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L'ANALISI - Atelli: "Blocco al mercato del Napoli? L’indicatore era poco permeabile, poi si è dato peso diverso alla liquidità"
22.04.2026 14:35 di Napoli Magazine
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Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il Presidente della Commissione Indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche Prof. Massimiliano Atelli: "Nell’attuale legislatura sono state fatte delle valutazioni di definizione di un assetto avanzato sui controlli sui club di Serie A e non solo di calcio, ma anche di basket. Noi subentriamo al posto della Covisoc come sistema di controllo dei bilanci e dei conti dei club. È un compito delicato, ma è una bellissima sfida e grande esperienza che stiamo vivendo insieme ai colleghi. C'è un personale giovane, motivato e dotato di grande entusiasmo e voglia di fare. La posta in palio è rilevante. Gli obiettivi che dobbiamo perseguire e che ci sono imposti dalla legge sono sostanzialmente due: il regolare svolgimento dei campionati e l’equa competizione, detta anche parità di armi. Nel primo caso dobbiamo fare in modo che tutte le squadre che iniziano il campionato riescano anche a finirlo, ovvero dal principio alla fine ci deve essere lo stesso numero di squadre. Nel secondo dobbiamo fare in modo che le regole siano identiche per tutti sia per i club con un blasone maggiore e una storia importante che per quelli più giovani e con meno risorse finanziarie. La cosa fondamentale è che le regole siano identiche per tutti. Club di Serie C? Le regole devono valere anche per loro. Lo scopo che dobbiamo perseguire deve fare i conti con le regole di gioco. Queste ultime non sono stabilite nè dallo Stato Italiano nè dalla nostra commissione, ma direttamente dalle federazioni. Il tema di fondo è se il modo in cui le federazioni fabbricano le regole con cui fanno i controlli, i cosiddetti indicatori, funzionano a pieno e riescono a realizzare gli obiettivi che abbiamo elencato prima. I numeri sembrano deporre in negativo. L'autonomia dello sport è sacrosanta e va riconosciuta e dobbiamo tutelare il potere delle federazioni a fabbricare gli indicatori che sono funzionali ai controlli che dobbiamo effettuare. Il punto adesso si sposta su cosa c’è dentro questi indicatori e quali sono i contenuti che permettono di raggiungere i nostri obiettivi. A secondo di come gli indicatori sono congegnati, possono determinarsi alcune conseguenze importanti. Se lo Stato decidesse di mettere sul piatto delle federazioni attraverso attribuzioni patrimoniali o in termine di minori entrate fiscali delle risorse finanziarie per i settori giovanili, gli indicatori devono tenere dentro questo tema poiché dal livello di intensità con cui viene seguito il settore giovanile non dipende solo il regolare svolgimento del campionato, ma anche la competitività dei rappresentanti maggiori. Caso Napoli? Non è accaduto solo alla società di De Laurentiis. L’indicatore che è stato utilizzato all’apertura della sessione estiva di mercato non era sensibile allo stato di salute dei club patrimonializzati come il Napoli poiché quel l'indicatore era stato costruito per essere poco permeabile a queste circostanze. Noi abbiamo continuato ad applicarlo poiché è quello che gli organismi federali ci hanno messo a disposizione poiché è quello con il quale dovevamo fare le verifiche. Se l’indicatore cambia, si apre e da impermeabile diventa permeabile al dato rappresentato dal livello di liquidità a disposizione del club, esso diventa di altro tipo e applicando quello escono risultati differenti. La questione di fondo ora deve essere quella di capire se gli indicatori attuali possano abbracciare tutti gli aspetti che possano restituirci la temperatura e lo stato di salute del nostro calcio, comprendendo quali sono i comportamenti più virtuosi e quelli meno. Come ho detto prima, messa da parte la legittimazione della federazione a fabbricare questi indicatori, quello su cui tutti ci dobbiamo interrogare è se la commissione può avanzare delle proposte per cambiare questi indicatori. Quello che molti non sanno è che i controlli non vengono effettuati direttamente dalla documentazione contabile di un club. Gli indicatori sono la sintesi di alcuni aspetti della contabilità dei club che è di secondo livello e viene variamente configurata a discrezione delle federazioni. La norma è molto ampia e a noi della commissione ci vengono riconosciute con estrema chiarezza alcune funzioni, ma su alcuni punti la legge potrebbe essere più chiara. Quindi, questo punto deve essere reso più chiaro in modo da capire se la federazione ha il potere di segnalare, indicare e stimolare il cambiamento degli indicatori in una direzione al posto di un altro. Sicuramente sarebbe di giovamento per tutto il sistema Rapporto con la UEFA? Sono in corso degli approfondimenti, nelle prossime ore è previsto