In Primo Piano
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, una giornata da dimenticare"
19.04.2026 10:00 di Napoli Magazine
aA

NAPOLI - Aver perso così, in malo modo, in casa, di fronte al proprio pubblico e agli occhi di un incredulo Marek Hamsik, subendo 2 gol, quasi 3, resta qualcosa difficile da comprendere e da mandar giù. Conte e Spinazzola hanno provato a sintetizzare quanto di orribile si è materializzato sul terreno di gioco di Fuorigrotta con il sogno svanito dopo il mancato successo a Parma. Se così fosse, va ricordato che la qualificazione in Champions è vicina ma non ufficialmente conseguita e che il campionato non si è chiuso nè col Parma, nè tantomeno con la Lazio, e restano ancora 5 partite da onorare, per rispetto ai tifosi (su tutti quelli delle Curve, che non hanno mai smesso di incitare a pieni polmoni la squadra nonostante l'indegno spettacolo) ed anche a se stessi. Più essenziale Politano, che ha chiesto direttamente scusa, senza troppi giri di parole: l'ho apprezzato molto, anche perchè tra tutti - insieme ai subentrati Elmas, Alisson Santos, Giovane, Gutierrez e Mazzocchi - è risultato il meno peggio. Ma partiamo con ordine. La difesa mi ha trasmesso ansia pura: Buongiorno non è più una sicurezza, quest'anno è apparso spesso con la testa altrove, Olivera goffamente ha provato a metterci una pezza (senza ottenere risultati) e Beukema è sembrato in balia delle onde. Eppure dinanzi non c'era una Lazio irresistibile. Va pure detto però che se Zaccagni non si fosse lasciato ipnotizzare da Milinkovic-Savic, probabilmente si starebbe parlando di uno 0-3 ineccepibile. Come un pugile al tappeto, il Napoli non ha mai avuto una reazione. Sul primo gol di Cancellieri hanno sbagliato i movimenti un po' tutti: da Spinazzola, a Beukema fino a Buongiorno. E sul raddoppio di Basic tutta la difesa è apparsa ancora una volta in bambola. Se in mezzo ci mettiamo il disimpegno horror di Buongiorno e il fallo da rigore di uno spento (e puntualmente anticipato) Lobotka ci sarebbe solo da affogare il dispiacere in una vaschetta gelato da un paio di kg. Stavolta nemmeno il guizzo di Alisson Santos è bastato. Nel primo tempo finanche De Bruyne si è reso protagonista di errori tecnici non da lui, al di là del lento e confusionario Anguissa ancora alla ricerca di se stesso. Impalpabile Spinazzola, meno Politano. Ciò che mi preoccupa è che pure Hojlund ormai sembra non puntare alla porta come un tempo. Manca l'alternativa in attacco, dopo la scomparsa di Lukaku e quella dell'infortunato Neres di cui non si hanno notizie. Quando torneranno Di Lorenzo e Rrahmani? Chi lo sa. Conte si lamenta di un fronte media "partenopeo" poco compatto: se da un lato e' vero che spesso il suo pensiero viene riadattato, va pure ricordato che gran parte della stampa napoletana è sempre stata al fianco della squadra della città e continuerà a farlo, con o senza conferenze stampa, perchè chi vuole bene al Napoli non farà mai mancare l'informazione obiettiva e costante che un club come quello azzurro merita da sempre. Un sostegno simile a quello di chi non ha abbandonato gli spalti a 20 minuti dal termine del match, un comportamento che non ho mai capito da quando ero un bambino dalla incrollabile fede azzurra seduto sui consumati sediolini rossi del vecchio Stadio San Paolo. Avanti con coraggio, possibilmente giocando a calcio e con ritmi sostenuti. Tutto il resto è noia, cantava Califano. Cinque partite di pallone si possono certamente sviluppare in condizioni decenti, prima di assistere ancora una volta da spettatori ai prossimi Mondiali in tv. 

