Calcio
L'ANALISI - La Marca: "Gila sarebbe un'operazione strategica eccellente, è uno dei profili difensivi più solidi dell'intera Serie A, Bouaddi? Improbabile un suo approdo in Italia"
16.06.2026 15:40 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Con l’arrivo di Amorim al Milan crede che Allegri potrà essere ufficializzato dal Napoli nei prossimi giorni? 
 
“Con l’arrivo ormai imminente di Rúben Amorim sulla panchina del Milan, credo che la telenovela legata alla risoluzione contrattuale di Massimiliano Allegri sia arrivata alle battute finali. È un gioco a incastri dove lo stallo non conviene più a nessuno: non al Milan, che ha fretta di liberare spazio salariale e voltare pagina, e nemmeno al tecnico livornese. Allegri ha già un accordo totale per un biennale con il Napoli, e la dirigenza azzurra lo sta aspettando per far partire ufficialmente il nuovo progetto tecnico del dopo-Conte”.  
 
Le piacerebbe l’ipotesi Vicario come nuovo numero uno del Napoli?  
 
“Personalmente ritengo Vicario l'innesto perfetto per la porta del Napoli. Se ci fossero i presupposti economici, il club risolverebbe una volta per tutte quel dualismo tra Meret e Milinkovic-Savic che ha caratterizzato tutta l'ultima stagione. Parliamo del secondo portiere della nazionale, subito dietro a Donnarumma. È vero, l'ultimo anno al Tottenham ha avuto alti e bassi, ma ha risentito delle difficoltà di tutta la squadra. Non dimentichiamoci però cosa sa fare: per me, metterlo al centro del progetto a Napoli metterebbe fine a ogni ballottaggio e blinderebbe la porta con un top assoluto”. 
 
Secondo lei Gila potrebbe essere uno dei primi colpi del Napoli targato Allegri?  
 
“Dal punto di vista strategico sarebbe un'operazione eccellente. Mario Gila è indubbiamente uno dei profili difensivi più solidi dell'intera Serie A e ha ormai raggiunto una piena maturità tecnico-tattica. La vera opportunità per il Napoli risiede nella sua situazione contrattuale: con la scadenza fissata al 2027, il club potrebbe riuscire a prelevare un difensore di alto livello a condizioni favorevoli. Per la retroguardia azzurra rappresenterebbe un innesto di assoluto spessore”. 
 
Passando ai mondiali: dopo la prestazione super di Bouaddi contro il Brasile, i club di Serie A hanno ancora qualche chance di prenderlo, o la sua valutazione è ormai fuori portata? 
 
“Sì, concordo pienamente. Nonostante la giovanissima età, Ayyoub Bouaddi non può più essere considerato una sorpresa. La personalità e la disinvoltura mostrate all'esordio mondiale contro il Brasile sono solo la conferma di un talento cristallino, ben noto agli addetti ai lavori. Ritengo assai improbabile un suo approdo in Serie A, poiché profili di questa caratura attirano inevitabilmente le massime potenze della Premier League e il Paris Saint-Germain. Il Lille, del resto, ha già dimostrato una straordinaria forza negoziale cedendo in passato Leny Yoro al Manchester United per oltre 60 milioni di euro. Con la vetrina del mondiale da protagonista con il Marocco, il club francese ha tutti gli argomenti per pretendere una cifra simile, se non superiore. Il valore del ragazzo è destinato a una crescita esponenziale”. 
 
Giovanni Carnevali è il nome giusto dal punto di vista dirigenziale per la Juventus?  
 
“Sì, ritengo sia una scelta di altissimo profilo strategico. Con l'inserimento di Giovanni Carnevali nel ruolo di amministratore delegato, la Juventus si assicura uno dei migliori dirigenti del panorama calcistico italiano. La sua gestione al Sassuolo ha dimostrato una straordinaria capacità di valorizzare il vivaio e costruire un'eccellenza partendo dal basso. Credo che questo profilo si sposi perfettamente con l'idea di calcio di Luciano Spalletti: mi aspetto una Juventus che torni a investire con forza e sistematicità sui giovani talenti italiani. Ricostruire una base solida di calciatori azzurri significa recuperare quell'asset storico, quell'ossatura nazionale, che ha sempre rappresentato il vero segreto dei successi più importanti del club”.  
 
A proposito parlando di giovani italiani secondo lei Ndour potrebbe essere un obiettivo per la nuova Juventus? 
 
“Ritengo che Cher Ndour rappresenti oggi uno dei profili emergenti più interessanti del nostro panorama calcistico. La Fiorentina ha avuto il grande merito di credere nelle sue qualità, gestendo la sua crescita con i giusti tempi di maturazione all'interno di una stagione indubbiamente complessa. Parliamo di un centrocampista moderno, capace di abbinare una strabiliante struttura fisica a un'ottima continuità negli inserimenti offensivi, come certificato dai gol realizzati in quest'annata. È evidente che un calciatore con queste caratteristiche susciti l'interesse di diversi club, ma ritengo improbabile che la società viola decida di privarsene. Ndour è l'elemento ideale su cui rifondare la mediana in vista del prossimo campionato, specialmente all'interno del nuovo progetto tecnico guidato da Fabio Grosso. Il mister ha ampiamente dimostrato in carriera di saper esaltare i centrocampisti d'assalto - i precedenti con Koné e Thorstvedt lo confermano - e Ndour possiede tutte le caratteristiche per essere la colonna portante di questo nuovo ciclo”. 
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L'ANALISI - La Marca: "Gila sarebbe un'operazione strategica eccellente, è uno dei profili difensivi più solidi dell'intera Serie A, Bouaddi? Improbabile un suo approdo in Italia"

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16/06/2026 - 15:40

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Con l’arrivo di Amorim al Milan crede che Allegri potrà essere ufficializzato dal Napoli nei prossimi giorni? 
 
