Attualità
L'INIZIATIVA - Puliamo il Mondo: nelle Conche di Laviano riempiti 20 sacchi con rifiuti di ogni genere trovati abbandonati
07.09.2026 12:11 di Napoli Magazine
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Il bilancio della sesta anteprima nazionale di Puliamo il Mondo
che insieme all'Associazione Italiana Canyoning, al supporto del Comune di Laviano
 e di altre associazioni del territorio, ha fatto tappa nelle Conche di Laviano (SA),
 il canyon scavato nel tempo dal torrente Temete
Riempiti oltre 20 sacchi con rifiuti di ogni genere trovati abbandonati.
Tra questi un contenitore dell'olio quelli grossi da 50/100 litri, reti metalliche, ferri vari,
la ruota del vecchio mulino, e poi diversi pneumatici di grandi dimensioni
appartenenti a camion e trattori
Legambiente: "Sconcertati per la quantità di rifiuti raccolti. L'abbandono dei rifiuti ha gravi conseguenze sull'ambiente, sulla qualità dell'acqua e sulla biodiversità. Iniziative come quella che abbiamo organizzato alle Conche di Laviano hanno un importante valore ambientale, ma anche educativo e culturale".
Un intervento di pulizia nel cuore di un ambiente naturale unico, tra pareti rocciose, acqua e vegetazione: è quello che Legambiente ha messo in campo questo week-end con la sesta anteprima nazionale di Puliamo il Mondo organizzata in Campania, nelle Conche di Laviano, il cuore selvaggio dell'Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno. Qui, insieme all'Associazione Italiana Canyoning e al supporto del Comune di Laviano e di altre associazioni del territorio, i volontari e le volontarie, che conoscono e frequentano questi ambienti attraverso la pratica del canyoning, hanno ripulito dai rifiuti abbandonati il canyon scavato nel tempo dal torrente Temete. Riempiti oltre 20 sacchi con rifiuti di ogni genere trovati durante l'attività di pulizia. Tra quelli trovati un contenitore dell'olio da 50/100 litri, reti metalliche, ferri vari, la ruota del vecchio mulino, flaconi, bottiglie, stracci, assorbenti, piatti in ceramica. Ed ancora un'impastatrice per il cemento, ruote di ogni tipo ma soprattutto penumatici di grandi dimensioni appartenenti a camion e trattori. La ruota del vecchio mulino verrà esposta presso il comune, come simbolo di questa giornata.
La particolare conformazione delle Conche di Laviano ha reso l'intervento diverso dalle tradizionali attività di pulizia organizzate sul territorio. Per raggiungere alcuni dei punti interessati è stato, infatti, necessario muoversi all'interno del canyon utilizzando attrezzatura professionale, seguendo il corso del torrente Temete e operando in un contesto che richiede conoscenze, esperienza e specifiche competenze tecniche. Questa anteprima, sottolinea Legambiente, è stata anche l'occasione per unire la tutela dell'ambiente alla conoscenza e alla valorizzazione di un luogo di particolare pregio naturalistico, perché "prendersi cura dei luoghi che viviamo significa conoscerli, proteggerli e restituirli alla comunità liberi dai rifiuti".
In particolare, l'intervento ha rappresentato un momento di sensibilizzazione sull'importanza di tutelare gli ambienti fluviali e i corsi d'acqua. I rifiuti abbandonati, infatti, possono essere trasportati dall'acqua anche per grandi distanze, finendo nei fiumi, nei laghi e infine in mare. La prevenzione dell'abbandono e la rimozione dei rifiuti diventano quindi azioni concrete per proteggere gli ecosistemi e la biodiversità.
