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L’APPROFONDIMENTO - Luciano Aiello a “NM”: “Studio sul sistema Eco-fin del calcio turco, ecco cifre, dettagli e dati”
05.02.2026 09:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: Il campionato turco è diventato una destinazione primaria per il rilancio di carriere d'élite e non più solo un "buon ritiro" per calciatori a fine carriera. Negli ultimi anni, i quattro club più importanti del calcio turco, Galatasaray, Fenerbahçe, Besiktas e Trabzonspor, si sono distinti per un calciomercato avvincente. Le cifre dei trasferimenti hanno raggiunto livelli record, sia per i costi di trasferimento che per gli stipendi, come riscontrato per il mercato della stagione 2025/2026 con gli acquisti di Osimhen, Sanè, Duran, Asensio. Investimenti così rilevanti, in un contesto economico precario, fanno sorgere la domanda di come sia possibile. La risposta a questa domanda risale ai risultati sportivi poco brillanti di qualche anno fa, dell'estate del 2022. Il Galatasaray era reduce da una delle peggiori stagioni, chiusa con il 13° posto in Süper Lig, il Fenerbahçe aveva continuato il digiuno in campionato, con l'ultimo titolo risalente al 2014, mentre il Besiktas era alle prese con problemi gestionali ed economici. In questo contesto, il Trabzonspor ne aveva approfittato tornando al successo dopo ben 40 anni. Dalla stagione successiva, estate del 2023, le squadre turche hanno avviato una politica di investimenti espansiva. I fattori alla base di queste politiche di investimento sono molteplici e possono essere distinti tra quelli di natura istituzionale e quelli di natura settoriale.

Per quanto riguarda i primi si rileva:

- Tassazione agevolata per gli ingaggi degli sportivi di alto livello.  Infatti per i calciatori è prevista un’agevolazione fiscale, con tassazione sui redditi ridotta al 20%, rispetto alla media del 40/50% su cui si attestano le principali nazioni come Italia, Spagna, Francia ed Inghilterra. Questa aliquota ridotta consente, alle squadre di calcio turche, di offrire ingaggi netti più alti rispetto ad altre squadre nei top 5 campionati europei.

- Prestiti statali. In Turchia le banche statali possono concedere prestiti a tassi agevolati alle squadre di calcio della Super Lig. Di questi prestiti ne hanno beneficato soprattutto i primi quattro club, che nel 2025 erano complessivamente indebitate per 1.14 miliardi di euro. A questo, si aggiunge la mancata applicazione di una legge nazionale del 2022, il cui obiettivo era frenare queste spese e che aveva previsto il divieto, per le società sportive, di indebitarsi oltre il 10% del fatturato lordo dell'anno precedente.

- Cessioni Immobiliari ad Enti Pubblici. La normativa turca consente, alle squadre di calcio della Super Lig, la possibilità di rientrare di parte degli indebitamenti con "cessioni" obbligatorie di terreni ed unità immobiliari ad Enti Pubblici. I primi club turchi, per rientrare in parte dagli investimenti degli ultimi anni, si sono mossi anche con progetti che riguardano il ramo immobiliare: il Fenerbahce ha ceduto i terreni nella zona di Atasehir per circa 100 milioni di euro, mentre il Galatasaray ha addirittura ceduto il proprio centro sportivo di Florya, vendendolo alla municipalità di Istanbul, per generare un indotto potenziale da 500 milioni di euro.

Per quanto riguarda i fattori di natura settoriale, assumono particolare rilevanza i diritti televisivi e le sponsorizzazioni:

- Diritti televisivi. Il nuovo accordo per i diritti domestici e internazionali garantisce una stabilità relativa fino alla fine della stagione 2026-2027. Il Broadcaster beIN Sports (Digiturk) detiene l'esclusiva per tutte le partite di Süper Lig e l'accordo è stimato in 182 milioni di dollari annui.

- Sponsorizzazioni. Il Galatasaray ha generato circa 35 milioni di euro da sponsorizzazioni nella scorsa stagione, integrando i ricavi da merchandising (85 milioni di euro per maglie vendute secondo dati UEFA).

