Giovanni Malagò, nuovo presidente della Federcalcio, ha raccontato a Cronache di Spogliatoio come ha fatto a convincere Paolo Maldini: “Ho capovolto la clessidra. Quando sono stato eletto sono andato a guardare i ragionamenti fatti finora, peraltro non per forza sbagliati, e cioè che il presidente federale si assume da solo la scelta di determinate cariche. Io ho pensato, non per mancanza di coraggio, di invertire: ho deciso di condividere la scelta del commissario tecnico con quello che volevo e doveva essere il mio primo obiettivo. Durante la campagna elettorale ho sempre detto a Paolo che poi l’avrei chiamato: mi diceva di chiamarlo, ma nulla di più. Sapevo quanto fosse particolare la gestione della persona e del personaggio: il capello lo spacca in due, poi in quattro e via dicendo. Molte delle sue domande richiedevano uno studio. Si può indovinare il commissario tecnico, come pure lo si può sbagliare. Però prima vanno sviscerate delle tematiche: ho impegnato due settimane, poi ci siamo abbracciati con lui e Leonardo”.
Leonardo è stata una sorpresa…
“Per me no. Sono due facce della stessa medaglia: uno parte con un’idea e l’altro la sviluppa. Sono partiti a mille all’ora, sono andati subito a Coverciano, dove hanno cominciato a rivoluzionare qualcosa di formidabile ma molto statico. Da lì parte tutto il concetto della filiera”.
di Napoli Magazine
21/07/2026 - 21:19
Giovanni Malagò, nuovo presidente della Federcalcio, ha raccontato a Cronache di Spogliatoio come ha fatto a convincere Paolo Maldini: “Ho capovolto la clessidra. Quando sono stato eletto sono andato a guardare i ragionamenti fatti finora, peraltro non per forza sbagliati, e cioè che il presidente federale si assume da solo la scelta di determinate cariche. Io ho pensato, non per mancanza di coraggio, di invertire: ho deciso di condividere la scelta del commissario tecnico con quello che volevo e doveva essere il mio primo obiettivo. Durante la campagna elettorale ho sempre detto a Paolo che poi l’avrei chiamato: mi diceva di chiamarlo, ma nulla di più. Sapevo quanto fosse particolare la gestione della persona e del personaggio: il capello lo spacca in due, poi in quattro e via dicendo. Molte delle sue domande richiedevano uno studio. Si può indovinare il commissario tecnico, come pure lo si può sbagliare. Però prima vanno sviscerate delle tematiche: ho impegnato due settimane, poi ci siamo abbracciati con lui e Leonardo”.
Leonardo è stata una sorpresa…
“Per me no. Sono due facce della stessa medaglia: uno parte con un’idea e l’altro la sviluppa. Sono partiti a mille all’ora, sono andati subito a Coverciano, dove hanno cominciato a rivoluzionare qualcosa di formidabile ma molto statico. Da lì parte tutto il concetto della filiera”.