Gianni Improta, ex centrocampista del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole: "Per quanto riguarda la nostra Italia, purtroppo a giudicarla ora no, sbaglieremmo tutti, perché giustamente è tutto nuovo quello che stiamo vedendo e quindi bisogna, non dico dargli tempo, ma pazientare, perché poi andiamo a incrociare Nazionali che già hanno una base, mentre noi ripartiamo da zero. La squadra non è stata brillante, ha fatto intravedere poche cose e in queste poche cose poi è emerso il talento innato di De Bruyne. De Bruyne che ovviamente ora, dopo questa gara, sembra che sia il Messia, ma nelle ultime nostre gare tutto quello che ha fatto ieri non l’ha fatto intravedere. Ora ci si domanda: è l’organizzazione di gioco che latita e quindi lui non riesce ancora a incidere oppure è lui che ha un torpore di per sé nato dopo la sfortunata stagione dell’anno scorso con l’infortunio? È l’inizio di questa stagione che non lo vede tanto brillante, quindi ci sono tanti interrogativi. Però buttare tutto a mare no, nella maniera più assoluta. Nel calcio ci vuole tanta pazienza e purtroppo dietro l’angolo ci sono i risultati che non arrivano e quindi fanno rimanere male tutti. Globalmente parlando, io dico che per quanto riguarda il Napoli c’è ancora spazio per rimediare. Poi è normale, dopo aver visto ieri la gara, bisogna chiedere ad Allegri se riesce a mettere in condizione De Bruyne di fare quello che ha fatto ieri nella sua Nazionale. (...) Il Napoli ha affrontato le prime gare restando troppo basso e dando agli avversari la possibilità di offenderlo in continuazione. Poi gli episodi, ovviamente, perché trattasi di episodi, hanno determinato i risultati negativi. Perché è così: dagli e ridagli in area di rigore, quando li porti a ridosso della tua porta, prima o poi qualcuno può sbagliare o l’avversario è più furbo di te e più lesto di te. (...) La situazione di Anguissa? Prevale sempre l’attaccamento, il professionismo e quant’altro. Poi Anguissa non è certamente, caratterialmente parlando, quello che ti crea problemi. Indubbiamente ha chiesto un aumento perché è lecito farlo, però dopo la passata stagione onestamente non c’erano tutti i presupposti per chiedere l’aumento. Perché bisogna considerare anche quest’aspetto: i calciatori chiedono, chiedono, ma poi andate in campo e ci date? (...) Io in queste situazioni la penso diversamente, sono drastico: o dentro o fuori, perché altrimenti non se ne esce più. Il doppio play Lobotka-Gilmour? Indubbiamente sono due calciatori che si completano, anche se hanno attitudini simili a inizio di impostazione di gioco. Ma poi l’uno, che sarebbe Gilmour, verticalizza molto di più, va di più al tiro. Lobotka ha accelerazioni che altri non hanno. Diciamo che si completano e io ho letto qualcosa da qualche parte e non sarei contrario a una soluzione per far giocare ovviamente insieme i due play arretrati, ma anche gli altri due avanzati, parlo di McTominay e ovviamente De Bruyne. Quindi un 3-4-2-1 non sarebbe male. Attenzione, perché ovviamente con due esterni che devono sobbarcarsi anche l’onere di coprire un po’. Uno ce l’ha, il Napoli l’ha acquistato dal mio ex Catanzaro, la mia seconda patria: Favasuli. Bisogna mettere in moto il cervello per cercare di venirne fuori. Soluzioni ce ne sono. L’unica cosa che vorrei è che un po’ di fortuna in più assistesse questi ragazzi, perché si infortunano e non è una cosa normale. Voglio lanciare un appello: quando ci sono questi sforzi fisici ravvicinati, mi raccomando cari ragazzi, cercate di condurre una vita da atleti, ma nel vero senso della parola. A buon intenditor, poche parole”.
