L'Editoriale
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, l'importanza di dare spazio a Vergara: il talento va accompagnato con la giusta dose di fiducia e senza troppe polemiche"
28.09.2026 23:55 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Antonio Vergara va utilizzato. Non per una questione di riconoscenza, non perché sia giovane, non perché è stato convocato in Nazionale. Va utilizzato perché, quando ha avuto l'opportunità di giocare, ha dimostrato di poter stare dentro il progetto Napoli.

E questo, a mio avviso, è il punto di partenza.

Vergara è reduce da due partite consecutive da titolare in campionato, contro Inter e Bologna, prima della trasferta di Firenze nella quale è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti. Un passo indietro? Assolutamente no.

Anzi.

Il percorso va continuato.

Perché il Napoli ha bisogno anche di giocatori capaci di portare freschezza, qualità e imprevedibilità.

Vergara è uno di questi.

Allegri, dopo la vittoria contro il Bologna, ha sottolineato che anche Vergara aveva fatto bene, pur evidenziando l'impatto devastante di Favasuli nella ripresa.

È un dettaglio che considero importante.

Perché significa che il ragazzo non è stato semplicemente "provato".

È stato valutato.

E ha dato risposte.

Ora bisogna continuare a dargli spazio.

Non necessariamente sempre dall'inizio.

Non necessariamente per 90 minuti.

Ma con una certa continuità.

Perché un giovane ha bisogno soprattutto di questo: sentirsi parte del gruppo e sapere che una buona prestazione non viene cancellata dalla prima partita meno brillante.

È così che si costruisce la fiducia.

E Vergara, in questo momento, ne ha bisogno.

La convocazione in Nazionale rappresenta un ulteriore riconoscimento del percorso che sta facendo. Allegri stesso ha parlato con soddisfazione della chiamata di Vergara, sottolineando come il giocatore stia continuando a mettersi in evidenza dopo quanto fatto nella stagione precedente.

Ma attenzione: la Nazionale non deve diventare il motivo per cui Vergara deve giocare. A tal proposito le polemiche per la prima mancata convocazione di Mancini nel match contro il Belgio le ho trovate del tutto fuori luogo. Dopo 12 presenze nella sxorsa stagione, ci sta che al primo approccio con la Nazionale il c.t. faccia delle scelte, anche se l'esordio degli azzurri con il Belgio non è stato da ricordare.

Il motivo deve essere il Napoli.

Il Napoli deve chiedersi cosa può dare Vergara alla squadra.

E la risposta, oggi, è che può offrire una soluzione diversa.

Può giocare tra le linee.

Può associarsi con De Bruyne.

Può cercare la giocata.

Può dare qualità negli ultimi metri.

Può attaccare gli spazi.

Può contribuire alla costruzione offensiva.

E soprattutto può crescere giocando accanto a calciatori di livello internazionale.

È proprio questo il valore di una rosa profonda.

Non avere undici titolari e undici riserve.

Ma avere giocatori che possano diventare protagonisti in momenti diversi della stagione.

Vergara deve essere uno di questi.

A Firenze, inizialmente, Allegri aveva pensato anche di inserirlo nel finale. Il tecnico ha poi cambiato idea, scegliendo di utilizzare Anguissa e lasciando Vergara in panchina. La scelta ha fatto discutere proprio perché il giovane sembrava destinato a entrare.

Non serve trasformare questo episodio in un caso.

Ma è lecito chiedersi perché non dare qualche minuto a un giocatore che aveva iniziato due gare consecutive da titolare e che era stato convocato dalla Nazionale.

Soprattutto in una partita nella quale il Napoli, nella seconda parte, aveva bisogno di una giocata in più.

Non è detto che Vergara avrebbe cambiato il risultato.

Questo non lo possiamo sapere.

Ma il punto è un altro: bisogna permettergli di provarci.

Perché il talento, se non viene messo nelle condizioni di esprimersi, rischia di rimanere soltanto una promessa.

E il Napoli non può permetterselo.

La stagione sarà lunga.

Ci saranno Champions, campionato, Coppa Italia.

Ci saranno infortuni, squalifiche, stanchezza, turnover.

E soprattutto ci saranno partite nelle quali servirà cambiare qualcosa.

Vergara può diventare una di quelle soluzioni.

Ma per farlo deve giocare.

Deve sbagliare.

Deve imparare.

Deve prendere responsabilità.

Deve sentire anche il peso della maglia.

La crescita passa inevitabilmente dagli errori.

Se aspettiamo che sia perfetto per concedergli spazio, rischiamo di non vederlo mai crescere davvero.

Ecco perché la gestione di Allegri dovrà essere intelligente.

Proteggere Vergara, sì.

Ma non nasconderlo.

Dargli responsabilità, senza caricarlo di pressioni eccessive.

Perché il Napoli ha bisogno dei suoi giocatori più esperti, ma ha anche bisogno dell'energia e della qualità dei giovani.

Favasuli lo ha dimostrato.

Vergara può farlo.

E non è necessario metterli in contrapposizione.

C'è spazio per entrambi.

Il messaggio, quindi, è semplice: Vergara va utilizzato.

Con criterio.

Con equilibrio.

Con continuità.

Non perché debba essere necessariamente titolare sempre, ma perché il suo percorso non può essere fatto di una partita sì e tre no.

Il Napoli deve capire quanto può dare realmente.

E per capirlo, bisogna concedergli minuti.

Perché a volte una società scopre il valore di un calciatore proprio quando decide di fidarsi.

Vergara ha già iniziato a mandare segnali.

Adesso tocca al Napoli ascoltarli.

