Calcio
L'ANALISI - La Marca: "Sconfitta del Napoli con l'Arezzo? Le amichevoli servono a sperimentare, ha fatto piacere vedere un Vergara così ispirato, Guardiola c.t.? Sarebbe un messaggio forte"
23.07.2026 12:37 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Come valuta la sconfitta del Napoli contro l’Arezzo alla prima uscita stagionale?
 
“È calcio d'estate, quindi il risultato assume un'importanza relativa, soprattutto quando si tratta della prima uscita stagionale contro una squadra di Serie B e non contro una formazione dilettantistica. Queste prime amichevoli servono principalmente a sperimentare soluzioni tattiche e a valutare quali calciatori possano realmente far parte del progetto tecnico. Allo stesso tempo, rappresentano un'occasione importante per i singoli di dimostrare di poter essere una risorsa per la squadra. In questo primo test, purtroppo, non sono arrivate le risposte attese da alcuni dei calciatori maggiormente sotto osservazione. Di contro, ha fatto davvero piacere vedere un Vergara così ispirato e propositivo. Segnali incoraggianti sono arrivati anche dai giovani Pereyra, Prisco e Rao, che hanno mostrato personalità e buone qualità, lasciando intravedere interessanti margini di crescita”. 
 
Si aspetta un innesto dal mercato per la difesa dopo l’infortunio di Buongiorno?
 
“Sì, dopo l'infortunio di Buongiorno, mi aspetto l'arrivo di un difensore affidabile, un profilo sul quale il Napoli possa puntare con continuità nel corso della stagione. Tra i nomi accostati agli azzurri c'è quello di Federico Gatti, che garantirebbe esperienza e conoscenza del campionato italiano. Tuttavia, sappiamo bene quanto possano essere complicate le trattative tra Napoli e Juventus. Un altro profilo che stuzzica particolarmente è quello di Oumar Solet. Il centrale francese era stato accostato nei mesi scorsi ad Atletico Madrid e Inter, ma finora nessun club ha affondato il colpo. Parliamo di un difensore classe 2000, nel pieno della sua maturità calcistica, che nella scorsa stagione è stato il leader del reparto arretrato dell'Udinese, contribuendo anche in fase offensiva con tre reti. Inoltre, nel suo curriculum vanta già un'importante esperienza internazionale, avendo disputato la Champions League. Per caratteristiche fisiche, personalità e margini di crescita, potrebbe rappresentare un investimento molto interessante per il Napoli”. 
 
Ritiene possibile l’arrivo in nazionale di Pep Guardiola? 
 
“Sarebbe una scelta straordinaria per il calcio italiano, che sembra intenzionato ad affidarsi a figure di assoluto prestigio internazionale. Dalla presenza di figure del calibro di Paolo Maldini e Leonardo, fino all'ipotesi di uno dei migliori allenatori della storia del calcio come Pep Guardiola, si darebbe finalmente quel senso di rivoluzione di cui il nostro movimento ha disperatamente bisogno, soprattutto dopo le tre mancate qualificazioni ai mondiali che hanno evidenziato la necessità di un cambiamento profondo. L'eventuale arrivo di Guardiola rappresenterebbe molto più della semplice nomina di un commissario tecnico: sarebbe un messaggio forte, un segnale della volontà di intraprendere un nuovo percorso, fondato su un'identità di gioco moderna e su una visione innovativa del calcio. Del resto, il successo della Spagna, costruito negli anni grazie a un progetto tecnico ben definito e a un'organizzazione di gioco riconoscibile, dimostra quanto sia importante investire in un'idea prima ancora che nei singoli calciatori. Convincere un allenatore del blasone e del prestigio di Guardiola avrebbe quindi un significato enorme, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche mediatico e culturale. Porterebbe entusiasmo, credibilità e un rinnovato interesse attorno alla Nazionale e a tutto il movimento calcistico italiano, contribuendo a restituire prestigio e ambizione a una selezione che deve tornare a essere protagonista sul palcoscenico internazionale”. 
 
Come giudica le difficoltà che stanno incontrando le squadre italiane sul mercato?  
 
“È un mercato sempre più complicato per le società italiane, perché oggi è davvero difficile competere non solo con le grandi potenze europee, ma anche con la forza economica dei club inglesi, delle squadre saudite e del calcio turco, che negli ultimi anni ha iniziato a investire cifre molto importanti. In questo contesto, quando un club individua il profilo giusto, è fondamentale cercare di chiudere l’operazione nel minor tempo possibile. Il rischio, infatti, è che il protrarsi delle trattative favorisca l’inserimento di società con una capacità di spesa decisamente superiore. Vicende come quelle di Palestra e Summerville dimostrano come, nel mercato attuale, il trascorrere del tempo possa favorire l’inserimento di altri club, soprattutto quelli con maggiori disponibilità economiche, rendendo inevitabilmente più difficile portare a termine una trattativa. Per questo motivo, oggi più che mai, le società italiane devono essere brave ad anticipare la concorrenza: individuare il profilo giusto, trovare rapidamente l’intesa e chiudere l’operazione prima che lo scenario cambi. Da questo punto di vista, bisogna fare i complimenti al Milan, che non ha tergiversato nonostante la richiesta importante del PSG e ha saputo accelerare per portare a casa Gonçalo Ramos”. 
 
