A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Jacomuzzi, presidente dell’Aioc ed ex direttore sportivo di Napoli ed Atalanta.
Presidente, col Chelsea lei ci ha lavorato. Dove può arrivare questo Chelsea in Champions League?
“Può andare lontano, perché ha tante alternative di gioco. L’avete visto direttamente con i vostri occhi, ha giocatori che possono occupare più ruoli e soprattutto sono persone pratiche. Una volta il Chelsea giocava più di manovra, con altre situazioni. Qui invece ho visto una squadra che, senza fare male, non allarga troppo il gioco, aspetta, fa un po’ di attesa e poi riparte sempre in profondità. Questo è indice di qualità nei singoli".
Il Napoli esce dalla Champions non solo per la sconfitta contro il Chelsea, cosa ne pensa?
“Esatto. È una cosa pregressa, l’uscita del Napoli è legata ad altri risultati che non sono andati a buon fine. In Champions oggi è quasi meglio giocare sempre contro il Chelsea, piuttosto che contro certe squadre meno conosciute. Perché quelle sono pericolose, non le conosci, non sai come metterle in campo, non sai come si comportano e ti creano situazioni che poi ti portano all’eliminazione. È una brutta cosa, perché il Napoli è una buona squadra, una grande squadra".
Presidente, senza la Champions, il Napoli può diventare ancora più pericoloso per le altre italiane in campionato?
“Conte, con l’uscita dalla Champions, sarà ancor più martellante con i suoi calciatori ed il Napoli darà fastidio per lo Scudetto. Conte sarà ancora più concentrato, ancora più cattivo, più orgoglioso di raggiungere certi risultati. Questo farà bene al Napoli, perché Conte adesso sarà un martello pneumatico per i giocatori. Vorrà conquistare qualcosa per forza, non può lasciare perdere tutto e questa è una garanzia per il Napoli".
Conte, nella conferenza prepartita di Napoli-Chelsea, ha parlato di un’evoluzione del calcio, partendo anche dal ruolo del portiere. Crede che si stia perdendo un po’ il romanticismo del calcio e che oggi si tenda solo a portare il risultato a casa, rinunciando alle giocate più belle?
“Sì, si stanno perdendo dei connotati. Il calcio era bello perché la palla, come si è sempre detto, è rotonda, quindi imprevedibile. Adesso invece, con tutte queste televisioni, con la possibilità di registrare, confrontare, riguardare le partite, analizzare i singoli giocatori, pregi e difetti, si toglie il bello dell’imprevedibilità del pallone. Però purtroppo è il nostro mondo che va avanti, sicuramente il romanticismo si sta perdendo".
Attualmente il Napoli ha preso Giovane, crede che possa inserirsi bene nel tridente d’attacco del Napoli come Vergara e a chi toglierebbe il posto?
“Io dico finalmente, a gran voce, che abbiamo visto un ragazzo italiano che può sopportare la pressione di una grande partita di Champions League, fare gol e dimostrare che non c’è bisogno di andare a prendere sempre tanti stranieri. Bisogna far crescere anche i nostri, perché hanno qualità anche i nostri ragazzi. Cosa che abbiamo perso in questi ultimi due-tre anni, perché sono arrivati stranieri di tutti i tipi, qualcuno bravo, qualcuno meno. Però Vergara potrebbe giocare tranquillamente, ma siamo chiusi perché purtroppo lo straniero ha sempre un posto in più".
Vergara fino a gennaio aveva giocato solo cinque minuti, Conte, nella gestione dei giovani, come lo giudica?
“Bisogna vedere sempre la rosa. Non è solo il rapporto con i giovani, bisogna vedere che rosa hai. Se ti danno giocatori stranieri di certi livelli e di certo spessore, è normale che qualsiasi allenatore si appoggi subito a loro. Poi magari, come è avvenuto adesso, c’è stata la fortuna di poter far vedere questo ragazzo e vedi che cambia la musica. Forse aiutiamo anche la Nazionale a vedere qualche giovane in più. Perché è impossibile vedere partite con 20 giocatori stranieri e due italiani, il nostro calcio deve andare in ospedale".
A proposito di Nazionale, secondo lei Vergara sarebbe pronto per dare una mano?
“Ma sì, certo. Ormai il ragazzo sarà parte integrante del gruppo. Ha 23 anni, quindi non è più un ragazzino. Sicuramente può dare una mano, anche solo come supporto, la sua voglia di fare, la voglia di dimostrare e la sua giovinezza possono aiutare. Poi sprona anche i più esperti, si guardano dietro e dicono ‘cavolo, devo dare qualcosa in più’. Questo è il calcio del futuro, se non andiamo verso i ragazzi, siamo rovinati".
Secondo lei potrebbe rientrare meglio anche Lukaku, che finora non abbiamo visto al massimo e Vergara avrà ancora spazio e fiducia da Antonio Conte?
“Sicuro. Vergara ha dimostrato quello che ha dimostrato in Champions, è un ragazzo intelligente e che sa stare nel calcio. Conte lo terrà sempre in considerazione. Adesso non ci sarà più la paura di dire ‘mettiamo un ragazzo’ o ‘teniamo ancora un vecchio’, nel senso di nome, non di età. Conte lo ha buttato dentro al momento giusto perché sa che questo ragazzo può dargli quello che ha già fatto vedere. Io spero che sia un insegnamento per tutto il calcio italiano, bisogna lavorare nelle categorie inferiori con i ragazzi italiani. Sarebbe importante anche andare a pescare in Serie B, dove c’è sempre qualcosa di buono. Se l’allenatore lo aiuta e gli dà fiducia, il ragazzo può aiutare la squadra. Se non andiamo verso il futuro giovanile, non andiamo da nessuna parte".
di Napoli Magazine
30/01/2026 - 14:04
A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Jacomuzzi, presidente dell’Aioc ed ex direttore sportivo di Napoli ed Atalanta.
