NAPOLI - Se c'è una prestazione che merita di essere sottolineata, al di là di un pareggio che tuttora lascia inevitabilmente qualche rimpianto, è quella di Mathías Olivera.
A Firenze il terzino uruguaiano ha dato una risposta importante. Una risposta sul campo, senza proclami, attraverso una partita giocata con attenzione, personalità e una partecipazione offensiva che avrebbe potuto anche produrre qualcosa in più.
Olivera c'è stato. E si è visto.
Novanta minuti al Franchi, dall'inizio alla fine, in una partita tutt'altro che semplice, caratterizzata da ritmi elevati, continui cambi di fronte e una Fiorentina capace di creare diversi pericoli.
Eppure Olivera ha tenuto.
Ha difeso.
Ha accompagnato l'azione.
E soprattutto ha avuto anche la capacità di farsi trovare nel posto giusto quando il Napoli ha costruito una delle proprie occasioni più importanti.
Al 22', infatti, è stato proprio Olivera a propiziare il quasi autogol di Dragusin, sugli sviluppi dell'azione che ha poi condotto al calcio d'angolo dal quale Gilmour ha realizzato il gol del momentaneo 0-1.
Un episodio che racconta bene la sua partita: non soltanto attenzione nella fase difensiva, ma anche capacità di spingersi in avanti e diventare una soluzione offensiva.
E non è un dettaglio da poco.
Perché in un Napoli che a Firenze ha avuto qualche difficoltà nell'ultimo passaggio e nella finalizzazione, avere un esterno capace di accompagnare la manovra e arrivare alla conclusione può rappresentare una risorsa importante.
Olivera ha mostrato anche una buona applicazione nei duelli e nella gestione della fascia, riuscendo a garantire equilibrio in una gara nella quale la Fiorentina ha provato più volte ad attaccare lateralmente.
Poi, naturalmente, non è stata una partita perfetta. Nessuno lo pretende.
Ma è stata una partita convincente.
E soprattutto una partita che può restituire fiducia al calciatore e all'allenatore.
Perché Massimiliano Allegri ha bisogno anche di questo: di giocatori che, quando vengono chiamati in causa, sappiano offrire risposte concrete.
Olivera, contro la Fiorentina, l'ha fatto.
Il Napoli ha avuto il 57,8% di possesso palla, ma ha dovuto fare i conti con una partita molto aperta, nella quale i viola hanno concluso 17 volte contro le 13 degli azzurri. In questo contesto, la prestazione dell'uruguaiano assume ancora più valore.
E allora, mentre si parla inevitabilmente delle difficoltà dell'attacco, della poca incisività di Hojlund, delle occasioni non sfruttate e del pareggio subito nella ripresa, è giusto fermarsi anche sulle note positive.
Una di queste è certamente Olivera.
Perché il calcio è fatto anche di segnali.
E quello arrivato dal Franchi è un segnale interessante: quando sta bene e trova continuità, Olivera può essere un elemento importante per questo Napoli.
Non soltanto un terzino chiamato a difendere.
Non soltanto un'alternativa.
Ma un giocatore capace di dare profondità, fisicità e presenza anche negli ultimi metri.
Il palo colpito a Firenze è rimasto lì, a un passo dal gol.
Ma la prestazione, quella sì, è rimasta negli occhi.
Bene Olivera.
E in un Napoli che sta ancora cercando il proprio equilibrio, anche queste certezze possono diventare preziose.

di Napoli Magazine
04/10/2026 - 22:00
NAPOLI - Se c'è una prestazione che merita di essere sottolineata, al di là di un pareggio che tuttora lascia inevitabilmente qualche rimpianto, è quella di Mathías Olivera.
A Firenze il terzino uruguaiano ha dato una risposta importante. Una risposta sul campo, senza proclami, attraverso una partita giocata con attenzione, personalità e una partecipazione offensiva che avrebbe potuto anche produrre qualcosa in più.
Olivera c'è stato. E si è visto.
Novanta minuti al Franchi, dall'inizio alla fine, in una partita tutt'altro che semplice, caratterizzata da ritmi elevati, continui cambi di fronte e una Fiorentina capace di creare diversi pericoli.
Eppure Olivera ha tenuto.
Ha difeso.
Ha accompagnato l'azione.
E soprattutto ha avuto anche la capacità di farsi trovare nel posto giusto quando il Napoli ha costruito una delle proprie occasioni più importanti.
Al 22', infatti, è stato proprio Olivera a propiziare il quasi autogol di Dragusin, sugli sviluppi dell'azione che ha poi condotto al calcio d'angolo dal quale Gilmour ha realizzato il gol del momentaneo 0-1.
Un episodio che racconta bene la sua partita: non soltanto attenzione nella fase difensiva, ma anche capacità di spingersi in avanti e diventare una soluzione offensiva.
E non è un dettaglio da poco.
Perché in un Napoli che a Firenze ha avuto qualche difficoltà nell'ultimo passaggio e nella finalizzazione, avere un esterno capace di accompagnare la manovra e arrivare alla conclusione può rappresentare una risorsa importante.
Olivera ha mostrato anche una buona applicazione nei duelli e nella gestione della fascia, riuscendo a garantire equilibrio in una gara nella quale la Fiorentina ha provato più volte ad attaccare lateralmente.
Poi, naturalmente, non è stata una partita perfetta. Nessuno lo pretende.
Ma è stata una partita convincente.
E soprattutto una partita che può restituire fiducia al calciatore e all'allenatore.
Perché Massimiliano Allegri ha bisogno anche di questo: di giocatori che, quando vengono chiamati in causa, sappiano offrire risposte concrete.
Olivera, contro la Fiorentina, l'ha fatto.
Il Napoli ha avuto il 57,8% di possesso palla, ma ha dovuto fare i conti con una partita molto aperta, nella quale i viola hanno concluso 17 volte contro le 13 degli azzurri. In questo contesto, la prestazione dell'uruguaiano assume ancora più valore.
E allora, mentre si parla inevitabilmente delle difficoltà dell'attacco, della poca incisività di Hojlund, delle occasioni non sfruttate e del pareggio subito nella ripresa, è giusto fermarsi anche sulle note positive.
Una di queste è certamente Olivera.
Perché il calcio è fatto anche di segnali.
E quello arrivato dal Franchi è un segnale interessante: quando sta bene e trova continuità, Olivera può essere un elemento importante per questo Napoli.
Non soltanto un terzino chiamato a difendere.
Non soltanto un'alternativa.
Ma un giocatore capace di dare profondità, fisicità e presenza anche negli ultimi metri.
Il palo colpito a Firenze è rimasto lì, a un passo dal gol.
Ma la prestazione, quella sì, è rimasta negli occhi.
Bene Olivera.
E in un Napoli che sta ancora cercando il proprio equilibrio, anche queste certezze possono diventare preziose.
