Calcio
COMO - Sergi Roberto: “Proponiamo un calcio stile Barcellona, non seguiamo il modello italiano”
03.03.2026 18:17 di Napoli Magazine
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Sergi Roberto, centrocampista del Como, ha parlato a Sport sul progetto dei lariani e sul calcio che propone Fabregas.
Queste le sue parole: “Parlando con i giocatori della Serie B, mi hanno detto che da quando Cesc ha preso in mano la squadra, il modo di giocare, tutti gli allenamenti, l’idea di gioco è cambiata radicalmente”.

Sulla rosa: “Ci sono stati molti cambi tra i giocatori, ne sono rimasti pochi da quando sono arrivato, ma l’idea e lo stile sono rimasti sempre gli stessi. Si vede che lavorando un anno intero con gli stessi giocatori, l’idea si concretizza meglio. Qui in Italia si parla molto del Como, non so se accada lo stesso anche all’estero. Siamo una delle due o tre squadre che propongono un calcio diverso. Non tanto in stile italiano, direi più stile Barça. Voler avere sempre il pallone, eccetera. Ci divertiamo moltissimo”.

Sul calcio del Como: “Apportare soprattutto esperienza. Siamo una squadra giovanissima, con la maggior parte dei giocatori di 19 o 20 anni. I nuovi acquisti, tutti gli spagnoli, sono molto giovani e serve l’esperienza che posso dare io. Ho passato tutta la vita nel miglior club del mondo e cerco di aiutarli. Ci sono situazioni nuove per alcuni giocatori a cui cerco di dare una mano; in campo gioco a centrocampo, portando lo stile che ho imparato fin da piccolo al Barça”.

Non ha nascosto, tuttavia, di aver puntato una scommessa firmando per una neopromossa: “Ho rischiato molto. Era una squadra di Serie B che era appena stata promossa, ho azzardato, ma l’ho presa come una sfida. È anche vero che, da quando ho saputo che avrei lasciato il Barça, parlavo con Cesc e fin dall’inizio mi ha trasmesso sicurezza. Mi ha spiegato molto bene il progetto e come sarebbe stato in futuro. Non me ne pento. Ho accettato una bella sfida che è andata benissimo. Passare dalla Serie B a lottare per i posti in Europa la dice lunga sulla qualità del progetto, dell’allenatore e del club. Essendo una squadra con così tanti spagnoli, con Cesc e diversi catalani, ti senti un po’ come a casa. Non è stato così diverso”.

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COMO - Sergi Roberto: “Proponiamo un calcio stile Barcellona, non seguiamo il modello italiano”

di Napoli Magazine

03/03/2026 - 18:17

Sergi Roberto, centrocampista del Como, ha parlato a Sport sul progetto dei lariani e sul calcio che propone Fabregas.
Queste le sue parole: “Parlando con i giocatori della Serie B, mi hanno detto che da quando Cesc ha preso in mano la squadra, il modo di giocare, tutti gli allenamenti, l’idea di gioco è cambiata radicalmente”.

Sulla rosa: “Ci sono stati molti cambi tra i giocatori, ne sono rimasti pochi da quando sono arrivato, ma l’idea e lo stile sono rimasti sempre gli stessi. Si vede che lavorando un anno intero con gli stessi giocatori, l’idea si concretizza meglio. Qui in Italia si parla molto del Como, non so se accada lo stesso anche all’estero. Siamo una delle due o tre squadre che propongono un calcio diverso. Non tanto in stile italiano, direi più stile Barça. Voler avere sempre il pallone, eccetera. Ci divertiamo moltissimo”.

Sul calcio del Como: “Apportare soprattutto esperienza. Siamo una squadra giovanissima, con la maggior parte dei giocatori di 19 o 20 anni. I nuovi acquisti, tutti gli spagnoli, sono molto giovani e serve l’esperienza che posso dare io. Ho passato tutta la vita nel miglior club del mondo e cerco di aiutarli. Ci sono situazioni nuove per alcuni giocatori a cui cerco di dare una mano; in campo gioco a centrocampo, portando lo stile che ho imparato fin da piccolo al Barça”.

Non ha nascosto, tuttavia, di aver puntato una scommessa firmando per una neopromossa: “Ho rischiato molto. Era una squadra di Serie B che era appena stata promossa, ho azzardato, ma l’ho presa come una sfida. È anche vero che, da quando ho saputo che avrei lasciato il Barça, parlavo con Cesc e fin dall’inizio mi ha trasmesso sicurezza. Mi ha spiegato molto bene il progetto e come sarebbe stato in futuro. Non me ne pento. Ho accettato una bella sfida che è andata benissimo. Passare dalla Serie B a lottare per i posti in Europa la dice lunga sulla qualità del progetto, dell’allenatore e del club. Essendo una squadra con così tanti spagnoli, con Cesc e diversi catalani, ti senti un po’ come a casa. Non è stato così diverso”.