un incontro in Svizzera con la UEFA. Ricordiamo che la riforma parte dall’Italia attraverso la formazione di questa commissione e andremo in parallelo con quello che è accaduto in Inghilterra che hanno avuto per primi l’idea di adottare questo controllo pubblico e terzo ma hanno realizzato questo cambiamento normativo dopo l’Italia per motivi politici. Quindi, in Europa non possiamo dire che il modello italiano sia isolato, il modello inglese è gemello rispetto al nostro. Guardiamo gli inglesi e loro guardano a noi in modo che possiamo trovare dei punti di implementazione di un nuovo percorso che possa essere di esempio anche ad altri. Problemi dei club? Noi non parliamo solo in termini di ammissione ma anche di prosecuzione del campionato. Il problema non è solo chi riesce a giocare la prima partita, ma anche chi deve giocare l’ultima nella stessa stagione. Uno dei concetti di fondo su cui riflettere è quello di solidità finanziaria che è primario. A secondo delle nostre interpretazioni, se chi nelle serie maggiori si accontenta del rilascio di un'attestazione da parte di un istituto bancario o per le serie minori di una fideiussione, non sappiamo qual è il modello migliore, forse occorre passare ad un concetto di solidità finanziaria più intenso Tax credit? Queste decisione spettano al governo e al parlamento. Ci sarà un’interlocuzione legittima con le organizzazioni federali e quelle di Lega. Ci sono delle preoccupazioni, ma vedremo più avanti Le penalizzazioni possono essere interpretate nella visione di sistema dove ci sono squadre che sono state ammesse al campionato sulla base di presupposti che erano più tragici di quelli che apparivano. Le regole erano troppo blande dal punto di vista della solidità richiesta. La commissione applica l’indicatore che gli viene fornito, se esso è aderente ad un modello nel quale i presupposti sono deboli, non c’è commissione che tenga. Il punto di partenza deve essere l’indicatore che deve essere ben costruito, con raziocinio e avendo ben chiaro tutti gli interessi a cui deve assolvere dal medio e lungo periodo. L’effetto del dissolvimento economico di un club è che sparisce dalla competizione nel corso del campionato poiché si innescano dinamiche di carattere giudiziario, liquidazione e fallimento per le quali non può più continuare a partecipare alla competizione. Dopo si riscrive la classifica e questa può determinare non solo la riscrittura di essa, ma anche il suo ribaltamento".

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L'ANALISI - Atelli: "Blocco al mercato del Napoli? L’indicatore era poco permeabile, poi si è dato peso diverso alla liquidità"

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22/04/2026 - 14:35

Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il Presidente della Commissione Indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche Prof. Massimiliano Atelli: "Nell’attuale legislatura sono state fatte delle valutazioni di definizione di un assetto avanzato sui controlli sui club di Serie A e non solo di calcio, ma anche di basket. Noi subentriamo al posto della Covisoc come sistema di controllo dei bilanci e dei conti dei club. È un compito delicato, ma è una bellissima sfida e grande esperienza che stiamo vivendo insieme ai colleghi. C'è un personale giovane, motivato e dotato di grande entusiasmo e voglia di fare. La posta in palio è rilevante. Gli obiettivi che dobbiamo perseguire e che ci sono imposti dalla legge sono sostanzialmente due: il regolare svolgimento dei campionati e l’equa competizione, detta anche parità di armi. Nel primo caso dobbiamo fare in modo che tutte le squadre che iniziano il campionato riescano anche a finirlo, ovvero dal principio alla fine ci deve essere lo stesso numero di squadre. Nel secondo dobbiamo fare in modo che le regole siano identiche per tutti sia per i club con un blasone maggiore e una storia importante che per quelli più giovani e con meno risorse finanziarie. La cosa fondamentale è che le regole siano identiche per tutti. Club di Serie C? Le regole devono valere anche per loro. Lo scopo che dobbiamo perseguire deve fare i conti con le regole di gioco. Queste ultime non sono stabilite nè dallo Stato Italiano nè dalla nostra commissione, ma direttamente dalle federazioni. Il tema di fondo è se il modo in cui le federazioni fabbricano le regole con cui fanno i controlli, i cosiddetti indicatori, funzionano a pieno e riescono a realizzare gli obiettivi che abbiamo elencato prima. I numeri sembrano deporre in negativo. L'autonomia dello sport è sacrosanta e va riconosciuta e dobbiamo tutelare il potere delle federazioni a fabbricare gli indicatori che sono funzionali ai controlli che dobbiamo effettuare. Il punto adesso si sposta su cosa c’è dentro questi indicatori e quali sono i contenuti che permettono di raggiungere i nostri obiettivi. A secondo di come gli indicatori sono congegnati, possono determinarsi