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IL PENSIERO - Chiariello: "Il Napoli perde i pezzi ma scopre i talenti, ancora una volta ha brillato la stella di Vergara"
01.02.2026 10:38 di Napoli Magazine
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Umberto Chiariello, giornalista, nel consueto editoriale post partita su Canale 21 ha commentato la prestazione di Antonio Vergara in Napoli-Fiorentina: "Il Napoli perde i pezzi ma scopre i talenti. Ancora una volta la stella di Vergara ha brillato sul terreno del Maradona. Dovevano davvero infortunarsi tutti per scoprire l'ultimo della lista? Non era nella considerazione del tecnico, doveva andare in prestito. Forse in Serie B. Fatto sta che proprio nel momento della disperazione più totale, non avendone più, ha dovuto buttare dentro l'ultimo giocatore che aveva quelle caratteristiche offensive. Vergara ha mostrato un talento purissimo, una personalità e una prontezza a grandi palcoscenici impressionante nell'immediatezza con cui si è calato subito nei panni di un calciatore di alto profilo. Sono quattro partite che gioca, non si risparmia un secondo, tiene botta nel contrasto, va a recuperare palla, argento vivo, energia pura, idee, tecnica e gol. Due gol... e che gol! Talento purissimo. E poi diciamo che in Italia non ci sono i talenti. L'Atalanta uno come Palestra lo va a dare in prestito e poi si accorge che è un terzino straordinario. Gianfranco Zola, un ragazzo che era venuto già grande a Napoli, non era un giovincello, aveva 26 anni compiuti o una cosa del genere, e che era un po' il reuccio della Sardegna, della Serie C, ma non lo considerava nessuno. Moggi l'aveva dato già al Lecce, promesso, già fatto. Poi per una serie di circostanze non partì più, Maradona a marzo fu squalificato, Zola si mise sulle spalle la maglia numero 10 più pesante del mondo ed è diventato uno dei giocatori della Hall of Fame inglese della Premier League, uno dei giocatori più importanti della storia del Chelsea e a Napoli fece cose straordinarie, poi a Parma. Ferrara era uno destinato ad andare in prestito in Serie C. Lo fecero giocare terzino sinistro contro un'ala tutta scatti, finte, non lo prese mai, una partita terrificante, non lo prese mai, sembrava bruciato. In estate si parlava di farlo partire da qualche parte, si infortunano Filardi e Carannante, tutti e due contemporaneamente, lui resta, gioca, Il Napoli vince lo Scudetto e lui diventa un pilastro di quel Napoli di Maradona. Ne vince due, vince la Coppa Italia, vince la Coppa UEFA, vince tutto. Vergara era pronto a partire, come Marianucci, come Ambrosino, i ragazzi, i ragazzi, i ragazzi, ma ha un mese più di Hojlund. A 23 anni o sei giocatore o non sei giocatore. I giovani sono quelli di 17 anni, i giovani sono i 2008, il 2009, 2007 già cominciano a non essere più tanto giovani".

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IL PENSIERO - Chiariello: "Il Napoli perde i pezzi ma scopre i talenti, ancora una volta ha brillato la stella di Vergara"

di Napoli Magazine

01/02/2026 - 10:38

Umberto Chiariello, giornalista, nel consueto editoriale post partita su Canale 21 ha commentato la prestazione di Antonio Vergara in Napoli-Fiorentina: "Il Napoli perde i pezzi ma scopre i talenti. Ancora una volta la stella di Vergara ha brillato sul terreno del Maradona. Dovevano davvero infortunarsi tutti per scoprire l'ultimo della lista? Non era nella considerazione del tecnico, doveva andare in prestito. Forse in Serie B. Fatto sta che proprio nel momento della disperazione più totale, non avendone più, ha dovuto buttare dentro l'ultimo giocatore che aveva quelle caratteristiche offensive. Vergara ha mostrato un talento purissimo, una personalità e una prontezza a grandi palcoscenici impressionante nell'immediatezza con cui si è calato subito nei panni di un calciatore di alto profilo. Sono quattro partite che gioca, non si risparmia un secondo, tiene botta nel contrasto, va a recuperare palla, argento vivo, energia pura, idee, tecnica e gol. Due gol... e che gol! Talento purissimo. E poi diciamo che in Italia non ci sono i talenti. L'Atalanta uno come Palestra lo va a dare in prestito e poi si accorge che è un terzino straordinario. Gianfranco Zola, un ragazzo che era venuto già grande a Napoli, non era un giovincello, aveva 26 anni compiuti o una cosa del genere, e che era un po' il reuccio della Sardegna, della Serie C, ma non lo considerava nessuno. Moggi l'aveva dato già al Lecce, promesso, già fatto. Poi per una serie di circostanze non partì più, Maradona a marzo fu squalificato, Zola si mise sulle spalle la maglia numero 10 più pesante del mondo ed è diventato uno dei giocatori della Hall of Fame inglese della Premier League, uno dei giocatori più importanti della storia del Chelsea e a Napoli fece cose straordinarie, poi a Parma. Ferrara era uno destinato ad andare in prestito in Serie C. Lo fecero giocare terzino sinistro contro un'ala tutta scatti, finte, non lo prese mai, una partita terrificante, non lo prese mai, sembrava bruciato. In estate si parlava di farlo partire da qualche parte, si infortunano Filardi e Carannante, tutti e due contemporaneamente, lui resta, gioca, Il Napoli vince lo Scudetto e lui diventa un pilastro di quel Napoli di Maradona. Ne vince due, vince la Coppa Italia, vince la Coppa UEFA, vince tutto. Vergara era pronto a partire, come Marianucci, come Ambrosino, i ragazzi, i ragazzi, i ragazzi, ma ha un mese più di Hojlund. A 23 anni o sei giocatore o non sei giocatore. I giovani sono quelli di 17 anni, i giovani sono i 2008, il 2009, 2007 già cominciano a non essere più tanto giovani".