Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il colonnello Attilio Auricchio, l’uomo che istruì l’operazione Offside che poi portò a calciopoli, attualmente sub commissario Bagnoli: "Nuova Calciopoli? No, non ho elementi per poter giungere ad una conclusione del genere. Io sono comunque esterrefatto dal meccanismo con cui viene gestito il VAR che ha scatenato una burocratizzazione del sistema arbitrale e del VAR che ha scatenato ulteriori polemiche e ricostruzioni parziali. Il VAR non ha risolto i problemi del sistema calcistico italiano e va cambiato il meccanismo con cui viene utilizzato. Sicuramente il team di arbitri giovani che è chiamato a operare in Serie A e in Serie B sono atleti che subiscono una forma di sudditanza psicologica nei confronti delle società forte che incide sui loro errori arbitrali che suscita in loro una forma di fascino. Ad oggi, però, non c’è una direzione unica verso un'unica squadra o società. Gli errori coinvolgono tutte le squadre. Il meccanismo degli arbitri è multidirezionale e coinvolge tutte le squadre d’Italia. Dobbiamo tornare ad una forma democratica di utilizzo del VAR. Io propongo di introdurre il VAR a chiamata, come accade già nel basket. Mi sembra una forma democratica e molto attinente alle norme sul calcio. In questo modo Spalletti sabato sera avrebbe potuto chiamare il VAR e procedere all’espulsione di Bastoni. Io sono dell’idea che l’arbitro deve stare in campo per 90 minuti, fare anche i suoi errori e prendersi le responsabilità di quello che fa. Marotta nuovo Moggi? Non credo che il Presidente dell’Inter abbia le stesse capacità criminali di Luciano Moggi che riuscì a costruire un governo del sistema calcistico grazie anche a tutta una serie di rete di contatti. Marotta è un dirigente importante, ma non ci sono proprio i presupposti per pensare che abbia strutturato l’esercito del potere calcistico in ogni ambito come fece Luciano Moggi e per pensare ad una conduzione del calcio in questo modo. Parole di Saviano? Non commento, rispedisco quelle parole a chi le ha dichiarate. C’è una distinzione tra il calcio giocato nel rettangolo da gioco per 90 minuti e le dinamiche diverse che influenzano un calcio imperialistico dominato dalle multinazionali della TV. Purtroppo, il calcio giocato risente delle malattie che ogni giorno scopriamo ma che grazie all’uso della tecnologia e della burocratizzazione possono essere in parte eliminate. Purtroppo al di fuori del calcio le società muovono migliaia di miliardi di euro per crescere. Di queste dinamiche, però, il calcio giocato ne risente poco".
di Napoli Magazine
16/02/2026 - 14:40
Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il colonnello Attilio Auricchio, l’uomo che istruì l’operazione Offside che poi portò a calciopoli, attualmente sub commissario Bagnoli: "Nuova Calciopoli? No, non ho elementi per poter giungere ad una conclusione del genere. Io sono comunque esterrefatto dal meccanismo con cui viene gestito il VAR che ha scatenato una burocratizzazione del sistema arbitrale e del VAR che ha scatenato ulteriori polemiche e ricostruzioni parziali. Il VAR non ha risolto i problemi del sistema calcistico italiano e va cambiato il meccanismo con cui viene utilizzato. Sicuramente il team di arbitri giovani che è chiamato a operare in Serie A e in Serie B sono atleti che subiscono una forma di sudditanza psicologica nei confronti delle società forte che incide sui loro errori arbitrali che suscita in loro una forma di fascino. Ad oggi, però, non c’è una direzione unica verso un'unica squadra o società. Gli errori coinvolgono tutte le squadre. Il meccanismo degli arbitri è multidirezionale e coinvolge tutte le squadre d’Italia. Dobbiamo tornare ad una forma democratica di utilizzo del VAR. Io propongo di introdurre il VAR a chiamata, come accade già nel basket. Mi sembra una forma democratica e molto attinente alle norme sul calcio. In questo modo Spalletti sabato sera avrebbe potuto chiamare il VAR e procedere all’espulsione di Bastoni. Io sono dell’idea che l’arbitro deve stare in campo per 90 minuti, fare anche i suoi errori e prendersi le responsabilità di quello che fa. Marotta nuovo Moggi? Non credo che il Presidente dell’Inter abbia le stesse capacità criminali di Luciano Moggi che riuscì a costruire un governo del sistema calcistico grazie anche a tutta una serie di rete di contatti. Marotta è un dirigente importante, ma non ci sono proprio i presupposti per pensare che abbia strutturato l’esercito del potere calcistico in ogni ambito come fece Luciano Moggi e per pensare ad una conduzione del calcio in questo modo. Parole di Saviano? Non commento, rispedisco quelle parole a chi le ha dichiarate. C’è una distinzione tra il calcio giocato nel rettangolo da gioco per 90 minuti e le dinamiche diverse che influenzano un calcio imperialistico dominato dalle multinazionali della TV. Purtroppo, il calcio giocato risente delle malattie che ogni giorno scopriamo ma che grazie all’uso della tecnologia e della burocratizzazione possono essere in parte eliminate. Purtroppo al di fuori del calcio le società muovono migliaia di miliardi di euro per crescere. Di queste dinamiche, però, il calcio giocato ne risente poco".