Davanti a un’offerta importante, la Juventus dovrebbe valutare la cessione di Bremer oppure blindare il suo miglior difensore? 
 
“Cedere un giocatore come Bremer rappresenterebbe una scelta tutt'altro che semplice per la Juventus, soprattutto per la difficoltà di trovare un sostituto realmente all'altezza. Parliamo di un difensore che, prima del grave infortunio, era considerato da molti il migliore della Serie A. La sua importanza è emersa in maniera evidente anche nella scorsa stagione: con Bremer in campo la Juventus trasmetteva solidità e sicurezza, mentre la sua assenza ha inevitabilmente inciso sul rendimento dell'intero reparto difensivo. Per questo motivo, un'eventuale cessione avrebbe senso soltanto se il club avesse già individuato un profilo di altissimo livello, in grado di garantire lo stesso impatto tecnico, fisico e di leadership. Diversamente, privarsi di un giocatore del suo calibro rischierebbe di indebolire sensibilmente una difesa che, quando Bremer è al meglio della condizione, può contare su uno dei centrali più dominanti del panorama europeo”. 
 
Zirkzee può essere l'attaccante ideale per il nuovo progetto della Juventus? 
 
“Zirkzee ha lasciato ottimi ricordi in Italia perché è un attaccante atipico. Nonostante la struttura fisica da classico centravanti d'area, ha dimostrato di possedere la tecnica, la visione di gioco e i tempi di un trequartista. È un giocatore che ama partecipare alla manovra, abbassarsi per dialogare con i compagni e creare spazi, qualità che lo rendono particolarmente prezioso in un reparto offensivo moderno. Per questo motivo, il suo eventuale arrivo rappresenterebbe un'operazione molto interessante per la Juventus, a maggior ragione se accompagnato dall'acquisto di un attaccante con un grande fiuto del gol e capace di garantire continuità realizzativa. In bianconero potrebbe trovare l'ambiente ideale per rilanciarsi. Inoltre, se la Juventus dovesse riuscire a riportare Kolo Muani, i due potrebbero anche coesistere nello stesso undici: Zirkzee, grazie alla sua capacità di legare il gioco e di muoversi tra le linee, si sposerebbe perfettamente con le caratteristiche del francese, formando una coppia complementare e potenzialmente molto efficace”.  
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L'ANALISI - La Marca: "Sconfitta del Napoli con l'Arezzo? Le amichevoli servono a sperimentare, ha fatto piacere vedere un Vergara così ispirato, Guardiola c.t.? Sarebbe un messaggio forte"

di Napoli Magazine

23/07/2026 - 12:37

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Come valuta la sconfitta del Napoli contro l’Arezzo alla prima uscita stagionale?
 
“È calcio d'estate, quindi il risultato assume un'importanza relativa, soprattutto quando si tratta della prima uscita stagionale contro una squadra di Serie B e non contro una formazione dilettantistica. Queste prime amichevoli servono principalmente a sperimentare soluzioni tattiche e a valutare quali calciatori possano realmente far parte del progetto tecnico. Allo stesso tempo, rappresentano un'occasione importante per i singoli di dimostrare di poter essere una risorsa per la squadra. In questo primo test, purtroppo, non sono arrivate le risposte attese da alcuni dei calciatori maggiormente sotto osservazione. Di contro, ha fatto davvero piacere vedere un Vergara così ispirato e propositivo. Segnali incoraggianti sono arrivati anche dai giovani Pereyra, Prisco e Rao, che hanno mostrato personalità e buone qualità, lasciando intravedere interessanti margini di crescita”. 
 
Si aspetta un innesto dal mercato per la difesa dopo l’infortunio di Buongiorno?
 
“Sì, dopo l'infortunio di Buongiorno, mi aspetto l'arrivo di un difensore affidabile, un profilo sul quale il Napoli possa puntare con continuità nel corso della stagione. Tra i nomi accostati agli azzurri c'è quello di Federico Gatti, che garantirebbe esperienza e conoscenza del campionato italiano. Tuttavia, sappiamo bene quanto possano essere complicate le trattative tra Napoli e Juventus. Un altro profilo che stuzzica particolarmente è quello di Oumar Solet. Il centrale francese era stato accostato nei mesi scorsi ad Atletico Madrid e Inter, ma finora nessun club ha affondato il colpo. Parliamo di un difensore classe 2000, nel pieno della sua maturità calcistica, che nella scorsa stagione è stato il leader del reparto arretrato dell'Udinese, contribuendo anche in fase offensiva con tre reti. Inoltre, nel suo curriculum vanta già un'importante esperienza internazionale, avendo disputato la Champions League. Per caratteristiche fisiche, personalità e margini di crescita, potrebbe rappresentare un investimento molto interessante per il Napoli”. 
 
Ritiene possibile l’arrivo in nazionale di Pep Guardiola? 
 