Il talento va visto, ma soprattutto va fatto giocare.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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28/09/2026 - 23:55

NAPOLI - Antonio Vergara va utilizzato. Non per una questione di riconoscenza, non perché sia giovane, non perché è stato convocato in Nazionale. Va utilizzato perché, quando ha avuto l'opportunità di giocare, ha dimostrato di poter stare dentro il progetto Napoli.

E questo, a mio avviso, è il punto di partenza.

Vergara è reduce da due partite consecutive da titolare in campionato, contro Inter e Bologna, prima della trasferta di Firenze nella quale è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti. Un passo indietro? Assolutamente no.

Anzi.

Il percorso va continuato.

Perché il Napoli ha bisogno anche di giocatori capaci di portare freschezza, qualità e imprevedibilità.

Vergara è uno di questi.

Allegri, dopo la vittoria contro il Bologna, ha sottolineato che anche Vergara aveva fatto bene, pur evidenziando l'impatto devastante di Favasuli nella ripresa.

È un dettaglio che considero importante.

Perché significa che il ragazzo non è stato semplicemente "provato".

È stato valutato.

E ha dato risposte.

Ora bisogna continuare a dargli spazio.

Non necessariamente sempre dall'inizio.

Non necessariamente per 90 minuti.

Ma con una certa continuità.

Perché un giovane ha bisogno soprattutto di questo: sentirsi parte del gruppo e sapere che una buona prestazione non viene cancellata dalla prima partita meno brillante.

È così che si costruisce la fiducia.

E Vergara, in questo momento, ne ha bisogno.

La convocazione in Nazionale rappresenta un ulteriore riconoscimento del percorso che sta facendo. Allegri stesso ha parlato con soddisfazione della chiamata di Vergara, sottolineando come il giocatore stia continuando a mettersi in evidenza dopo quanto fatto nella stagione precedente.

Ma attenzione: la Nazionale non deve diventare il motivo per cui Vergara deve giocare. A tal proposito le polemiche per la prima mancata convocazione di Mancini nel match contro il Belgio le ho trovate del tutto fuori luogo. Dopo 12 presenze nella sxorsa stagione, ci sta che al primo approccio con la Nazionale il c.t. faccia delle scelte, anche se l'esordio degli azzurri con il Belgio non è stato da ricordare.

Il motivo deve essere il Napoli.

Il Napoli deve chiedersi cosa può dare Vergara alla squadra.

E la risposta, oggi, è che può offrire una soluzione diversa.

Può giocare tra le linee.

Può associarsi con De Bruyne.

Può cercare la giocata.

Può dare qualità negli ultimi metri.

Può attaccare gli spazi.

Può contribuire alla costruzione offensiva.

E soprattutto può crescere giocando accanto a calciatori di livello internazionale.

È proprio questo il valore di una rosa profonda.

Non avere undici titolari e undici riserve.

Ma avere giocatori che possano diventare protagonisti in momenti diversi della stagione.

Vergara deve essere uno di questi.

A Firenze, inizialmente, Allegri aveva pensato anche di inserirlo nel finale. Il tecnico ha poi cambiato idea, scegliendo di utilizzare Anguissa e lasciando Vergara in panchina. La scelta ha fatto discutere proprio perché il giovane sembrava destinato a entrare.

Non serve trasformare questo episodio in un caso.

Ma è lecito chiedersi perché non dare qualche minuto a un giocatore che aveva iniziato due gare consecutive da titolare e che era stato convocato dalla Nazionale.

Soprattutto in una partita nella quale il Napoli, nella seconda parte, aveva bisogno di una giocata in più.

Non è detto che Vergara avrebbe cambiato il risultato.

Questo non lo possiamo sapere.

Ma il punto è un altro: bisogna permettergli di provarci.

Perché il talento, se non viene messo nelle condizioni di esprimersi, rischia di rimanere soltanto una promessa.

E il Napoli non può permetterselo.

La stagione sarà lunga.

Ci saranno Champions, campionato, Coppa Italia.

Ci saranno infortuni, squalifiche, stanchezza, turnover.

E soprattutto ci saranno partite nelle quali servirà cambiare qualcosa.

Vergara può diventare una di quelle soluzioni.

Ma per farlo deve giocare.

Deve sbagliare.

Deve imparare.

Deve prendere responsabilità.

Deve sentire anche il peso della maglia.

La crescita passa inevitabilmente dagli errori.

Se aspettiamo che sia perfetto per concedergli spazio, rischiamo di non vederlo mai crescere davvero.

Ecco perché la gestione di Allegri dovrà essere intelligente.

Proteggere Vergara, sì.

Ma non nasconderlo.

Dargli responsabilità, senza caricarlo di pressioni eccessive.

Perché il Napoli ha bisogno dei suoi giocatori più esperti, ma ha anche bisogno dell'energia e della qualità dei giovani.

Favasuli lo ha dimostrato.

Vergara può farlo.

E non è necessario metterli in contrapposizione.

C'è spazio per entrambi.

Il messaggio, quindi, è semplice: Vergara va utilizzato.

Con criterio.

Con equilibrio.

Con continuità.

Non perché debba essere necessariamente titolare sempre, ma perché il suo percorso non può essere fatto di una partita sì e tre no.

Il Napoli deve capire quanto può dare realmente.

E per capirlo, bisogna concedergli minuti.

Perché a volte una società scopre il valore di un calciatore proprio quando decide di fidarsi.

Vergara ha già iniziato a mandare segnali.

Adesso tocca al Napoli ascoltarli.

Il talento va visto, ma soprattutto va fatto giocare.

Antonio Petrazzuolo
 
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