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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, la fiammata Champions di Lukaku spegne in extremis l'ennesimo orrore arbitrale!"
01.03.2026 10:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Non sarà stato un Napoli brillante, roboante, da valanga di gol. Però i tre punti di Verona, dopo lo scempio di Bergamo, strappano un sorriso. Vittoria arrivata in pieno recupero, oltre il novantesimo, con la zampata vincente di Lukaku su perfetto assist di Giovane. Un urlo liberatorio, le lacrime nell'intervista doppia con Juan Jesus, per Big Rom che ne ha passate veramente di tutti i colori negli ultimi mesi, sia dal punto di vista fisico che morale per la scomparsa del caro papà. Due uomini, Romelu e Giovane, subentrati dalla panchina, che premiano la lettura del match studiata da Conte. Nel primo tempo, in effetti, praticamente subito, dopo un paio di minuti, gli azzurri avevano indirizzato bene l'incontro: la zuccata vincente di Hojlund, infatti, è stata una stoccata forte e tangibile agli avversari, fanalino di coda del campionato. Da quel momento, però, anzichè raddoppiare e - perchè no - dilagare, il Napoli ha iniziato uno snervante possesso palla. Esclusa qualche incursione brillante di Vergara, con Alisson bloccato, raddoppiato, e Hojlund intento a fare a sportellate con la difesa veronese, è mancato l'affondo del k.o., complice anche la presenza in campo di Spinazzola e Politano apparsi in evidente debito di ossigeno. Molto meglio Gutierrez, Mazzocchi e chiaramente Giovane (per l'assist d'oro). Lobotka prima e Gilmour poi non hanno brillato per la propensione offensiva, dato che di tirare in porta non se ne parla proprio quando si ritrovano al limite dell'area. Il passaggino in quella zona del campo serve a poco. Meglio Elmas, con un paio di conclusioni insidiose per Montipò, nonostante il cazziatone rivolto da Lukaku che lo avrebbe voluto di più nei suoi dintorni. Con la partita in bilico il rischio della beffa è rimasto dietro l'angolo: assurdo pensare che l'arbitro potesse incidere ancora, con il VAR silente, ed invece ancora una volta è successo il patatrac! Il gol del momentaneo 1-1 di Akpa-Akpro, con deviazione volante di Hojlund, non si sarebbe mai dovuto verificare, siccome l'angolo dal quale è nata la rete nasce da una evidente spinta di Frese su Buongiorno. Lo hanno visto tutti, solo Colombo e i suoi assistenti no. Senza dimenticare che Suslov andava espulso per l'intervento osceno, a gamba tesa, su Gutierrez, e non semplicemente ammonito. E pensare che se non fosse stato per Lukaku ora staremmo parlando di un ingiusto pari, condizionato dall'ennesima sciocchezza arbitrale. Intanto qualcosa si sta smuovendo, le correzioni sembrano arrivare all'orizzonte in termini di protocollo. Ce lo auguriamo, perchè davvero non se ne può più! Bravo il Napoli a crederci. Nonostante tutto, questo risultato può valere tanto in ottica qualificazione in Champions, un'Europa, una Serie A ed una Coppa Italia da onorare con un gioco incantevole ed appassionante, con Conte saldo in panchina dopo una splendida preparazione fisica che dovrà far dimenticare l'assurdo record mondiale di infortuni totalizzato quest'anno. 

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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01/03/2026 - 10:00

NAPOLI - Non sarà stato un Napoli brillante, roboante, da valanga di gol. Però i tre punti di Verona, dopo lo scempio di Bergamo, strappano un sorriso. Vittoria arrivata in pieno recupero, oltre il novantesimo, con la zampata vincente di Lukaku su perfetto assist di Giovane. Un urlo liberatorio, le lacrime nell'intervista doppia con Juan Jesus, per Big Rom che ne ha passate veramente di tutti i colori negli ultimi mesi, sia dal punto di vista fisico che morale per la scomparsa del caro papà. Due uomini, Romelu e Giovane, subentrati dalla panchina, che premiano la lettura del match studiata da Conte. Nel primo tempo, in effetti, praticamente subito, dopo un paio di minuti, gli azzurri avevano indirizzato bene l'incontro: la zuccata vincente di Hojlund, infatti, è stata una stoccata forte e tangibile agli avversari, fanalino di coda del campionato. Da quel momento, però, anzichè raddoppiare e - perchè no - dilagare, il Napoli ha iniziato uno snervante possesso palla. Esclusa qualche incursione brillante di Vergara, con Alisson bloccato, raddoppiato, e Hojlund intento a fare a sportellate con la difesa veronese, è mancato l'affondo del k.o., complice anche la presenza in campo di Spinazzola e Politano apparsi in evidente debito di ossigeno. Molto meglio Gutierrez, Mazzocchi e chiaramente Giovane (per l'assist d'oro). Lobotka prima e Gilmour poi non hanno brillato per la propensione offensiva, dato che di tirare in porta non se ne parla proprio quando si ritrovano al limite dell'area. Il passaggino in quella zona del campo serve a poco. Meglio Elmas, con un paio di conclusioni insidiose per Montipò, nonostante il cazziatone rivolto da Lukaku che lo avrebbe voluto di più nei suoi dintorni. Con la partita in bilico il rischio della beffa è rimasto dietro l'angolo: assurdo pensare che l'arbitro potesse incidere ancora, con il VAR silente, ed invece ancora una volta è successo il patatrac! Il gol del momentaneo 1-1 di Akpa-Akpro, con deviazione volante di Hojlund, non si sarebbe mai dovuto verificare, siccome l'angolo dal quale è nata la rete nasce da una evidente spinta di Frese su Buongiorno. Lo hanno visto tutti, solo Colombo e i suoi assistenti no. Senza dimenticare che Suslov andava espulso per l'intervento osceno, a gamba tesa, su Gutierrez, e non semplicemente ammonito. E pensare che se non fosse stato per Lukaku ora staremmo parlando di un ingiusto pari, condizionato dall'ennesima sciocchezza arbitrale. Intanto qualcosa si sta smuovendo, le correzioni sembrano arrivare all'orizzonte in termini di protocollo. Ce lo auguriamo, perchè davvero non se ne può più! Bravo il Napoli a crederci. Nonostante tutto, questo risultato può valere tanto in ottica qualificazione in Champions, un'Europa, una Serie A ed una Coppa Italia da onorare con un gioco incantevole ed appassionante, con Conte saldo in panchina dopo una splendida preparazione fisica che dovrà far dimenticare l'assurdo record mondiale di infortuni totalizzato quest'anno. 

Antonio Petrazzuolo
 
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