La sponsorizzazione russa di Andrea Pirlo alla base del dietrofront di Giovanni Malagò sulla scelta dell'ex campione del mondo come ct della nazionale, poi la svolta in fretta e furia sul ritorno di Roberto Mancini e l'annuncio di Claudio Ranieri quale nuovo dt e presidente del Club Italia. In mezzo, gli addii di Paolo Maldini e Leonardo, ma senza scontri o polemiche. Chiuso il casting del ct azzurro, Giovanni Malagò racconta la sua verità. Per Pirlo, "sicuramente non ero al corrente io - e così sembra anche Maldini e Leonardo - di questa collaborazione con Fonbet che esisteva dal luglio del '25", è l'inizio del presidente Figc, nella conferenza che segue il consiglio nel quale ha annunciato Mancini. La scoperta "ha rappresentato qualcosa che ha fatto riflettere. Però questa è la storia e mi assumo ogni responsabilità di aver fermato l'iter di Pirlo da ct". L'importante - secondo Malagò - è aver agito "in totale trasparenza", rispedendo al mittente presunti attriti con Maldini e Leonardo dopo aver bloccato la candidatura di Pirlo. "Mi dispiace deludervi, non c'è stato alcun tipo di conflitto o polemica, nemmeno rabbia - dice -. Forse dispiacere, quello sì. Ma c'è stata assoluta e serena consensualità sul fatto che le strade col dt e l'advisor si separassero, anche il documento sottoscritto da parte mia con Leonardo e Maldini parla di questo concetto". Saltato l'ex allenatore di Juve e Sampdoria, però, non sono stati presentati altri nomi dai due manager. "Con loro avevamo tracciato solo un profilo di allenatore, non c'erano stati altri nomi", prosegue il presidente della Figc. Rimpianti? Nessuno. "Se tornassi indietro, non posso che ringraziare Maldini e Leonardo - conclude sulla vicenda - Ho passato più tempo al telefono con loro che con chiunque altro nelle ultime due settimane. Sono stati dei signori, schietti e sinceri su quella che era una loro valutazione. Ma anche da parte mia la posizione è stata schietta".
di Napoli Magazine
28/07/2026 - 18:18
La sponsorizzazione russa di Andrea Pirlo alla base del dietrofront di Giovanni Malagò sulla scelta dell'ex campione del mondo come ct della nazionale, poi la svolta in fretta e furia sul ritorno di Roberto Mancini e l'annuncio di Claudio Ranieri quale nuovo dt e presidente del Club Italia. In mezzo, gli addii di Paolo Maldini e Leonardo, ma senza scontri o polemiche. Chiuso il casting del ct azzurro, Giovanni Malagò racconta la sua verità. Per Pirlo, "sicuramente non ero al corrente io - e così sembra anche Maldini e Leonardo - di questa collaborazione con Fonbet che esisteva dal luglio del '25", è l'inizio del presidente Figc, nella conferenza che segue il consiglio nel quale ha annunciato Mancini. La scoperta "ha rappresentato qualcosa che ha fatto riflettere. Però questa è la storia e mi assumo ogni responsabilità di aver fermato l'iter di Pirlo da ct". L'importante - secondo Malagò - è aver agito "in totale trasparenza", rispedendo al mittente presunti attriti con Maldini e Leonardo dopo aver bloccato la candidatura di Pirlo. "Mi dispiace deludervi, non c'è stato alcun tipo di conflitto o polemica, nemmeno rabbia - dice -. Forse dispiacere, quello sì. Ma c'è stata assoluta e serena consensualità sul fatto che le strade col dt e l'advisor si separassero, anche il documento sottoscritto da parte mia con Leonardo e Maldini parla di questo concetto". Saltato l'ex allenatore di Juve e Sampdoria, però, non sono stati presentati altri nomi dai due manager. "Con loro avevamo tracciato solo un profilo di allenatore, non c'erano stati altri nomi", prosegue il presidente della Figc. Rimpianti? Nessuno. "Se tornassi indietro, non posso che ringraziare Maldini e Leonardo - conclude sulla vicenda - Ho passato più tempo al telefono con loro che con chiunque altro nelle ultime due settimane. Sono stati dei signori, schietti e sinceri su quella che era una loro valutazione. Ma anche da parte mia la posizione è stata schietta".