri per il Napoli, la qualificazione in Champions deve essere un obiettivo importante e il punto di partenza da cui partire. Sicuramente non è colpa del Como se ha potuto osservare dieci giorni di stop a causa del fatto che la partita contro il Milan è stata rinviata il 18 febbraio. Conte, però, ha ragione quando dice che a gennaio il Napoli è stato sottoposto ad un tour de force che gli poteva essere risparmiato se il calendario fosse stato organizzato meglio. Il discorso deve essere incentrato sulla compilazione e programmazione del calendario a luglio. Non è possibile che la supercoppa, un torneo quadrangolare a 5.000 chilometri da Roma che non sta nè in cielo nè in terra, venga giocata prima di Natale mentre il Community Shield inglese, supercoppa inglese, si gioca il sabato prima che inizi il campionato in Inghilterra, ovvero il 9 agosto. Se devi rinviare le partite di quattro squadre, sei costretto a cercare un buco nel calendario per recuperare quegli incontri saltati. Questo, però, glielo stiamo dicendo in tutte le lingue a chi forma i calendari e poi ci ritroviamo in questa situazione. Era una situazione abbondantemente annunciata. Ricordiamoci che il 26 marzo si avvicina e l’Italia dovrà giocare una partita decisiva per qualificare al mondiale ed evitare il terzo fallimento consecutivo. Se le cose dovessero andare sciaguratamente male, so già quali saranno i ritornelli intonati dalle istituzioni. La verità è che ai livelli di chi gestisce il calcio, c’è una distanza siderale tra chi è dentro al palazzo del calcio e le realtà del calcio stesso. Non so come si faccia ad organizzare una stagione così. Poi è evidente che se giochi ogni tre giorni, il rischio infortuni incrementa e ti ritrovi in emergenza costante. Io mi aspetto una presa di posizione da parte del sindacato dei giocatori come è accaduto in Spagna. Antonio Conte è arrivato a Napoli, partendo da un decimo posto e ha vinto uno scudetto e una supercoppa. Chi vince, è più bravi e si impone sulla mano suscita da una parte il rispetto degli sportivi e dall’altro frustrazione ed invidia. Conte ha le spalle sufficientemente larghe per accettare tutto questo. Comprendo anche la delusione per l’eliminazione della Coppa Italia, ma so che da adesso fino alla fine del campionato Conte non risparmierà uno sforzo al Napoli per garantire il raggiungimento dell’unico obiettivo designato che è l’unico a disposizione della squadra azzurra. Errore Manganiello? La categoria arbitrale vive una fase di inadeguatezza tecnica e di insufficienza di prestazioni che purtroppo paga il protocollo del Var dall’inizio della stagione. Gli errori arbitrali sono stati commessi a pioggia, non c’è una squadra che non abbia diritto a lamentarsi perché li ha subiti. Il peccato originale nasce da una regolamente della tecnologia che è farlocca, bizantina, confusa e alimenta la difformità di giudizio. Non esistono regole chiare e precise. Gran parte del problema dipende a cascata dall’international board, ovvero dalla FIFA, e dalle leghe nazionali ad adottare una variazione del protocollo. Adesso, però, l’unica cosa da utilizzare è solo una: il buon senso. Ci sono molte cose che non funzionano, anche la regolamentazione della tecnologia, e quando le regole non sono chiare e non si capisce bene come si debbano interpretare certe azioni di gioco ne scaturisce la confusione che stiamo vivendo".