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CAMPOBASSO - Rizzetta: "Fondi americani avrebbero messo risorse importantissime nel Napoli, ma è qualcosa di infattibile"
11.06.2026 11:43 di Napoli Magazine
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Matt Rizzetta, presidente del Campobasso, ha parlato questa mattina nella sala stampa dell'Axum Molinari Stadium. Il numero uno del club si è soffermato anche sulla proposta di acquisizione del Napoli: "Ho sempre detto che ci sono tre piazze, una non la nomino: avrei preso in considerazione solo due piazze, Napoli per motivi strategici. Abbiamo una realtà importante come il basket, è una città internazionale con un potenziale pazzesco. Se dovesse esserci una opportunità del genere la considerereremmo: fondi importanti avrebbero messo risorse importantissime nel Napoli, l'abbiamo approfondito e lo ritengo qualcosa di infattibile. Non ci stiamo lavorando, per correttezza e trasparenza ci metto la faccia. Potevo nascondermi e dire che non parlavamo con nessuno, sarei stato un bugiardo. La seconda piazza è Reggio Calabria, ho un rapporto familiare con la città: ci sono cresciuto, posso anche far finta di non fregarmene della piazza ma non è così. Io campo Campobasso, non ho mai detto una parola fuoriluogo, c'è uno zoccolo duro di pubblico a cui sarò sempre grato. Non credo di aver mai detto una parola fuoriluogo sul Molise o sulla città di Campobasso. I reggini a me piacciono, hanno sangue bollente come il mio e vogliono vincere come me. Nella Reggina ho visto una opportunità come il Napoli del 2004, una opportunità enorme. Se dovessi incidere sulle norme della multiproprietà, abbiamo già programmato tutto e pensato a tutto. Abbiamo già una garanzia per il futuro calcistico a Campobasso: è la mia responsabilità, parliamo anche dell'eredità calcistica e a me questa cosa importa parecchio, lo lascerei in mani sicure. Le tre soluzioni? Io non gioco per partecipare ma per vincere, qui siamo arrivati alla Serie D partendo dal giocare senza nemmeno il campo. In C ci siamo salvati e al secondo anno abbiamo raggiunto i playoff nazionali. Non faccio finta di niente, se andassi in un altro posto ci andrei per vincere. Se parliamo di Reggina o di un altro club dilettantistico ed arrivassimo alla Serie C, con la multiproprietà abbiamo le soluzioni: restare qui a Campobasso, un impegno tramite aziende legate alla mia holding, una cessione nel caso dovesse accadere, ed abbiamo già deciso che la società rimarrebbe in mani sicure, come se fosse di famiglia. Cosa mi convincerebbe a rimanere? Per quanto siamo stati bravi quest'anno, ci sono aspetti in cui potremmo migliorare. Non lascerei mai il Campobasso in mani non appassionate e serie. Napoli? Stavamo parlando di progetto stratosferico, univamo due realtà: potenzialmente c'era la NBA e l'Eurolega, poi il Napoli che è già una realtà. Due asset immobiliari di proprietà, altri investimenti come settore giovanile e altre strutture. Non sarei io a finanziare l'operazione, dietro ci sono fondi importanti. Io rappresento interessi economici di chi si fida di me, non è che posso andare da loro e dire spostiamo tre miliardi da Napoli a Campobasso. La Reggina era un investimento sentimentale, una piazza importante con tanti emigrati all'estero. Ci sono tante dinamiche che dobbiamo affrontare e che possono cambiare la strategia di gestione: io cerco sempre di portare avanti un progetto con una gestione passionale e pragmatica, valutate pure le società di Serie A. Chi è costruito sulla base di una visione pragmatica e sostenibile? Napoli, Atalanta, Empoli, Lecce, sono progetti che iniziano da un bilancio sostenibile e poi si investe. Economicamente potrei portare domani il Campobasso in B, ma cosa rischieremmo nel caso non ci arrivassimo? Meglio vent'anni di sostenibilità che uno-due-tre anni non sostenibili".

