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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, un 3-3 che sa di ripartenza: gli azzurri crescono, la Roma soffre e Allegri ha ragione a protestare"
25.10.2026 11:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Un pareggio per 3-3 contro la Roma che lascia inevitabilmente l'amaro in bocca per come è maturato, ma che consegna anche segnali incoraggianti sulla crescita del Napoli di Massimiliano Allegri. Gli azzurri hanno ritrovato gol, verve e convinzione, mettendo alle corde una formazione giallorossa che ha dovuto soffrire, stringere i denti e approfittare di un finale condizionato anche da episodi sfortunati per evitare la sconfitta. Il risultato non premia pienamente gli sforzi dei partenopei, ma la prestazione offre diversi spunti da cui ripartire. E, soprattutto, restituisce la sensazione di una squadra che sta ritrovando energie, protagonisti e soluzioni per tornare a essere competitiva.

Il primo grande segnale arriva da Frank Anguissa, autore di un bel gol che restituisce fiducia e sostanza al centrocampo azzurro. La sua rete rappresenta un'iniezione di entusiasmo per un calciatore che può e deve tornare a essere un riferimento per la squadra. Accanto a lui, Scott McTominay si prende la scena con una doppietta straordinaria, impreziosendo una prestazione di grande spessore. Due gol che certificano la ritrovata vena realizzativa dello scozzese, la sua capacità di inserirsi, di attaccare gli spazi e di incidere nei momenti importanti. Quando McTominay riesce a liberare la propria energia e ad accompagnare con convinzione l'azione offensiva, il Napoli acquista una dimensione differente. Ritrovare un giocatore così determinante è una notizia preziosa per Allegri.

E poi c'è Kevin De Bruyne, la cui classe sopraffina continua a rappresentare un valore aggiunto. Il belga porta qualità, lucidità e visione di gioco, riuscendo a leggere le situazioni con quella naturalezza che appartiene soltanto ai calciatori di categoria superiore. La sua presenza permette al Napoli di costruire con maggiore razionalità e di trovare soluzioni anche quando gli spazi si riducono. Non è soltanto questione di singole giocate: è la capacità di dare un senso alla manovra, di suggerire tempi e traiettorie, di mettere i compagni nelle condizioni migliori per esprimersi. La sensazione è che, con il passare delle partite e una migliore intesa collettiva, il suo contributo possa diventare ancora più incisivo.

Tra i pali, Alex Meret si fa apprezzare per la reattività sul tiro ravvicinato di Malen, un intervento che testimonia prontezza e riflessi in una fase delicata del confronto. In una partita ricca di occasioni e continui ribaltamenti di fronte, anche la capacità del portiere di rispondere presente può fare la differenza. Non tutte le situazioni sono facilmente controllabili, ma la risposta offerta in quell'occasione merita di essere evidenziata.

In difesa, una nota particolarmente positiva arriva da Rafa Marin, protagonista di una prova convincente, e da Badiashile, che ha offerto un contributo importante fino alla sostituzione per infortunio. Proprio la sua sostituzione rappresenta uno dei passaggi più delicati della gara. Con l'ingresso di Beukema, il Napoli perde un riferimento che fino a quel momento aveva dato risposte interessanti e si ritrova a fare i conti con un episodio pesante nel finale: la poca prontezza sul movimento di Balerdi, in una situazione che ha contribuito a complicare ulteriormente l'epilogo, non ha lasciato sensazioni positive, al di là del concetto basilare che in una situazione del genere, con un giocatore a terra, l'arbitro Colombo sarebbe dovuto intervenire fermando il gioco. È un dettaglio che non cancella il valore della prestazione complessiva, ma che evidenzia quanto gli equilibri difensivi possano diventare fragili quando gli automatismi vengono modificati in corsa. L'infortunio di Badiashile, inoltre, rappresenta un motivo di preoccupazione che andrà valutato con attenzione.

Bene anche Olivera, ordinato e presente (oltre che vicinissimo al gol se non fosse stato per un gran guizzo di Gollini), così come Di Lorenzo, che continua a garantire disponibilità e applicazione. Positivo pure l'apporto di Spinazzola, capace di offrire dinamismo e di accompagnare la manovra quando la squadra ha bisogno di allargare il gioco e aumentare la spinta sulle corsie esterne. Sono elementi che, pur senza rubare la scena ai grandi protagonisti offensivi, contribuiscono alla crescita collettiva e alla possibilità di mantenere una maggiore continuità nell'arco della partita, vedi la conclusione che ha poi portato al gol McTominay.

