Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, capitano della Grande Inter e della Nazionale, ha ricordato Sandro Mazzola al microfono di Radio1 Rai. Ecco le sue parole sulla leggenda del calcio scomparsa stanotte: "Il fatto che se ne sia andato nel giorno in cui San Siro compie 100 anni sottolinea come i giganti si scelgano i loro appuntamenti con il tempo. Sandro lo ha fatto vivere, lo ha fatto vibrare, ha fatto emozionare quello stadio e tuti gli altri in cui ha giocato. Nel solco di un padre che poteva fargli ombra, è stato bravissimo: si è rimboccato letteralmente le maniche, come Valentino. E ha fatto la sua strada, con un suo stile, un suo modo di giocare , diventando altrettanto grande come il padre che l'ha preceduto. Ha esordito a San Siro, segnando contro il Brasile nel 1963. La staffetta è stata un incidente di percorso perché fa parte un po' di quel vizio italiano, a volte, di dividersi quando ci sono due campioni e scegliere da che parte stare. Anche lì c'era da prenderli entrambi, cercare di metterli a convivere il più possibile. Però l'Europeo del 1968, Italia-Germania 4-3 sono pagine azzurre che hanno la firma di Sandro Mazzola e che resteranno indelebili".
di Napoli Magazine
19/09/2026 - 13:59
Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, capitano della Grande Inter e della Nazionale, ha ricordato Sandro Mazzola al microfono di Radio1 Rai. Ecco le sue parole sulla leggenda del calcio scomparsa stanotte: "Il fatto che se ne sia andato nel giorno in cui San Siro compie 100 anni sottolinea come i giganti si scelgano i loro appuntamenti con il tempo. Sandro lo ha fatto vivere, lo ha fatto vibrare, ha fatto emozionare quello stadio e tuti gli altri in cui ha giocato. Nel solco di un padre che poteva fargli ombra, è stato bravissimo: si è rimboccato letteralmente le maniche, come Valentino. E ha fatto la sua strada, con un suo stile, un suo modo di giocare , diventando altrettanto grande come il padre che l'ha preceduto. Ha esordito a San Siro, segnando contro il Brasile nel 1963. La staffetta è stata un incidente di percorso perché fa parte un po' di quel vizio italiano, a volte, di dividersi quando ci sono due campioni e scegliere da che parte stare. Anche lì c'era da prenderli entrambi, cercare di metterli a convivere il più possibile. Però l'Europeo del 1968, Italia-Germania 4-3 sono pagine azzurre che hanno la firma di Sandro Mazzola e che resteranno indelebili".