NAPOLI - GINO RIVIECCIO, attore e regista, è intervenuto a "NAPOLI MAGAZINE LIVE", su Radio Punto Zero, trasmissione radiofonica dedicata al Calcio Napoli, che approfondisce i temi proposti sul web da NapoliMagazine.Com, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 15:00, condotta da Antonio Petrazzuolo e Michele Sibilla. Ecco quanto ha affermato: "Iniziativa del Napoli per ricostruire il Sannazzaro? E’ un teatro a noi molto caro. Abbiamo iniziato il percorso professionale lì e immagina, dunque, come ci siamo sentiti il 17 febbraio dopo quella tragedia. Il Napoli è stato molto puntuale. Andate a teatro, il teatro allunga la vita, rende longevi chi vi assiste e chi lo fa. Beppe Savoldi? Mi è proprio dispiaciuto, non me l’aspettavo. L’ho amato, ho provato un grande dolore a leggere la notizia. E’ stato un mio idolo prima di Diego, sono cresciuto coi suoi gol. Quando era al Bologna pensavo: ‘Chissà se un giorno lo vedrò con la maglia del Napoli’. Non era adattissimo al gioco di Vinicio, Savoldi era un centravanti all’italiana. Era un Napoli operaio, non aveva grandissimi fuoriclasse. Io mi sono innamorato, avevo l’abbonamento nei Distinti e mi godevo le sue elevazioni. Gli ho davvero voluto bene, ma non ho avuto la fortuna di conoscerlo. Sono stato amico di tanti calciatori del Napoli come Ferrara, Carnevale e Bruscolotti. Mi è mancata questa sua conoscenza, è stato il mio primo idolo insieme ad Altafini e Sivori. Napoli? E’ molto difficile, ma tutti i sogni possono essere realizzati, come diceva Disney bisogna avere la perseveranza di seguirli. Abbiamo lo scoglio di inizio maggio con il Como, ma il Napoli ha il dovere di crederci, gioca una volta a settimana e sta recuperando gli infortunati. Italia? Ho visto un po’ della sfida tra Bosnia e Galles. Sicuramente ci sarà un ambiente molto caldo in Bosnia, ma sul piano tecnico con molti limiti (il centrocampo dell'Italia va ridimensionato) c’è un’occasione ghiotta. L’Italia poteva beccare la Danimarca o la Repubblica Ceca, sfidare la Bosnia vuol dire partecipare al Mondiale. Reazione di Dimarco all’eliminazione del Galles? Una leggerezza, non sapeva di essere inquadrato. La tifoseria mi preoccupa molto, è un ambiente molto caldo. Poi c’è un signore che a 40 anni gioca ancora, è Dzeko. Io ho appeso le scarpette al chiodo a 23 anni, che peccato! (ride, ndr). Guardo Modric e De Bruyne e resto stupito da come si possa arrivare ancora a quell’età a dare lezioni di calcio. Anche a 50 anni potrebbero giocare in Italia? Sì, è anche colpa di un sistema che non dà spazio ai giovani italiani. Se togli un Neres, un Hojlund o un De Bruyne al Napoli diventa difficile, giustamente, ma così Vergara ha difficoltà ad emergere. E’ già un miracolo essere qui e giocarci il Mondiale con la Bosnia. Vittoria Sal Da Vinci a Sanremo? Si è romanzato molto sulla sua vittoria, come sempre quando trionfa un napoletano. Se fosse stato bergamasco, non si sarebbe fatta questa soap. Si sono fatte tante polemiche, si potrà discutere il pezzo, ma Sal ha meritato il successo. Io lo conobbi nel 1975, lo seguo da 40 anni, abbiamo fatto tante feste e tanti eventi. E’ un artista a 360 gradi, si mangia il palco, il tempo è galantuomo: il suo successo è arrivato in ritardo, ma è arrivato. C’è una parte dell’Italia che vorrebbe Napoli inferiore, invece nella politica, nella cultura e nello sport sta occupando degli spazi importanti".