«Ripulire un torrente e una gola come questa dai rifiuti significa prendersi cura di un patrimonio naturale che appartiene a tutta la comunità – dichiarano Emilio Bianco, Responsabile della comunicazione di Puliamo il Mondo e Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – Ma la vera sfida è fare in modo che questi rifiuti non arrivino mai in questi luoghi. L'abbandono dei rifiuti, anche quando avviene in aree apparentemente lontane e nascoste, ha gravi conseguenze sull'ambiente, sulla qualità dell'acqua e sulla biodiversità e iniziative come questa non solo hanno un importante valore ambientale, ma anche educativo e culturale. Non esistono luoghi abbastanza isolati da poter essere considerati fuori dalla nostra responsabilità. La collaborazione con l'Associazione Italiana Canyoing ha permesso di portare Puliamo il Mondo in un ambiente particolare, mettendo a disposizione dell'iniziativa competenze specifiche per operare in sicurezza e raggiungere aree altrimenti difficilmente accessibili. Non dimentichiamoci che la tutela dell'ambiente parte dalla responsabilità di ciascuno perché nessun luogo, nemmeno il più nascosto e difficile da raggiungere, può essere considerato una discarica»..
«Gli ambienti torrentizi sono ecosistemi complessi, ricchi di biodiversità e microclimi unici – dichiara Sasha Labalestra, Vicepresidente dell'Associazione Italiana Canyoning – Viverli e studiarli significa sviluppare un rispetto profondo e una responsabilità verso il territorio. Chi percorre una forra entra in un equilibrio geologico e biologico che custodisce la storia del territorio. Da questa consapevolezza nasce una tutela attiva, come quella promossa dalla nostra Associazione: ripulire questi luoghi significa contrastare l'incuria, proteggere il paesaggio e la vita acquatica e il gioco di squadra che c'è stato per questa iniziativa dimostra che la salvaguardia della montagna e dei suoi torrenti non è un compito solitario, ma un'opera collettiva. Ogni rifiuto rimosso dall'alveo non è solo un atto di pulizia materiale, ma un tassello di un percorso culturale più ampio per educare alla frequentazione consapevole, dimostrare che amare la natura significa prendersene cura nei suoi angoli più nascosti e difficili, e per ricordare che la tutela dell'acqua è, in fondo, la tutela del nostro stesso futuro».
Si ringrazia per la collaborazione il Comune di Laviano, AICS – Comitato Provinciale di Salerno, BSF – Bastardi Senza Forra, Forum dei Giovani Laviano, Laviano Experience, Pro Loco di Laviano, Tetide APS.
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L'INIZIATIVA - Puliamo il Mondo: nelle Conche di Laviano riempiti 20 sacchi con rifiuti di ogni genere trovati abbandonati

di Napoli Magazine

07/09/2026 - 12:11

Il bilancio della sesta anteprima nazionale di Puliamo il Mondo
che insieme all'Associazione Italiana Canyoning, al supporto del Comune di Laviano
 e di altre associazioni del territorio, ha fatto tappa nelle Conche di Laviano (SA),
 il canyon scavato nel tempo dal torrente Temete
Riempiti oltre 20 sacchi con rifiuti di ogni genere trovati abbandonati.
Tra questi un contenitore dell'olio quelli grossi da 50/100 litri, reti metalliche, ferri vari,
la ruota del vecchio mulino, e poi diversi pneumatici di grandi dimensioni
appartenenti a camion e trattori
Legambiente: "Sconcertati per la quantità di rifiuti raccolti. L'abbandono dei rifiuti ha gravi conseguenze sull'ambiente, sulla qualità dell'acqua e sulla biodiversità. Iniziative come quella che abbiamo organizzato alle Conche di Laviano hanno un importante valore ambientale, ma anche educativo e culturale".
Un intervento di pulizia nel cuore di un ambiente naturale unico, tra pareti rocciose, acqua e vegetazione: è quello che Legambiente ha messo in campo questo week-end con la sesta anteprima nazionale di Puliamo il Mondo organizzata in Campania, nelle Conche di Laviano, il cuore selvaggio dell'Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno. Qui, insieme all'Associazione Italiana Canyoning e al supporto del Comune di Laviano e di altre associazioni del territorio, i volontari e le volontarie, che conoscono e frequentano questi ambienti attraverso la pratica del canyoning, hanno ripulito dai rifiuti abbandonati il canyon scavato nel tempo dal torrente Temete. Riempiti oltre 20 sacchi con rifiuti di ogni genere trovati durante l'attività di pulizia. Tra quelli trovati un contenitore dell'olio da 50/100 litri, reti metalliche, ferri vari, la ruota del vecchio mulino, flaconi, bottiglie, stracci, assorbenti, piatti in ceramica. Ed ancora un'impastatrice per il cemento, ruote di ogni tipo ma soprattutto penumatici di grandi dimensioni appartenenti a camion e trattori. La ruota del vecchio mulino verrà esposta presso il comune, come simbolo di questa giornata.
