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NEWS - Il Golfo di Napoli diventa teatro di una delle prime operazioni di restauro passivo di ecosistemi profondi, l'iniziativa coordinata dalla Stazione Zoologica Dohrn
02.03.2026 14:50 di Napoli Magazine
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Il Golfo di Napoli diventa teatro di una delle prime operazioni di restauro passivo di ecosistemi profondi mai realizzate nel Mediterraneo, attraverso la rimozione dei rifiuti marini dagli habitat a coralli e spugne.

L’iniziativa, coordinata dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN), che ne ha curato la pianificazione scientifica e operativa, rappresenta un passo pionieristico nella conservazione degli ambienti marini profondi, dove l’impatto degli attrezzi da pesca abbandonati mette a rischio la sopravvivenza di comunità uniche. Le operazioni si sono svolte durante la campagna oceanografica DEMETRA, a bordo della nave Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), nell’ambito del progetto europeo LIFE DREAM, coordinato dal CNR-ISMAR di Bologna. Il progetto si occupa di ripristinare habitat profondi e tutelarli grazie a un approccio multidisciplinare e all’uso di tecnologie d’avanguardia. Uno dei siti di intervento è appunto il Golfo di Napoli, dove il progetto ha instaurato una stretta collaborazione con l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno in diverse fasi operative.

Le attività hanno interessato due siti di grande valore ecologico: una secca rocciosa tra i 200 e i 300 metri di profondità, popolata da dense comunità di coralli neri (Antipatharia), e il Canyon Dohrn, ecosistema profondo di rilevanza eccezionale per la peculiarità delle comunità bentoniche, caratterizzate dalla presenza di coralli bianchi, ostriche centenarie e specie rare del Mediterraneo. Queste vere e proprie “foreste sommerse” creano intricate strutture tridimensionali che offrono rifugio e habitat a numerose specie marine.

Entrambi gli ecosistemi risultano gravemente compromessi dall’impatto degli attrezzi da pesca abbandonati: cime e lenze si avvolgono sulle colonie provocando abrasioni, danni fisiologici e riduzione della capacità riproduttiva, alterando conseguentemente le dinamiche ecologiche locali.

Le operazioni di rimozione vengono condotte mediante un ROV (Remotely Operated Vehicle), veicolo filoguidato capace di operare con precisione a elevate profondità. Dopo la mappatura visiva degli habitat, vengono tagliati e rimossi lenze, cime e frammenti di reti intrecciati ai coralli secondo protocolli rigorosi, per garantire la conservazione e l’integrità delle comunità bentoniche.

“I coralli neri sono organismi straordinari per la loro longevità eccezionale: alcuni esemplari superano i 2.000 anni nel Mediterraneo. Liberare questi ecosistemi dagli attrezzi da pesca abbandonati significa restituire respiro a vere e proprie foreste sommerse, che raccontano la storia del nostro mare e custodiscono il futuro della biodiversità”, spiega Frine Cardone, ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn e responsabile dell’unità SZN del progetto LIFE DREAM.

Queste foreste profonde svolgono un ruolo ecologico cruciale: offrono habitat a una moltitudine di specie, regolano le dinamiche degli ecosistemi marini e rappresentano archivi naturali dei cambiamenti climatici e ambientali. La loro protezione equivale alla tutela di un patrimonio unico di biodiversità e memoria ecologica.

“Il Golfo di Napoli è un laboratorio naturale di eccezionale biodiversità”, aggiunge Cardone. “Proteggere questi habitat significa salvaguardare servizi ecosistemici essenziali e un patrimonio ecologico di valore inestimabile”.

La complessità delle operazioni è elevata: si opera in condizioni di scarsa visibilità e su fondali ricchi di strutture biogeniche delicate. Ogni intervento è preceduto da un’accurata mappatura video e da una valutazione dei rischi; gli attrezzi vengono recuperati o, se necessario, tagliati per neutralizzarne l’impatto ed evitare ulteriori danni.

L’avvio di interventi di restauro passivo rappresenta un passaggio cruciale nella gestione e tutela degli ecosistemi marini profondi. A differenza del restauro attivo, che prevede l’introduzione o il trapianto di organismi, il restauro passivo mira a rimuovere le pressioni e gli impatti diretti generati dalle attività umane, favorendo la rigenerazione naturale degli habitat. Nel caso degli ambienti profondi, questa strategia assume un valore particolare: le comunità che li popolano crescono lentamente e sono spesso costituite da organismi longevi, per i quali la rimozione del disturbo rappresenta la condizione essenziale per il recupero.

L’iniziativa segna così l’inizio di un percorso concreto per la riduzione del marine litter e degli attrezzi da pesca abbandonati, una delle principali minacce per la biodiversità bentonica e per la funzionalità ecologica dei mari profondi.