di Napoli Magazine
27/03/2026 - 14:25
NAPOLI - GINO RIVIECCIO, attore e regista, è intervenuto a "NAPOLI MAGAZINE LIVE", su Radio Punto Zero, trasmissione radiofonica dedicata al Calcio Napoli, che approfondisce i temi proposti sul web da NapoliMagazine.Com, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 15:00, condotta da Antonio Petrazzuolo e Michele Sibilla. Ecco quanto ha affermato: "Iniziativa del Napoli per ricostruire il Sannazzaro? E’ un teatro a noi molto caro. Abbiamo iniziato il percorso professionale lì e immagina, dunque, come ci siamo sentiti il 17 febbraio dopo quella tragedia. Il Napoli è stato molto puntuale. Andate a teatro, il teatro allunga la vita, rende longevi chi vi assiste e chi lo fa. Beppe Savoldi? Mi è proprio dispiaciuto, non me l’aspettavo. L’ho amato, ho provato un grande dolore a leggere la notizia. E’ stato un mio idolo prima di Diego, sono cresciuto coi suoi gol. Quando era al Bologna pensavo: ‘Chissà se un giorno lo vedrò con la maglia del Napoli’. Non era adattissimo al gioco di Vinicio, Savoldi era un centravanti all’italiana. Era un Napoli operaio, non aveva grandissimi fuoriclasse. Io mi sono innamorato, avevo l’abbonamento nei Distinti e mi godevo le sue elevazioni. Gli ho davvero voluto bene, ma non ho avuto la fortuna di conoscerlo. Sono stato amico di tanti calciatori del Napoli come Ferrara, Carnevale e Bruscolotti. Mi è mancata questa sua conoscenza, è stato il mio primo idolo insieme ad Altafini e Sivori. Napoli? E’ molto difficile, ma tutti i sogni possono essere realizzati, come diceva Disney bisogna avere la perseveranza di seguirli. Abbiamo lo scoglio di inizio maggio con il Como, ma il Napoli ha il dovere di crederci, gioca una volta a settimana e sta recuperando gli infortunati. Italia? Ho visto un po’ della sfida tra Bosnia e Galles. Sicuramente ci sarà un ambiente molto caldo in Bosnia, ma sul piano tecnico con molti limiti (il centrocampo dell'Italia va ridimensionato) c’è un’occasione ghiotta. L’Italia poteva beccare la Danimarca o la Repubblica Ceca, sfidare la Bosnia vuol dire partecipare al Mondiale. Reazione di Dimarco all’eliminazione del Galles? Una leggerezza, non sapeva di essere inquadrato. La tifoseria mi preoccupa molto, è un ambiente molto caldo. Poi c’è un signore che a 40 anni gioca ancora, è Dzeko. Io ho appeso le scarpette al chiodo a 23 anni, che peccato! (ride, ndr). Guardo Modric e De Bruyne e resto stupito da come si possa arrivare ancora a quell’età a dare lezioni di calcio. Anche a 50 anni potrebbero giocare in Italia? Sì, è anche colpa di un sistema che non dà spazio ai giovani italiani. Se togli un Neres, un Hojlund o un De Bruyne al Napoli diventa difficile, giustamente, ma così Vergara ha difficoltà ad emergere. E’ già un miracolo essere qui e giocarci il Mondiale con la Bosnia. Vittoria Sal Da Vinci a Sanremo? Si è romanzato molto sulla sua vittoria, come sempre quando trionfa un napoletano. Se fosse stato bergamasco, non si sarebbe fatta questa soap. Si sono fatte tante polemiche, si potrà discutere il pezzo, ma Sal ha meritato il successo. Io lo conobbi nel 1975, lo seguo da 40 anni, abbiamo fatto tante feste e tanti eventi. E’ un artista a 360 gradi, si mangia il palco, il tempo è galantuomo: il suo successo è arrivato in ritardo, ma è arrivato. C’è una parte dell’Italia che vorrebbe Napoli inferiore, invece nella politica, nella cultura e nello sport sta occupando degli spazi importanti".