Carlos Cuesta, allenatore del Parma, ha parlato a DAZN dopo lo 0-0 interno contro il Genoa. Queste le sue parole: “Noi ci proviamo sempre a vincere. Sapevamo sarebbe stata una partita difficile, per l’avversario forte e difficile, con idee molto chiare nella sua organizzazione. Allo stesso modo era la quinta partita in quindici giorni, dove hai giocato scontri diretti e contro le squadre più forti del campionato. I ragazzi si sono spremuti al massimo. Hanno fatto tutto per portare risultati. Oggi abbiamo provato fino alla fine. A volte è mancata lucidità per fare la differenza ma siamo stati in crescendo. La cosa che ho preferito è stato il contributo da pare di tutti. Cambio di modulo nel corso della gara? È stata una scelta tattica. Noi non pensiamo di attaccare o difendere peggio a cinque o quattro, ma pensavamo di essere più equilibrati con una linea a cinque. Sicuramente nel secondo tempo abbiamo avuto più il controllo della partita e qualche occasione, ma anche il Genoa ha avuto un’occasione. È il Parma che voglio? No, io voglio sempre di più. Mi sembra un’ottima base per crescere, ma vogliamo creare più pericoli, fare più gol, mantenendo la solidità difensiva. Questa è una responsabilità del mio lavoro. Sono certo che i ragazzi daranno tutto, lo dimostrano ogni giorno e abbiamo la qualità per farlo. Come bisogna lavorare in attacco per essere più incisivi? Per me la ricetta è sempre la stessa: sapere dove vuoi andare e come costruire quel processo, lavorando e analizzando molto, mettendo i giocatori nei loro punti di forza per invitarli a mostrare le loro qualità, aiutandoli a creare le connessioni tra di loro. Lo stesso a livello difensivo. La linea del calcio è sempre la stessa. Corvi ha dimostrato tanto e Rinaldi lo ha fatto mercoledì, Suzuki avrà vita difficile? La fase offensiva dipende tanto anche dal portiere. Stiamo dimostrando tutti un livello alto. Tutti i giocatori sono stati in campo e hanno dato un contributo positivo alla squadra. Tutti mi rendono le scelte difficili: si allenano bene e sono pronti per creare impatto. Estevez stava troppo basso? Abbiamo adattato certe cose agli spazi che trovavamo e ai giocatori liberi. Quando la partita è andata avanti abbiamo interpretato meglio quelle situazioni, dobbiamo lavorare ancora e so che miglioreremo. Perché nel primo tempo sembrava che vincesse la paura? È una questione di organizzazione. Ti porta ad avere una sensazione che non provi o hai paura, ma non è così. Il Genoa ha fatto certe cose meglio nel primo tempo, poi abbiamo letto meglio. Cerchiamo sempre d vincere. Da sottolineare la prova dei due centrali? Stanno crescendo, così come Troilo, che ha dimostrato di essere in crescita, lo stesso Delprato, che fa anche lui il centrale quando deve. Io parlerei di tutti piuttosto che dei singoli. Pezzo di carta in mano? Ce l’ho sempre! Scrivo sempre qualcosa. A destra è una scelta che si attacchi di meno rispetto a sinistra? Abbiamo attaccato di meno? No, si fanno cose diverse. A Lecce tutte le occasioni sono arrivate da destra. Le dinamiche sono diverse, ma non è che attacchiamo meno da una parte rispetto che dall’altra. Sono solo le caratteristiche dei giocatori”.
di Napoli Magazine
18/01/2026 - 16:12
Carlos Cuesta, allenatore del Parma, ha parlato a DAZN dopo lo 0-0 interno contro il Genoa. Queste le sue parole: “Noi ci proviamo sempre a vincere. Sapevamo sarebbe stata una partita difficile, per l’avversario forte e difficile, con idee molto chiare nella sua organizzazione. Allo stesso modo era la quinta partita in quindici giorni, dove hai giocato scontri diretti e contro le squadre più forti del campionato. I ragazzi si sono spremuti al massimo. Hanno fatto tutto per portare risultati. Oggi abbiamo provato fino alla fine. A volte è mancata lucidità per fare la differenza ma siamo stati in crescendo. La cosa che ho preferito è stato il contributo da pare di tutti. Cambio di modulo nel corso della gara? È stata una scelta tattica. Noi non pensiamo di attaccare o difendere peggio a cinque o quattro, ma pensavamo di essere più equilibrati con una linea a cinque. Sicuramente nel secondo tempo abbiamo avuto più il controllo della partita e qualche occasione, ma anche il Genoa ha avuto un’occasione. È il Parma che voglio? No, io voglio sempre di più. Mi sembra un’ottima base per crescere, ma vogliamo creare più pericoli, fare più gol, mantenendo la solidità difensiva. Questa è una responsabilità del mio lavoro. Sono certo che i ragazzi daranno tutto, lo dimostrano ogni giorno e abbiamo la qualità per farlo. Come bisogna lavorare in attacco per essere più incisivi? Per me la ricetta è sempre la stessa: sapere dove vuoi andare e come costruire quel processo, lavorando e analizzando molto, mettendo i giocatori nei loro punti di forza per invitarli a mostrare le loro qualità, aiutandoli a creare le connessioni tra di loro. Lo stesso a livello difensivo. La linea del calcio è sempre la stessa. Corvi ha dimostrato tanto e Rinaldi lo ha fatto mercoledì, Suzuki avrà vita difficile? La fase offensiva dipende tanto anche dal portiere. Stiamo dimostrando tutti un livello alto. Tutti i giocatori sono stati in campo e hanno dato un contributo positivo alla squadra. Tutti mi rendono le scelte difficili: si allenano bene e sono pronti per creare impatto. Estevez stava troppo basso? Abbiamo adattato certe cose agli spazi che trovavamo e ai giocatori liberi. Quando la partita è andata avanti abbiamo interpretato meglio quelle situazioni, dobbiamo lavorare ancora e so che miglioreremo. Perché nel primo tempo sembrava che vincesse la paura? È una questione di organizzazione. Ti porta ad avere una sensazione che non provi o hai paura, ma non è così. Il Genoa ha fatto certe cose meglio nel primo tempo, poi abbiamo letto meglio. Cerchiamo sempre d vincere. Da sottolineare la prova dei due centrali? Stanno crescendo, così come Troilo, che ha dimostrato di essere in crescita, lo stesso Delprato, che fa anche lui il centrale quando deve. Io parlerei di tutti piuttosto che dei singoli. Pezzo di carta in mano? Ce l’ho sempre! Scrivo sempre qualcosa. A destra è una scelta che si attacchi di meno rispetto a sinistra? Abbiamo attaccato di meno? No, si fanno cose diverse. A Lecce tutte le occasioni sono arrivate da destra. Le dinamiche sono diverse, ma non è che attacchiamo meno da una parte rispetto che dall’altra. Sono solo le caratteristiche dei giocatori”.