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IL PENSIERO - Damiani: "Il Napoli è in un momento difficile, ma ho fiducia in Allegri"
06.11.2026 14:32 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Oscar Damiani, procuratore sportivo ed ex calciatore, fra le tante, di Napoli e Juventus.

Ieri sera abbiamo assistito a una prestazione imbarazzante del Milan contro il Ferencváros. La sensazione qual è: non siamo all'altezza del calcio europeo oppure il Milan non è sufficientemente interessato all'Europa League?

"No, assolutamente no. Non ci si può disinteressare di una competizione europea: se non si ha interesse a disputarla, tanto vale non parteciparvi. Il problema è che questa squadra ha dei limiti. Ci sono tanti giovani e non ci sono più i campioni che avevano in passato. Il livello del calcio europeo è molto alto e anche le squadre che magari non appartengono alla prima fascia hanno grande fisicità e velocità. Il Milan, come tante altre squadre italiane, fatica a reggere il ritmo delle competizioni internazionali".

Ieri, al di là dell'intensità, non sono emersi neppure i valori tecnici, probabilmente superiori, del Milan. Ritiene che sia anche una responsabilità di mister Amorim?

"No, non me la sento di dare la colpa all'allenatore. Ovviamente anche lui ha le sue responsabilità, però mi pare che non ci siano più i campioni del passato. Questo è un dato di fatto. Ci sono buoni giocatori, ma quando ci si confronta a livello europeo si incontrano avversari altrettanto bravi e forti, anche appartenenti a squadre che magari non sono di primissimo livello. Di conseguenza, tutto diventa più difficile".

Quindi, fiducia nel progetto di Amorim?

"Non lo so. Bisognerebbe essere a Milanello e assistere agli allenamenti per capire meglio la situazione. Certamente il livello dei giocatori, come dicevo, non è altissimo, ma non voglio neppure penalizzare troppo l'allenatore. Bisognerebbe fare qualcosa in più e anche la società ha le sue responsabilità. Quando le cose vanno bene, la società ha i suoi meriti, quando vanno male, deve riconoscere anche i propri demeriti. Mi dispiace dirlo da tifoso milanista, ma le cose stanno così".

Il Milan, già dalla fine del mercato, ha dato la sensazione di avere una rosa incompleta e di non essere riuscito a mettere a disposizione di mister Amorim tutti gli elementi necessari. In quali reparti vede maggiori possibilità di miglioramento in vista del mercato di gennaio?

"È difficile dirlo. Credo che ci sia bisogno di intervenire un po' in tutti i reparti. Poi bisogna avere la disponibilità economica, perché per acquistare giocatori importanti, capaci di fare la differenza, servono cifre considerevoli. Oggi le squadre italiane non hanno le disponibilità economiche di un tempo. Abbiamo proprietà straniere che hanno investito, ma secondo me non sempre lo hanno fatto nel modo giusto. Di conseguenza, il nostro calcio fatica, soprattutto a livello internazionale".

Negli ultimi due anni chi non ha certamente lesinato risorse è stato il Napoli di Aurelio De Laurentiis, sotto la gestione di Antonio Conte. Ricordo come se fosse ieri un Suo intervento dello scorso anno, proprio ai miei microfoni, che ho persino conservato sul cellulare. In quell'occasione disse che per giocare in una squadra come il Napoli bisognava avere le "palle" e che Lorenzo Lucca, secondo Lei, non le avesse. È stato quasi un precursore: aveva già intuito che il ragazzo non fosse all'altezza della situazione. Che cosa Le aveva fatto maturare quel giudizio?

"Lucca è un buon calciatore, ma Napoli è una città esigente. È una piazza che ha avuto grandissimi campioni e ha vinto tanto. Io ci sono stato quattro anni e conosco un po' l'ambiente. Per giocare lì ci vuole una grande personalità. Lucca è un buon giocatore, ma forse è più adatto a una squadra di provincia. Napoli non è una piazza qualsiasi: bisogna avere davvero tanta personalità, oltre a qualità tecniche e atletiche. Ripeto, il ragazzo è un buon giocatore, ma secondo me gli manca qualcosa per giocare nel Napoli. È un calciatore discreto, ma tra essere discreti e diventare campioni c'è una bella differenza".

Crede che Massimiliano Allegri abbia ancora la forza per dare una svolta a questa stagione e riportare la squadra su un binario positivo?

"Me lo auguro. Sono amico di Max, lo stimo molto e ho fatto tanto per la sua carriera. Il Napoli, in questo momento, sta attraversando una fase difficile e vedremo che cosa succederà. Però penso che, se c'è qualcuno che può rilanciare la squadra, sia proprio Massimiliano Allegri".

