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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, la crescita c'è, gli xG lo confermano: Allegri ha trovato la strada, ora serve continuità"
26.10.2026 08:01 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Tattica, condizione fisica e mentalità: il Napoli sta provando a cambiare passo. I numeri dei gol attesi raccontano una squadra capace di costruire occasioni, reagire alle difficoltà e ritrovare protagonisti importanti. Il 3-3 con la Roma lascia l'amaro in bocca, ma non cancella i segnali incoraggianti emersi nelle ultime gare.

Crescere non significa soltanto vincere, ma migliorare nella lettura delle partite, aumentare la qualità delle occasioni create, ritrovare energie e convinzione, imparare a gestire i momenti delicati senza perdere equilibrio. È proprio su questi aspetti che il Napoli di Allegri sembra aver avviato un percorso interessante, con indicazioni che vanno oltre il risultato finale.

Gli expected goals, gli ormai noti xG, rappresentano uno strumento utile per leggere questa evoluzione. Non sono una verità assoluta, né possono raccontare da soli tutto ciò che accade sul terreno di gioco, ma aiutano a comprendere se una squadra stia riuscendo a costruire opportunità concrete e se i risultati siano coerenti con quanto prodotto.

E, osservando le ultime partite di campionato, qualche indicazione significativa emerge.

Contro il Frosinone, il Napoli ha costruito una prestazione convincente, accompagnata da un dato offensivo importante: oltre tre gol attesi secondo alcune rilevazioni statistiche. A Venezia, nonostante la sconfitta, la squadra aveva prodotto circa 2,4 xG, senza riuscire a concretizzare quanto costruito. Contro la Roma, infine, il dato offensivo si è attestato intorno a 2,3-2,4 xG, a fronte di tre reti realizzate. Numeri che evidenziano una squadra capace di arrivare con maggiore frequenza e qualità alla conclusione, anche se resta da migliorare la gestione complessiva delle gare.

È questo il punto da cui ripartire: il Napoli non deve limitarsi a guardare la classifica o a giudicare il proprio cammino esclusivamente attraverso vittorie, pareggi e sconfitte. Deve comprendere quali meccanismi stiano funzionando e quali, invece, necessitino ancora di correzioni.

La crescita tattica: più soluzioni, ma serve equilibrio

Dal punto di vista tattico, Allegri sta cercando di dare alla squadra una fisionomia più riconoscibile, valorizzando le caratteristiche dei singoli e provando a trovare il giusto equilibrio tra copertura e spinta offensiva. Il Napoli ha dimostrato di poter essere pericoloso attraverso soluzioni differenti: inserimenti dei centrocampisti, qualità negli ultimi metri, iniziative individuali e maggiore partecipazione degli uomini chiamati a sostenere l'azione.

Il gol di Frank Anguissa contro la Roma e la doppietta di Scott McTominay sono immagini significative di questa capacità di coinvolgimento. Il centrocampista camerunense ha trovato la via della rete con un inserimento prezioso, mentre lo scozzese ha confermato quanto possa incidere quando riesce ad accompagnare l'azione con continuità e tempi giusti. Kevin De Bruyne, con la sua classe, resta un riferimento fondamentale per accendere la manovra e individuare linee di passaggio che altri faticano a vedere.

La squadra, dunque, sta riscoprendo risorse importanti anche nella zona centrale del campo. Non è un dettaglio: quando i centrocampisti riescono a partecipare alla fase offensiva, gli avversari sono costretti a distribuire diversamente le proprie attenzioni, lasciando maggiori spazi agli attaccanti.

Rimane, tuttavia, un aspetto da sistemare: la gestione dei vantaggi. Contro la Roma, il Napoli si è ritrovato avanti di due reti e ha poi visto sfumare il successo nel finale. La crescita tattica dovrà passare anche dalla capacità di abbassare i ritmi quando necessario, proteggere meglio la propria area e non concedere agli avversari la possibilità di rientrare in partita con troppa facilità.