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CAMPOBASSO - Rizzetta: "Fondi americani avrebbero messo risorse importantissime nel Napoli, ma è qualcosa di infattibile"

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11/06/2026 - 11:43

Matt Rizzetta, presidente del Campobasso, ha parlato questa mattina nella sala stampa dell'Axum Molinari Stadium. Il numero uno del club si è soffermato anche sulla proposta di acquisizione del Napoli: "Ho sempre detto che ci sono tre piazze, una non la nomino: avrei preso in considerazione solo due piazze, Napoli per motivi strategici. Abbiamo una realtà importante come il basket, è una città internazionale con un potenziale pazzesco. Se dovesse esserci una opportunità del genere la considerereremmo: fondi importanti avrebbero messo risorse importantissime nel Napoli, l'abbiamo approfondito e lo ritengo qualcosa di infattibile. Non ci stiamo lavorando, per correttezza e trasparenza ci metto la faccia. Potevo nascondermi e dire che non parlavamo con nessuno, sarei stato un bugiardo. La seconda piazza è Reggio Calabria, ho un rapporto familiare con la città: ci sono cresciuto, posso anche far finta di non fregarmene della piazza ma non è così. Io campo Campobasso, non ho mai detto una parola fuoriluogo, c'è uno zoccolo duro di pubblico a cui sarò sempre grato. Non credo di aver mai detto una parola fuoriluogo sul Molise o sulla città di Campobasso. I reggini a me piacciono, hanno sangue bollente come il mio e vogliono vincere come me. Nella Reggina ho visto una opportunità come il Napoli del 2004, una opportunità enorme. Se dovessi incidere sulle norme della multiproprietà, abbiamo già programmato tutto e pensato a tutto. Abbiamo già una garanzia per il futuro calcistico a Campobasso: è la mia responsabilità, parliamo anche dell'eredità calcistica e a me questa cosa importa parecchio, lo lascerei in mani sicure. Le tre soluzioni? Io non gioco per partecipare ma per vincere, qui siamo arrivati alla Serie D partendo dal giocare senza nemmeno il campo. In C ci siamo salvati e al secondo anno abbiamo raggiunto i playoff nazionali. Non faccio finta di niente, se andassi in un altro posto ci andrei per vincere. Se parliamo di Reggina o di un altro club dilettantistico ed arrivassimo alla Serie C, con la multiproprietà abbiamo le soluzioni: restare qui a Campobasso, un impegno tramite aziende legate alla mia holding, una cessione nel caso dovesse accadere, ed abbiamo già deciso che la società rimarrebbe in mani sicure, come se fosse di famiglia. Cosa mi convincerebbe a rimanere? Per quanto siamo stati bravi quest'anno, ci sono aspetti in cui potremmo migliorare. Non lascerei mai il Campobasso in mani non appassionate e serie. Napoli? Stavamo parlando di progetto stratosferico, univamo due realtà: potenzialmente c'era la NBA e l'Eurolega, poi il Napoli che è già una realtà. Due asset immobiliari di proprietà, altri investimenti come settore giovanile e altre strutture. Non sarei io a finanziare l'operazione, dietro ci sono fondi importanti. Io rappresento interessi economici di chi si fida di me, non è che posso andare da loro e dire spostiamo tre miliardi da Napoli a Campobasso. La Reggina era un investimento sentimentale, una piazza importante con tanti emigrati all'estero. Ci sono tante dinamiche che dobbiamo affrontare e che possono cambiare la strategia di gestione: io cerco sempre di portare avanti un progetto con una gestione passionale e pragmatica, valutate pure le società di Serie A. Chi è costruito sulla base di una visione pragmatica e sostenibile? Napoli, Atalanta, Empoli, Lecce, sono progetti che iniziano da un bilancio sostenibile e poi si investe. Economicamente potrei portare domani il Campobasso in B, ma cosa rischieremmo nel caso non ci arrivassimo? Meglio vent'anni di sostenibilità che uno-due-tre anni non sostenibili".