La particolare conformazione delle Conche di Laviano ha reso l'intervento diverso dalle tradizionali attività di pulizia organizzate sul territorio. Per raggiungere alcuni dei punti interessati è stato, infatti, necessario muoversi all'interno del canyon utilizzando attrezzatura professionale, seguendo il corso del torrente Temete e operando in un contesto che richiede conoscenze, esperienza e specifiche competenze tecniche. Questa anteprima, sottolinea Legambiente, è stata anche l'occasione per unire la tutela dell'ambiente alla conoscenza e alla valorizzazione di un luogo di particolare pregio naturalistico, perché "prendersi cura dei luoghi che viviamo significa conoscerli, proteggerli e restituirli alla comunità liberi dai rifiuti".
In particolare, l'intervento ha rappresentato un momento di sensibilizzazione sull'importanza di tutelare gli ambienti fluviali e i corsi d'acqua. I rifiuti abbandonati, infatti, possono essere trasportati dall'acqua anche per grandi distanze, finendo nei fiumi, nei laghi e infine in mare. La prevenzione dell'abbandono e la rimozione dei rifiuti diventano quindi azioni concrete per proteggere gli ecosistemi e la biodiversità.
«Ripulire un torrente e una gola come questa dai rifiuti significa prendersi cura di un patrimonio naturale che appartiene a tutta la comunità – dichiarano Emilio Bianco, Responsabile della comunicazione di Puliamo il Mondo e Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – Ma la vera sfida è fare in modo che questi rifiuti non arrivino mai in questi luoghi. L'abbandono dei rifiuti, anche quando avviene in aree apparentemente lontane e nascoste, ha gravi conseguenze sull'ambiente, sulla qualità dell'acqua e sulla biodiversità e iniziative come questa non solo hanno un importante valore ambientale, ma anche educativo e culturale. Non esistono luoghi abbastanza isolati da poter essere considerati fuori dalla nostra responsabilità. La collaborazione con l'Associazione Italiana Canyoing ha permesso di portare Puliamo il Mondo in un ambiente particolare, mettendo a disposizione dell'iniziativa competenze specifiche per operare in sicurezza e raggiungere aree altrimenti difficilmente accessibili. Non dimentichiamoci che la tutela dell'ambiente parte dalla responsabilità di ciascuno perché nessun luogo, nemmeno il più nascosto e difficile da raggiungere, può essere considerato una discarica»..
«Gli ambienti torrentizi sono ecosistemi complessi, ricchi di biodiversità e microclimi unici – dichiara Sasha Labalestra, Vicepresidente dell'Associazione Italiana Canyoning – Viverli e studiarli significa sviluppare un rispetto profondo e una responsabilità verso il territorio. Chi percorre una forra entra in un equilibrio geologico e biologico che custodisce la storia del territorio. Da questa consapevolezza nasce una tutela attiva, come quella promossa dalla nostra Associazione: ripulire questi luoghi significa contrastare l'incuria, proteggere il paesaggio e la vita acquatica e il gioco di squadra che c'è stato per questa iniziativa dimostra che la salvaguardia della montagna e dei suoi torrenti non è un compito solitario, ma un'opera collettiva. Ogni rifiuto rimosso dall'alveo non è solo un atto di pulizia materiale, ma un tassello di un percorso culturale più ampio per educare alla frequentazione consapevole, dimostrare che amare la natura significa prendersene cura nei suoi angoli più nascosti e difficili, e per ricordare che la tutela dell'acqua è, in fondo, la tutela del nostro stesso futuro».
Si ringrazia per la collaborazione il Comune di Laviano, AICS – Comitato Provinciale di Salerno, BSF – Bastardi Senza Forra, Forum dei Giovani Laviano, Laviano Experience, Pro Loco di Laviano, Tetide APS.