Emil Audero, portiere del Como in prestito al Rayo Vallecano, ha rilasciato un'intervista a Gianlucadimarzio.com: "Il rigore parato al 96' del derby di Genova nel 2022? Per quello che c'era in palio, se non fossimo stati a Genova ma a Manchester ci sarebbe già un film su Netflix. Ho visto gente tatuarsi la mia parata, il giorno dopo la città era tappezzata, è stata una cosa folle. A fine partita sono scoppiato a piangere, è stata la prima volta che ho pianto per il calcio. Debutto con la Juventus a una settimana dalla finale di Cardiff? Ho avuto la fortuna di esordire in una grandissima Juve, però penso che l’Emil di adesso se la godrebbe di più: allenandomi tutti i giorni con loro mi sembrava normale, solo oggi ho capito la qualità di quei giocatori. Ho degli ottimi ricordi, innanzitutto perché erano persone di spessore, poi perché in campo erano di un altro pianeta. Allegri mi fece esordire? È una grandissima persona a livello umano ed è bravissimo nella gestione dei giocatori. Sapeva perfettamente come relazionarsi con gente di quello spessore lì. In estate avevano preso in considerazione me e altri portieri, poi la trattativa non si è conclusa per diversi motivi. Io ero soltanto in attesa di capire quale potesse essere la soluzione migliore, mi allenavo per essere pronto a tutto. Inter? Un altro capitolo molto bello. Ho ritrovato giocatori come Barella, Dimarco e Bastoni, con cui ci conosciamo dall’Under 15, mi sono trovato bene con uno spogliatoio di ottime persone, oltre che ottimi giocatori. Quell’Inter ha espresso un calcio tra i migliori che abbia visto. La sua forza era l’amicizia all’interno dello spogliatoio. Qual era la più forte tra la Juve di Allegri e l'Inter di Inzaghi? Domanda tosta. Come singoli la Juve, come collettivo l’Inter. Mi vengono in mente tante partite sporche della Juve vinte grazie alle giocate individuali; quell’Inter, invece, aveva un modo di giocare da squadra veramente impressionante".
di Napoli Magazine
14/10/2026 - 11:13
Emil Audero, portiere del Como in prestito al Rayo Vallecano, ha rilasciato un'intervista a Gianlucadimarzio.com: "Il rigore parato al 96' del derby di Genova nel 2022? Per quello che c'era in palio, se non fossimo stati a Genova ma a Manchester ci sarebbe già un film su Netflix. Ho visto gente tatuarsi la mia parata, il giorno dopo la città era tappezzata, è stata una cosa folle. A fine partita sono scoppiato a piangere, è stata la prima volta che ho pianto per il calcio. Debutto con la Juventus a una settimana dalla finale di Cardiff? Ho avuto la fortuna di esordire in una grandissima Juve, però penso che l’Emil di adesso se la godrebbe di più: allenandomi tutti i giorni con loro mi sembrava normale, solo oggi ho capito la qualità di quei giocatori. Ho degli ottimi ricordi, innanzitutto perché erano persone di spessore, poi perché in campo erano di un altro pianeta. Allegri mi fece esordire? È una grandissima persona a livello umano ed è bravissimo nella gestione dei giocatori. Sapeva perfettamente come relazionarsi con gente di quello spessore lì. In estate avevano preso in considerazione me e altri portieri, poi la trattativa non si è conclusa per diversi motivi. Io ero soltanto in attesa di capire quale potesse essere la soluzione migliore, mi allenavo per essere pronto a tutto. Inter? Un altro capitolo molto bello. Ho ritrovato giocatori come Barella, Dimarco e Bastoni, con cui ci conosciamo dall’Under 15, mi sono trovato bene con uno spogliatoio di ottime persone, oltre che ottimi giocatori. Quell’Inter ha espresso un calcio tra i migliori che abbia visto. La sua forza era l’amicizia all’interno dello spogliatoio. Qual era la più forte tra la Juve di Allegri e l'Inter di Inzaghi? Domanda tosta. Come singoli la Juve, come collettivo l’Inter. Mi vengono in mente tante partite sporche della Juve vinte grazie alle giocate individuali; quell’Inter, invece, aveva un modo di giocare da squadra veramente impressionante".