La condizione fisica e il peso dei protagonisti

C'è poi la componente atletica, strettamente legata alla lucidità nelle scelte e alla possibilità di mantenere intensità per tutti i novanta minuti. Ritrovare giocatori capaci di incidere negli inserimenti, di attaccare la profondità e di sostenere le due fasi rappresenta una condizione essenziale per dare continuità al progetto.

La doppietta di McTominay è un segnale importante anche in questo senso, così come la partecipazione di Anguissa alla manovra offensiva. Non sarebbe corretto dedurre la crescita fisica da un singolo dato statistico o da una partita, ma la presenza di più soluzioni e la capacità di produrre occasioni con regolarità offrono indicazioni da monitorare.

La sensazione è che Allegri abbia bisogno di trovare continuità nelle scelte, senza rinunciare alle rotazioni quando necessarie, ma evitando che i cambiamenti finiscano per compromettere gli equilibri acquisiti. La condizione dei singoli, il recupero degli indisponibili e l'intesa tra i reparti saranno determinanti per affrontare il prossimo ciclo di impegni.

La crescita mentale: reagire non basta, bisogna saper chiudere le partite

L'aspetto mentale è forse quello più delicato. Dopo le difficoltà incontrate nelle precedenti uscite, il Napoli ha mostrato di poter reagire, ritrovando fiducia e capacità realizzativa. La prestazione contro la Roma ha confermato che la squadra dispone delle risorse per colpire anche avversari di livello, ma il pareggio finale ha evidenziato quanto sia ancora necessario lavorare sulla concentrazione.

Una squadra matura non è soltanto quella che riesce a segnare tre gol. È quella che, una volta conquistato un vantaggio, sa interpretare correttamente le diverse fasi della gara, riconosce i momenti in cui accelerare e quelli in cui occorre proteggere il risultato. In questo senso, il 3-3 deve essere letto come un'occasione di riflessione, non come una sentenza sul lavoro svolto.

Anche il confronto tra gol realizzati e gol attesi invita a mantenere lucidità. Gli xG aiutano a valutare la qualità delle occasioni, ma non misurano direttamente la personalità, la condizione atletica o la solidità difensiva. Per comprendere la crescita del Napoli occorre affiancare questi numeri all'analisi delle distanze tra i reparti, delle occasioni concesse e della capacità di gestire i momenti decisivi.

I numeri incoraggiano, adesso servono conferme

Il dato più interessante è che il Napoli ha continuato a produrre occasioni anche nelle gare in cui il risultato è stato negativo. La sconfitta di Venezia, con oltre due gol attesi a favore degli azzurri secondo le rilevazioni disponibili, rappresenta un esempio evidente della distanza che può esistere tra prestazione offensiva e risultato finale. Contro la Roma, invece, la produzione offensiva si è tradotta in tre reti, senza però garantire i tre punti.

È qui che passa la prossima tappa del percorso di Allegri: mantenere la capacità di creare, migliorare la concretezza e ridurre gli errori che permettono agli avversari di rientrare in partita. Servirà una squadra più continua, tatticamente ordinata, fisicamente brillante e mentalmente pronta a gestire anche le situazioni più complicate.

Il materiale per ripartire c'è. Gli xG suggeriscono che il Napoli riesce a costruire occasioni con una certa regolarità; le prestazioni di Anguissa, McTominay e De Bruyne offrono indicazioni positive; la reazione mostrata in campo lascia intravedere margini di crescita.

Adesso, però, occorre trasformare i segnali in certezze. Perché i numeri possono indicare la direzione, ma sono i punti conquistati, la solidità difensiva e la continuità delle prestazioni a determinare il valore concreto del percorso.

