Gaetano Mastellone, Commendatore al merito della Repubblica italiana, scrive a "Napoli Magazine": "Grazie, Aurelio De Laurentiis! Una storia di successo calcistico. Non c’è nulla da fare: nella vita il motto “L’ingratitudine umana è più forte della Misericordia di Dio” resta sempre valido. Anche nel mondo del calcio. Aurelio De Laurentiis, Cavaliere del Lavoro e imprenditore cinematografico di successo, nel 2004 di calcio ne sapeva ben poco. Eppure, da allora, ha compiuto un vero miracolo. In un panorama di imprenditori napoletani assenti o “dormienti”, ha rilevato il Napoli dopo il fallimento e lo ha trasformato, passo dopo passo, in una potenza del calcio italiano e in una realtà stabilmente conosciuta e rispettata anche in Europa. Sono bastati poco più di vent’anni — un lasso di tempo relativamente breve nel tempestoso mondo del calcio — per comprendere la grandezza della sua impresa. De Laurentiis ha riportato il Napoli prima in Serie A, poi ai vertici della classifica, garantendogli negli anni una presenza costante nelle competizioni europee e costruendo una società solida e competitiva. Se questa non è una storia di successo, ditemi voi cos’è! Credetemi, e lo dico con certezza e convinzione derivanti dalla mia esperienza di ex dirigente e poi amministratore delegato di banche e altre società, oltre che da uomo di calcio — prima come calciatore e poi per anni come vicepresidente del Sorrento Calcio —: ciò che il buon ADL ha prima costruito, ponendone le fondamenta, e successivamente strutturato e consolidato, non può essere sottovalutato. È una storia di grande successo. Punto! Amo e rispetto Aurelio De Laurentiis per ciò che ha realizzato. E, come ho già evidenziato, non è stato affatto facile, anche perché ha dovuto operare in un mondo popolato da… squali! Ha dimostrato di essere un numero uno, un leader capace di sfidare il vecchio establishment calcistico e di arrivare oggi a guidare un Napoli che ha conquistato due scudetti negli ultimi quattro campionati, senza dimenticare la Supercoppa Italiana. Certo, avrà il suo carattere — io dico: per fortuna! — ma chi non ce l’ha? Eppure ha saputo mantenere la barra dritta nonostante difficoltà, pressioni, critiche e contestazioni. De Laurentiis ha riacceso la passione calcistica a Napoli, sopita dopo anni di delusioni. Ci ha restituito dignità sportiva e, soprattutto, l’orgoglio di essere tifosi del Napoli. E ci ha dato una visione per il futuro. Oggi il Napoli non è soltanto una squadra: è un’identità, un popolo, un sentimento che unisce generazioni. E lo è ancora più di ieri. Ha voluto fortemente e organizzato con grande attenzione un Centenario che noi tifosi ricorderemo a lungo. Ha costruito una società con una struttura snella, modellata anche intorno al suo modo di essere: quello di un Presidente presente, che segue direttamente la vita del club. In questo articolo non voglio elencare i grandi calciatori che ci ha fatto ammirare in campo, né i grandi allenatori che si sono avvicendati sulla panchina azzurra. Voglio parlare di altro. Di quelle cose che, viste dall’esterno, sembrano facili da realizzare. Ma non lo sono affatto! Penso, ad esempio, all’intuizione di una linea di abbigliamento, anche sportivo, autoprodotta dal club: una scelta rivelatasi un successo anche economico. E penso ai ritiri precampionato, trasformati rispetto al passato. Un tempo erano quasi esclusivamente momenti di preparazione atletica e routine. Con il Napoli sono diventati anche una grande festa di famiglia e di tifo identitario. Vedere gli occhi dei bambini illuminarsi davanti ai propri idoli e quell’onda azzurra di tifosi felici, con lo scudetto orgogliosamente cucito