Se fosse nei panni di De Laurentiis, non cambierebbe allenatore in questo momento?

"Io non cambierei. Meglio di Max non c'è nessuno e cambiare tanto per cambiare non credo che valga la pena. Gli darei fiducia e, alla fine della stagione, farei le mie valutazioni".

Domenica allo stadio Diego Armando Maradona arriverà la Lazio che, un po' a sorpresa, grazie soprattutto all'ottimo lavoro di Rino Gattuso, si trova in testa alla classifica con 28 punti, il doppio rispetto ai 14 del Napoli. Sembrerebbe una partita dal risultato già scritto. È d'accordo?

"All'inizio della scorsa stagione non avrei scommesso neanche una lira sulla Lazio, però devo dire che Gattuso ha lavorato bene e anche la società ha fatto ottimi investimenti. Il campionato è ancora molto lungo e sono convinto che il Napoli rientrerà in corsa per le posizioni che valgono la Champions League. Questa Lazio, comunque, sta facendo molto bene: merito di Gattuso e di una società che sta lavorando nel modo giusto".

Questo testa a testa tra il nuovo che avanza, rappresentato da Gattuso, e il decano delle panchine, Massimiliano Allegri, secondo Lei come finirà?

"Questo non lo so. Sono due allenatori di ottimo livello, ma diversi tra loro. In questo momento Rino ha una squadra che sta dando il massimo, mentre Max sta ottenendo qualcosa in meno. Però il campionato è ancora molto lungo e non vorrei dare giudizi affrettati: c'è ancora tempo per recuperare".

Un ascoltatore le chiede: Chi ha sbagliato nel litigio tra Kevin De Bruyne e Lorenzo Lucca? Prima che Lei risponda, credo che possiamo dire che abbiano sbagliato un po' entrambi. È vero che Lucca ha iniziato la discussione, ma non mi sembra che De Bruyne abbia lasciato cadere la provocazione. Cosa ne pensa?

"È una scena brutta da vedere, una cosa che non dovrebbe mai accadere. Io ho giocato per tanti anni e qualche volta è successo anche a me, nel corso della carriera, di avere discussioni con i compagni. L'importante è che tutto rimanga circoscritto a un momento di tensione, che i giocatori si chiariscano e che la società intervenga, se necessario. Non penso, comunque, che sia una cosa grave: l'importante è che venga superata e dimenticata".

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IL PENSIERO - Damiani: "Il Napoli è in un momento difficile, ma ho fiducia in Allegri"

di Napoli Magazine

06/11/2026 - 14:32

A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Oscar Damiani, procuratore sportivo ed ex calciatore, fra le tante, di Napoli e Juventus.

Ieri sera abbiamo assistito a una prestazione imbarazzante del Milan contro il Ferencváros. La sensazione qual è: non siamo all'altezza del calcio europeo oppure il Milan non è sufficientemente interessato all'Europa League?

"No, assolutamente no. Non ci si può disinteressare di una competizione europea: se non si ha interesse a disputarla, tanto vale non parteciparvi. Il problema è che questa squadra ha dei limiti. Ci sono tanti giovani e non ci sono più i campioni che avevano in passato. Il livello del calcio europeo è molto alto e anche le squadre che magari non appartengono alla prima fascia hanno grande fisicità e velocità. Il Milan, come tante altre squadre italiane, fatica a reggere il ritmo delle competizioni internazionali".

Ieri, al di là dell'intensità, non sono emersi neppure i valori tecnici, probabilmente superiori, del Milan. Ritiene che sia anche una responsabilità di mister Amorim?

"No, non me la sento di dare la colpa all'allenatore. Ovviamente anche lui ha le sue responsabilità, però mi pare che non ci siano più i campioni del passato. Questo è un dato di fatto. Ci sono buoni giocatori, ma quando ci si confronta a livello europeo si incontrano avversari altrettanto bravi e forti, anche appartenenti a squadre che magari non sono di primissimo livello. Di conseguenza, tutto diventa più difficile".

Quindi, fiducia nel progetto di Amorim?

"Non lo so. Bisognerebbe essere a Milanello e assistere agli allenamenti per capire meglio la situazione. Certamente il livello dei giocatori, come dicevo, non è altissimo, ma non voglio neppure penalizzare troppo l'allenatore. Bisognerebbe fare qualcosa in più e anche la società ha le sue responsabilità. Quando le cose vanno bene, la società ha i suoi meriti, quando vanno male, deve riconoscere anche i propri demeriti. Mi dispiace dirlo da tifoso milanista, ma le cose stanno così".

Il Milan, già dalla fine del mercato, ha dato la sensazione di avere una rosa incompleta e di non essere riuscito a mettere a disposizione di mister Amorim tutti gli elementi necessari. In quali reparti vede maggiori possibilità di miglioramento in vista del mercato di gennaio?