“Con l’arrivo ormai imminente di Rúben Amorim sulla panchina del Milan, credo che la telenovela legata alla risoluzione contrattuale di Massimiliano Allegri sia arrivata alle battute finali. È un gioco a incastri dove lo stallo non conviene più a nessuno: non al Milan, che ha fretta di liberare spazio salariale e voltare pagina, e nemmeno al tecnico livornese. Allegri ha già un accordo totale per un biennale con il Napoli, e la dirigenza azzurra lo sta aspettando per far partire ufficialmente il nuovo progetto tecnico del dopo-Conte”.  
 
Le piacerebbe l’ipotesi Vicario come nuovo numero uno del Napoli?  
 
“Personalmente ritengo Vicario l'innesto perfetto per la porta del Napoli. Se ci fossero i presupposti economici, il club risolverebbe una volta per tutte quel dualismo tra Meret e Milinkovic-Savic che ha caratterizzato tutta l'ultima stagione. Parliamo del secondo portiere della nazionale, subito dietro a Donnarumma. È vero, l'ultimo anno al Tottenham ha avuto alti e bassi, ma ha risentito delle difficoltà di tutta la squadra. Non dimentichiamoci però cosa sa fare: per me, metterlo al centro del progetto a Napoli metterebbe fine a ogni ballottaggio e blinderebbe la porta con un top assoluto”. 
 
Secondo lei Gila potrebbe essere uno dei primi colpi del Napoli targato Allegri?  
 
“Dal punto di vista strategico sarebbe un'operazione eccellente. Mario Gila è indubbiamente uno dei profili difensivi più solidi dell'intera Serie A e ha ormai raggiunto una piena maturità tecnico-tattica. La vera opportunità per il Napoli risiede nella sua situazione contrattuale: con la scadenza fissata al 2027, il club potrebbe riuscire a prelevare un difensore di alto livello a condizioni favorevoli. Per la retroguardia azzurra rappresenterebbe un innesto di assoluto spessore”. 
 
Passando ai mondiali: dopo la prestazione super di Bouaddi contro il Brasile, i club di Serie A hanno ancora qualche chance di prenderlo, o la sua valutazione è ormai fuori portata? 
 
“Sì, concordo pienamente. Nonostante la giovanissima età, Ayyoub Bouaddi non può più essere considerato una sorpresa. La personalità e la disinvoltura mostrate all'esordio mondiale contro il Brasile sono solo la conferma di un talento cristallino, ben noto agli addetti ai lavori. Ritengo assai improbabile un suo approdo in Serie A, poiché profili di questa caratura attirano inevitabilmente le massime potenze della Premier League e il Paris Saint-Germain. Il Lille, del resto, ha già dimostrato una straordinaria forza negoziale cedendo in passato Leny Yoro al Manchester United per oltre 60 milioni di euro. Con la vetrina del mondiale da protagonista con il Marocco, il club francese ha tutti gli argomenti per pretendere una cifra simile, se non superiore. Il valore del ragazzo è destinato a una crescita esponenziale”. 
 
Giovanni Carnevali è il nome giusto dal punto di vista dirigenziale per la Juventus?  
 
“Sì, ritengo sia una scelta di altissimo profilo strategico. Con l'inserimento di Giovanni Carnevali nel ruolo di amministratore delegato, la Juventus si assicura uno dei migliori dirigenti del panorama calcistico italiano. La sua gestione al Sassuolo ha dimostrato una straordinaria capacità di valorizzare il vivaio e costruire un'eccellenza partendo dal basso. Credo che questo profilo si sposi perfettamente con l'idea di calcio di Luciano Spalletti: mi aspetto una Juventus che torni a investire con forza e sistematicità sui giovani talenti italiani. Ricostruire una base solida di calciatori azzurri significa recuperare quell'asset storico, quell'ossatura nazionale, che ha sempre rappresentato il vero segreto dei successi più importanti del club”.  
 
A proposito parlando di giovani italiani secondo lei Ndour potrebbe essere un obiettivo per la nuova Juventus? 
 
“Ritengo che Cher Ndour rappresenti oggi uno dei profili emergenti più interessanti del nostro panorama calcistico. La Fiorentina ha avuto il grande merito di credere nelle sue qualità, gestendo la sua crescita con i giusti tempi di maturazione all'interno di una stagione indubbiamente complessa. Parliamo di un centrocampista moderno, capace di abbinare una strabiliante struttura fisica a un'ottima continuità negli inserimenti offensivi, come certificato dai gol realizzati in quest'annata. È evidente che un calciatore con queste caratteristiche susciti l'interesse di diversi club, ma ritengo improbabile che la società viola decida di privarsene. Ndour è l'elemento ideale su cui rifondare la mediana in vista del prossimo campionato, specialmente all'interno del nuovo progetto tecnico guidato da Fabio Grosso. Il mister ha ampiamente dimostrato in carriera di saper esaltare i centrocampisti d'assalto - i precedenti con Koné e Thorstvedt lo confermano - e Ndour possiede tutte le caratteristiche per essere la colonna portante di questo nuovo ciclo”.