sulla maglia, rappresenta qualcosa di straordinario. E anche questo è un merito che va riconosciuto ad Aurelio. Lui stesso ha sempre enfatizzato il legame tra il Napoli e la città, valorizzando l’identità partenopea del club. E questo legame, oggi, ce lo sentiamo ancora più cucito addosso. Prima del suo arrivo, noi tifosi più “datati” vivevamo quasi in una sorta di depressione calcistica: la fiamma azzurra sembrava spegnersi. Poi è arrivato De Laurentiis. Spesso criticato. Spesso contestato. Talvolta incompreso. Ma, in pochi anni, ci ha restituito amore, passione e orgoglio. Ha portato nel Napoli anche rigore imprenditoriale, ambizione e soprattutto una strategia di lungo periodo. Ecco la parola magica: strategia industriale. Dal 2004 ha ricostruito il club dalle fondamenta, riportandolo in Serie A e rendendolo stabile, competitivo e finanziariamente autonomo. De Laurentiis è un visionario. Sta avanti agli altri! A me ricorda il mio mentore professionale, il dott. Gianemilio Osculati, già Presidente di McKinsey Europa, Africa e Asia e poi CEO di Deutsche Bank. Ci sono uomini che, quando parlano e ragionano attraverso una visione strategica, sembrano stare anni avanti rispetto agli altri. Ed è proprio per questo che spesso, nel presente, non vengono compresi. Poi arriva il tempo. E spesso il tempo dà loro ragione. De Laurentiis ha avuto il coraggio di credere in un progetto calcistico quando quasi nessuno ci scommetteva più. Oggi il Napoli è temuto, rispettato e ben organizzato. E questo è soprattutto merito suo. Ha affrontato critiche e pressioni senza mai mollare, dimostrando il proprio amore per la squadra attraverso i fatti, la coerenza e una visione che guarda al futuro e non soltanto al presente. Il suo ultimo capolavoro? Aver capito che al Napoli servivano allenatori che fossero anche leader e manager. Prima Conte e adesso Allegri. Conte è stato vincente. Allegri, sono convinto, lo sarà! Oggi, anche grazie a questa crescita societaria e sportiva, giocare nel Napoli rappresenta un’ambizione anche per calciatori di livello internazionale. Voglio chiudere con un ricordo personale ancora fresco. Lo scorso anno, durante il ritiro di Dimaro, ebbi l’onore di essere invitato a pranzo nell’hotel della squadra, sedendo addirittura alla destra di Aurelio. Un momento per me indimenticabile, reso ancora più speciale da quegli spaghetti allo scarpariello, ordinati proprio da lui allo chef e che ricordo ancora… con grande gusto! In quell’occasione, vi assicuro, respirai un’aria estremamente positiva che pervadeva tutto l’ambiente Napoli. Un clima di rispetto, amicizia e grande voglia di successo, con Aurelio sempre presente, pronto e attento a seguire ogni particolare. Amici, un Presidente presente è una delle tante garanzie di successo. Adesso inizia un nuovo campionato e, probabilmente, anche un nuovo ciclo. Il mio invito è semplice: facciamo quadrato attorno alla Società e alla Squadra. In questo momento il Napoli, giustamente, può apparire come un cantiere ancora aperto. Ci sono cambiamenti, assestamenti e un percorso da completare. Ma non dimentichiamoci che abbiamo calciatori importanti e una società forte. E, come accade nella vita, prima c’è il cantiere e poi si costruisce il grattacielo. Abbiate fiducia! Io ne ho tanta. E ho grande stima e fiducia nel Cavaliere del Lavoro Aurelio De Laurentiis. Il Napoli è forte. Il Napoli è una grande famiglia. Continua così, caro Presidente. E noi tifosi cerchiamo di fare quadrato, sostenendo la squadra soprattutto quando ce n’è più bisogno. Perché criticare è facile. Costruire, vincere e durare nel tempo è molto più difficile. Grazie, Aurelio. Mio Presidente!".