"È difficile dirlo. Credo che ci sia bisogno di intervenire un po' in tutti i reparti. Poi bisogna avere la disponibilità economica, perché per acquistare giocatori importanti, capaci di fare la differenza, servono cifre considerevoli. Oggi le squadre italiane non hanno le disponibilità economiche di un tempo. Abbiamo proprietà straniere che hanno investito, ma secondo me non sempre lo hanno fatto nel modo giusto. Di conseguenza, il nostro calcio fatica, soprattutto a livello internazionale".

Negli ultimi due anni chi non ha certamente lesinato risorse è stato il Napoli di Aurelio De Laurentiis, sotto la gestione di Antonio Conte. Ricordo come se fosse ieri un Suo intervento dello scorso anno, proprio ai miei microfoni, che ho persino conservato sul cellulare. In quell'occasione disse che per giocare in una squadra come il Napoli bisognava avere le "palle" e che Lorenzo Lucca, secondo Lei, non le avesse. È stato quasi un precursore: aveva già intuito che il ragazzo non fosse all'altezza della situazione. Che cosa Le aveva fatto maturare quel giudizio?

"Lucca è un buon calciatore, ma Napoli è una città esigente. È una piazza che ha avuto grandissimi campioni e ha vinto tanto. Io ci sono stato quattro anni e conosco un po' l'ambiente. Per giocare lì ci vuole una grande personalità. Lucca è un buon giocatore, ma forse è più adatto a una squadra di provincia. Napoli non è una piazza qualsiasi: bisogna avere davvero tanta personalità, oltre a qualità tecniche e atletiche. Ripeto, il ragazzo è un buon giocatore, ma secondo me gli manca qualcosa per giocare nel Napoli. È un calciatore discreto, ma tra essere discreti e diventare campioni c'è una bella differenza".

Crede che Massimiliano Allegri abbia ancora la forza per dare una svolta a questa stagione e riportare la squadra su un binario positivo?

"Me lo auguro. Sono amico di Max, lo stimo molto e ho fatto tanto per la sua carriera. Il Napoli, in questo momento, sta attraversando una fase difficile e vedremo che cosa succederà. Però penso che, se c'è qualcuno che può rilanciare la squadra, sia proprio Massimiliano Allegri".

Se fosse nei panni di De Laurentiis, non cambierebbe allenatore in questo momento?

"Io non cambierei. Meglio di Max non c'è nessuno e cambiare tanto per cambiare non credo che valga la pena. Gli darei fiducia e, alla fine della stagione, farei le mie valutazioni".

Domenica allo stadio Diego Armando Maradona arriverà la Lazio che, un po' a sorpresa, grazie soprattutto all'ottimo lavoro di Rino Gattuso, si trova in testa alla classifica con 28 punti, il doppio rispetto ai 14 del Napoli. Sembrerebbe una partita dal risultato già scritto. È d'accordo?

"All'inizio della scorsa stagione non avrei scommesso neanche una lira sulla Lazio, però devo dire che Gattuso ha lavorato bene e anche la società ha fatto ottimi investimenti. Il campionato è ancora molto lungo e sono convinto che il Napoli rientrerà in corsa per le posizioni che valgono la Champions League. Questa Lazio, comunque, sta facendo molto bene: merito di Gattuso e di una società che sta lavorando nel modo giusto".

Questo testa a testa tra il nuovo che avanza, rappresentato da Gattuso, e il decano delle panchine, Massimiliano Allegri, secondo Lei come finirà?

"Questo non lo so. Sono due allenatori di ottimo livello, ma diversi tra loro. In questo momento Rino ha una squadra che sta dando il massimo, mentre Max sta ottenendo qualcosa in meno. Però il campionato è ancora molto lungo e non vorrei dare giudizi affrettati: c'è ancora tempo per recuperare".

Un ascoltatore le chiede: Chi ha sbagliato nel litigio tra Kevin De Bruyne e Lorenzo Lucca? Prima che Lei risponda, credo che possiamo dire che abbiano sbagliato un po' entrambi. È vero che Lucca ha iniziato la discussione, ma non mi sembra che De Bruyne abbia lasciato cadere la provocazione. Cosa ne pensa?

"È una scena brutta da vedere, una cosa che non dovrebbe mai accadere. Io ho giocato per tanti anni e qualche volta è successo anche a me, nel corso della carriera, di avere discussioni con i compagni. L'importante è che tutto rimanga circoscritto a un momento di tensione, che i giocatori si chiariscano e che la società intervenga, se necessario. Non penso, comunque, che sia una cosa grave: l'importante è che venga superata e dimenticata".