Allegri è chiamato a consolidare quanto di buono si è visto, senza perdere di vista le criticità emerse. Il Napoli ha bisogno di crederci, ma soprattutto di dimostrarlo partita dopo partita. La crescita sembra avviata: il prossimo passo sarà renderla stabile.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
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26/10/2026 - 08:01

NAPOLI - Tattica, condizione fisica e mentalità: il Napoli sta provando a cambiare passo. I numeri dei gol attesi raccontano una squadra capace di costruire occasioni, reagire alle difficoltà e ritrovare protagonisti importanti. Il 3-3 con la Roma lascia l'amaro in bocca, ma non cancella i segnali incoraggianti emersi nelle ultime gare.

Crescere non significa soltanto vincere, ma migliorare nella lettura delle partite, aumentare la qualità delle occasioni create, ritrovare energie e convinzione, imparare a gestire i momenti delicati senza perdere equilibrio. È proprio su questi aspetti che il Napoli di Allegri sembra aver avviato un percorso interessante, con indicazioni che vanno oltre il risultato finale.

Gli expected goals, gli ormai noti xG, rappresentano uno strumento utile per leggere questa evoluzione. Non sono una verità assoluta, né possono raccontare da soli tutto ciò che accade sul terreno di gioco, ma aiutano a comprendere se una squadra stia riuscendo a costruire opportunità concrete e se i risultati siano coerenti con quanto prodotto.

E, osservando le ultime partite di campionato, qualche indicazione significativa emerge.

Contro il Frosinone, il Napoli ha costruito una prestazione convincente, accompagnata da un dato offensivo importante: oltre tre gol attesi secondo alcune rilevazioni statistiche. A Venezia, nonostante la sconfitta, la squadra aveva prodotto circa 2,4 xG, senza riuscire a concretizzare quanto costruito. Contro la Roma, infine, il dato offensivo si è attestato intorno a 2,3-2,4 xG, a fronte di tre reti realizzate. Numeri che evidenziano una squadra capace di arrivare con maggiore frequenza e qualità alla conclusione, anche se resta da migliorare la gestione complessiva delle gare.

È questo il punto da cui ripartire: il Napoli non deve limitarsi a guardare la classifica o a giudicare il proprio cammino esclusivamente attraverso vittorie, pareggi e sconfitte. Deve comprendere quali meccanismi stiano funzionando e quali, invece, necessitino ancora di correzioni.

La crescita tattica: più soluzioni, ma serve equilibrio

Dal punto di vista tattico, Allegri sta cercando di dare alla squadra una fisionomia più riconoscibile, valorizzando le caratteristiche dei singoli e provando a trovare il giusto equilibrio tra copertura e spinta offensiva. Il Napoli ha dimostrato di poter essere pericoloso attraverso soluzioni differenti: inserimenti dei centrocampisti, qualità negli ultimi metri, iniziative individuali e maggiore partecipazione degli uomini chiamati a sostenere l'azione.

Il gol di Frank Anguissa contro la Roma e la doppietta di Scott McTominay sono immagini significative di questa capacità di coinvolgimento. Il centrocampista camerunense ha trovato la via della rete con un inserimento prezioso, mentre lo scozzese ha confermato quanto possa incidere quando riesce ad accompagnare l'azione con continuità e tempi giusti. Kevin De Bruyne, con la sua classe, resta un riferimento fondamentale per accendere la manovra e individuare linee di passaggio che altri faticano a vedere.

La squadra, dunque, sta riscoprendo risorse importanti anche nella zona centrale del campo. Non è un dettaglio: quando i centrocampisti riescono a partecipare alla fase offensiva, gli avversari sono costretti a distribuire diversamente le proprie attenzioni, lasciando maggiori spazi agli attaccanti.

Rimane, tuttavia, un aspetto da sistemare: la gestione dei vantaggi. Contro la Roma, il Napoli si è ritrovato avanti di due reti e ha poi visto sfumare il successo nel finale. La crescita tattica dovrà passare anche dalla capacità di abbassare i ritmi quando necessario, proteggere meglio la propria area e non concedere agli avversari la possibilità di rientrare in partita con troppa facilità.