Politano, al di là del gol sciupato che avrebbe chiuso il match sul 3-0, merita una menzione per la generosità e la disponibilità al sacrificio. L'esterno azzurro lavora per la squadra, prova a rendersi utile nelle due fasi e non si sottrae alle responsabilità, anche quando non tutte le giocate riescono con la brillantezza desiderata. La sua applicazione resta preziosa in una gara nella quale il Napoli ha avuto bisogno di energie e partecipazione da parte di tutti.

Meno brillanti, pur nella consueta generosità, Lang e Hojlund. Entrambi hanno provato a dare il proprio contributo, ma senza riuscire sempre a trovare la lucidità e l'incisività necessarie per incidere come potrebbero. Lang deve ancora trovare quella continuità che gli permetta di trasformare le proprie qualità in pericolosità concreta; Hojlund, dal canto suo, è chiamato a essere più presente negli ultimi metri e a sfruttare con maggiore determinazione le opportunità che gli capitano. Il lavoro per migliorare non manca, ma il potenziale offensivo a disposizione di Allegri richiede un rendimento più costante.

Non impeccabile il subentrato Giovane, che non è riuscito a garantire l'impatto auspicato in una fase della partita nella quale servivano attenzione e precisione. Al contrario, nel finale sono arrivate indicazioni incoraggianti da Lobotka e Vergara. Il centrocampista slovacco ha contribuito a dare ordine e lucidità alla manovra, mentre Vergara ha portato energia e intraprendenza, confermando di poter essere una risorsa da valutare con attenzione anche nelle prossime uscite. Sono segnali che possono offrire ad Allegri ulteriori soluzioni, soprattutto quando le partite richiedono freschezza e capacità di leggere rapidamente le situazioni.

Resta, inevitabilmente, la rabbia per un pareggio maturato in circostanze che hanno lasciato più di una perplessità. Il Napoli aveva costruito una prestazione di spessore, trovando tre reti e mettendo in difficoltà una Roma costretta a inseguire e a lottare fino all'ultimo. I giallorossi sono riusciti a evitare la sconfitta anche nel momento in cui Beukema si trovava a terra, in una situazione che ha acceso le proteste e lasciato agli azzurri la sensazione di aver subito un epilogo particolarmente amaro. La squadra capitolina ha avuto il merito di non arrendersi, ma il Napoli può legittimamente rammaricarsi per non essere riuscito a proteggere il risultato.

A fine partita, anche la rabbia di Allegri per l'espulsione ingiusta è comprensibile. Il tecnico azzurro ha contestato un provvedimento che ha ulteriormente alimentato la tensione di un finale già carico di polemiche. Le decisioni arbitrali non hanno convinto.

Allegri, tuttavia, deve ripartire soprattutto dalle risposte del campo. Il bel gol di Anguissa, la doppietta straordinaria di McTominay, la qualità di De Bruyne e le indicazioni positive arrivate da diversi interpreti costituiscono una base importante. La squadra ha ritrovato una maggiore incisività, ha mostrato carattere e ha saputo mettere in difficoltà un'avversaria di valore. Certo, i tre gol subiti impongono riflessioni sulla tenuta difensiva e sulla gestione degli episodi, ma sarebbe un errore lasciare che la delusione per il risultato oscuri quanto di buono si è visto.

Il Napoli è chiamato a trasformare questa prestazione in un punto di partenza, correggendo gli errori e consolidando le certezze ritrovate. La strada resta impegnativa, ma una partita del genere può contribuire a restituire fiducia a un gruppo che ha bisogno di continuità, entusiasmo e convinzione.

