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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, "parlare serve a poco", ecco, servono gol e vittorie, tocca a voi!"
04.11.2026 08:00 di Napoli Magazine
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OPORTO (PORTOGALLO) - "Parlare serve a ben poco". Massimiliano Allegri, alla vigilia di Porto-Napoli, sceglie una linea essenziale, senza girarci troppo intorno. Il momento degli azzurri è delicato, la sconfitta contro la Juventus ha lasciato nuove ferite e la trasferta allo stadio Do Dragão rappresenta un appuntamento importante per provare a rimettere in piedi una stagione che, tra campionato e Champions League, ha bisogno di ritrovare certezze.

Il tecnico azzurro non cerca formule particolari. C'è da lavorare, recuperare gli infortunati e soprattutto cambiare passo. Il Napoli deve ritrovare quella compattezza che, nelle ultime settimane, è venuta meno proprio nei momenti decisivi delle partite. Allegri ha evidenziato un dato che fa riflettere: 11 gol subiti nell'ultima mezz'ora. Un numero che racconta fragilità, cali di attenzione e difficoltà nel gestire le fasi finali delle gare. Non è soltanto una questione di reparto, ma di squadra. Quando si perde equilibrio, quando si smette di accorciare e quando le distanze si allungano, anche le individualità finiscono per essere esposte.

Il messaggio del tecnico è chiaro: contro il Porto servirà una partita di grande sofferenza. Non necessariamente bella, non necessariamente spettacolare, ma intelligente, concreta e soprattutto capace di restare in equilibrio. Allegri sa che il Porto di Francesco Farioli è una squadra aggressiva, che in casa sa alzare il ritmo e attaccare con tanti uomini. Per questo il Napoli dovrà essere bravo tecnicamente quando avrà il pallone, ma anche molto più attento quando sarà chiamato a difendersi.

Non ci sono scorciatoie. La squadra portoghese merita rispetto, ma gli azzurri devono ritrovare la capacità di affrontare l'avversario senza farsi condizionare dalle difficoltà del momento. Allegri ha ricordato che il destino europeo è ancora nelle mani del Napoli: con 10 punti si può raggiungere almeno la fase playoff, ma la strada passa da una prestazione convincente e da una maggiore continuità. La gara di domani non è l'ultima spiaggia, ma è certamente una tappa importante per ritrovare fiducia.

Il tecnico ha anche fatto il punto sulle condizioni di Rasmus Hojlund, sfebbrato, e Kevin De Bruyne, per il quale sarà decisivo l'allenamento. Due situazioni da seguire con attenzione, perché il Napoli ha bisogno di recuperare uomini e qualità, ma senza forzare rientri che potrebbero complicare ulteriormente un quadro già segnato dagli infortuni.

Accanto ad Allegri, Matteo Politano ha parlato con la consapevolezza di chi conosce bene il peso della maglia azzurra e le aspettative di una piazza esigente. Il suo messaggio è stato altrettanto diretto: “Solo noi possiamo tirarci fuori da questa situazione”. Niente alibi, dunque, nemmeno davanti alle assenze. Gli infortuni pesano, ma non possono diventare una giustificazione. Il Napoli deve reagire con il gruppo, con l'orgoglio e con la responsabilità di chi sa di aver contribuito a costruire questo momento difficile.

Politano ha riconosciuto la fragilità difensiva della squadra, sottolineando come le responsabilità dei gol subiti non siano soltanto della linea arretrata. È un passaggio importante, perché richiama tutti a una maggiore partecipazione nella fase di non possesso. Serve più cattiveria nell'accorciare, più attenzione nella lettura delle situazioni e soprattutto una squadra capace di muoversi insieme. Il Napoli non può continuare a concedere campo e occasioni agli avversari, soprattutto quando affronta giocatori di qualità.

L'attaccante azzurro ha parlato anche del proprio ruolo, confermando la disponibilità a giocare sia da esterno offensivo sia da quinto, in una difesa a tre o a quattro. Una duttilità preziosa in un momento in cui Allegri deve fare i conti con numerose assenze e con una formazione ancora da definire. Politano è uno di quei calciatori chiamati a dare un contributo non soltanto tecnico, ma anche di personalità, cercando di trasmettere ai compagni la necessità di restare concentrati e uniti.

Il Porto, in campionato, sta facendo molto bene e in Champions ha raccolto meno di quanto prodotto. Farioli ha costruito una squadra intensa, capace di palleggiare e attaccare con continuità. Il Napoli dovrà quindi saper soffrire, senza rinunciare a ripartire quando ci saranno gli spazi. La qualità offensiva degli azzurri può fare la differenza, ma soltanto se sarà accompagnata da una gestione più attenta della partita.

Dopo la Juventus, Allegri e Politano hanno scelto di non alimentare ulteriori polemiche. La risposta dovrà arrivare dal campo. Il Napoli ha bisogno di ritrovare entusiasmo, concentrazione e soprattutto una maggiore solidità mentale. Non basta avere buone individualità, non basta affidarsi alla qualità dei singoli: serve una squadra che sappia restare dentro la partita anche quando l'avversario alza la pressione.

Il calendario non concede pause, ma offre subito l'occasione per reagire. Porto-Napoli può diventare un passaggio importante per ritrovare la strada, a patto che gli azzurri affrontino la gara con lucidità, sacrificio e determinazione. Allegri chiede sofferenza, Politano invoca unità. La risposta dovrà essere collettiva.

