A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA.
In questa settimana abbiamo visto un braccio di ferro vinto dalla Premier League contro la Serie A. Mi riferisco ovviamente alla vicenda di Marco Palestra. È una scelta che la convince? Dal punto di vista del ragazzo è stata la decisione migliore?
“Sicuramente lo è stata per il suo portafoglio, senza ombra di dubbio. Non sono assolutamente convinto, invece, che si dovessero spendere certe cifre. Oggi siamo di fronte a club che investono somme folli per ragazzi interessanti, ma che devono ancora dimostrare tutto. Palestra è un prospetto importante, però ha disputato appena una ventina di partite in Serie A con il Cagliari: non stiamo parlando di un calciatore già formato o pronto per certi livelli. È giusto investire su di lui, ma non a queste cifre. Continuo a non comprendere come club come il Chelsea possano autorizzare operazioni di questo tipo. Lo stesso discorso vale per altri acquisti fatti dai club inglesi: prendono giocatori di prospettiva pagandoli cifre fuori da ogni logica. Mi auguro che Marco possa diventare uno dei pilastri della futura Nazionale italiana, ma oggi resta un ragazzo che deve ancora dimostrare il proprio valore".
Sono cifre folli, ma probabilmente non per il mercato inglese. Abbiamo visto anche altre operazioni concluse oltre i 100 milioni di sterline. Restando sul tema dei giovani talenti, un altro nome al centro del mercato è quello di Nico Paz. C'è stato l'incontro tra Como e Real Madrid: il Real ha esercitato la recompra e ora le parti si rivedranno per capire dove giocherà il ragazzo nella prossima stagione. Si parla addirittura di una valutazione intorno ai 60-70 milioni di euro. Nico Paz vale davvero queste cifre?
“Dopo aver visto quanto il Chelsea ha pagato Palestra, ormai non mi sconvolge più nulla. Se oggi mi dici che Nico Paz vale 70 milioni, non mi sorprendo. Sicuramente è un giocatore che ha già dimostrato molto più di altri coetanei, ha inciso nelle partite del Como e ha fatto vedere qualità importanti. Però continuiamo a parlare di valutazioni che hanno perso qualsiasi riferimento con la realtà. Se faccio un paragone con il passato, penso alla cifra con cui il Napoli vendette Edinson Cavani al Paris Saint-Germain: lì parlavamo di un attaccante che aveva già segnato oltre cento gol in Italia ed era un campione affermato. Nico Paz è un ottimo prospetto, ma questi prezzi restano fuori da ogni logica".
Pare che anche l'Inter voglia inserirsi nell'operazione. È una pista credibile oppure vede il Como nettamente favorito?
“Credo che il Como abbia già impostato tutto il lavoro necessario per sedersi al tavolo con il Real Madrid. Sono convinto che esistano accordi precedenti tra le parti. Oggi vedo molte più possibilità che Nico Paz torni al Como piuttosto che vada all'Inter, anche per la forza economica della proprietà lariana".
Poche possibilità per l'Inter?
“Nel mercato non bisogna mai escludere nulla, però oggi per le squadre italiane è estremamente difficile competere economicamente. Non possiamo confrontarci con i grandi club inglesi, spagnoli e tedeschi. In alcuni casi siamo ormai dietro anche ad altri campionati emergenti".
Oggi si sposa il direttore sportivo del Napoli, Giovanni Manna, che in due stagioni ha comunque ottenuto risultati importanti. È ancora molto giovane. Secondo lei cosa gli manca per diventare un top manager assoluto?
“Credo che al Napoli manchi soprattutto una struttura di scouting forte, come quella che aveva negli anni passati. Non conosco i motivi che hanno portato a determinati cambiamenti, però penso che il club dovrebbe recuperare quella filosofia che gli permetteva di arrivare prima degli altri sui giovani più promettenti. Manna ha già accumulato un'esperienza importante e possiede un curriculum di grande livello, ma credo che il Napoli debba ripartire da certe figure professionali".
Negli ultimi anni il Napoli è sembrato meno orientato verso i giovani di prospettiva e più verso calciatori già pronti, anche per le richieste degli allenatori. Le tante uscite nell'area scouting hanno inciso?
“Secondo me sì. Il Napoli aveva persone di altissimo livello. Io stesso mi confrontavo spesso con Leonardo Mantovani e l'ho sempre considerato uno dei migliori professionisti italiani nel settore dello scouting. Interrompere determinati rapporti, a mio avviso, ha penalizzato il club. Trovare giovani davvero forti non è semplice, ma quando hai uomini capaci di individuarli fai la differenza".
