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IL PARERE - Trotta: "Meret? Poco spazio fin qui, ma è un giocatore imprescindibile per il Napoli"
05.02.2026 12:20 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli e Juventus. 

Sono usciti quattro giocatori: Noa Lang, Lorenzo Lucca e i due giovani Marianucci e Ambrosino. Sono entrati Giovane, ex Verona, e Alisson Santos. Come giudica questo calciomercato del Napoli?

“Alla fine direi anche buono, calcolando che si spera nei rientri dei titolarissimi. Sono andati via quattro giocatori: due giovani che chiaramente non avevano ancora fatto il percorso di Vergara, quindi è anche giusto così. Gli altri due, invece, non avevano trovato feeling con l’allenatore. Da fuori si percepisce che Conte non ha mezze misure o ti ama o ti esclude. Questi giocatori non sono mai entrati davvero nel suo cuore, a differenza delle aspettative iniziali. Le operazioni in uscita, per come sono andate le cose in questi mesi, secondo me sono state giuste".

Il Napoli ha agito in condizioni quasi proibitive in questo mercato invernale, facendo di necessità virtù. Ha fatto il massimo?

“Esatto. Noa Lang, a conti fatti, era diventato un ramo secco e andava potato. Lui stesso ha rilasciato dichiarazioni, mi pare alla stampa turca, non proprio tenere nei confronti di Conte. Il mister è una persona spigolosa e se vai in conflitto con lui, non solo sul piano calcistico ma anche comportamentale, diventa difficile. Non si è integrato, e quando avrebbe potuto giocare, viste le tante assenze, non è mai stato utilizzato".

Secondo lei il tema degli infortuni ha inciso anche su queste scelte?

“Sì, ma questi derivano anche dal fatto che quest’anno ci sono molte più partite rispetto alla scorsa stagione. I giocatori utilizzati sono stati quasi sempre gli stessi e alla lunga vai in debito fisico. Quando poi hai giocatori importanti, pagati come top player, che però non si esprimono o non hanno la fame di un Vergara, quando vai a chiedere il loro contributo spesso non te lo danno. Mentalmente non sono più predisposti. Se invece coinvolgi tutti durante la stagione, poi te li ritrovi pronti. Questo è il mio pensiero".

Crede ancora nello scudetto per il Napoli?

“Ci credo, anche se oggi è più difficile rispetto all’anno scorso. Devi sempre sperare che qualcuno inciampi. L’anno scorso, per bravura e anche per qualche passo falso dell’Inter, il Napoli è stato bravo a farsi trovare pronto. Quest’anno, invece, ci sono più avversarie, oltre all’Inter c’è anche il Milan, quindi la corsa non è più su una squadra sola. Nulla è impossibile, ma è sicuramente più complicato".

Dopo la partenza di Kvaratskhelia, il Napoli non ha mai preso un vero sostituto. Alisson Santos è un profilo ancora poco conosciuto. Come lo vede?

“Secondo me è sempre sbagliato andare a cercare il clone di chi è andato via. Devi trovare giocatori che, per caratteristiche, siano funzionali alla tua idea di gioco. I cloni non esistono, soprattutto nel calcio. Ognuno interpreta il ruolo a modo suo. Il focus non deve essere sostituire Kvaratskhelia, ma trovare un giocatore che risponda alle richieste dell’allenatore".

Su Alex Meret, che quest’anno quando è stato disponibile ha fatto molto bene, che idea si è fatto?

“Io parlo sempre da fuori e senza polemiche, ma quando hai un calciatore come Meret, che ogni volta che viene chiamato in causa anche per pochi minuti dà sempre il massimo, l’allenatore fa bingo. Io la vedo così, quando trovi questi giocatori, a maggior ragione li devi spingere a giocare. Secondo me, da quando è arrivato Milinkovic-Savic, Meret non ha avuto tutto lo spazio che meritava, perché è un giocatore imprescindibile per il Napoli".

Veniamo a Giovanni Di Lorenzo, con il suo stop, il Napoli non è intervenuto sul mercato. Chi può sostituirlo?

“Potrebbe essere Spinazzola. È un giocatore affidabile, lo ha dimostrato sia a Napoli che alla Roma. Può giocare in più ruoli, sia da terzino basso che più alto. Può garantire spinta e intelligenza tattica, quindi secondo me è una soluzione che ci può stare".

Questo grande numero di infortuni è dovuto a una preparazione atletica sbagliata o a una gestione errata degli allenamenti infrasettimanali?

“Napoli, troppi infortuni muscolari, tra le concause vanno annoverate preparazione atletica e gestione degli allenamenti. È un enigma, perché dare una risposta certa è difficile. Secondo me c’è un mix di entrambe le cose. Magari in settimana si lavora quando i giocatori sono già affaticati, oppure qualcosa in preparazione non è andato nel modo giusto. Andare nello specifico è complicato, ma quando hai così tanti infortuni muscolari è evidente che un problema c’è. Può essere la preparazione, può essere la gestione, o una combinazione delle due, ma di sicuro qualcosa non ha funzionato".