“Sarebbe una scelta straordinaria per il calcio italiano, che sembra intenzionato ad affidarsi a figure di assoluto prestigio internazionale. Dalla presenza di figure del calibro di Paolo Maldini e Leonardo, fino all'ipotesi di uno dei migliori allenatori della storia del calcio come Pep Guardiola, si darebbe finalmente quel senso di rivoluzione di cui il nostro movimento ha disperatamente bisogno, soprattutto dopo le tre mancate qualificazioni ai mondiali che hanno evidenziato la necessità di un cambiamento profondo. L'eventuale arrivo di Guardiola rappresenterebbe molto più della semplice nomina di un commissario tecnico: sarebbe un messaggio forte, un segnale della volontà di intraprendere un nuovo percorso, fondato su un'identità di gioco moderna e su una visione innovativa del calcio. Del resto, il successo della Spagna, costruito negli anni grazie a un progetto tecnico ben definito e a un'organizzazione di gioco riconoscibile, dimostra quanto sia importante investire in un'idea prima ancora che nei singoli calciatori. Convincere un allenatore del blasone e del prestigio di Guardiola avrebbe quindi un significato enorme, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche mediatico e culturale. Porterebbe entusiasmo, credibilità e un rinnovato interesse attorno alla Nazionale e a tutto il movimento calcistico italiano, contribuendo a restituire prestigio e ambizione a una selezione che deve tornare a essere protagonista sul palcoscenico internazionale”. 
 
Come giudica le difficoltà che stanno incontrando le squadre italiane sul mercato?  
 
“È un mercato sempre più complicato per le società italiane, perché oggi è davvero difficile competere non solo con le grandi potenze europee, ma anche con la forza economica dei club inglesi, delle squadre saudite e del calcio turco, che negli ultimi anni ha iniziato a investire cifre molto importanti. In questo contesto, quando un club individua il profilo giusto, è fondamentale cercare di chiudere l’operazione nel minor tempo possibile. Il rischio, infatti, è che il protrarsi delle trattative favorisca l’inserimento di società con una capacità di spesa decisamente superiore. Vicende come quelle di Palestra e Summerville dimostrano come, nel mercato attuale, il trascorrere del tempo possa favorire l’inserimento di altri club, soprattutto quelli con maggiori disponibilità economiche, rendendo inevitabilmente più difficile portare a termine una trattativa. Per questo motivo, oggi più che mai, le società italiane devono essere brave ad anticipare la concorrenza: individuare il profilo giusto, trovare rapidamente l’intesa e chiudere l’operazione prima che lo scenario cambi. Da questo punto di vista, bisogna fare i complimenti al Milan, che non ha tergiversato nonostante la richiesta importante del PSG e ha saputo accelerare per portare a casa Gonçalo Ramos”. 
 
Davanti a un’offerta importante, la Juventus dovrebbe valutare la cessione di Bremer oppure blindare il suo miglior difensore? 
 
“Cedere un giocatore come Bremer rappresenterebbe una scelta tutt'altro che semplice per la Juventus, soprattutto per la difficoltà di trovare un sostituto realmente all'altezza. Parliamo di un difensore che, prima del grave infortunio, era considerato da molti il migliore della Serie A. La sua importanza è emersa in maniera evidente anche nella scorsa stagione: con Bremer in campo la Juventus trasmetteva solidità e sicurezza, mentre la sua assenza ha inevitabilmente inciso sul rendimento dell'intero reparto difensivo. Per questo motivo, un'eventuale cessione avrebbe senso soltanto se il club avesse già individuato un profilo di altissimo livello, in grado di garantire lo stesso impatto tecnico, fisico e di leadership. Diversamente, privarsi di un giocatore del suo calibro rischierebbe di indebolire sensibilmente una difesa che, quando Bremer è al meglio della condizione, può contare su uno dei centrali più dominanti del panorama europeo”. 
 
Zirkzee può essere l'attaccante ideale per il nuovo progetto della Juventus? 
 
“Zirkzee ha lasciato ottimi ricordi in Italia perché è un attaccante atipico. Nonostante la struttura fisica da classico centravanti d'area, ha dimostrato di possedere la tecnica, la visione di gioco e i tempi di un trequartista. È un giocatore che ama partecipare alla manovra, abbassarsi per dialogare con i compagni e creare spazi, qualità che lo rendono particolarmente prezioso in un reparto offensivo moderno. Per questo motivo, il suo eventuale arrivo rappresenterebbe un'operazione molto interessante per la Juventus, a maggior ragione se accompagnato dall'acquisto di un attaccante con un grande fiuto del gol e capace di garantire continuità realizzativa. In bianconero potrebbe trovare l'ambiente ideale per rilanciarsi. Inoltre, se la Juventus dovesse riuscire a riportare Kolo Muani, i due potrebbero anche coesistere nello stesso undici: Zirkzee, grazie alla sua capacità di legare il gioco e di muoversi tra le linee, si sposerebbe perfettamente con le caratteristiche del francese, formando una coppia complementare e potenzialmente molto efficace”.