Il 3-3 contro la Roma lascia una certezza: gli azzurri hanno mostrato segnali di ripresa importanti. Adesso servirà dare seguito a quanto di buono è emerso, perché i gol di Anguissa e McTominay, la classe di De Bruyne e la reazione collettiva non restino soltanto gli spunti di una serata amara, ma diventino le fondamenta sulle quali costruire il rilancio del Napoli di Allegri.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, un 3-3 che sa di ripartenza: gli azzurri crescono, la Roma soffre e Allegri ha ragione a protestare"

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25/10/2026 - 11:00

NAPOLI - Un pareggio per 3-3 contro la Roma che lascia inevitabilmente l'amaro in bocca per come è maturato, ma che consegna anche segnali incoraggianti sulla crescita del Napoli di Massimiliano Allegri. Gli azzurri hanno ritrovato gol, verve e convinzione, mettendo alle corde una formazione giallorossa che ha dovuto soffrire, stringere i denti e approfittare di un finale condizionato anche da episodi sfortunati per evitare la sconfitta. Il risultato non premia pienamente gli sforzi dei partenopei, ma la prestazione offre diversi spunti da cui ripartire. E, soprattutto, restituisce la sensazione di una squadra che sta ritrovando energie, protagonisti e soluzioni per tornare a essere competitiva.

Il primo grande segnale arriva da Frank Anguissa, autore di un bel gol che restituisce fiducia e sostanza al centrocampo azzurro. La sua rete rappresenta un'iniezione di entusiasmo per un calciatore che può e deve tornare a essere un riferimento per la squadra. Accanto a lui, Scott McTominay si prende la scena con una doppietta straordinaria, impreziosendo una prestazione di grande spessore. Due gol che certificano la ritrovata vena realizzativa dello scozzese, la sua capacità di inserirsi, di attaccare gli spazi e di incidere nei momenti importanti. Quando McTominay riesce a liberare la propria energia e ad accompagnare con convinzione l'azione offensiva, il Napoli acquista una dimensione differente. Ritrovare un giocatore così determinante è una notizia preziosa per Allegri.

E poi c'è Kevin De Bruyne, la cui classe sopraffina continua a rappresentare un valore aggiunto. Il belga porta qualità, lucidità e visione di gioco, riuscendo a leggere le situazioni con quella naturalezza che appartiene soltanto ai calciatori di categoria superiore. La sua presenza permette al Napoli di costruire con maggiore razionalità e di trovare soluzioni anche quando gli spazi si riducono. Non è soltanto questione di singole giocate: è la capacità di dare un senso alla manovra, di suggerire tempi e traiettorie, di mettere i compagni nelle condizioni migliori per esprimersi. La sensazione è che, con il passare delle partite e una migliore intesa collettiva, il suo contributo possa diventare ancora più incisivo.

Tra i pali, Alex Meret si fa apprezzare per la reattività sul tiro ravvicinato di Malen, un intervento che testimonia prontezza e riflessi in una fase delicata del confronto. In una partita ricca di occasioni e continui ribaltamenti di fronte, anche la capacità del portiere di rispondere presente può fare la differenza. Non tutte le situazioni sono facilmente controllabili, ma la risposta offerta in quell'occasione merita di essere evidenziata.

In difesa, una nota particolarmente positiva arriva da Rafa Marin, protagonista di una prova convincente, e da Badiashile, che ha offerto un contributo importante fino alla sostituzione per infortunio. Proprio la sua sostituzione rappresenta uno dei passaggi più delicati della gara. Con l'ingresso di Beukema, il Napoli perde un riferimento che fino a quel momento aveva dato risposte interessanti e si ritrova a fare i conti con un episodio pesante nel finale: la poca prontezza sul movimento di Balerdi, in una situazione che ha contribuito a complicare ulteriormente l'epilogo, non ha lasciato sensazioni positive, al di là del concetto basilare che in una situazione del genere, con un giocatore a terra, l'arbitro Colombo sarebbe dovuto intervenire fermando il gioco. È un dettaglio che non cancella il valore della prestazione complessiva, ma che evidenzia quanto gli equilibri difensivi possano diventare fragili quando gli automatismi vengono modificati in corsa. L'infortunio di Badiashile, inoltre, rappresenta un motivo di preoccupazione che andrà valutato con attenzione.

Bene anche Olivera, ordinato e presente (oltre che vicinissimo al gol se non fosse stato per un gran guizzo di Gollini), così come Di Lorenzo, che continua a garantire disponibilità e applicazione. Positivo pure l'apporto di Spinazzola, capace di offrire dinamismo e di accompagnare la manovra quando la squadra ha bisogno di allargare il gioco e aumentare la spinta sulle corsie esterne. Sono elementi che, pur senza rubare la scena ai grandi protagonisti offensivi, contribuiscono alla crescita collettiva e alla possibilità di mantenere una maggiore continuità nell'arco della partita, vedi la conclusione che ha poi portato al gol McTominay.

