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IL PARERE - Delio Rossi: "Scudetto? Napoli e Inter credo siano le candidate principali"
02.01.2026 15:06 di Napoli Magazine
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A StileTv, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma, è intervenuto Delio Rossi, ex allenatore della Lazio: “Il campionato non ha ancora trovato il suo padrone, però secondo me i campionati si decidono ad aprile. Dipenderà da chi avrà la posizione migliore, chi non avrà grossi infortunati, e molto anche dal cammino in Coppa. Napoli e Inter per il campionato credo siano le candidate principali, anche perché hanno aggiunto tanti calciatori a delle rose importanti e già superiori alle altre. Però c’è l’incognita, che potrebbe essere il Milan, anche perché abbiamo visto l’anno scorso il Napoli, impiegato solo in una competizione. Probabilmente, se fosse stato impegnato su due competizioni, con la stessa rosa avrebbe lasciato qualche punto per strada. Allegri non dice una cosa sbagliata quando dice che Napoli e Inter sono le favorite, perché se si vanno a vedere le rose delle suddette, sono superiori a quella del Milan. Poi, abbiamo visto anche in altri campionati, magari non ha vinto la squadra più forte ma quella che in un certo senso stava meglio soprattutto alla fine del campionato, senza avere grossi infortuni. Il mio periodo alla Lazio è stato bello, però bisogna guardare avanti perché altrimenti si vive nel passato, quello fa parte della storia e rimane lì. Sono però sicuramente ricordi piacevoli. Juventus e Roma per la lotta scudetto? Non le escludo, anche il Milan l’ha vinto quando si pensava l’avesse perso, pur avendo una rosa inferiore rispetto all’Inter. Per la Roma e la Juve secondo me dipenderà molto anche dagli acquisti che faranno a gennaio, hanno delle rose competitive ma restano inferiori a quelle del Napoli e dell’Inter. Sul Var e l’arbitraggio? Io credo, come dicevo prima, che non bisogna guardare al passato, ma al futuro, e secondo me la tecnologia in tutti i campi ha fatto dei passi da gigante e penso che sia giusto utilizzarla anche nel calcio, nonostante sia sempre guidata dagli uomini e gli uomini spesso sono fallaci. Secondo me bisognerebbe fare delle regole molto più chiare, anche più restrittive, nel senso che il Var può solo intervenire in determinate situazioni, mentre in altre – visto che il calcio c’era prima del Var e ci sarà anche dopo il Var – ci può stare anche l’errore dell’arbitro come ci sta quello del calciatore davanti alla porta. Però, in un calcio iper-professionista quello che trovo anacronistico è che gli unici non professionisti siano gli arbitri, mi sembra un controsenso. Un altro controsenso è che siano di competenza della Lega; invece, essendo arbitri, dovrebbero avere una loro categoria, i loro dirigenti, una loro struttura e i loro insegnanti anche perché sono giudici terzi. Poi, come tutte le categorie, chi fa il professionista deve guadagnare e lo devono fare i migliori, anche perché se io sbaglio un campionato vado a finire in Serie B, non è che sto fermo una settimana. Ecco, lo stesso discorso secondo me dovrebbe valere per gli arbitri: quelli più bravi devono arbitrare le partite di cartello e arbitrare in Serie A, se sono meno bravi ne arriveranno degli altri e loro o smettono o vanno in categorie inferiori. Questo è professionismo”.

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IL PARERE - Delio Rossi: "Scudetto? Napoli e Inter credo siano le candidate principali"

di Napoli Magazine

02/01/2026 - 15:06

A StileTv, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma, è intervenuto Delio Rossi, ex allenatore della Lazio: “Il campionato non ha ancora trovato il suo padrone, però secondo me i campionati si decidono ad aprile. Dipenderà da chi avrà la posizione migliore, chi non avrà grossi infortunati, e molto anche dal cammino in Coppa. Napoli e Inter per il campionato credo siano le candidate principali, anche perché hanno aggiunto tanti calciatori a delle rose importanti e già superiori alle altre. Però c’è l’incognita, che potrebbe essere il Milan, anche perché abbiamo visto l’anno scorso il Napoli, impiegato solo in una competizione. Probabilmente, se fosse stato impegnato su due competizioni, con la stessa rosa avrebbe lasciato qualche punto per strada. Allegri non dice una cosa sbagliata quando dice che Napoli e Inter sono le favorite, perché se si vanno a vedere le rose delle suddette, sono superiori a quella del Milan. Poi, abbiamo visto anche in altri campionati, magari non ha vinto la squadra più forte ma quella che in un certo senso stava meglio soprattutto alla fine del campionato, senza avere grossi infortuni. Il mio periodo alla Lazio è stato bello, però bisogna guardare avanti perché altrimenti si vive nel passato, quello fa parte della storia e rimane lì. Sono però sicuramente ricordi piacevoli. Juventus e Roma per la lotta scudetto? Non le escludo, anche il Milan l’ha vinto quando si pensava l’avesse perso, pur avendo una rosa inferiore rispetto all’Inter. Per la Roma e la Juve secondo me dipenderà molto anche dagli acquisti che faranno a gennaio, hanno delle rose competitive ma restano inferiori a quelle del Napoli e dell’Inter. Sul Var e l’arbitraggio? Io credo, come dicevo prima, che non bisogna guardare al passato, ma al futuro, e secondo me la tecnologia in tutti i campi ha fatto dei passi da gigante e penso che sia giusto utilizzarla anche nel calcio, nonostante sia sempre guidata dagli uomini e gli uomini spesso sono fallaci. Secondo me bisognerebbe fare delle regole molto più chiare, anche più restrittive, nel senso che il Var può solo intervenire in determinate situazioni, mentre in altre – visto che il calcio c’era prima del Var e ci sarà anche dopo il Var – ci può stare anche l’errore dell’arbitro come ci sta quello del calciatore davanti alla porta. Però, in un calcio iper-professionista quello che trovo anacronistico è che gli unici non professionisti siano gli arbitri, mi sembra un controsenso. Un altro controsenso è che siano di competenza della Lega; invece, essendo arbitri, dovrebbero avere una loro categoria, i loro dirigenti, una loro struttura e i loro insegnanti anche perché sono giudici terzi. Poi, come tutte le categorie, chi fa il professionista deve guadagnare e lo devono fare i migliori, anche perché se io sbaglio un campionato vado a finire in Serie B, non è che sto fermo una settimana. Ecco, lo stesso discorso secondo me dovrebbe valere per gli arbitri: quelli più bravi devono arbitrare le partite di cartello e arbitrare in Serie A, se sono meno bravi ne arriveranno degli altri e loro o smettono o vanno in categorie inferiori. Questo è professionismo”.