Dare spazio alla musica che ricerca, sperimenta e attraversa i generi, valorizzando le voci più interessanti della scena indipendente e d'autore. Nasce con questo spirito Open Sound 2026, il nuovo progetto del Teatro Pubblico Campano dedicato alla musica dal vivo, una piattaforma eclettica che mette in relazione talenti campani e protagonisti del panorama nazionale attraverso la rete GlocalSound.
La prima edizione, in programma al Teatro Nuovo di Napoli con tre appuntamenti da novembre a gennaio, propone un percorso musicale che dal jazz arriva al cantautorato, passando per le sonorità alternative e la sperimentazione.
Con Open Sound 2026, il Teatro Pubblico Campano amplia il proprio orizzonte culturale e apre una nuova finestra sulla musica dal vivo, riconoscendone il ruolo centrale nella costruzione di esperienze artistiche e occasioni di confronto.
Il progetto nasce con l'obiettivo di valorizzare le energie creative del territorio campano e del panorama nazionale, sostenendo tanto le produzioni emergenti quanto gli artisti già affermati e promuovendo una visione della musica come luogo di incontro, ricerca e condivisione.
Open Sound 2026 nasce, infatti, con l'ambizione di creare uno spazio di incontro tra artisti, pubblico e operatori culturali, dove la musica diventa occasione di confronto, scoperta e condivisione.
Ad aprire il programma, giovedì 12 novembre 2026 alle ore 21.00, saranno i Fanali, che presenteranno in anteprima live assoluta il nuovo mini album Nu veleno ch'è doce.
Il collettivo napoletano, composto da Caterina Bianco (voce e synth), Michele De Finis (chitarre, basso e programming) e Jonathan Maurano (batteria), porta avanti una ricerca che intreccia musica e immagine, tradizione e sperimentazione, rileggendo il patrimonio della canzone napoletana attraverso le atmosfere del trip-hop, del post-rock e dello shoegaze.
Il nuovo lavoro, che vede la collaborazione di Manuel Agnelli nel singolo Passione, rappresenta il capitolo conclusivo di un percorso di reinvenzione della canzone partenopea avviato con il precedente album Nun me scetà.
Un'identità artistica costruita nel tempo attraverso un approccio multidisciplinare e la collaborazione con l'artista visuale Sabrina Cirillo e il sound engineer Antonio Dafe. Nati dall'incontro artistico tra i tre musicisti, i Fanali si muovono nel solco di esperienze come Calibro 35, C'mon Tigre e Julie's Haircut, con l'obiettivo di realizzare una vera e propria «musica per immagini».
Il secondo appuntamento, mercoledì 23 dicembre 2026 alle ore 21.00, vedrà protagonista il PS5 – Pietro Santangelo 5tet con Baccanalia, un progetto musicale che fa della contaminazione e della convivenza tra linguaggi differenti il proprio principio ispiratore. Dopo la pubblicazione di Unconscious Collective (2021) ed Echologia (2024), entrambi usciti per l'etichetta Hyperjazz, la formazione presenta il nuovo EP Baccanalia (2026), pubblicato dalla neonata etichetta napoletana Cafe Saphora Records.
Il disco è una raccolta di danze visionarie che si ispirano all'immaginario della cultura classica, evocando attraverso ritmi pulsanti e canti rituali danze di guerra, cortei di satiri e riti di passaggio e trasformazione. Ne scaturisce un viaggio sonoro intenso, nel quale il jazz contemporaneo dialoga con suggestioni ancestrali, dando vita a un'esperienza musicale che coinvolge il corpo e la dimensione più evocativa dell'ascolto. Le trame dei sassofoni si sviluppano su una solida struttura ritmica, lungo una linea immaginaria che mette in relazione le radici musicali africane e mediterranee.
La ricerca del quintetto parte dall'idea di biodiversità come metafora culturale: proprio come in un ecosistema naturale, elementi apparentemente distanti contribuiscono a costruire un equilibrio dinamico e vitale. Una visione che si traduce in una musica aperta, plurale, in cui multiculturalismo significa innanzitutto convivenza.
Accanto a Pietro Santangelo, al sax tenore e soprano, flauto, voci, fujara e percussioni addizionali, il quintetto riunisce Paolo Batà Bianconcini alle congas e allo shekerè, Giuseppe Giroffi al sax alto e baritono, Vincenzo Lamagna alla chitarra basso e Salvatore Rainone alla batteria.
A chiudere la prima edizione di Open Sound 2026 sarà, sabato 9 gennaio 2027 alle ore 21.00, Federico Di Napoli, cantautore originario di Aversa, in provincia di Caserta, protagonista di Concerto a teatro. La sua musica affonda le radici nell'R&B degli anni Duemila, ma si sviluppa attraverso un percorso personale che attraversa il pop e le sonorità urban contemporanee, senza rinunciare alla contaminazione.
Dopo il singolo d'esordio Macigno, tra il 2018 e il 2019 pubblica sei brani, tra cui Da mezzanotte in poi, conquistando progressivamente l'attenzione del pubblico e il sostegno della scena musicale napoletana. Nel suo percorso si inseriscono collaborazioni con artisti come Samurai Jay, Livio Cori e Peppe Soks, mentre brani come Mare 'e Bucìe (feat. Livio Cori), Tutto Come Prima e Scuro gli consentono di raggiungere anche la copertina della playlist editoriale Anima R&B.
La dimensione digitale e i social network rappresentano un ulteriore spazio di espressione e relazione con il pubblico, contribuendo alla crescita del suo progetto artistico Un percorso in continua evoluzione, che restituisce l'immagine di un artista interessato a superare le definizioni di genere e a concepire la musica come uno spazio libero, senza etichette, limiti o confini.
Open Sound 2026 inaugura un nuovo percorso dedicato alla musica dal vivo e alle sue molteplici possibilità espressive. Un'occasione per esplorare le trasformazioni della scena contemporanea, valorizzare le esperienze artistiche del territorio e costruire un dialogo aperto tra Napoli e il panorama musicale nazionale.
Open Sound 2026 - I Edizione
12 novembre 2026 ? 9 gennaio 2027
Teatro Nuovo Napoli - Via Montecalvario, 16