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L’EDITORIALE – Antonio Petrazzuolo: “Napoli, Olivera e la risposta di personalità, il dato che fa sperare”
04.10.2026 23:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Se c'è una prestazione che merita di essere sottolineata, al di là di un pareggio che tuttora lascia inevitabilmente qualche rimpianto, è quella di Mathías Olivera.

A Firenze il terzino uruguaiano ha dato una risposta importante. Una risposta sul campo, senza proclami, attraverso una partita giocata con attenzione, personalità e una partecipazione offensiva che avrebbe potuto anche produrre qualcosa in più.

Olivera c'è stato. E si è visto.

Novanta minuti al Franchi, dall'inizio alla fine, in una partita tutt'altro che semplice, caratterizzata da ritmi elevati, continui cambi di fronte e una Fiorentina capace di creare diversi pericoli.

Eppure Olivera ha tenuto.

Ha difeso.

Ha accompagnato l'azione.

E soprattutto ha avuto anche la capacità di farsi trovare nel posto giusto quando il Napoli ha costruito una delle proprie occasioni più importanti.

Al 22', infatti, è stato proprio Olivera a propiziare il quasi autogol di Dragusin, sugli sviluppi dell'azione che ha poi condotto al calcio d'angolo dal quale Gilmour ha realizzato il gol del momentaneo 0-1.

Un episodio che racconta bene la sua partita: non soltanto attenzione nella fase difensiva, ma anche capacità di spingersi in avanti e diventare una soluzione offensiva.

E non è un dettaglio da poco.

Perché in un Napoli che a Firenze ha avuto qualche difficoltà nell'ultimo passaggio e nella finalizzazione, avere un esterno capace di accompagnare la manovra e arrivare alla conclusione può rappresentare una risorsa importante.

Olivera ha mostrato anche una buona applicazione nei duelli e nella gestione della fascia, riuscendo a garantire equilibrio in una gara nella quale la Fiorentina ha provato più volte ad attaccare lateralmente.

Poi, naturalmente, non è stata una partita perfetta. Nessuno lo pretende.

Ma è stata una partita convincente.

E soprattutto una partita che può restituire fiducia al calciatore e all'allenatore.

Perché Massimiliano Allegri ha bisogno anche di questo: di giocatori che, quando vengono chiamati in causa, sappiano offrire risposte concrete.

Olivera, contro la Fiorentina, l'ha fatto.

Il Napoli ha avuto il 57,8% di possesso palla, ma ha dovuto fare i conti con una partita molto aperta, nella quale i viola hanno concluso 17 volte contro le 13 degli azzurri. In questo contesto, la prestazione dell'uruguaiano assume ancora più valore.

E allora, mentre si parla inevitabilmente delle difficoltà dell'attacco, della poca incisività di Hojlund, delle occasioni non sfruttate e del pareggio subito nella ripresa, è giusto fermarsi anche sulle note positive.

Una di queste è certamente Olivera.

Perché il calcio è fatto anche di segnali.

E quello arrivato dal Franchi è un segnale interessante: quando sta bene e trova continuità, Olivera può essere un elemento importante per questo Napoli.

Non soltanto un terzino chiamato a difendere.

Non soltanto un'alternativa.

Ma un giocatore capace di dare profondità, fisicità e presenza anche negli ultimi metri.

Il palo colpito a Firenze è rimasto lì, a un passo dal gol.

Ma la prestazione, quella sì, è rimasta negli occhi.

Bene Olivera.

E in un Napoli che sta ancora cercando il proprio equilibrio, anche queste certezze possono diventare preziose.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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04/10/2026 - 23:00

NAPOLI - Se c'è una prestazione che merita di essere sottolineata, al di là di un pareggio che tuttora lascia inevitabilmente qualche rimpianto, è quella di Mathías Olivera.

A Firenze il terzino uruguaiano ha dato una risposta importante. Una risposta sul campo, senza proclami, attraverso una partita giocata con attenzione, personalità e una partecipazione offensiva che avrebbe potuto anche produrre qualcosa in più.

Olivera c'è stato. E si è visto.

Novanta minuti al Franchi, dall'inizio alla fine, in una partita tutt'altro che semplice, caratterizzata da ritmi elevati, continui cambi di fronte e una Fiorentina capace di creare diversi pericoli.

Eppure Olivera ha tenuto.

Ha difeso.

Ha accompagnato l'azione.

E soprattutto ha avuto anche la capacità di farsi trovare nel posto giusto quando il Napoli ha costruito una delle proprie occasioni più importanti.

Al 22', infatti, è stato proprio Olivera a propiziare il quasi autogol di Dragusin, sugli sviluppi dell'azione che ha poi condotto al calcio d'angolo dal quale Gilmour ha realizzato il gol del momentaneo 0-1.

Un episodio che racconta bene la sua partita: non soltanto attenzione nella fase difensiva, ma anche capacità di spingersi in avanti e diventare una soluzione offensiva.

E non è un dettaglio da poco.

Perché in un Napoli che a Firenze ha avuto qualche difficoltà nell'ultimo passaggio e nella finalizzazione, avere un esterno capace di accompagnare la manovra e arrivare alla conclusione può rappresentare una risorsa importante.

Olivera ha mostrato anche una buona applicazione nei duelli e nella gestione della fascia, riuscendo a garantire equilibrio in una gara nella quale la Fiorentina ha provato più volte ad attaccare lateralmente.

Poi, naturalmente, non è stata una partita perfetta. Nessuno lo pretende.

Ma è stata una partita convincente.

E soprattutto una partita che può restituire fiducia al calciatore e all'allenatore.

Perché Massimiliano Allegri ha bisogno anche di questo: di giocatori che, quando vengono chiamati in causa, sappiano offrire risposte concrete.

Olivera, contro la Fiorentina, l'ha fatto.

Il Napoli ha avuto il 57,8% di possesso palla, ma ha dovuto fare i conti con una partita molto aperta, nella quale i viola hanno concluso 17 volte contro le 13 degli azzurri. In questo contesto, la prestazione dell'uruguaiano assume ancora più valore.

E allora, mentre si parla inevitabilmente delle difficoltà dell'attacco, della poca incisività di Hojlund, delle occasioni non sfruttate e del pareggio subito nella ripresa, è giusto fermarsi anche sulle note positive.

Una di queste è certamente Olivera.

Perché il calcio è fatto anche di segnali.

E quello arrivato dal Franchi è un segnale interessante: quando sta bene e trova continuità, Olivera può essere un elemento importante per questo Napoli.

Non soltanto un terzino chiamato a difendere.

Non soltanto un'alternativa.

Ma un giocatore capace di dare profondità, fisicità e presenza anche negli ultimi metri.

Il palo colpito a Firenze è rimasto lì, a un passo dal gol.

Ma la prestazione, quella sì, è rimasta negli occhi.

Bene Olivera.

E in un Napoli che sta ancora cercando il proprio equilibrio, anche queste certezze possono diventare preziose.

Antonio Petrazzuolo
 
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