di Napoli Magazine
26/09/2026 - 14:51
Gianni Improta, ex centrocampista del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole: "Per quanto riguarda la nostra Italia, purtroppo a giudicarla ora no, sbaglieremmo tutti, perché giustamente è tutto nuovo quello che stiamo vedendo e quindi bisogna, non dico dargli tempo, ma pazientare, perché poi andiamo a incrociare Nazionali che già hanno una base, mentre noi ripartiamo da zero. La squadra non è stata brillante, ha fatto intravedere poche cose e in queste poche cose poi è emerso il talento innato di De Bruyne. De Bruyne che ovviamente ora, dopo questa gara, sembra che sia il Messia, ma nelle ultime nostre gare tutto quello che ha fatto ieri non l’ha fatto intravedere. Ora ci si domanda: è l’organizzazione di gioco che latita e quindi lui non riesce ancora a incidere oppure è lui che ha un torpore di per sé nato dopo la sfortunata stagione dell’anno scorso con l’infortunio? È l’inizio di questa stagione che non lo vede tanto brillante, quindi ci sono tanti interrogativi. Però buttare tutto a mare no, nella maniera più assoluta. Nel calcio ci vuole tanta pazienza e purtroppo dietro l’angolo ci sono i risultati che non arrivano e quindi fanno rimanere male tutti. Globalmente parlando, io dico che per quanto riguarda il Napoli c’è ancora spazio per rimediare. Poi è normale, dopo aver visto ieri la gara, bisogna chiedere ad Allegri se riesce a mettere in condizione De Bruyne di fare quello che ha fatto ieri nella sua Nazionale. (...) Il Napoli ha affrontato le prime gare restando troppo basso e dando agli avversari la possibilità di offenderlo in continuazione. Poi gli episodi, ovviamente, perché trattasi di episodi, hanno determinato i risultati negativi. Perché è così: dagli e ridagli in area di rigore, quando li porti a ridosso della tua porta, prima o poi qualcuno può sbagliare o l’avversario è più furbo di te e più lesto di te. (...) La situazione di Anguissa? Prevale sempre l’attaccamento, il professionismo e quant’altro. Poi Anguissa non è certamente, caratterialmente parlando, quello che ti crea problemi. Indubbiamente ha chiesto un aumento perché è lecito farlo, però dopo la passata stagione onestamente non c’erano tutti i presupposti per chiedere l’aumento. Perché bisogna considerare anche quest’aspetto: i calciatori chiedono, chiedono, ma poi andate in campo e ci date? (...) Io in queste situazioni la penso diversamente, sono drastico: o dentro o fuori, perché altrimenti non se ne esce più. Il doppio play Lobotka-Gilmour? Indubbiamente sono due calciatori che si completano, anche se hanno attitudini simili a inizio di impostazione di gioco. Ma poi l’uno, che sarebbe Gilmour, verticalizza molto di più, va di più al tiro. Lobotka ha accelerazioni che altri non hanno. Diciamo che si completano e io ho letto qualcosa da qualche parte e non sarei contrario a una soluzione per far giocare ovviamente insieme i due play arretrati, ma anche gli altri due avanzati, parlo di McTominay e ovviamente De Bruyne. Quindi un 3-4-2-1 non sarebbe male. Attenzione, perché ovviamente con due esterni che devono sobbarcarsi anche l’onere di coprire un po’. Uno ce l’ha, il Napoli l’ha acquistato dal mio ex Catanzaro, la mia seconda patria: Favasuli. Bisogna mettere in moto il cervello per cercare di venirne fuori. Soluzioni ce ne sono. L’unica cosa che vorrei è che un po’ di fortuna in più assistesse questi ragazzi, perché si infortunano e non è una cosa normale. Voglio lanciare un appello: quando ci sono questi sforzi fisici ravvicinati, mi raccomando cari ragazzi, cercate di condurre una vita da atleti, ma nel vero senso della parola. A buon intenditor, poche parole”.