I club turchi operano, pertanto, in un modello finanziario ad alto rischio, sostenuto da prestiti statali e ristrutturazioni bancarie, e gravato anche dalla svalutazione della lira turca. In questo contesto si può considerare la Super Lig come un “Eldorado temporaneo” dove a fronte di investimenti massicci in top player di rilevanza internazionale, si nasconde la nascita di una probabile crisi debitoria sistemica. Il debito complessivo delle "Big Four" (Galatasaray, Fenerbahçe, Besiktas e Trabzonspor) supera gli 1,14 miliardi di euro.

Debito dei Club Turchi (Miliardi di Lire Turche - Ottobre 2025)

Galatasaray     24,30

Fenerbahçe     18,80

Besiktas            17,80

Trabzonspor   10,20

Negli ultimi cinque anni, la spesa netta della Süper Lig è stata la quinta più alta al mondo, superando La Liga e la Bundesliga, nonostante ricavi da cessioni significativamente inferiori. Nella stagione 2024-2025, le "Big Four" della Super Lig hanno registrato una perdita combinata di circa 10 miliardi di lire turche, mentre le perdite operative, nella prima metà della stagione 2025-2026, per i tre club di Istanbul hanno raggiunto i 2,4 miliardi di lire turche. Questi dati economico-finanziari minacciano la sostenibilità economica dei club e la tenuta, nel medio periodo, del sistema calcio turco. Gli investimenti realizzati dai club turchi nelle ultime stagioni, oltre a creare i presupposti di una futura crisi economico-finanziaria, possono innescare un ulteriore elemento di rischio, di natura emozionale. Infatti, non è da sottovalutare la pressione dei tifosi, le cui aspettative sono aumentate con l'arrivo di qualche big internazionale e chiedono di mantenere questo standard, a dispetto dei giovani talenti e delle accademie in generale. Un meccanismo che sembra non avere una visione a lungo termine, sia per lo sviluppo del calcio nazionale che per il peggioramento della situazione finanziaria interna".

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L’APPROFONDIMENTO - Luciano Aiello a “NM”: “Studio sul sistema Eco-fin del calcio turco, ecco cifre, dettagli e dati”

di Napoli Magazine

05/02/2026 - 09:00

NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: Il campionato turco è diventato una destinazione primaria per il rilancio di carriere d'élite e non più solo un "buon ritiro" per calciatori a fine carriera. Negli ultimi anni, i quattro club più importanti del calcio turco, Galatasaray, Fenerbahçe, Besiktas e Trabzonspor, si sono distinti per un calciomercato avvincente. Le cifre dei trasferimenti hanno raggiunto livelli record, sia per i costi di trasferimento che per gli stipendi, come riscontrato per il mercato della stagione 2025/2026 con gli acquisti di Osimhen, Sanè, Duran, Asensio. Investimenti così rilevanti, in un contesto economico precario, fanno sorgere la domanda di come sia possibile. La risposta a questa domanda risale ai risultati sportivi poco brillanti di qualche anno fa, dell'estate del 2022. Il Galatasaray era reduce da una delle peggiori stagioni, chiusa con il 13° posto in Süper Lig, il Fenerbahçe aveva continuato il digiuno in campionato, con l'ultimo titolo risalente al 2014, mentre il Besiktas era alle prese con problemi gestionali ed economici. In questo contesto, il Trabzonspor ne aveva approfittato tornando al successo dopo ben 40 anni. Dalla stagione successiva, estate del 2023, le squadre turche hanno avviato una politica di investimenti espansiva. I fattori alla base di queste politiche di investimento sono molteplici e possono essere distinti tra quelli di natura istituzionale e quelli di natura settoriale.

Per quanto riguarda i primi si rileva:

- Tassazione agevolata per gli ingaggi degli sportivi di alto livello.  Infatti per i calciatori è prevista un’agevolazione fiscale, con tassazione sui redditi ridotta al 20%, rispetto alla media del 40/50% su cui si attestano le principali nazioni come Italia, Spagna, Francia ed Inghilterra. Questa aliquota ridotta consente, alle squadre di calcio turche, di offrire ingaggi netti più alti rispetto ad altre squadre nei top 5 campionati europei.

