In Primo Piano
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, senza McTominay, le opzioni per Allegri virano su De Bruyne, Anguissa e Lobotka, ma non solo"
03.09.2026 07:00 di Napoli Magazine
aA

NAPOLI - L’assenza di Scott McTominay pesa. Pesa perché lo scozzese non è semplicemente un centrocampista in più nella rosa del Napoli, ma un giocatore capace di spostare gli equilibri con la sua fisicità, gli inserimenti, la capacità di accompagnare l’azione offensiva e, soprattutto, con quella presenza che consente alla squadra di avere una soluzione in più quando la partita si sporca.

Allegri, però, dovrà fare di necessità virtù. McTominay sarà costretto a fermarsi per alcune settimane e il Napoli dovrà affrontare una fase delicatissima della stagione senza uno dei suoi uomini più importanti. Inter e Arsenal sono subito all’orizzonte: non proprio il calendario ideale per sperimentare.

Ma quali sono le alternative?

La prima, probabilmente la più naturale, porta a Kevin De Bruyne. Inserire il belga nella posizione occupata abitualmente da McTominay significherebbe modificare il meno possibile l'assetto del Napoli, affidando ad Anguissa e Lobotka il compito di garantire equilibrio e copertura. De Bruyne avrebbe maggiore libertà di muoversi tra le linee e di accendere la manovra con la sua qualità.

È una soluzione affascinante, ma anche da maneggiare con attenzione. Il Napoli guadagnerebbe tantissimo in qualità, ultimo passaggio e capacità di costruzione, ma perderebbe inevitabilmente qualcosa in termini di corsa, fisicità e inserimento senza palla.

E qui entra in gioco la capacità di Allegri di leggere le partite.

Anguissa potrebbe diventare ancora più importante. Senza McTominay, il camerunense dovrà probabilmente aumentare il proprio raggio d'azione, alternando fase di interdizione e accompagnamento offensivo. Lobotka, invece, rappresenterà ancora una volta il cervello della squadra: sarà fondamentale la sua capacità di dettare i tempi e di consentire agli altri centrocampisti di liberarsi maggiormente.

Ma c'è anche una seconda strada: cambiare modulo.

Un 4-2-3-1 potrebbe consentire ad Allegri di proteggere maggiormente la mediana, con Anguissa e Lobotka davanti alla difesa e De Bruyne più avanzato, alle spalle della punta. Una soluzione che valorizzerebbe il belga nella zona in cui può incidere maggiormente e che permetterebbe al Napoli di schierare contemporaneamente più qualità offensiva.

Il rischio? Lasciare troppo spazio tra centrocampo e attacco, soprattutto contro squadre aggressive e capaci di pressare alto. Per questo serviranno distanze corte e grande sacrificio da parte degli esterni.

Esiste poi una terza possibilità: il 4-3-2-1, con due giocatori alle spalle della punta. In questo caso Allegri potrebbe costruire una squadra più stretta, maggiormente orientata al controllo delle zone centrali, sfruttando De Bruyne e un altro elemento offensivo, come Vergara, alle spalle del centravanti.

Sarebbe un Napoli diverso, probabilmente meno dipendente dagli inserimenti del centrocampista centrale e più orientato alla qualità negli ultimi trenta metri.

E poi c'è un aspetto che non va trascurato: le soluzioni interne. L'assenza di McTominay potrebbe rappresentare anche l'occasione per valutare giocatori che finora hanno avuto meno spazio, soprattutto in una fase della stagione nella quale Allegri dovrà necessariamente gestire energie e minutaggi.

Il punto, però, resta uno: non esiste un vero sostituto di McTominay.

Il Napoli può sostituire la sua posizione, non le sue caratteristiche.

Ed è proprio qui che si misurerà la mano di Allegri. Il tecnico dovrà capire se conviene mantenere l'identità del 4-3-3 cambiando semplicemente interprete oppure se sia arrivato il momento di sfruttare l'assenza dello scozzese per proporre qualcosa di differente.

Personalmente, la soluzione più intrigante resta quella con De Bruyne mezzala, Anguissa e Lobotka a completare il reparto. È quella che conserva maggiormente la struttura abituale, aggiungendo qualità e imprevedibilità. Ma contro avversari come Inter e Arsenal servirà soprattutto equilibrio: non si può pensare di sostituire la fisicità di McTominay soltanto con il talento.

Allegri dovrà trovare un compromesso.

E forse proprio questa sarà una delle prime vere prove della sua gestione: trasformare un'assenza pesante in un'opportunità tattica.

McTominay tornerà, e il Napoli avrà bisogno di ritrovarlo al meglio. Nel frattempo, però, gli azzurri dovranno dimostrare di essere una squadra capace di vincere anche senza il suo incursore principe.

Il calendario non aspetta nessuno. E Allegri dovrà trovare subito la soluzione giusta.

