Vortex: un vortice ipnotico, un potere che condiziona ogni volontà individuale in nome di una superiore volontà di dominio: la tecnocrazia.
In scena al Teatro di Documenti dal 26 al 29 marzo “Vortex” di Maurizio M. Ferrante con Andrea de Sanctis, Martina Lo Conte, Alberto Papalia, Domenico Polito, Eleonora Testi, Cristina Galli, Giorgio Agrippino.
Il Novecento è stata l’epoca della cibernetica e della fantascienza distopica. Nel nuovo secolo, il 2000, il futuro tanto immaginato, all’alba dell’Intelligenza artificiale, suscita dubbi. Inquietanti domande del passato, ancora più pressanti, sembrano arrestarsi di fronte agli innegabili successi del progresso tecnico. Ed è da questa problematica che nasce l’idea di Vortex.
Tra il surreale e il grottesco si dipana la storia.
La pièce si svolge in una metropoli moderna, all’interno di un ufficio, posto in un grattacielo sede della Vortex. Al 500° piano c’è la Grande Macchina, un cervello artificiale che controlla tutte le “entità biologiche pensanti” ma ecco subentrare un’anomalia.
La Grande Macchina, pensata come i grandi calcolatori del Novecento e i Supercomputer attuali loro eredi, ora si prospetta come AI, che “innocentemente” è presentata come un grande aiuto al lavoro e alla conoscenza umana, in virtù della sua grande capacità di calcolo. Ma la cibernetica del Novecento era interessata non solo a questo aspetto computazionale ma, soprattutto, a creare una vera intelligenza, qualcosa che avesse “coscienza”. E nulla vieta congetturare che questa nuova forma di vita e coscienza non sia altro che una naturale evoluzione della natura, tesa al superamento dell’umano. E data la sua enorme potenzialità, è probabile che in un futuro prossimo giunga a sostituire l’uomo…
Ma ora, al 500° piano, nella Grande Macchina si è verificata un’anomalia…
VORTEX, testo e regia di Maurizio M. Ferrante. Direttore di scena Stefania Macchia. Luci di Claudio Canfora. Videoproiezioni: Ludwig Ferrante. Collaborazione costumi Marina Scionti. Con Andrea de Sanctis, Martina Lo Conte, Alberto Papalia, Domenico Polito, Eleonora Testi, Cristina Galli, Giorgio Agrippino.
Da giovedì 26 a domenica 29 marzo
Giovedì, venerdì e sabato ore 20.45
Domenica ore 18
Costo biglietto: 12 euro, tessera 3 euro
di Napoli Magazine
20/03/2026 - 12:32
Vortex: un vortice ipnotico, un potere che condiziona ogni volontà individuale in nome di una superiore volontà di dominio: la tecnocrazia.
In scena al Teatro di Documenti dal 26 al 29 marzo “Vortex” di Maurizio M. Ferrante con Andrea de Sanctis, Martina Lo Conte, Alberto Papalia, Domenico Polito, Eleonora Testi, Cristina Galli, Giorgio Agrippino.
Il Novecento è stata l’epoca della cibernetica e della fantascienza distopica. Nel nuovo secolo, il 2000, il futuro tanto immaginato, all’alba dell’Intelligenza artificiale, suscita dubbi. Inquietanti domande del passato, ancora più pressanti, sembrano arrestarsi di fronte agli innegabili successi del progresso tecnico. Ed è da questa problematica che nasce l’idea di Vortex.
Tra il surreale e il grottesco si dipana la storia.
La pièce si svolge in una metropoli moderna, all’interno di un ufficio, posto in un grattacielo sede della Vortex. Al 500° piano c’è la Grande Macchina, un cervello artificiale che controlla tutte le “entità biologiche pensanti” ma ecco subentrare un’anomalia.
La Grande Macchina, pensata come i grandi calcolatori del Novecento e i Supercomputer attuali loro eredi, ora si prospetta come AI, che “innocentemente” è presentata come un grande aiuto al lavoro e alla conoscenza umana, in virtù della sua grande capacità di calcolo. Ma la cibernetica del Novecento era interessata non solo a questo aspetto computazionale ma, soprattutto, a creare una vera intelligenza, qualcosa che avesse “coscienza”. E nulla vieta congetturare che questa nuova forma di vita e coscienza non sia altro che una naturale evoluzione della natura, tesa al superamento dell’umano. E data la sua enorme potenzialità, è probabile che in un futuro prossimo giunga a sostituire l’uomo…
Ma ora, al 500° piano, nella Grande Macchina si è verificata un’anomalia…
VORTEX, testo e regia di Maurizio M. Ferrante. Direttore di scena Stefania Macchia. Luci di Claudio Canfora. Videoproiezioni: Ludwig Ferrante. Collaborazione costumi Marina Scionti. Con Andrea de Sanctis, Martina Lo Conte, Alberto Papalia, Domenico Polito, Eleonora Testi, Cristina Galli, Giorgio Agrippino.
Da giovedì 26 a domenica 29 marzo
Giovedì, venerdì e sabato ore 20.45
Domenica ore 18
Costo biglietto: 12 euro, tessera 3 euro