NAPOLI - La nomina di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana rappresenta la volontà di ripartire da un allenatore che conosce il peso della maglia azzurra, sa gestire la pressione e ha già dimostrato di poter riportare entusiasmo in un gruppo che aveva bisogno di ritrovare identità. Messo da parte il chiacchiericcio sterile dell'ultimo addio per l'opzione araba, è tempo di scrivere una nuova pagina di storia, che dovrà condurre gli azzurri a qualificarsi per il prossimo Mondiale del 2030 dalla porta principale, dopo essere stato l'ultimo c.t. a far vincere un Europeo alla Nazionale.
La regia del presidente Giovanni Malagò merita un plauso. La sua intuizione di costruire un progetto più ampio, affiancando a Mancini una figura di assoluto prestigio come Claudio Ranieri, nel ruolo di direttore tecnico, testimonia l'intenzione di non limitarsi all'emergenza del momento, ma di gettare basi solide per il futuro del calcio italiano. L'esperienza internazionale di Ranieri, unita alla capacità di gestione di Mancini, può diventare un connubio vincente, capace di valorizzare il patrimonio tecnico della Nazionale, dopo aver rapidamente mandato in archivio - per evidenti incompatibilità di vedute - il breve corso Maldini-Leonardo-Pirlo.
L'Italia ha bisogno di tornare protagonista e, per riuscirci, dovrà necessariamente affidarsi ad una nuova generazione senza rinunciare all'esperienza di chi conosce già il palcoscenico internazionale. È proprio qui che anche gli azzurri del Napoli potranno ritagliarsi un ruolo centrale.
Alessandro Buongiorno, in prospettiva, dopo l'infortunio che lo terrà fermo per i prossimi tre mesi, potrà diventare una scelta da non trascurare.
Ma lo sguardo va inevitabilmente anche verso il futuro, e il nome che incuriosisce maggiormente è quello di Antonio Vergara. Il talento non gli è mai mancato. Visione di gioco, qualità tecnica, personalità e capacità di inserirsi tra le linee sono caratteristiche che possono renderlo uno dei centrocampisti italiani più interessanti della prossima generazione. Se continuerà il proprio percorso di crescita con continuità, la Nazionale potrebbe trovare in lui un elemento capace di aprire un nuovo ciclo. Mancini ha sempre dimostrato di non avere paura nel lanciare i giovani e proprio questa mentalità potrebbe rappresentare la grande occasione per un ragazzo dalle enormi potenzialità.
Accanto ai giovani, però, serviranno uomini di esperienza. Giovanni Di Lorenzo, Leonardo Spinazzola e Matteo Politano restano tre risorse preziose nell'immediato. I primi due, con la loro capacità di interpretare entrambe le fasi di gioco, rappresentano ancora due degli esterni più affidabili del panorama italiano quando la condizione fisica glielo consente. Il terzo continua ad essere sinonimo di sacrificio, equilibrio tattico e qualità offensiva, caratteristiche che ogni allenatore apprezza enormemente. Sono calciatori che conoscono il peso delle grandi competizioni e possono accompagnare la crescita dei più giovani.
La nuova Italia dovrà avere entusiasmo, organizzazione e coraggio. Mancini possiede tutte le qualità per restituire fiducia ad un gruppo che negli ultimi anni ha vissuto troppe delusioni. La collaborazione con Ranieri aggiungerà ulteriore competenza e serenità ad un ambiente che ha bisogno di ritrovare stabilità.
Quando programmazione, competenza e meritocrazia si incontrano, i risultati possono arrivare. L'Italia riparte da Mancini, da una struttura tecnica che promette equilibrio e da un gruppo di calciatori chiamati a scrivere una nuova pagina. Tra questi, il presente e il futuro parlano sempre più anche con accento napoletano.

di Napoli Magazine
29/07/2026 - 23:55
NAPOLI - La nomina di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana rappresenta la volontà di ripartire da un allenatore che conosce il peso della maglia azzurra, sa gestire la pressione e ha già dimostrato di poter riportare entusiasmo in un gruppo che aveva bisogno di ritrovare identità. Messo da parte il chiacchiericcio sterile dell'ultimo addio per l'opzione araba, è tempo di scrivere una nuova pagina di storia, che dovrà condurre gli azzurri a qualificarsi per il prossimo Mondiale del 2030 dalla porta principale, dopo essere stato l'ultimo c.t. a far vincere un Europeo alla Nazionale.
La regia del presidente Giovanni Malagò merita un plauso. La sua intuizione di costruire un progetto più ampio, affiancando a Mancini una figura di assoluto prestigio come Claudio Ranieri, nel ruolo di direttore tecnico, testimonia l'intenzione di non limitarsi all'emergenza del momento, ma di gettare basi solide per il futuro del calcio italiano. L'esperienza internazionale di Ranieri, unita alla capacità di gestione di Mancini, può diventare un connubio vincente, capace di valorizzare il patrimonio tecnico della Nazionale, dopo aver rapidamente mandato in archivio - per evidenti incompatibilità di vedute - il breve corso Maldini-Leonardo-Pirlo.
L'Italia ha bisogno di tornare protagonista e, per riuscirci, dovrà necessariamente affidarsi ad una nuova generazione senza rinunciare all'esperienza di chi conosce già il palcoscenico internazionale. È proprio qui che anche gli azzurri del Napoli potranno ritagliarsi un ruolo centrale.
Alessandro Buongiorno, in prospettiva, dopo l'infortunio che lo terrà fermo per i prossimi tre mesi, potrà diventare una scelta da non trascurare.
Ma lo sguardo va inevitabilmente anche verso il futuro, e il nome che incuriosisce maggiormente è quello di Antonio Vergara. Il talento non gli è mai mancato. Visione di gioco, qualità tecnica, personalità e capacità di inserirsi tra le linee sono caratteristiche che possono renderlo uno dei centrocampisti italiani più interessanti della prossima generazione. Se continuerà il proprio percorso di crescita con continuità, la Nazionale potrebbe trovare in lui un elemento capace di aprire un nuovo ciclo. Mancini ha sempre dimostrato di non avere paura nel lanciare i giovani e proprio questa mentalità potrebbe rappresentare la grande occasione per un ragazzo dalle enormi potenzialità.
Accanto ai giovani, però, serviranno uomini di esperienza. Giovanni Di Lorenzo, Leonardo Spinazzola e Matteo Politano restano tre risorse preziose nell'immediato. I primi due, con la loro capacità di interpretare entrambe le fasi di gioco, rappresentano ancora due degli esterni più affidabili del panorama italiano quando la condizione fisica glielo consente. Il terzo continua ad essere sinonimo di sacrificio, equilibrio tattico e qualità offensiva, caratteristiche che ogni allenatore apprezza enormemente. Sono calciatori che conoscono il peso delle grandi competizioni e possono accompagnare la crescita dei più giovani.
La nuova Italia dovrà avere entusiasmo, organizzazione e coraggio. Mancini possiede tutte le qualità per restituire fiducia ad un gruppo che negli ultimi anni ha vissuto troppe delusioni. La collaborazione con Ranieri aggiungerà ulteriore competenza e serenità ad un ambiente che ha bisogno di ritrovare stabilità.
Quando programmazione, competenza e meritocrazia si incontrano, i risultati possono arrivare. L'Italia riparte da Mancini, da una struttura tecnica che promette equilibrio e da un gruppo di calciatori chiamati a scrivere una nuova pagina. Tra questi, il presente e il futuro parlano sempre più anche con accento napoletano.