di Napoli Magazine
08/08/2026 - 18:29
Gaetano Mastellone, Commendatore al merito della Repubblica italiana, scrive a "Napoli Magazine": "Grazie, Aurelio De Laurentiis! Una storia di successo calcistico. Non c’è nulla da fare: nella vita il motto “L’ingratitudine umana è più forte della Misericordia di Dio” resta sempre valido. Anche nel mondo del calcio. Aurelio De Laurentiis, Cavaliere del Lavoro e imprenditore cinematografico di successo, nel 2004 di calcio ne sapeva ben poco. Eppure, da allora, ha compiuto un vero miracolo. In un panorama di imprenditori napoletani assenti o “dormienti”, ha rilevato il Napoli dopo il fallimento e lo ha trasformato, passo dopo passo, in una potenza del calcio italiano e in una realtà stabilmente conosciuta e rispettata anche in Europa. Sono bastati poco più di vent’anni — un lasso di tempo relativamente breve nel tempestoso mondo del calcio — per comprendere la grandezza della sua impresa. De Laurentiis ha riportato il Napoli prima in Serie A, poi ai vertici della classifica, garantendogli negli anni una presenza costante nelle competizioni europee e costruendo una società solida e competitiva. Se questa non è una storia di successo, ditemi voi cos’è! Credetemi, e lo dico con certezza e convinzione derivanti dalla mia esperienza di ex dirigente e poi amministratore delegato di banche e altre società, oltre che da uomo di calcio — prima come calciatore e poi per anni come vicepresidente del Sorrento Calcio —: ciò che il buon ADL ha prima costruito, ponendone le fondamenta, e successivamente strutturato e consolidato, non può essere sottovalutato. È una storia di grande successo. Punto! Amo e rispetto Aurelio De Laurentiis per ciò che ha realizzato. E, come ho già evidenziato, non è stato affatto facile, anche perché ha dovuto operare in un mondo popolato da… squali! Ha dimostrato di essere un numero uno, un leader capace di sfidare il vecchio establishment calcistico e di arrivare oggi a guidare un Napoli che ha conquistato due scudetti negli ultimi quattro campionati, senza dimenticare la Supercoppa Italiana. Certo, avrà il suo carattere — io dico: per fortuna! — ma chi non ce l’ha? Eppure ha saputo mantenere la barra dritta nonostante difficoltà, pressioni, critiche e contestazioni. De Laurentiis ha riacceso la passione calcistica a Napoli, sopita dopo anni di delusioni. Ci ha restituito dignità sportiva e, soprattutto, l’orgoglio di essere tifosi del Napoli. E ci ha dato una visione per il futuro. Oggi il Napoli non è soltanto una squadra: è un’identità, un popolo, un sentimento che unisce generazioni. E lo è ancora più di ieri. Ha voluto fortemente e organizzato con grande attenzione un Centenario che noi tifosi ricorderemo a lungo. Ha costruito una società con una struttura snella, modellata anche intorno al suo modo di essere: quello di un Presidente presente, che segue direttamente la vita del club. In questo articolo non voglio elencare i grandi calciatori che ci ha fatto ammirare in campo, né i grandi allenatori che si sono avvicendati sulla panchina azzurra. Voglio parlare di altro. Di quelle cose che, viste dall’esterno, sembrano facili da realizzare. Ma non lo sono affatto! Penso, ad esempio, all’intuizione di una linea di abbigliamento, anche sportivo, autoprodotta dal club: una scelta rivelatasi un successo anche economico. E penso ai ritiri precampionato, trasformati rispetto al passato. Un tempo erano quasi esclusivamente momenti di preparazione atletica e routine. Con il Napoli sono diventati anche una grande festa di famiglia e di tifo identitario. Vedere gli occhi dei bambini illuminarsi davanti ai propri idoli e quell’onda azzurra di tifosi felici, con lo scudetto