Calcio
MONDIALI 2026 - Senegal ostacolo duro, il Belgio di Garcia si affida anche a Lukaku e De Bruyne
30.06.2026 17:03 di Napoli Magazine Fonte: Ansa
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La vigilia dell'ultima partita della fase a gironi, per entrambe, partite con grandi ambizioni, è stata caratterizzata dall'incubo di un'eliminazione precoce dai Mondiali 2026 che avrebbe fatto tanto rumore: invece, con due goleade, Belgio (5-1 con la Nuova Zelanda) e Senegal (5-0 con l'Iran) hanno acciuffato in extremis il diritto di affrontarsi nel sedicesimo di finale in programma domani (alle ore 22 italiane) a Seattle. Uno scontro diretto, sulla carta molto equilibrato, che mette in palio l'accesso agli ottavi contro la vincente di Stati Uniti-Bosnia.

 
Nella terza gara della fase finale della Coppa del Mondo ospitata in tre Paesi, con il 5-1 sugli All Blacks, il Belgio allenato dall'ex tecnico della Roma, Rudi Garcia ha quindi scacciato polemiche e brutti sogni dopo i due pareggi con Egitto (1-1) e Iran (0-0). Era stato in particolare quello con gli asiatici ad alimentare le critiche nei confronti dei 'Diavoli Rossi', che hanno sì perso buona parte della loro generazione d'oro (senza però portare a casa nessun trofeo) ma restano pur sempre una delle squadre europee più competitive. Tra i più esperti, il centrocampista De Bruyne e gli attaccanti Trossard e Lukaku (il giocatore belga con più gol realizzati nei Mondiali e che si dice contento di partire dalla panchina): tutti a segno, insieme al milanista Saelemaekers, contro la Nuova Zelanda, dopo i voti bassi in pagella della partita con l'Iran. "Non accettavo che venissero definiti 'giocatori ormai finiti', e loro hanno risposto sul campo", li ha difesi Garcia, che ora però cerca risposte anche da un altro dei suoi giocatori più talentuosi: Jeremy Doku. A 24 anni, l'attaccante del Manchester City (45 presenze e 7 gol in nazionale) è arrivato al torneo con grandi aspettative, forte di un'ottima stagione in Premier League. Tuttavia, frenato da un'infezione respiratoria, Doku ha offerto una prestazione sottotono contro l'Egitto e ha saltato il match contro l'Iran per recarsi a Londra e stare accanto alla moglie durante la nascita del loro bambino. Questo rapido viaggio di andata e ritorno, autorizzato dalla Federazione, ha suscitato ulteriori polemiche, soprattutto perché il difensore norvegese Leo Ostigard era rimasto con i compagni negli Stati Uniti, assistendo al parto della moglie via FaceTime. Doku è stato titolare contro la Nuova Zelanda, ma è stato sostituito allo scoccare dell'ora di gioco.
 
Tra le stelle che non stanno brillando in questa estate americana c'è sicuramente anche la più famosa del Senegal: Sadio Mané, che, a 34 anni, sta disputando quello che dovrebbe essere il suo ultimo grande torneo internazionale con i 'Leoni della Teranga', dopo aver conquistato il titolo africano sul campo a gennaio, salvo poi vederselo revocare a favore del Marocco. L'ex attaccante del Liverpool - trasferitosi all'Al-Nassr e vincitore del campionato saudita al fianco di Cristiano Ronaldo - è stato titolare in tutte e tre le partite della fase a gironi, ma non è riuscito a segnare contro Francia (sconfitta per 3-1), Norvegia (ko per 3-2) e Iraq. "Un esempio", ha comunque sottolineato il ct Pape Thiaw, mettendo in evidenza che "fa cose straordinarie, gioca per la squadra e ha un impatto decisivo. È il leader tecnico del gruppo e ci dà una mano anche in fase difensiva", ma per superare il Belgio serviranno soprattutto i suoi gol.
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MONDIALI 2026 - Senegal ostacolo duro, il Belgio di Garcia si affida anche a Lukaku e De Bruyne

