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L'EX - Pazienza: "Napoli, prestazione eccezionale con la Roma, la squadra non ha mai mollato grazie alla mentalità trasmessa da Conte"
16.02.2026 17:47 di Napoli Magazine
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Michele Pazienza, allenatore ed ex centrocampista del Napoli, è intervenuto nel corso di Cronache Azzurre su Radio Tutto Napoli: "Ho visto una prestazione eccezionale. Nella gara contro la Roma si è vista tutta la tenacia, la volontà, la voglia e la passione di questo Napoli. Erano aspetti che si erano già intravisti nelle ultime partite, ma contro i giallorossi, con ulteriori difficoltà sia numeriche sia legate agli interpreti mancanti, il Napoli ha tirato fuori qualcosa di straordinario. Ha ottenuto un risultato importante contro un avversario forte, in forma e quasi al completo. È una dimostrazione chiarissima di attaccamento all’obiettivo stagionale, che è arrivare tra le prime quattro. Il Napoli è andato sotto due volte e due volte ha recuperato. Significa tantissimo. Nei minuti finali il Napoli ha raschiato ancora il barile, cercando energie che sembravano finite, ma lo ha fatto grazie alla mentalità trasmessa dall’allenatore. Ha provato addirittura a vincerla, nonostante fosse stato rimontato due volte da una squadra preparata fisicamente e mentalmente come la Roma di Gasperini. Non mi ha sorpreso, perché quando questa squadra entra in campo con la giusta testa risponde sempre in maniera fantastica. Ad oggi l’impatto di Malen è stato superiore rispetto a quello di Alisson, anche perché ha avuto più continuità e più spazio per mostrare subito le sue qualità. Alisson Santos è un innesto diverso, probabilmente più da gara in corso, ma ha fatto vedere cose molto interessanti. Va detto che il mercato di gennaio è il più difficile in assoluto: i giocatori forti non si muovono facilmente. Napoli e Roma sono state brave perché hanno lavorato mesi prima, facendo valutazioni corrette. Questo lavoro va riconosciuto. Hojlund un attaccante molto diverso rispetto a quello visto all’inizio? Un allenatore non può stravolgere le caratteristiche di un calciatore, ma può aiutarlo a scoprire aspetti che magari non pensava di avere. Conte, secondo me, ha fatto proprio questo con Hojlund: gli ha fatto capire che, per le sue qualità, poteva giocare spalle alla porta, lavorare per la squadra, prendersi responsabilità. Facendolo sentire importante e centrale nel progetto. Hojlund ha un carattere forte, gli piace assumersi responsabilità, e questa combinazione ha fatto emergere una versione diversa e più completa del giocatore. Quanto uò incidere il recupero di Gilmour? Tantissimo. Le difficoltà maggiori del Napoli nell’ultimo mese sono state legate alle assenze numeriche di giocatori chiave: Gilmour, Anguissa, lo stesso Lukaku non ancora al meglio. Quando recuperi questi elementi, recuperi automaticamente soluzioni tattiche. Avere più fonti di gioco significa poter far rifiatare chi cala di condizione senza abbassare il livello. Non è una questione di chi è più forte, ma di mantenere sempre alta la qualità del gioco. Possiamo dire che l’obiettivo del Napoli ora sia chiaramente la Champions League? Sì, credo che sia così. Forse lo era già da qualche tempo nella testa dell’allenatore e dei giocatori. La stagione è stata profondamente condizionata da infortuni e assenze, e a un certo punto bisogna fare una valutazione lucida. Il Napoli negli ultimi anni ha mantenuto un livello altissimo e l’obiettivo adesso è custodirlo. In questa prospettiva, il Napoli sta facendo esattamente quello che si è prefissato anche a stagione in corso".

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L'EX - Pazienza: "Napoli, prestazione eccezionale con la Roma, la squadra non ha mai mollato grazie alla mentalità trasmessa da Conte"

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16/02/2026 - 17:47

Michele Pazienza, allenatore ed ex centrocampista del Napoli, è intervenuto nel corso di Cronache Azzurre su Radio Tutto Napoli: "Ho visto una prestazione eccezionale. Nella gara contro la Roma si è vista tutta la tenacia, la volontà, la voglia e la passione di questo Napoli. Erano aspetti che si erano già intravisti nelle ultime partite, ma contro i giallorossi, con ulteriori difficoltà sia numeriche sia legate agli interpreti mancanti, il Napoli ha tirato fuori qualcosa di straordinario. Ha ottenuto un risultato importante contro un avversario forte, in forma e quasi al completo. È una dimostrazione chiarissima di attaccamento all’obiettivo stagionale, che è arrivare tra le prime quattro. Il Napoli è andato sotto due volte e due volte ha recuperato. Significa tantissimo. Nei minuti finali il Napoli ha raschiato ancora il barile, cercando energie che sembravano finite, ma lo ha fatto grazie alla mentalità trasmessa dall’allenatore. Ha provato addirittura a vincerla, nonostante fosse stato rimontato due volte da una squadra preparata fisicamente e mentalmente come la Roma di Gasperini. Non mi ha sorpreso, perché quando questa squadra entra in campo con la giusta testa risponde sempre in maniera fantastica. Ad oggi l’impatto di Malen è stato superiore rispetto a quello di Alisson, anche perché ha avuto più continuità e più spazio per mostrare subito le sue qualità. Alisson Santos è un innesto diverso, probabilmente più da gara in corso, ma ha fatto vedere cose molto interessanti. Va detto che il mercato di gennaio è il più difficile in assoluto: i giocatori forti non si muovono facilmente. Napoli e Roma sono state brave perché hanno lavorato mesi prima, facendo valutazioni corrette. Questo lavoro va riconosciuto. Hojlund un attaccante molto diverso rispetto a quello visto all’inizio? Un allenatore non può stravolgere le caratteristiche di un calciatore, ma può aiutarlo a scoprire aspetti che magari non pensava di avere. Conte, secondo me, ha fatto proprio questo con Hojlund: gli ha fatto capire che, per le sue qualità, poteva giocare spalle alla porta, lavorare per la squadra, prendersi responsabilità. Facendolo sentire importante e centrale nel progetto. Hojlund ha un carattere forte, gli piace assumersi responsabilità, e questa combinazione ha fatto emergere una versione diversa e più completa del giocatore. Quanto uò incidere il recupero di Gilmour? Tantissimo. Le difficoltà maggiori del Napoli nell’ultimo mese sono state legate alle assenze numeriche di giocatori chiave: Gilmour, Anguissa, lo stesso Lukaku non ancora al meglio. Quando recuperi questi elementi, recuperi automaticamente soluzioni tattiche. Avere più fonti di gioco significa poter far rifiatare chi cala di condizione senza abbassare il livello. Non è una questione di chi è più forte, ma di mantenere sempre alta la qualità del gioco. Possiamo dire che l’obiettivo del Napoli ora sia chiaramente la Champions League? Sì, credo che sia così. Forse lo era già da qualche tempo nella testa dell’allenatore e dei giocatori. La stagione è stata profondamente condizionata da infortuni e assenze, e a un certo punto bisogna fare una valutazione lucida. Il Napoli negli ultimi anni ha mantenuto un livello altissimo e l’obiettivo adesso è custodirlo. In questa prospettiva, il Napoli sta facendo esattamente quello che si è prefissato anche a stagione in corso".