orgogliosamente cucito sulla maglia, rappresenta qualcosa di straordinario. E anche questo è un merito che va riconosciuto ad Aurelio. Lui stesso ha sempre enfatizzato il legame tra il Napoli e la città, valorizzando l’identità partenopea del club. E questo legame, oggi, ce lo sentiamo ancora più cucito addosso. Prima del suo arrivo, noi tifosi più “datati” vivevamo quasi in una sorta di depressione calcistica: la fiamma azzurra sembrava spegnersi. Poi è arrivato De Laurentiis. Spesso criticato. Spesso contestato. Talvolta incompreso. Ma, in pochi anni, ci ha restituito amore, passione e orgoglio. Ha portato nel Napoli anche rigore imprenditoriale, ambizione e soprattutto una strategia di lungo periodo. Ecco la parola magica: strategia industriale. Dal 2004 ha ricostruito il club dalle fondamenta, riportandolo in Serie A e rendendolo stabile, competitivo e finanziariamente autonomo. De Laurentiis è un visionario. Sta avanti agli altri! A me ricorda il mio mentore professionale, il dott. Gianemilio Osculati, già Presidente di McKinsey Europa, Africa e Asia e poi CEO di Deutsche Bank. Ci sono uomini che, quando parlano e ragionano attraverso una visione strategica, sembrano stare anni avanti rispetto agli altri. Ed è proprio per questo che spesso, nel presente, non vengono compresi. Poi arriva il tempo. E spesso il tempo dà loro ragione. De Laurentiis ha avuto il coraggio di credere in un progetto calcistico quando quasi nessuno ci scommetteva più. Oggi il Napoli è temuto, rispettato e ben organizzato. E questo è soprattutto merito suo. Ha affrontato critiche e pressioni senza mai mollare, dimostrando il proprio amore per la squadra attraverso i fatti, la coerenza e una visione che guarda al futuro e non soltanto al presente. Il suo ultimo capolavoro? Aver capito che al Napoli servivano allenatori che fossero anche leader e manager. Prima Conte e adesso Allegri. Conte è stato vincente. Allegri, sono convinto, lo sarà! Oggi, anche grazie a questa crescita societaria e sportiva, giocare nel Napoli rappresenta un’ambizione anche per calciatori di livello internazionale. Voglio chiudere con un ricordo personale ancora fresco. Lo scorso anno, durante il ritiro di Dimaro, ebbi l’onore di essere invitato a pranzo nell’hotel della squadra, sedendo addirittura alla destra di Aurelio. Un momento per me indimenticabile, reso ancora più speciale da quegli spaghetti allo scarpariello, ordinati proprio da lui allo chef e che ricordo ancora… con grande gusto! In quell’occasione, vi assicuro, respirai un’aria estremamente positiva che pervadeva tutto l’ambiente Napoli. Un clima di rispetto, amicizia e grande voglia di successo, con Aurelio sempre presente, pronto e attento a seguire ogni particolare. Amici, un Presidente presente è una delle tante garanzie di successo. Adesso inizia un nuovo campionato e, probabilmente, anche un nuovo ciclo. Il mio invito è semplice: facciamo quadrato attorno alla Società e alla Squadra. In questo momento il Napoli, giustamente, può apparire come un cantiere ancora aperto. Ci sono cambiamenti, assestamenti e un percorso da completare. Ma non dimentichiamoci che abbiamo calciatori importanti e una società forte. E, come accade nella vita, prima c’è il cantiere e poi si costruisce il grattacielo. Abbiate fiducia! Io ne ho tanta. E ho grande stima e fiducia nel Cavaliere del Lavoro Aurelio De Laurentiis. Il Napoli è forte. Il Napoli è una grande famiglia. Continua così, caro Presidente. E noi tifosi cerchiamo di fare quadrato, sostenendo la squadra soprattutto quando ce n’è più bisogno. Perché criticare è facile. Costruire, vincere e durare nel tempo è molto più difficile. Grazie, Aurelio. Mio Presidente!".