Si parla di Guglielmo Vicario. Da quanto filtra, Aurelio De Laurentiis non esclude l'investimento, ma prima vorrebbe cedere sia Alex Meret sia Vanja Milinkovic-Savic. È un'operazione davvero realizzabile?
“La vedo complicata. Le squadre che cercano un portiere importante, nella maggior parte dei casi, hanno già programmato le proprie scelte. Inoltre continuo a ritenere che la gestione di Meret sia stata poco lineare. Se un portiere non rientra più nei piani del club, allora è giusto separarsi. Però trovo singolare pensare di sostituirlo con un portiere più grande di dieci anni, pagato una cifra importante, dopo aver già investito tanto in passato. Mi sembra una situazione poco coerente".
Si parla di una possibile cessione di Antonio Vergara mentre il Napoli continua a seguire giovani come Giovanni Leoni. È una scelta che condivide?
“No. Vergara è uno dei giovani italiani più interessanti e non capisco perché un club che non ha necessità di fare cassa debba privarsene. Allo stesso tempo spendere cifre importanti per un ragazzo che ha disputato poche partite in Serie A mi lascia perplesso. Per questo continuo a sostenere che il Napoli debba riorganizzare il proprio scouting".
Se dovesse partire André-Frank Zambo Anguissa e arrivasse Adrien Rabiot, il Napoli farebbe un salto di qualità?
“Rabiot, nonostante la stagione difficile vissuta dalla sua squadra, è stato tra i migliori. Se davvero dovesse esserci questa possibilità, immagino che l'eventuale presenza di Massimiliano Allegri possa incidere, visto il rapporto straordinario che esiste tra lui, il giocatore e la madre-agente. Dal punto di vista tecnico parliamo di un centrocampista di altissimo livello, che sposta gli equilibri".
Quindi sarebbe un upgrade rispetto ad Anguissa?
“Più che un upgrade parlerei di caratteristiche diverse. Per me sono due giocatori che si equivalgono. Rabiot ha probabilmente qualcosa in più nella qualità tecnica e nell'inserimento offensivo, mentre Anguissa garantisce maggiore forza fisica e dinamismo. Alla fine il livello è molto simile e uno non cambierebbe in maniera sostanziale gli equilibri rispetto all'altro".
di Napoli Magazine
26/06/2026 - 13:16
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA.
In questa settimana abbiamo visto un braccio di ferro vinto dalla Premier League contro la Serie A. Mi riferisco ovviamente alla vicenda di Marco Palestra. È una scelta che la convince? Dal punto di vista del ragazzo è stata la decisione migliore?
“Sicuramente lo è stata per il suo portafoglio, senza ombra di dubbio. Non sono assolutamente convinto, invece, che si dovessero spendere certe cifre. Oggi siamo di fronte a club che investono somme folli per ragazzi interessanti, ma che devono ancora dimostrare tutto. Palestra è un prospetto importante, però ha disputato appena una ventina di partite in Serie A con il Cagliari: non stiamo parlando di un calciatore già formato o pronto per certi livelli. È giusto investire su di lui, ma non a queste cifre. Continuo a non comprendere come club come il Chelsea possano autorizzare operazioni di questo tipo. Lo stesso discorso vale per altri acquisti fatti dai club inglesi: prendono giocatori di prospettiva pagandoli cifre fuori da ogni logica. Mi auguro che Marco possa diventare uno dei pilastri della futura Nazionale italiana, ma oggi resta un ragazzo che deve ancora dimostrare il proprio valore".
Sono cifre folli, ma probabilmente non per il mercato inglese. Abbiamo visto anche altre operazioni concluse oltre i 100 milioni di sterline. Restando sul tema dei giovani talenti, un altro nome al centro del mercato è quello di Nico Paz. C'è stato l'incontro tra Como e Real Madrid: il Real ha esercitato la recompra e ora le parti si rivedranno per capire dove giocherà il ragazzo nella prossima stagione. Si parla addirittura di una valutazione intorno ai 60-70 milioni di euro. Nico Paz vale davvero queste cifre?
“Dopo aver visto quanto il Chelsea ha pagato Palestra, ormai non mi sconvolge più nulla. Se oggi mi dici che Nico Paz vale 70 milioni, non mi sorprendo. Sicuramente è un giocatore che ha già dimostrato molto più di altri coetanei, ha inciso nelle partite del Como e ha fatto vedere qualità importanti. Però continuiamo a parlare di valutazioni che hanno perso qualsiasi riferimento con la realtà. Se faccio un paragone con il passato, penso alla cifra con cui il Napoli vendette Edinson Cavani al Paris Saint-Germain: lì parlavamo di un attaccante che aveva già segnato oltre cento gol in Italia ed era un campione affermato. Nico Paz è un ottimo prospetto, ma questi prezzi restano fuori da ogni logica".