“Con LIFE DREAM puntiamo a proteggere e ripristinare gli ecosistemi profondi del Mediterraneo, in particolare le biocostruzioni a coralli, fondamentali per la biodiversità marina e il funzionamento degli oceani”, spiega Federica Foglini, Primo Tecnologo del CNR-ISMAR e coordinatrice del progetto.

“Grazie a sensori autonomi e a tecniche avanzate di restauro, monitoriamo la crescita dei coralli e i parametri ambientali, come correnti e temperatura, per comprendere i fattori che influenzano il recupero degli habitat profondi”, aggiunge Giorgio Castellan, ricercatore del CNR-ISMAR e capo missione della campagna DEMETRA“L’obiettivo finale è supportare il ripristino degli ecosistemi e fornire dati fondamentali per estendere la rete di conservazione al mare profondo”.

Quest’attività rappresenta una azione pilota di ricerca e conservazione integrata, volta a ridurre l’impatto antropico e a rafforzare la resilienza del Mediterraneo, contribuendo concretamente alla protezione di un patrimonio naturale unico e ancora in gran parte inesplorato.

A testimonianza della volontà di tradurre la ricerca in stumenti concreti di governance, il progetto promuove anche un momento di confronto pubblico con il territorio. Il prossimo 4 marzo 2026, presso il Centro Congressi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Sala B, via Partenope 36, Napoli), si terrà l’incontro “LIFE DREAM incontra il territorio”, organizzato dalla Prof.ssa Simonetta Fraschetti (Università Federico II).

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di condivisione dei risultati finora raggiunti e, soprattutto, un momento di dialogo con le istituzioni regionali sulle possibili strategie di conservazione da adottare in Campania per la tutela degli ecosistemi profondi.

Interverranno:

Prof.ssa Simonetta Fraschetti, Università degli Studi di Napoli Federico II
Dott.ssa Federica Foglini, Coordinatrice del progetto
Dott.ssa Valentina Grande e Dr. Giorgio Castellan, CNR ISMAR
Dott.ssa Frine Cardone, Stazione Zoologica Anton Dohrn
Prof.ssa Emanuela Fanelli e Dott.ssa Zaira De Ros, Università Politecnica delle Marche
Stefania Valentini e Federico Gallas, Net European Consulting
Consulenti di Federpesca
Dr. Antonino Miccio, Direttore dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno

Apriranno l’incontro:

Claudia Pecoraro, Assessora all’Ambiente – Regione Campania
Andrea Morniroli, Assessore alle Politiche Sociali e alla Scuola – Regione Campania
Fiorella Saggese, Consigliera – Comune di Napoli

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di Napoli Magazine

02/03/2026 - 14:50

Il Golfo di Napoli diventa teatro di una delle prime operazioni di restauro passivo di ecosistemi profondi mai realizzate nel Mediterraneo, attraverso la rimozione dei rifiuti marini dagli habitat a coralli e spugne.

L’iniziativa, coordinata dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN), che ne ha curato la pianificazione scientifica e operativa, rappresenta un passo pionieristico nella conservazione degli ambienti marini profondi, dove l’impatto degli attrezzi da pesca abbandonati mette a rischio la sopravvivenza di comunità uniche. Le operazioni si sono svolte durante la campagna oceanografica DEMETRA, a bordo della nave Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), nell’ambito del progetto europeo LIFE DREAM, coordinato dal CNR-ISMAR di Bologna. Il progetto si occupa di ripristinare habitat profondi e tutelarli grazie a un approccio multidisciplinare e all’uso di tecnologie d’avanguardia. Uno dei siti di intervento è appunto il Golfo di Napoli, dove il progetto ha instaurato una stretta collaborazione con l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno in diverse fasi operative.

Le attività hanno interessato due siti di grande valore ecologico: una secca rocciosa tra i 200 e i 300 metri di profondità, popolata da dense comunità di coralli neri (Antipatharia), e il Canyon Dohrn, ecosistema profondo di rilevanza eccezionale per la peculiarità delle comunità bentoniche, caratterizzate dalla presenza di coralli bianchi, ostriche centenarie e specie rare del Mediterraneo. Queste vere e proprie “foreste sommerse” creano intricate strutture tridimensionali che offrono rifugio e habitat a numerose specie marine.

Entrambi gli ecosistemi risultano gravemente compromessi dall’impatto degli attrezzi da pesca abbandonati: cime e lenze si avvolgono sulle colonie provocando abrasioni, danni fisiologici e riduzione della capacità riproduttiva, alterando conseguentemente le dinamiche ecologiche locali.

Le operazioni di rimozione vengono condotte mediante un ROV (Remotely Operated Vehicle), veicolo filoguidato capace di operare con precisione a elevate profondità. Dopo la mappatura visiva degli habitat, vengono tagliati e rimossi lenze, cime e frammenti di reti intrecciati ai coralli secondo protocolli rigorosi, per garantire la conservazione e l’integrità delle comunità bentoniche.