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IL PARERE - Trotta: "Meret? Poco spazio fin qui, ma è un giocatore imprescindibile per il Napoli"

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05/02/2026 - 12:20

A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli e Juventus. 

Sono usciti quattro giocatori: Noa Lang, Lorenzo Lucca e i due giovani Marianucci e Ambrosino. Sono entrati Giovane, ex Verona, e Alisson Santos. Come giudica questo calciomercato del Napoli?

“Alla fine direi anche buono, calcolando che si spera nei rientri dei titolarissimi. Sono andati via quattro giocatori: due giovani che chiaramente non avevano ancora fatto il percorso di Vergara, quindi è anche giusto così. Gli altri due, invece, non avevano trovato feeling con l’allenatore. Da fuori si percepisce che Conte non ha mezze misure o ti ama o ti esclude. Questi giocatori non sono mai entrati davvero nel suo cuore, a differenza delle aspettative iniziali. Le operazioni in uscita, per come sono andate le cose in questi mesi, secondo me sono state giuste".

Il Napoli ha agito in condizioni quasi proibitive in questo mercato invernale, facendo di necessità virtù. Ha fatto il massimo?

“Esatto. Noa Lang, a conti fatti, era diventato un ramo secco e andava potato. Lui stesso ha rilasciato dichiarazioni, mi pare alla stampa turca, non proprio tenere nei confronti di Conte. Il mister è una persona spigolosa e se vai in conflitto con lui, non solo sul piano calcistico ma anche comportamentale, diventa difficile. Non si è integrato, e quando avrebbe potuto giocare, viste le tante assenze, non è mai stato utilizzato".

Secondo lei il tema degli infortuni ha inciso anche su queste scelte?

“Sì, ma questi derivano anche dal fatto che quest’anno ci sono molte più partite rispetto alla scorsa stagione. I giocatori utilizzati sono stati quasi sempre gli stessi e alla lunga vai in debito fisico. Quando poi hai giocatori importanti, pagati come top player, che però non si esprimono o non hanno la fame di un Vergara, quando vai a chiedere il loro contributo spesso non te lo danno. Mentalmente non sono più predisposti. Se invece coinvolgi tutti durante la stagione, poi te li ritrovi pronti. Questo è il mio pensiero".

Crede ancora nello scudetto per il Napoli?

“Ci credo, anche se oggi è più difficile rispetto all’anno scorso. Devi sempre sperare che qualcuno inciampi. L’anno scorso, per bravura e anche per qualche passo falso dell’Inter, il Napoli è stato bravo a farsi trovare pronto. Quest’anno, invece, ci sono più avversarie, oltre all’Inter c’è anche il Milan, quindi la corsa non è più su una squadra sola. Nulla è impossibile, ma è sicuramente più complicato".

Dopo la partenza di Kvaratskhelia, il Napoli non ha mai preso un vero sostituto. Alisson Santos è un profilo ancora poco conosciuto. Come lo vede?

“Secondo me è sempre sbagliato andare a cercare il clone di chi è andato via. Devi trovare giocatori che, per caratteristiche, siano funzionali alla tua idea di gioco. I cloni non esistono, soprattutto nel calcio. Ognuno interpreta il ruolo a modo suo. Il focus non deve essere sostituire Kvaratskhelia, ma trovare un giocatore che risponda alle richieste dell’allenatore".

Su Alex Meret, che quest’anno quando è stato disponibile ha fatto molto bene, che idea si è fatto?

“Io parlo sempre da fuori e senza polemiche, ma quando hai un calciatore come Meret, che ogni volta che viene chiamato in causa anche per pochi minuti dà sempre il massimo, l’allenatore fa bingo. Io la vedo così, quando trovi questi giocatori, a maggior ragione li devi spingere a giocare. Secondo me, da quando è arrivato Milinkovic-Savic, Meret non ha avuto tutto lo spazio che meritava, perché è un giocatore imprescindibile per il Napoli".

Veniamo a Giovanni Di Lorenzo, con il suo stop, il Napoli non è intervenuto sul mercato. Chi può sostituirlo?

“Potrebbe essere Spinazzola. È un giocatore affidabile, lo ha dimostrato sia a Napoli che alla Roma. Può giocare in più ruoli, sia da terzino basso che più alto. Può garantire spinta e intelligenza tattica, quindi secondo me è una soluzione che ci può stare".

Questo grande numero di infortuni è dovuto a una preparazione atletica sbagliata o a una gestione errata degli allenamenti infrasettimanali?

“Napoli, troppi infortuni muscolari, tra le concause vanno annoverate preparazione atletica e gestione degli allenamenti. È un enigma, perché dare una risposta certa è difficile. Secondo me c’è un mix di entrambe le cose. Magari in settimana si lavora quando i giocatori sono già affaticati, oppure qualcosa in preparazione non è andato nel modo giusto. Andare nello specifico è complicato, ma quando hai così tanti infortuni muscolari è evidente che un problema c’è. Può essere la preparazione, può essere la gestione, o una combinazione delle due, ma di sicuro qualcosa non ha funzionato".