Pare che anche l'Inter voglia inserirsi nell'operazione. È una pista credibile oppure vede il Como nettamente favorito?
“Credo che il Como abbia già impostato tutto il lavoro necessario per sedersi al tavolo con il Real Madrid. Sono convinto che esistano accordi precedenti tra le parti. Oggi vedo molte più possibilità che Nico Paz torni al Como piuttosto che vada all'Inter, anche per la forza economica della proprietà lariana".
Poche possibilità per l'Inter?
“Nel mercato non bisogna mai escludere nulla, però oggi per le squadre italiane è estremamente difficile competere economicamente. Non possiamo confrontarci con i grandi club inglesi, spagnoli e tedeschi. In alcuni casi siamo ormai dietro anche ad altri campionati emergenti".
Oggi si sposa il direttore sportivo del Napoli, Giovanni Manna, che in due stagioni ha comunque ottenuto risultati importanti. È ancora molto giovane. Secondo lei cosa gli manca per diventare un top manager assoluto?
“Credo che al Napoli manchi soprattutto una struttura di scouting forte, come quella che aveva negli anni passati. Non conosco i motivi che hanno portato a determinati cambiamenti, però penso che il club dovrebbe recuperare quella filosofia che gli permetteva di arrivare prima degli altri sui giovani più promettenti. Manna ha già accumulato un'esperienza importante e possiede un curriculum di grande livello, ma credo che il Napoli debba ripartire da certe figure professionali".
Negli ultimi anni il Napoli è sembrato meno orientato verso i giovani di prospettiva e più verso calciatori già pronti, anche per le richieste degli allenatori. Le tante uscite nell'area scouting hanno inciso?
“Secondo me sì. Il Napoli aveva persone di altissimo livello. Io stesso mi confrontavo spesso con Leonardo Mantovani e l'ho sempre considerato uno dei migliori professionisti italiani nel settore dello scouting. Interrompere determinati rapporti, a mio avviso, ha penalizzato il club. Trovare giovani davvero forti non è semplice, ma quando hai uomini capaci di individuarli fai la differenza".
Si parla di Guglielmo Vicario. Da quanto filtra, Aurelio De Laurentiis non esclude l'investimento, ma prima vorrebbe cedere sia Alex Meret sia Vanja Milinkovic-Savic. È un'operazione davvero realizzabile?
“La vedo complicata. Le squadre che cercano un portiere importante, nella maggior parte dei casi, hanno già programmato le proprie scelte. Inoltre continuo a ritenere che la gestione di Meret sia stata poco lineare. Se un portiere non rientra più nei piani del club, allora è giusto separarsi. Però trovo singolare pensare di sostituirlo con un portiere più grande di dieci anni, pagato una cifra importante, dopo aver già investito tanto in passato. Mi sembra una situazione poco coerente".
Si parla di una possibile cessione di Antonio Vergara mentre il Napoli continua a seguire giovani come Giovanni Leoni. È una scelta che condivide?
“No. Vergara è uno dei giovani italiani più interessanti e non capisco perché un club che non ha necessità di fare cassa debba privarsene. Allo stesso tempo spendere cifre importanti per un ragazzo che ha disputato poche partite in Serie A mi lascia perplesso. Per questo continuo a sostenere che il Napoli debba riorganizzare il proprio scouting".
Se dovesse partire André-Frank Zambo Anguissa e arrivasse Adrien Rabiot, il Napoli farebbe un salto di qualità?
“Rabiot, nonostante la stagione difficile vissuta dalla sua squadra, è stato tra i migliori. Se davvero dovesse esserci questa possibilità, immagino che l'eventuale presenza di Massimiliano Allegri possa incidere, visto il rapporto straordinario che esiste tra lui, il giocatore e la madre-agente. Dal punto di vista tecnico parliamo di un centrocampista di altissimo livello, che sposta gli equilibri".
Quindi sarebbe un upgrade rispetto ad Anguissa?
“Più che un upgrade parlerei di caratteristiche diverse. Per me sono due giocatori che si equivalgono. Rabiot ha probabilmente qualcosa in più nella qualità tecnica e nell'inserimento offensivo, mentre Anguissa garantisce maggiore forza fisica e dinamismo. Alla fine il livello è molto simile e uno non cambierebbe in maniera sostanziale gli equilibri rispetto all'altro".