A Stile TV, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra”, è intervenuto Arturo Di Napoli, doppio ex di Venezia-Napoli: “Il Napoli non è ancora una squadra concreta, è cambiata non negli uomini ma nella metodologia. Nei ritmi è ancora molto basso rispetto alle altre squadre e questo determina perchè la qualità non basta se diventi prevedibile. Non so se manca qualcosa nella preparazione, ma nella mentalità sì. Ogni allenatore vive il calcio a modo proprio, ma con Conte vedevo un Napoli più aggressivo, con ritmi alti e credo che Allegri sia stato preso per non strizzare ulteriormente giocatori che hanno qualità ma che non sono più giovani. C’era da scegliere se ringiovanire la rosa e quindi cambiare, oppure prendere un allenatore che potesse gestire questo gruppo ed ha scelto la seconda. De Laurentiis a Napoli ha fatto un lavoro straordinario, questa è una squadra che può competere in Italia e in Champions, ma credo che avere degli elementi della società che vadano a supporto di allenatore e squadre in momenti particolari come questi sia necessario. Il Venezia non ha la classifica che merita, ha raccolto meno di quanto ha seminato, però sulla carta il Napoli è molto più forte e non può aver paura del Venezia o del cambio di allenatore. Negli anni il Napoli ha portato giocatori sconosciuti alla ribalta, con un gioco collettivo e con allenatori che avevano una predisposizione diversa da quella di Allegri. La sensazione che il Napoli mi dà, è che vive sui singoli e se ti affidi alle giocate dei singoli a volte va bene e altre no. Per andare oltre serve il colletto, con la qualità dei singoli, ma al momento non mia sembra forte il collettivo del Napoli”.
di Napoli Magazine
15/10/2026 - 13:36
A Stile TV, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra”, è intervenuto Arturo Di Napoli, doppio ex di Venezia-Napoli: “Il Napoli non è ancora una squadra concreta, è cambiata non negli uomini ma nella metodologia. Nei ritmi è ancora molto basso rispetto alle altre squadre e questo determina perchè la qualità non basta se diventi prevedibile. Non so se manca qualcosa nella preparazione, ma nella mentalità sì. Ogni allenatore vive il calcio a modo proprio, ma con Conte vedevo un Napoli più aggressivo, con ritmi alti e credo che Allegri sia stato preso per non strizzare ulteriormente giocatori che hanno qualità ma che non sono più giovani. C’era da scegliere se ringiovanire la rosa e quindi cambiare, oppure prendere un allenatore che potesse gestire questo gruppo ed ha scelto la seconda. De Laurentiis a Napoli ha fatto un lavoro straordinario, questa è una squadra che può competere in Italia e in Champions, ma credo che avere degli elementi della società che vadano a supporto di allenatore e squadre in momenti particolari come questi sia necessario. Il Venezia non ha la classifica che merita, ha raccolto meno di quanto ha seminato, però sulla carta il Napoli è molto più forte e non può aver paura del Venezia o del cambio di allenatore. Negli anni il Napoli ha portato giocatori sconosciuti alla ribalta, con un gioco collettivo e con allenatori che avevano una predisposizione diversa da quella di Allegri. La sensazione che il Napoli mi dà, è che vive sui singoli e se ti affidi alle giocate dei singoli a volte va bene e altre no. Per andare oltre serve il colletto, con la qualità dei singoli, ma al momento non mia sembra forte il collettivo del Napoli”.