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30/06/2026 - 17:03

La vigilia dell'ultima partita della fase a gironi, per entrambe, partite con grandi ambizioni, è stata caratterizzata dall'incubo di un'eliminazione precoce dai Mondiali 2026 che avrebbe fatto tanto rumore: invece, con due goleade, Belgio (5-1 con la Nuova Zelanda) e Senegal (5-0 con l'Iran) hanno acciuffato in extremis il diritto di affrontarsi nel sedicesimo di finale in programma domani (alle ore 22 italiane) a Seattle. Uno scontro diretto, sulla carta molto equilibrato, che mette in palio l'accesso agli ottavi contro la vincente di Stati Uniti-Bosnia.

 
Nella terza gara della fase finale della Coppa del Mondo ospitata in tre Paesi, con il 5-1 sugli All Blacks, il Belgio allenato dall'ex tecnico della Roma, Rudi Garcia ha quindi scacciato polemiche e brutti sogni dopo i due pareggi con Egitto (1-1) e Iran (0-0). Era stato in particolare quello con gli asiatici ad alimentare le critiche nei confronti dei 'Diavoli Rossi', che hanno sì perso buona parte della loro generazione d'oro (senza però portare a casa nessun trofeo) ma restano pur sempre una delle squadre europee più competitive. Tra i più esperti, il centrocampista De Bruyne e gli attaccanti Trossard e Lukaku (il giocatore belga con più gol realizzati nei Mondiali e che si dice contento di partire dalla panchina): tutti a segno, insieme al milanista Saelemaekers, contro la Nuova Zelanda, dopo i voti bassi in pagella della partita con l'Iran. "Non accettavo che venissero definiti 'giocatori ormai finiti', e loro hanno risposto sul campo", li ha difesi Garcia, che ora però cerca risposte anche da un altro dei suoi giocatori più talentuosi: Jeremy Doku. A 24 anni, l'attaccante del Manchester City (45 presenze e 7 gol in nazionale) è arrivato al torneo con grandi aspettative, forte di un'ottima stagione in Premier League. Tuttavia, frenato da un'infezione respiratoria, Doku ha offerto una prestazione sottotono contro l'Egitto e ha saltato il match contro l'Iran per recarsi a Londra e stare accanto alla moglie durante la nascita del loro bambino. Questo rapido viaggio di andata e ritorno, autorizzato dalla Federazione, ha suscitato ulteriori polemiche, soprattutto perché il difensore norvegese Leo Ostigard era rimasto con i compagni negli Stati Uniti, assistendo al parto della moglie via FaceTime. Doku è stato titolare contro la Nuova Zelanda, ma è stato sostituito allo scoccare dell'ora di gioco.
 
Tra le stelle che non stanno brillando in questa estate americana c'è sicuramente anche la più famosa del Senegal: Sadio Mané, che, a 34 anni, sta disputando quello che dovrebbe essere il suo ultimo grande torneo internazionale con i 'Leoni della Teranga', dopo aver conquistato il titolo africano sul campo a gennaio, salvo poi vederselo revocare a favore del Marocco. L'ex attaccante del Liverpool - trasferitosi all'Al-Nassr e vincitore del campionato saudita al fianco di Cristiano Ronaldo - è stato titolare in tutte e tre le partite della fase a gironi, ma non è riuscito a segnare contro Francia (sconfitta per 3-1), Norvegia (ko per 3-2) e Iraq. "Un esempio", ha comunque sottolineato il ct Pape Thiaw, mettendo in evidenza che "fa cose straordinarie, gioca per la squadra e ha un impatto decisivo. È il leader tecnico del gruppo e ci dà una mano anche in fase difensiva", ma per superare il Belgio serviranno soprattutto i suoi gol.
Fonte: Ansa