"Oggi abbiamo bisogno di una comunicazione che disarmi il linguaggio, soprattutto quando ci parlano di invasione, orde, muri, clandestini, sostituzione etnica, remigrazione, al posto di quelle nate per edificare speranza: dignità, inclusione, libertà, giustizia, cooperazione, uguaglianza e fraternità". E' l'appello lanciato dall'arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia. Prendendo parte al premio intitolato al suo predecessore, cardinale Michele Giordano (che si è tenuto nella basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio, a Napoli) il presule ha ribadito che "abbiamo bisogno di comunicare in modo che non si alimenti la paura, che non si possa cercare il consenso attraverso l'aggressività, che non si veda l'altro come un nemico o un concorrente". Per Battaglia serve una comunicazione "capace di raccontare il dolore evitando di fare uno show, di presentarci il conflitto senza alimentarlo".
di Napoli Magazine
29/09/2026 - 20:35
"Oggi abbiamo bisogno di una comunicazione che disarmi il linguaggio, soprattutto quando ci parlano di invasione, orde, muri, clandestini, sostituzione etnica, remigrazione, al posto di quelle nate per edificare speranza: dignità, inclusione, libertà, giustizia, cooperazione, uguaglianza e fraternità". E' l'appello lanciato dall'arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia. Prendendo parte al premio intitolato al suo predecessore, cardinale Michele Giordano (che si è tenuto nella basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio, a Napoli) il presule ha ribadito che "abbiamo bisogno di comunicare in modo che non si alimenti la paura, che non si possa cercare il consenso attraverso l'aggressività, che non si veda l'altro come un nemico o un concorrente". Per Battaglia serve una comunicazione "capace di raccontare il dolore evitando di fare uno show, di presentarci il conflitto senza alimentarlo".