Politano, al di là del gol sciupato che avrebbe chiuso il match sul 3-0, merita una menzione per la generosità e la disponibilità al sacrificio. L'esterno azzurro lavora per la squadra, prova a rendersi utile nelle due fasi e non si sottrae alle responsabilità, anche quando non tutte le giocate riescono con la brillantezza desiderata. La sua applicazione resta preziosa in una gara nella quale il Napoli ha avuto bisogno di energie e partecipazione da parte di tutti.

Meno brillanti, pur nella consueta generosità, Lang e Hojlund. Entrambi hanno provato a dare il proprio contributo, ma senza riuscire sempre a trovare la lucidità e l'incisività necessarie per incidere come potrebbero. Lang deve ancora trovare quella continuità che gli permetta di trasformare le proprie qualità in pericolosità concreta; Hojlund, dal canto suo, è chiamato a essere più presente negli ultimi metri e a sfruttare con maggiore determinazione le opportunità che gli capitano. Il lavoro per migliorare non manca, ma il potenziale offensivo a disposizione di Allegri richiede un rendimento più costante.

Non impeccabile il subentrato Giovane, che non è riuscito a garantire l'impatto auspicato in una fase della partita nella quale servivano attenzione e precisione. Al contrario, nel finale sono arrivate indicazioni incoraggianti da Lobotka e Vergara. Il centrocampista slovacco ha contribuito a dare ordine e lucidità alla manovra, mentre Vergara ha portato energia e intraprendenza, confermando di poter essere una risorsa da valutare con attenzione anche nelle prossime uscite. Sono segnali che possono offrire ad Allegri ulteriori soluzioni, soprattutto quando le partite richiedono freschezza e capacità di leggere rapidamente le situazioni.

Resta, inevitabilmente, la rabbia per un pareggio maturato in circostanze che hanno lasciato più di una perplessità. Il Napoli aveva costruito una prestazione di spessore, trovando tre reti e mettendo in difficoltà una Roma costretta a inseguire e a lottare fino all'ultimo. I giallorossi sono riusciti a evitare la sconfitta anche nel momento in cui Beukema si trovava a terra, in una situazione che ha acceso le proteste e lasciato agli azzurri la sensazione di aver subito un epilogo particolarmente amaro. La squadra capitolina ha avuto il merito di non arrendersi, ma il Napoli può legittimamente rammaricarsi per non essere riuscito a proteggere il risultato.

A fine partita, anche la rabbia di Allegri per l'espulsione ingiusta è comprensibile. Il tecnico azzurro ha contestato un provvedimento che ha ulteriormente alimentato la tensione di un finale già carico di polemiche. Le decisioni arbitrali non hanno convinto.

Allegri, tuttavia, deve ripartire soprattutto dalle risposte del campo. Il bel gol di Anguissa, la doppietta straordinaria di McTominay, la qualità di De Bruyne e le indicazioni positive arrivate da diversi interpreti costituiscono una base importante. La squadra ha ritrovato una maggiore incisività, ha mostrato carattere e ha saputo mettere in difficoltà un'avversaria di valore. Certo, i tre gol subiti impongono riflessioni sulla tenuta difensiva e sulla gestione degli episodi, ma sarebbe un errore lasciare che la delusione per il risultato oscuri quanto di buono si è visto.

Il Napoli è chiamato a trasformare questa prestazione in un punto di partenza, correggendo gli errori e consolidando le certezze ritrovate. La strada resta impegnativa, ma una partita del genere può contribuire a restituire fiducia a un gruppo che ha bisogno di continuità, entusiasmo e convinzione.

Il 3-3 contro la Roma lascia una certezza: gli azzurri hanno mostrato segnali di ripresa importanti. Adesso servirà dare seguito a quanto di buono è emerso, perché i gol di Anguissa e McTominay, la classe di De Bruyne e la reazione collettiva non restino soltanto gli spunti di una serata amara, ma diventino le fondamenta sulle quali costruire il rilancio del Napoli di Allegri.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
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