A Oporto servirà un Napoli capace di difendere da squadra, di accorciare le distanze, di non perdere la testa e di sfruttare le occasioni. Perché in questo momento, più delle parole, contano i fatti. E il Napoli ha bisogno di dimostrare di essere ancora in grado di reagire.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, "parlare serve a poco", ecco, servono gol e vittorie, tocca a voi!"

di Napoli Magazine

04/11/2026 - 08:00

OPORTO (PORTOGALLO) - "Parlare serve a ben poco". Massimiliano Allegri, alla vigilia di Porto-Napoli, sceglie una linea essenziale, senza girarci troppo intorno. Il momento degli azzurri è delicato, la sconfitta contro la Juventus ha lasciato nuove ferite e la trasferta allo stadio Do Dragão rappresenta un appuntamento importante per provare a rimettere in piedi una stagione che, tra campionato e Champions League, ha bisogno di ritrovare certezze.

Il tecnico azzurro non cerca formule particolari. C'è da lavorare, recuperare gli infortunati e soprattutto cambiare passo. Il Napoli deve ritrovare quella compattezza che, nelle ultime settimane, è venuta meno proprio nei momenti decisivi delle partite. Allegri ha evidenziato un dato che fa riflettere: 11 gol subiti nell'ultima mezz'ora. Un numero che racconta fragilità, cali di attenzione e difficoltà nel gestire le fasi finali delle gare. Non è soltanto una questione di reparto, ma di squadra. Quando si perde equilibrio, quando si smette di accorciare e quando le distanze si allungano, anche le individualità finiscono per essere esposte.

Il messaggio del tecnico è chiaro: contro il Porto servirà una partita di grande sofferenza. Non necessariamente bella, non necessariamente spettacolare, ma intelligente, concreta e soprattutto capace di restare in equilibrio. Allegri sa che il Porto di Francesco Farioli è una squadra aggressiva, che in casa sa alzare il ritmo e attaccare con tanti uomini. Per questo il Napoli dovrà essere bravo tecnicamente quando avrà il pallone, ma anche molto più attento quando sarà chiamato a difendersi.

Non ci sono scorciatoie. La squadra portoghese merita rispetto, ma gli azzurri devono ritrovare la capacità di affrontare l'avversario senza farsi condizionare dalle difficoltà del momento. Allegri ha ricordato che il destino europeo è ancora nelle mani del Napoli: con 10 punti si può raggiungere almeno la fase playoff, ma la strada passa da una prestazione convincente e da una maggiore continuità. La gara di domani non è l'ultima spiaggia, ma è certamente una tappa importante per ritrovare fiducia.

Il tecnico ha anche fatto il punto sulle condizioni di Rasmus Hojlund, sfebbrato, e Kevin De Bruyne, per il quale sarà decisivo l'allenamento. Due situazioni da seguire con attenzione, perché il Napoli ha bisogno di recuperare uomini e qualità, ma senza forzare rientri che potrebbero complicare ulteriormente un quadro già segnato dagli infortuni.

Accanto ad Allegri, Matteo Politano ha parlato con la consapevolezza di chi conosce bene il peso della maglia azzurra e le aspettative di una piazza esigente. Il suo messaggio è stato altrettanto diretto: “Solo noi possiamo tirarci fuori da questa situazione”. Niente alibi, dunque, nemmeno davanti alle assenze. Gli infortuni pesano, ma non possono diventare una giustificazione. Il Napoli deve reagire con il gruppo, con l'orgoglio e con la responsabilità di chi sa di aver contribuito a costruire questo momento difficile.

Politano ha riconosciuto la fragilità difensiva della squadra, sottolineando come le responsabilità dei gol subiti non siano soltanto della linea arretrata. È un passaggio importante, perché richiama tutti a una maggiore partecipazione nella fase di non possesso. Serve più cattiveria nell'accorciare, più attenzione nella lettura delle situazioni e soprattutto una squadra capace di muoversi insieme. Il Napoli non può continuare a concedere campo e occasioni agli avversari, soprattutto quando affronta giocatori di qualità.

L'attaccante azzurro ha parlato anche del proprio ruolo, confermando la disponibilità a giocare sia da esterno offensivo sia da quinto, in una difesa a tre o a quattro. Una duttilità preziosa in un momento in cui Allegri deve fare i conti con numerose assenze e con una formazione ancora da definire. Politano è uno di quei calciatori chiamati a dare un contributo non soltanto tecnico, ma anche di personalità, cercando di trasmettere ai compagni la necessità di restare concentrati e uniti.

Il Porto, in campionato, sta facendo molto bene e in Champions ha raccolto meno di quanto prodotto. Farioli ha costruito una squadra intensa, capace di palleggiare e attaccare con continuità. Il Napoli dovrà quindi saper soffrire, senza rinunciare a ripartire quando ci saranno gli spazi. La qualità offensiva degli azzurri può fare la differenza, ma soltanto se sarà accompagnata da una gestione più attenta della partita.

Dopo la Juventus, Allegri e Politano hanno scelto di non alimentare ulteriori polemiche. La risposta dovrà arrivare dal campo. Il Napoli ha bisogno di ritrovare entusiasmo, concentrazione e soprattutto una maggiore solidità mentale. Non basta avere buone individualità, non basta affidarsi alla qualità dei singoli: serve una squadra che sappia restare dentro la partita anche quando l'avversario alza la pressione.

Il calendario non concede pause, ma offre subito l'occasione per reagire. Porto-Napoli può diventare un passaggio importante per ritrovare la strada, a patto che gli azzurri affrontino la gara con lucidità, sacrificio e determinazione. Allegri chiede sofferenza, Politano invoca unità. La risposta dovrà essere collettiva.

A Oporto servirà un Napoli capace di difendere da squadra, di accorciare le distanze, di non perdere la testa e di sfruttare le occasioni. Perché in questo momento, più delle parole, contano i fatti. E il Napoli ha bisogno di dimostrare di essere ancora in grado di reagire.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
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