Antonio Petrazzuolo

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

ULTIMISSIME IN PRIMO PIANO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, senza McTominay, le opzioni per Allegri virano su De Bruyne, Anguissa e Lobotka, ma non solo"

di Napoli Magazine

03/09/2026 - 07:00

NAPOLI - L’assenza di Scott McTominay pesa. Pesa perché lo scozzese non è semplicemente un centrocampista in più nella rosa del Napoli, ma un giocatore capace di spostare gli equilibri con la sua fisicità, gli inserimenti, la capacità di accompagnare l’azione offensiva e, soprattutto, con quella presenza che consente alla squadra di avere una soluzione in più quando la partita si sporca.

Allegri, però, dovrà fare di necessità virtù. McTominay sarà costretto a fermarsi per alcune settimane e il Napoli dovrà affrontare una fase delicatissima della stagione senza uno dei suoi uomini più importanti. Inter e Arsenal sono subito all’orizzonte: non proprio il calendario ideale per sperimentare.

Ma quali sono le alternative?

La prima, probabilmente la più naturale, porta a Kevin De Bruyne. Inserire il belga nella posizione occupata abitualmente da McTominay significherebbe modificare il meno possibile l'assetto del Napoli, affidando ad Anguissa e Lobotka il compito di garantire equilibrio e copertura. De Bruyne avrebbe maggiore libertà di muoversi tra le linee e di accendere la manovra con la sua qualità.

È una soluzione affascinante, ma anche da maneggiare con attenzione. Il Napoli guadagnerebbe tantissimo in qualità, ultimo passaggio e capacità di costruzione, ma perderebbe inevitabilmente qualcosa in termini di corsa, fisicità e inserimento senza palla.

E qui entra in gioco la capacità di Allegri di leggere le partite.

Anguissa potrebbe diventare ancora più importante. Senza McTominay, il camerunense dovrà probabilmente aumentare il proprio raggio d'azione, alternando fase di interdizione e accompagnamento offensivo. Lobotka, invece, rappresenterà ancora una volta il cervello della squadra: sarà fondamentale la sua capacità di dettare i tempi e di consentire agli altri centrocampisti di liberarsi maggiormente.

Ma c'è anche una seconda strada: cambiare modulo.

Un 4-2-3-1 potrebbe consentire ad Allegri di proteggere maggiormente la mediana, con Anguissa e Lobotka davanti alla difesa e De Bruyne più avanzato, alle spalle della punta. Una soluzione che valorizzerebbe il belga nella zona in cui può incidere maggiormente e che permetterebbe al Napoli di schierare contemporaneamente più qualità offensiva.

Il rischio? Lasciare troppo spazio tra centrocampo e attacco, soprattutto contro squadre aggressive e capaci di pressare alto. Per questo serviranno distanze corte e grande sacrificio da parte degli esterni.

Esiste poi una terza possibilità: il 4-3-2-1, con due giocatori alle spalle della punta. In questo caso Allegri potrebbe costruire una squadra più stretta, maggiormente orientata al controllo delle zone centrali, sfruttando De Bruyne e un altro elemento offensivo, come Vergara, alle spalle del centravanti.

Sarebbe un Napoli diverso, probabilmente meno dipendente dagli inserimenti del centrocampista centrale e più orientato alla qualità negli ultimi trenta metri.

E poi c'è un aspetto che non va trascurato: le soluzioni interne. L'assenza di McTominay potrebbe rappresentare anche l'occasione per valutare giocatori che finora hanno avuto meno spazio, soprattutto in una fase della stagione nella quale Allegri dovrà necessariamente gestire energie e minutaggi.

Il punto, però, resta uno: non esiste un vero sostituto di McTominay.

Il Napoli può sostituire la sua posizione, non le sue caratteristiche.

Ed è proprio qui che si misurerà la mano di Allegri. Il tecnico dovrà capire se conviene mantenere l'identità del 4-3-3 cambiando semplicemente interprete oppure se sia arrivato il momento di sfruttare l'assenza dello scozzese per proporre qualcosa di differente.

Personalmente, la soluzione più intrigante resta quella con De Bruyne mezzala, Anguissa e Lobotka a completare il reparto. È quella che conserva maggiormente la struttura abituale, aggiungendo qualità e imprevedibilità. Ma contro avversari come Inter e Arsenal servirà soprattutto equilibrio: non si può pensare di sostituire la fisicità di McTominay soltanto con il talento.

Allegri dovrà trovare un compromesso.

E forse proprio questa sarà una delle prime vere prove della sua gestione: trasformare un'assenza pesante in un'opportunità tattica.

McTominay tornerà, e il Napoli avrà bisogno di ritrovarlo al meglio. Nel frattempo, però, gli azzurri dovranno dimostrare di essere una squadra capace di vincere anche senza il suo incursore principe.

Il calendario non aspetta nessuno. E Allegri dovrà trovare subito la soluzione giusta.

Antonio Petrazzuolo

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com