“I coralli neri sono organismi straordinari per la loro longevità eccezionale: alcuni esemplari superano i 2.000 anni nel Mediterraneo. Liberare questi ecosistemi dagli attrezzi da pesca abbandonati significa restituire respiro a vere e proprie foreste sommerse, che raccontano la storia del nostro mare e custodiscono il futuro della biodiversità”, spiega Frine Cardone, ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn e responsabile dell’unità SZN del progetto LIFE DREAM.

Queste foreste profonde svolgono un ruolo ecologico cruciale: offrono habitat a una moltitudine di specie, regolano le dinamiche degli ecosistemi marini e rappresentano archivi naturali dei cambiamenti climatici e ambientali. La loro protezione equivale alla tutela di un patrimonio unico di biodiversità e memoria ecologica.

“Il Golfo di Napoli è un laboratorio naturale di eccezionale biodiversità”, aggiunge Cardone. “Proteggere questi habitat significa salvaguardare servizi ecosistemici essenziali e un patrimonio ecologico di valore inestimabile”.

La complessità delle operazioni è elevata: si opera in condizioni di scarsa visibilità e su fondali ricchi di strutture biogeniche delicate. Ogni intervento è preceduto da un’accurata mappatura video e da una valutazione dei rischi; gli attrezzi vengono recuperati o, se necessario, tagliati per neutralizzarne l’impatto ed evitare ulteriori danni.

L’avvio di interventi di restauro passivo rappresenta un passaggio cruciale nella gestione e tutela degli ecosistemi marini profondi. A differenza del restauro attivo, che prevede l’introduzione o il trapianto di organismi, il restauro passivo mira a rimuovere le pressioni e gli impatti diretti generati dalle attività umane, favorendo la rigenerazione naturale degli habitat. Nel caso degli ambienti profondi, questa strategia assume un valore particolare: le comunità che li popolano crescono lentamente e sono spesso costituite da organismi longevi, per i quali la rimozione del disturbo rappresenta la condizione essenziale per il recupero.

L’iniziativa segna così l’inizio di un percorso concreto per la riduzione del marine litter e degli attrezzi da pesca abbandonati, una delle principali minacce per la biodiversità bentonica e per la funzionalità ecologica dei mari profondi.

“Con LIFE DREAM puntiamo a proteggere e ripristinare gli ecosistemi profondi del Mediterraneo, in particolare le biocostruzioni a coralli, fondamentali per la biodiversità marina e il funzionamento degli oceani”, spiega Federica Foglini, Primo Tecnologo del CNR-ISMAR e coordinatrice del progetto.

“Grazie a sensori autonomi e a tecniche avanzate di restauro, monitoriamo la crescita dei coralli e i parametri ambientali, come correnti e temperatura, per comprendere i fattori che influenzano il recupero degli habitat profondi”, aggiunge Giorgio Castellan, ricercatore del CNR-ISMAR e capo missione della campagna DEMETRA“L’obiettivo finale è supportare il ripristino degli ecosistemi e fornire dati fondamentali per estendere la rete di conservazione al mare profondo”.

Quest’attività rappresenta una azione pilota di ricerca e conservazione integrata, volta a ridurre l’impatto antropico e a rafforzare la resilienza del Mediterraneo, contribuendo concretamente alla protezione di un patrimonio naturale unico e ancora in gran parte inesplorato.

A testimonianza della volontà di tradurre la ricerca in stumenti concreti di governance, il progetto promuove anche un momento di confronto pubblico con il territorio. Il prossimo 4 marzo 2026, presso il Centro Congressi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Sala B, via Partenope 36, Napoli), si terrà l’incontro “LIFE DREAM incontra il territorio”, organizzato dalla Prof.ssa Simonetta Fraschetti (Università Federico II).

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di condivisione dei risultati finora raggiunti e, soprattutto, un momento di dialogo con le istituzioni regionali sulle possibili strategie di conservazione da adottare in Campania per la tutela degli ecosistemi profondi.

Interverranno:

Prof.ssa Simonetta Fraschetti, Università degli Studi di Napoli Federico II
Dott.ssa Federica Foglini, Coordinatrice del progetto
Dott.ssa Valentina Grande e Dr. Giorgio Castellan, CNR ISMAR
Dott.ssa Frine Cardone, Stazione Zoologica Anton Dohrn
Prof.ssa Emanuela Fanelli e Dott.ssa Zaira De Ros, Università Politecnica delle Marche
Stefania Valentini e Federico Gallas, Net European Consulting
Consulenti di Federpesca
Dr. Antonino Miccio, Direttore dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno

Apriranno l’incontro:

Claudia Pecoraro, Assessora all’Ambiente – Regione Campania
Andrea Morniroli, Assessore alle Politiche Sociali e alla Scuola – Regione Campania
Fiorella Saggese, Consigliera – Comune di Napoli