A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Enzo Bucchioni, giornalista: "Quel gesto di Conte in conferenza? È l'orgoglio di un allenatore che difende il proprio lavoro. Giusto che lo faccia, nel giro di un anno e mezzo ha portato uno Scudetto. Lo deve rivendicare quello Scudetto, per la crescita che ha fatto fare a tutto il gruppo. Ha fatto qualcosa di straordinario. Ho la sensazione che questo secondo Scudetto sia passato come qualcosa di normale, ma non lo è. Poi la Supercoppa se l'è portata a casa. Gli infortuni, un po' il caso, un po' la sfortuna, ma un'analisi sul recupero dei giocatori andrebbe fatta: sono troppi. Non può essere sfortuna solamente. Poi il fatto che faccia fatica negli impegni infrasettimanali è un dato di fatto. La ragione del fatto che va male in Champions è l'intensità che mettono le sue squadre nelle partite, porta al limite i gruppi e anche sé stesso. Questo tipo di approccio, con questa tensione emozionale, diventa uno stress. Non è solo una maledizione. Conte stanco? Vedo un allenatore che ha questo approccio, ha questa tensione. Si autocarica di responsabilità e obiettivi alti, ad un certo punto fai fatica a trovare motivazioni e lucidità. Da una domenica all'altra ce la fai a recuperare, ma da una domenica a mercoledì è difficile. Quella settimana sabbatica post Bologna ha dato un segnale di un allenatore in difficoltà. Conte sta facendo un grande lavoro. Ha cambiato modulo, ha dato personalità alla squadra, ma comunque è ancora in corsa per la Champions. Non è un obiettivo minimo, ma è un obiettivo importante. Giovane? La prova di Giovane contro il Como è deludente. Ha avuto una chance da titolare. Quanto visto a Verona, a Napoli non si è ancora visto. Da uno che gioca il campionato italiano mi aspettavo qualcosa in più. Verona non è Napoli. Mi è sembrato un po' confuso. Alisson ha giocato ancora troppi pochi minuti. Non si può giudicare. Può essere il nuovo Neres, ma questo lo capiremo. Vergara sta sorprendendo tutti e adesso ci dobbiamo chiedere perché solo a 23 anni sali alla ribalta? È impressionante. Il giocatore è pronto, caratterialmente c'è. Ha imparato a diventare giocatore vero. Quando ho visto Vergara alla Reggiana, sembrava fine a sé stesso. Sembrava innamorato del pallone. Quest'anno con Conte è diventato un calciatore. Fa il passaggio con il tempo giusto. Deve continuare a giocare con leggerezza e continuità e deve portare quell'energia. Anche la Nazionale ha bisogno di quell'energia, servono giocatori sbarazzini. Lui non deve pensare di diventare Maradona, non deve abbattersi quando non gli riescono le cose. Perché poi lo raddoppieranno, gli avversari lo studiano. Con le qualità che ha può superare le difficoltà".
di Napoli Magazine
11/02/2026 - 16:30
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Enzo Bucchioni, giornalista: "Quel gesto di Conte in conferenza? È l'orgoglio di un allenatore che difende il proprio lavoro. Giusto che lo faccia, nel giro di un anno e mezzo ha portato uno Scudetto. Lo deve rivendicare quello Scudetto, per la crescita che ha fatto fare a tutto il gruppo. Ha fatto qualcosa di straordinario. Ho la sensazione che questo secondo Scudetto sia passato come qualcosa di normale, ma non lo è. Poi la Supercoppa se l'è portata a casa. Gli infortuni, un po' il caso, un po' la sfortuna, ma un'analisi sul recupero dei giocatori andrebbe fatta: sono troppi. Non può essere sfortuna solamente. Poi il fatto che faccia fatica negli impegni infrasettimanali è un dato di fatto. La ragione del fatto che va male in Champions è l'intensità che mettono le sue squadre nelle partite, porta al limite i gruppi e anche sé stesso. Questo tipo di approccio, con questa tensione emozionale, diventa uno stress. Non è solo una maledizione. Conte stanco? Vedo un allenatore che ha questo approccio, ha questa tensione. Si autocarica di responsabilità e obiettivi alti, ad un certo punto fai fatica a trovare motivazioni e lucidità. Da una domenica all'altra ce la fai a recuperare, ma da una domenica a mercoledì è difficile. Quella settimana sabbatica post Bologna ha dato un segnale di un allenatore in difficoltà. Conte sta facendo un grande lavoro. Ha cambiato modulo, ha dato personalità alla squadra, ma comunque è ancora in corsa per la Champions. Non è un obiettivo minimo, ma è un obiettivo importante. Giovane? La prova di Giovane contro il Como è deludente. Ha avuto una chance da titolare. Quanto visto a Verona, a Napoli non si è ancora visto. Da uno che gioca il campionato italiano mi aspettavo qualcosa in più. Verona non è Napoli. Mi è sembrato un po' confuso. Alisson ha giocato ancora troppi pochi minuti. Non si può giudicare. Può essere il nuovo Neres, ma questo lo capiremo. Vergara sta sorprendendo tutti e adesso ci dobbiamo chiedere perché solo a 23 anni sali alla ribalta? È impressionante. Il giocatore è pronto, caratterialmente c'è. Ha imparato a diventare giocatore vero. Quando ho visto Vergara alla Reggiana, sembrava fine a sé stesso. Sembrava innamorato del pallone. Quest'anno con Conte è diventato un calciatore. Fa il passaggio con il tempo giusto. Deve continuare a giocare con leggerezza e continuità e deve portare quell'energia. Anche la Nazionale ha bisogno di quell'energia, servono giocatori sbarazzini. Lui non deve pensare di diventare Maradona, non deve abbattersi quando non gli riescono le cose. Perché poi lo raddoppieranno, gli avversari lo studiano. Con le qualità che ha può superare le difficoltà".