Bortolo Mutti, ex tecnico del Napoli nella stagione 97-88, è intervenuto su Radio Tutto Napoli. Ecco il ricordo dell'attaccante azzurro Igor Protti, recentemente scomparso: "Grande persona, come hai detto, un ragazzo eccezionale. Abbiamo vissuto un periodo travagliato lì a Napoli, difficile. Lui, ti devo dire, sotto questo aspetto mi è stato vicino, il ragazzo non si è mai tirato indietro. Purtroppo le cose non sono andate per il verso giusto, ma niente da dire: è un ragazzo per il quale ho un grande rispetto, nello spogliatoio di grande onestà e, sotto l'aspetto umano, uno dei ragazzi con cui ho condiviso un rapporto con grande serenità e vicinanza. Poi ci siamo persi di vista e, nello stesso tempo, quando ho rivisto la sua immagine che accompagnava la figlia al matrimonio, mi è venuta una stretta al cuore vedere Igor in quelle condizioni. Niente da dire, se n'è andato troppo presto, non è giusto. Purtroppo questa malattia lo ha veramente martoriato e penso che anche per il nostro calcio italiano sia stato un riferimento importante. In parecchie società è stato un punto di riferimento, parli del Messina, del Livorno e così via. Peccato, se n'è andato troppo presto purtroppo. Protti arrivò a Napoli con grande entusiasmo. Noi lo volevamo, abbiamo spinto per avere Igor e veniva dal Bari, dove era stato il capocannoniere nonostante la retrocessione della squadra. Doveva diventare un punto di riferimento importante in attacco come lo era stato a Bari. Come ti ho detto, è stato un inizio un po' sofferto, lui ne ha risentito e non è stata una grande annata nemmeno per lui. Però per quanto riguarda l'impegno, la dedizione e il senso di appartenenza veramente nulla da dire: un ragazzo a modo, a posto e quello che poteva dare l'ha sempre dato. (...) Protti è sempre stato un combattente. Guarda, io sono stato tre anni a Messina, una città dove lui ha giocato: il ricordo che avevano di Protti era qualcosa di indescrivibile. Questo testimonia come lui si sia sempre comportato e mosso ovunque sia stato: una persona che si è sempre fatta voler bene, che ha sempre apprezzato il posto dove lavorava e ha condiviso pienamente le sue avventure".
di Napoli Magazine
20/06/2026 - 10:18
Bortolo Mutti, ex tecnico del Napoli nella stagione 97-88, è intervenuto su Radio Tutto Napoli. Ecco il ricordo dell'attaccante azzurro Igor Protti, recentemente scomparso: "Grande persona, come hai detto, un ragazzo eccezionale. Abbiamo vissuto un periodo travagliato lì a Napoli, difficile. Lui, ti devo dire, sotto questo aspetto mi è stato vicino, il ragazzo non si è mai tirato indietro. Purtroppo le cose non sono andate per il verso giusto, ma niente da dire: è un ragazzo per il quale ho un grande rispetto, nello spogliatoio di grande onestà e, sotto l'aspetto umano, uno dei ragazzi con cui ho condiviso un rapporto con grande serenità e vicinanza. Poi ci siamo persi di vista e, nello stesso tempo, quando ho rivisto la sua immagine che accompagnava la figlia al matrimonio, mi è venuta una stretta al cuore vedere Igor in quelle condizioni. Niente da dire, se n'è andato troppo presto, non è giusto. Purtroppo questa malattia lo ha veramente martoriato e penso che anche per il nostro calcio italiano sia stato un riferimento importante. In parecchie società è stato un punto di riferimento, parli del Messina, del Livorno e così via. Peccato, se n'è andato troppo presto purtroppo. Protti arrivò a Napoli con grande entusiasmo. Noi lo volevamo, abbiamo spinto per avere Igor e veniva dal Bari, dove era stato il capocannoniere nonostante la retrocessione della squadra. Doveva diventare un punto di riferimento importante in attacco come lo era stato a Bari. Come ti ho detto, è stato un inizio un po' sofferto, lui ne ha risentito e non è stata una grande annata nemmeno per lui. Però per quanto riguarda l'impegno, la dedizione e il senso di appartenenza veramente nulla da dire: un ragazzo a modo, a posto e quello che poteva dare l'ha sempre dato. (...) Protti è sempre stato un combattente. Guarda, io sono stato tre anni a Messina, una città dove lui ha giocato: il ricordo che avevano di Protti era qualcosa di indescrivibile. Questo testimonia come lui si sia sempre comportato e mosso ovunque sia stato: una persona che si è sempre fatta voler bene, che ha sempre apprezzato il posto dove lavorava e ha condiviso pienamente le sue avventure".