- Prestiti statali. In Turchia le banche statali possono concedere prestiti a tassi agevolati alle squadre di calcio della Super Lig. Di questi prestiti ne hanno beneficato soprattutto i primi quattro club, che nel 2025 erano complessivamente indebitate per 1.14 miliardi di euro. A questo, si aggiunge la mancata applicazione di una legge nazionale del 2022, il cui obiettivo era frenare queste spese e che aveva previsto il divieto, per le società sportive, di indebitarsi oltre il 10% del fatturato lordo dell'anno precedente.

- Cessioni Immobiliari ad Enti Pubblici. La normativa turca consente, alle squadre di calcio della Super Lig, la possibilità di rientrare di parte degli indebitamenti con "cessioni" obbligatorie di terreni ed unità immobiliari ad Enti Pubblici. I primi club turchi, per rientrare in parte dagli investimenti degli ultimi anni, si sono mossi anche con progetti che riguardano il ramo immobiliare: il Fenerbahce ha ceduto i terreni nella zona di Atasehir per circa 100 milioni di euro, mentre il Galatasaray ha addirittura ceduto il proprio centro sportivo di Florya, vendendolo alla municipalità di Istanbul, per generare un indotto potenziale da 500 milioni di euro.

Per quanto riguarda i fattori di natura settoriale, assumono particolare rilevanza i diritti televisivi e le sponsorizzazioni:

- Diritti televisivi. Il nuovo accordo per i diritti domestici e internazionali garantisce una stabilità relativa fino alla fine della stagione 2026-2027. Il Broadcaster beIN Sports (Digiturk) detiene l'esclusiva per tutte le partite di Süper Lig e l'accordo è stimato in 182 milioni di dollari annui.

- Sponsorizzazioni. Il Galatasaray ha generato circa 35 milioni di euro da sponsorizzazioni nella scorsa stagione, integrando i ricavi da merchandising (85 milioni di euro per maglie vendute secondo dati UEFA).

I club turchi operano, pertanto, in un modello finanziario ad alto rischio, sostenuto da prestiti statali e ristrutturazioni bancarie, e gravato anche dalla svalutazione della lira turca. In questo contesto si può considerare la Super Lig come un “Eldorado temporaneo” dove a fronte di investimenti massicci in top player di rilevanza internazionale, si nasconde la nascita di una probabile crisi debitoria sistemica. Il debito complessivo delle "Big Four" (Galatasaray, Fenerbahçe, Besiktas e Trabzonspor) supera gli 1,14 miliardi di euro.

Debito dei Club Turchi (Miliardi di Lire Turche - Ottobre 2025)

Galatasaray     24,30

Fenerbahçe     18,80

Besiktas            17,80

Trabzonspor   10,20

Negli ultimi cinque anni, la spesa netta della Süper Lig è stata la quinta più alta al mondo, superando La Liga e la Bundesliga, nonostante ricavi da cessioni significativamente inferiori. Nella stagione 2024-2025, le "Big Four" della Super Lig hanno registrato una perdita combinata di circa 10 miliardi di lire turche, mentre le perdite operative, nella prima metà della stagione 2025-2026, per i tre club di Istanbul hanno raggiunto i 2,4 miliardi di lire turche. Questi dati economico-finanziari minacciano la sostenibilità economica dei club e la tenuta, nel medio periodo, del sistema calcio turco. Gli investimenti realizzati dai club turchi nelle ultime stagioni, oltre a creare i presupposti di una futura crisi economico-finanziaria, possono innescare un ulteriore elemento di rischio, di natura emozionale. Infatti, non è da sottovalutare la pressione dei tifosi, le cui aspettative sono aumentate con l'arrivo di qualche big internazionale e chiedono di mantenere questo standard, a dispetto dei giovani talenti e delle accademie in generale. Un meccanismo che sembra non avere una visione a lungo termine, sia per lo sviluppo del calcio nazionale che per il peggioramento della situazione finanziaria interna".