Presidente, col Chelsea lei ci ha lavorato. Dove può arrivare questo Chelsea in Champions League?
“Può andare lontano, perché ha tante alternative di gioco. L’avete visto direttamente con i vostri occhi, ha giocatori che possono occupare più ruoli e soprattutto sono persone pratiche. Una volta il Chelsea giocava più di manovra, con altre situazioni. Qui invece ho visto una squadra che, senza fare male, non allarga troppo il gioco, aspetta, fa un po’ di attesa e poi riparte sempre in profondità. Questo è indice di qualità nei singoli".
Il Napoli esce dalla Champions non solo per la sconfitta contro il Chelsea, cosa ne pensa?
“Esatto. È una cosa pregressa, l’uscita del Napoli è legata ad altri risultati che non sono andati a buon fine. In Champions oggi è quasi meglio giocare sempre contro il Chelsea, piuttosto che contro certe squadre meno conosciute. Perché quelle sono pericolose, non le conosci, non sai come metterle in campo, non sai come si comportano e ti creano situazioni che poi ti portano all’eliminazione. È una brutta cosa, perché il Napoli è una buona squadra, una grande squadra".
Presidente, senza la Champions, il Napoli può diventare ancora più pericoloso per le altre italiane in campionato?
“Conte, con l’uscita dalla Champions, sarà ancor più martellante con i suoi calciatori ed il Napoli darà fastidio per lo Scudetto. Conte sarà ancora più concentrato, ancora più cattivo, più orgoglioso di raggiungere certi risultati. Questo farà bene al Napoli, perché Conte adesso sarà un martello pneumatico per i giocatori. Vorrà conquistare qualcosa per forza, non può lasciare perdere tutto e questa è una garanzia per il Napoli".
Conte, nella conferenza prepartita di Napoli-Chelsea, ha parlato di un’evoluzione del calcio, partendo anche dal ruolo del portiere. Crede che si stia perdendo un po’ il romanticismo del calcio e che oggi si tenda solo a portare il risultato a casa, rinunciando alle giocate più belle?
“Sì, si stanno perdendo dei connotati. Il calcio era bello perché la palla, come si è sempre detto, è rotonda, quindi imprevedibile. Adesso invece, con tutte queste televisioni, con la possibilità di registrare, confrontare, riguardare le partite, analizzare i singoli giocatori, pregi e difetti, si toglie il bello dell’imprevedibilità del pallone. Però purtroppo è il nostro mondo che va avanti, sicuramente il romanticismo si sta perdendo".
Attualmente il Napoli ha preso Giovane, crede che possa inserirsi bene nel tridente d’attacco del Napoli come Vergara e a chi toglierebbe il posto?
“Io dico finalmente, a gran voce, che abbiamo visto un ragazzo italiano che può sopportare la pressione di una grande partita di Champions League, fare gol e dimostrare che non c’è bisogno di andare a prendere sempre tanti stranieri. Bisogna far crescere anche i nostri, perché hanno qualità anche i nostri ragazzi. Cosa che abbiamo perso in questi ultimi due-tre anni, perché sono arrivati stranieri di tutti i tipi, qualcuno bravo, qualcuno meno. Però Vergara potrebbe giocare tranquillamente, ma siamo chiusi perché purtroppo lo straniero ha sempre un posto in più".
Vergara fino a gennaio aveva giocato solo cinque minuti, Conte, nella gestione dei giovani, come lo giudica?
“Bisogna vedere sempre la rosa. Non è solo il rapporto con i giovani, bisogna vedere che rosa hai. Se ti danno giocatori stranieri di certi livelli e di certo spessore, è normale che qualsiasi allenatore si appoggi subito a loro. Poi magari, come è avvenuto adesso, c’è stata la fortuna di poter far vedere questo ragazzo e vedi che cambia la musica. Forse aiutiamo anche la Nazionale a vedere qualche giovane in più. Perché è impossibile vedere partite con 20 giocatori stranieri e due italiani, il nostro calcio deve andare in ospedale".
A proposito di Nazionale, secondo lei Vergara sarebbe pronto per dare una mano?
“Ma sì, certo. Ormai il ragazzo sarà parte integrante del gruppo. Ha 23 anni, quindi non è più un ragazzino. Sicuramente può dare una mano, anche solo come supporto, la sua voglia di fare, la voglia di dimostrare e la sua giovinezza possono aiutare. Poi sprona anche i più esperti, si guardano dietro e dicono ‘cavolo, devo dare qualcosa in più’. Questo è il calcio del futuro, se non andiamo verso i ragazzi, siamo rovinati".
Secondo lei potrebbe rientrare meglio anche Lukaku, che finora non abbiamo visto al massimo e Vergara avrà ancora spazio e fiducia da Antonio Conte?
“Sicuro. Vergara ha dimostrato quello che ha dimostrato in Champions, è un ragazzo intelligente e che sa stare nel calcio. Conte lo terrà sempre in considerazione. Adesso non ci sarà più la paura di dire ‘mettiamo un ragazzo’ o ‘teniamo ancora un vecchio’, nel senso di nome, non di età. Conte lo ha buttato dentro al momento giusto perché sa che questo ragazzo può dargli quello che ha già fatto vedere. Io spero che sia un insegnamento per tutto il calcio italiano, bisogna lavorare nelle categorie inferiori con i ragazzi italiani. Sarebbe importante anche andare a pescare in Serie B, dove c’è sempre qualcosa di buono. Se l’allenatore lo aiuta e gli dà fiducia, il ragazzo può aiutare la squadra. Se non andiamo verso il futuro giovanile, non andiamo da nessuna parte".