La condizione fisica e il peso dei protagonisti

C'è poi la componente atletica, strettamente legata alla lucidità nelle scelte e alla possibilità di mantenere intensità per tutti i novanta minuti. Ritrovare giocatori capaci di incidere negli inserimenti, di attaccare la profondità e di sostenere le due fasi rappresenta una condizione essenziale per dare continuità al progetto.

La doppietta di McTominay è un segnale importante anche in questo senso, così come la partecipazione di Anguissa alla manovra offensiva. Non sarebbe corretto dedurre la crescita fisica da un singolo dato statistico o da una partita, ma la presenza di più soluzioni e la capacità di produrre occasioni con regolarità offrono indicazioni da monitorare.

La sensazione è che Allegri abbia bisogno di trovare continuità nelle scelte, senza rinunciare alle rotazioni quando necessarie, ma evitando che i cambiamenti finiscano per compromettere gli equilibri acquisiti. La condizione dei singoli, il recupero degli indisponibili e l'intesa tra i reparti saranno determinanti per affrontare il prossimo ciclo di impegni.

La crescita mentale: reagire non basta, bisogna saper chiudere le partite

L'aspetto mentale è forse quello più delicato. Dopo le difficoltà incontrate nelle precedenti uscite, il Napoli ha mostrato di poter reagire, ritrovando fiducia e capacità realizzativa. La prestazione contro la Roma ha confermato che la squadra dispone delle risorse per colpire anche avversari di livello, ma il pareggio finale ha evidenziato quanto sia ancora necessario lavorare sulla concentrazione.

Una squadra matura non è soltanto quella che riesce a segnare tre gol. È quella che, una volta conquistato un vantaggio, sa interpretare correttamente le diverse fasi della gara, riconosce i momenti in cui accelerare e quelli in cui occorre proteggere il risultato. In questo senso, il 3-3 deve essere letto come un'occasione di riflessione, non come una sentenza sul lavoro svolto.

Anche il confronto tra gol realizzati e gol attesi invita a mantenere lucidità. Gli xG aiutano a valutare la qualità delle occasioni, ma non misurano direttamente la personalità, la condizione atletica o la solidità difensiva. Per comprendere la crescita del Napoli occorre affiancare questi numeri all'analisi delle distanze tra i reparti, delle occasioni concesse e della capacità di gestire i momenti decisivi.

I numeri incoraggiano, adesso servono conferme

Il dato più interessante è che il Napoli ha continuato a produrre occasioni anche nelle gare in cui il risultato è stato negativo. La sconfitta di Venezia, con oltre due gol attesi a favore degli azzurri secondo le rilevazioni disponibili, rappresenta un esempio evidente della distanza che può esistere tra prestazione offensiva e risultato finale. Contro la Roma, invece, la produzione offensiva si è tradotta in tre reti, senza però garantire i tre punti.

È qui che passa la prossima tappa del percorso di Allegri: mantenere la capacità di creare, migliorare la concretezza e ridurre gli errori che permettono agli avversari di rientrare in partita. Servirà una squadra più continua, tatticamente ordinata, fisicamente brillante e mentalmente pronta a gestire anche le situazioni più complicate.

Il materiale per ripartire c'è. Gli xG suggeriscono che il Napoli riesce a costruire occasioni con una certa regolarità; le prestazioni di Anguissa, McTominay e De Bruyne offrono indicazioni positive; la reazione mostrata in campo lascia intravedere margini di crescita.

Adesso, però, occorre trasformare i segnali in certezze. Perché i numeri possono indicare la direzione, ma sono i punti conquistati, la solidità difensiva e la continuità delle prestazioni a determinare il valore concreto del percorso.

Allegri è chiamato a consolidare quanto di buono si è visto, senza perdere di vista le criticità emerse. Il Napoli ha bisogno di crederci, ma soprattutto di dimostrarlo partita dopo partita. La crescita sembra avviata: il prossimo passo sarà renderla stabile.

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