NAPOLI - Parliamoci chiaro: rabbia ce n’è e neppure é poca. Pareggiare una partita dominata non fa mai piacere e data l’importanza di quella disputata domenica al Meazza é inevitabile che bruci ancor di più anche soltanto soffermarsi su come sia andata a finire. L’Inter durante tutti i 97 minuti di gioco complessivi è riuscita a produrre soltanto il gol di Dimarco e il colpo di testa di Thuram deviato in calcio d’angolo senza problemi da Milinkovic-Savic. Il palo colpito nel finale da Mkhitaryan sul quale tanti starnazzamenti ho ascoltato, non vale nulla perché viziato subito prima da un clamoroso fallo di Bonny su Politano. Diverso è il discorso relativo a un intervento che il Var avrebbe dovuto fare se quel pallone fosse finito in fondo alla rete. Sarebbe intervenuto? Non c’è da giurarci. Il Napoli, nonostante le tante, tantissime assenze che ancora permangono ha dominato la gara dall’inizio alla fine. Se un rammarico ci sta è proprio quello cui facevo riferimento prima, cioè il non essere riusciti a portare a casa la vittoria. E veniamo al rigore deciso non da Doveri ma dal Var a favore dell’Inter. Non mi voglio tanto soffermare (cosa che peraltro sarebbe lecito fare) sul diverso trattamento riservato lo scorso anno a Politano che subì un intervento identico nella partita con la Roma e fu ammonito per simulazione. In quella circostanza l'esperto moviolista di DAZN Luca Marelli spiegò che fu sbagliato ammonire l'attaccante, ma che non era rigore. Domenica scorsa, invece, lo stesso Marelli ha immediatamente detto che il regolamento parla chiaro e che si trattava di rigore. Viva la coerenza! Ma al di là dei pareri degli esperti, l’aspetto più inquietante è che nessuno (tantomeno il Var) ha evidenziato che prima del pestone di Rrahmani a Mkhitaryan c’è un tocco, pur se impercettibile del pallone da parte del difensore del Napoli, che fa cambiare radicalmente la scena. Rrahmani - si vede chiaramente dalle immagini televisive - lo dice ripetutamente a Doveri che probabilmente qualcosa in diretta doveva aver visto, non avendo concesso spontaneamente il rigore. Ma il richiamo del Var, si sa, é quasi un ordine perentorio al quale non ci si vuole o non ci si può sottrarre. In ogni caso, pur con l’amarezza determinata dal risultato finale, resta la soddisfazione legata al fatto che il Napoli imbottito di riserve ha bloccato l’Inter dei titolarissimi. É un’indicazione che lascia ben sperare per il futuro. Prima o poi i grandi ammalati del Napoli rientreranno in squadra e allora ne vedremo delle belle. In fondo siamo soltanto a metà stagione e c’è ancora tanta strada da percorrere. Il girone d’andata é servito a dimostrare che Inter e Milan, le due avversarie degli azzurri nella lotta scudetto, non sono superiori al Napoli. E allora forza e coraggio e già a partire da domani riprendiamo il cammino con la massima determinazione.

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
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di Napoli Magazine
13/01/2026 - 09:00
NAPOLI - Parliamoci chiaro: rabbia ce n’è e neppure é poca. Pareggiare una partita dominata non fa mai piacere e data l’importanza di quella disputata domenica al Meazza é inevitabile che bruci ancor di più anche soltanto soffermarsi su come sia andata a finire. L’Inter durante tutti i 97 minuti di gioco complessivi è riuscita a produrre soltanto il gol di Dimarco e il colpo di testa di Thuram deviato in calcio d’angolo senza problemi da Milinkovic-Savic. Il palo colpito nel finale da Mkhitaryan sul quale tanti starnazzamenti ho ascoltato, non vale nulla perché viziato subito prima da un clamoroso fallo di Bonny su Politano. Diverso è il discorso relativo a un intervento che il Var avrebbe dovuto fare se quel pallone fosse finito in fondo alla rete. Sarebbe intervenuto? Non c’è da giurarci. Il Napoli, nonostante le tante, tantissime assenze che ancora permangono ha dominato la gara dall’inizio alla fine. Se un rammarico ci sta è proprio quello cui facevo riferimento prima, cioè il non essere riusciti a portare a casa la vittoria. E veniamo al rigore deciso non da Doveri ma dal Var a favore dell’Inter. Non mi voglio tanto soffermare (cosa che peraltro sarebbe lecito fare) sul diverso trattamento riservato lo scorso anno a Politano che subì un intervento identico nella partita con la Roma e fu ammonito per simulazione. In quella circostanza l'esperto moviolista di DAZN Luca Marelli spiegò che fu sbagliato ammonire l'attaccante, ma che non era rigore. Domenica scorsa, invece, lo stesso Marelli ha immediatamente detto che il regolamento parla chiaro e che si trattava di rigore. Viva la coerenza! Ma al di là dei pareri degli esperti, l’aspetto più inquietante è che nessuno (tantomeno il Var) ha evidenziato che prima del pestone di Rrahmani a Mkhitaryan c’è un tocco, pur se impercettibile del pallone da parte del difensore del Napoli, che fa cambiare radicalmente la scena. Rrahmani - si vede chiaramente dalle immagini televisive - lo dice ripetutamente a Doveri che probabilmente qualcosa in diretta doveva aver visto, non avendo concesso spontaneamente il rigore. Ma il richiamo del Var, si sa, é quasi un ordine perentorio al quale non ci si vuole o non ci si può sottrarre. In ogni caso, pur con l’amarezza determinata dal risultato finale, resta la soddisfazione legata al fatto che il Napoli imbottito di riserve ha bloccato l’Inter dei titolarissimi. É un’indicazione che lascia ben sperare per il futuro. Prima o poi i grandi ammalati del Napoli rientreranno in squadra e allora ne vedremo delle belle. In fondo siamo soltanto a metà stagione e c’è ancora tanta strada da percorrere. Il girone d’andata é servito a dimostrare che Inter e Milan, le due avversarie degli azzurri nella lotta scudetto, non sono superiori al Napoli. E allora forza e coraggio e già a partire da domani riprendiamo il cammino con la massima determinazione.

Mario Zaccaria
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