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
ULTIMISSIME IN PRIMO PIANO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, una giornata da dimenticare"

di Napoli Magazine

19/04/2026 - 10:00

NAPOLI - Aver perso così, in malo modo, in casa, di fronte al proprio pubblico e agli occhi di un incredulo Marek Hamsik, subendo 2 gol, quasi 3, resta qualcosa difficile da comprendere e da mandar giù. Conte e Spinazzola hanno provato a sintetizzare quanto di orribile si è materializzato sul terreno di gioco di Fuorigrotta con il sogno svanito dopo il mancato successo a Parma. Se così fosse, va ricordato che la qualificazione in Champions è vicina ma non ufficialmente conseguita e che il campionato non si è chiuso nè col Parma, nè tantomeno con la Lazio, e restano ancora 5 partite da onorare, per rispetto ai tifosi (su tutti quelli delle Curve, che non hanno mai smesso di incitare a pieni polmoni la squadra nonostante l'indegno spettacolo) ed anche a se stessi. Più essenziale Politano, che ha chiesto direttamente scusa, senza troppi giri di parole: l'ho apprezzato molto, anche perchè tra tutti - insieme ai subentrati Elmas, Alisson Santos, Giovane, Gutierrez e Mazzocchi - è risultato il meno peggio. Ma partiamo con ordine. La difesa mi ha trasmesso ansia pura: Buongiorno non è più una sicurezza, quest'anno è apparso spesso con la testa altrove, Olivera goffamente ha provato a metterci una pezza (senza ottenere risultati) e Beukema è sembrato in balia delle onde. Eppure dinanzi non c'era una Lazio irresistibile. Va pure detto però che se Zaccagni non si fosse lasciato ipnotizzare da Milinkovic-Savic, probabilmente si starebbe parlando di uno 0-3 ineccepibile. Come un pugile al tappeto, il Napoli non ha mai avuto una reazione. Sul primo gol di Cancellieri hanno sbagliato i movimenti un po' tutti: da Spinazzola, a Beukema fino a Buongiorno. E sul raddoppio di Basic tutta la difesa è apparsa ancora una volta in bambola. Se in mezzo ci mettiamo il disimpegno horror di Buongiorno e il fallo da rigore di uno spento (e puntualmente anticipato) Lobotka ci sarebbe solo da affogare il dispiacere in una vaschetta gelato da un paio di kg. Stavolta nemmeno il guizzo di Alisson Santos è bastato. Nel primo tempo finanche De Bruyne si è reso protagonista di errori tecnici non da lui, al di là del lento e confusionario Anguissa ancora alla ricerca di se stesso. Impalpabile Spinazzola, meno Politano. Ciò che mi preoccupa è che pure Hojlund ormai sembra non puntare alla porta come un tempo. Manca l'alternativa in attacco, dopo la scomparsa di Lukaku e quella dell'infortunato Neres di cui non si hanno notizie. Quando torneranno Di Lorenzo e Rrahmani? Chi lo sa. Conte si lamenta di un fronte media "partenopeo" poco compatto: se da un lato e' vero che spesso il suo pensiero viene riadattato, va pure ricordato che gran parte della stampa napoletana è sempre stata al fianco della squadra della città e continuerà a farlo, con o senza conferenze stampa, perchè chi vuole bene al Napoli non farà mai mancare l'informazione obiettiva e costante che un club come quello azzurro merita da sempre. Un sostegno simile a quello di chi non ha abbandonato gli spalti a 20 minuti dal termine del match, un comportamento che non ho mai capito da quando ero un bambino dalla incrollabile fede azzurra seduto sui consumati sediolini rossi del vecchio Stadio San Paolo. Avanti con coraggio, possibilmente giocando a calcio e con ritmi sostenuti. Tutto il resto è noia, cantava Califano. Cinque partite di pallone si possono certamente sviluppare in condizioni decenti, prima di assistere ancora una volta da spettatori ai prossimi Mondiali in tv. 

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com