alcune conseguenze importanti. Se lo Stato decidesse di mettere sul piatto delle federazioni attraverso attribuzioni patrimoniali o in termine di minori entrate fiscali delle risorse finanziarie per i settori giovanili, gli indicatori devono tenere dentro questo tema poiché dal livello di intensità con cui viene seguito il settore giovanile non dipende solo il regolare svolgimento del campionato, ma anche la competitività dei rappresentanti maggiori. Caso Napoli? Non è accaduto solo alla società di De Laurentiis. L’indicatore che è stato utilizzato all’apertura della sessione estiva di mercato non era sensibile allo stato di salute dei club patrimonializzati come il Napoli poiché quel l'indicatore era stato costruito per essere poco permeabile a queste circostanze. Noi abbiamo continuato ad applicarlo poiché è quello che gli organismi federali ci hanno messo a disposizione poiché è quello con il quale dovevamo fare le verifiche. Se l’indicatore cambia, si apre e da impermeabile diventa permeabile al dato rappresentato dal livello di liquidità a disposizione del club, esso diventa di altro tipo e applicando quello escono risultati differenti. La questione di fondo ora deve essere quella di capire se gli indicatori attuali possano abbracciare tutti gli aspetti che possano restituirci la temperatura e lo stato di salute del nostro calcio, comprendendo quali sono i comportamenti più virtuosi e quelli meno. Come ho detto prima, messa da parte la legittimazione della federazione a fabbricare questi indicatori, quello su cui tutti ci dobbiamo interrogare è se la commissione può avanzare delle proposte per cambiare questi indicatori. Quello che molti non sanno è che i controlli non vengono effettuati direttamente dalla documentazione contabile di un club. Gli indicatori sono la sintesi di alcuni aspetti della contabilità dei club che è di secondo livello e viene variamente configurata a discrezione delle federazioni. La norma è molto ampia e a noi della commissione ci vengono riconosciute con estrema chiarezza alcune funzioni, ma su alcuni punti la legge potrebbe essere più chiara. Quindi, questo punto deve essere reso più chiaro in modo da capire se la federazione ha il potere di segnalare, indicare e stimolare il cambiamento degli indicatori in una direzione al posto di un altro. Sicuramente sarebbe di giovamento per tutto il sistema Rapporto con la UEFA? Sono in corso degli approfondimenti, nelle prossime ore è previsto un incontro in Svizzera con la UEFA. Ricordiamo che la riforma parte dall’Italia attraverso la formazione di questa commissione e andremo in parallelo con quello che è accaduto in Inghilterra che hanno avuto per primi l’idea di adottare questo controllo pubblico e terzo ma hanno realizzato questo cambiamento normativo dopo l’Italia per motivi politici. Quindi, in Europa non possiamo dire che il modello italiano sia isolato, il modello inglese è gemello rispetto al nostro. Guardiamo gli inglesi e loro guardano a noi in modo che possiamo trovare dei punti di implementazione di un nuovo percorso che possa essere di esempio anche ad altri. Problemi dei club? Noi non parliamo solo in termini di ammissione ma anche di prosecuzione del campionato. Il problema non è solo chi riesce a giocare la prima partita, ma anche chi deve giocare l’ultima nella stessa stagione. Uno dei concetti di fondo su cui riflettere è quello di solidità finanziaria che è primario. A secondo delle nostre interpretazioni, se chi nelle serie maggiori si accontenta del rilascio di un'attestazione da parte di un istituto bancario o per le serie minori di una fideiussione, non sappiamo qual è il modello migliore, forse occorre passare ad un concetto di solidità finanziaria più intenso Tax credit? Queste decisione spettano al governo e al parlamento. Ci sarà un’interlocuzione legittima con le organizzazioni federali e quelle di Lega. Ci sono delle preoccupazioni, ma vedremo più avanti Le penalizzazioni possono essere interpretate nella visione di sistema dove ci sono squadre che sono state ammesse al campionato sulla base di presupposti che erano più tragici di quelli che apparivano. Le regole erano troppo blande dal punto di vista della solidità richiesta. La commissione applica l’indicatore che gli viene fornito, se esso è aderente ad un modello nel quale i presupposti sono deboli, non c’è commissione che tenga. Il punto di partenza deve essere l’indicatore che deve essere ben costruito, con raziocinio e avendo ben chiaro tutti gli interessi a cui deve assolvere dal medio e lungo periodo. L’effetto del dissolvimento economico di un club è che sparisce dalla competizione nel corso del campionato poiché si innescano dinamiche di carattere giudiziario, liquidazione e fallimento per le quali non può più continuare a partecipare alla competizione. Dopo si riscrive la classifica e questa può determinare non solo la riscrittura di essa, ma anche il suo ribaltamento".