Roberto Breda è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare il momento del Napoli. L’ex allenatore di Costantino Favasuli si è soffermato soprattutto sulle possibili soluzioni tattiche di Massimiliano Allegri, sul ruolo più adatto al giovane esterno e sulla convivenza tra Kevin De Bruyne e Hojlund.
Breda ha innanzitutto invitato a considerare le difficoltà inevitabili di un nuovo percorso tecnico, sottolineando come la continuità possa rappresentare un vantaggio importante nelle prime settimane della stagione.
«Beh sì, perché è il suo ruolo naturale. Però mi ricollego anche un po’ al discorso che sentivo: quando tu sei in Serie A e inizia la stagione, hai bisogno per forza di un tempo di apprendimento, di conoscenza sia dell’ambiente che dei giocatori che hai a disposizione. Le squadre che stanno facendo meglio sono tutte squadre che hanno una continuità rispetto all’anno scorso.»
Il concetto è chiaro: per trovare automatismi e soluzioni definitive serve tempo, soprattutto quando si parte con un nuovo progetto tecnico.
Uno dei temi centrali dell’intervento è stato Costantino Favasuli, giocatore che Breda conosce bene. L’ipotesi di un Napoli schierato con la difesa a tre potrebbe valorizzarlo ulteriormente, permettendogli di occupare tutta la corsia.
«Sì, sì, perché lui adesso è stato messo come esterno alto, però non è il suo ruolo. Lui ha bisogno di avere la fascia completamente a disposizione ed è bravo in tutte e due le fasi: sia in fase di possesso, sia in fase difensiva.»
Secondo Breda, proprio la capacità di incidere nelle due fasi rende Favasuli particolarmente adatto al ruolo di quinto.
L’ex tecnico ha insistito sulle qualità atletiche e sulla capacità del giocatore di cambiare ritmo alla partita anche partendo dalla panchina.
«Ha una grande capacità, l’avete visto, soprattutto quando entra, di cambiare le partite, perché ha questo grande dinamismo e questa intensità. Se vuoi cambiare il disegno tattico, è perfetto.»
Poi il giudizio sulle prospettive del giovane:
«È un ragazzo che secondo me ha dei margini di miglioramento enormi, si è inserito benissimo nel contesto e sono convinto che farà sempre meglio.»
In collegamento a Radio Goal anche la giornalista del Corriere della Sera,Monica Scozzafava che ha spostato l’attenzione su Kevin De Bruyne e sulla possibilità che un centrocampo più strutturato possa concedergli maggiore libertà offensiva, favorendo anche il rapporto con Hoylund.
Breda ha ricordato innanzitutto il contesto nel quale il belga ha espresso il meglio della propria carriera.
«Allora, De Bruyne è un campione che ha fatto le sue cose migliori quando faceva parte di squadre dominanti, come il City. Quindi la fase difensiva veniva un pochino, non dico in secondo piano, però era una squadra che aveva quasi sempre il possesso della palla. Era sicuramente una situazione diversa.»
Il contesto tattico azzurro, secondo Breda, presenta caratteristiche differenti rispetto al Manchester City nel quale De Bruyne ha costruito buona parte dei suoi successi.
«Il Napoli, già con Conte, ma sicuramente con Allegri, fa dell’equilibrio, della compattezza e dell’attenzione difensiva il suo punto di forza.»
Per questo motivo servirà un lavoro collettivo che consenta ai giocatori di maggiore talento di esprimersi senza compromettere l’equilibrio generale.
Breda ha quindi spiegato quale potrebbe essere la strada per permettere a De Bruyne e agli altri giocatori offensivi di convivere nel sistema di Allegri.
«Sicuramente, con giocatori di questo tipo, devi costruirgli un vestito addosso con tutta la squadra. Devi magari dargli pochi compiti difensivi e fare in modo che gli altri facciano quello che non fanno loro.»
Un equilibrio che non può essere trovato immediatamente, ma che richiede tentativi e aggiustamenti.
Per l’ex tecnico, Allegri dovrà avere la possibilità di sperimentare prima di individuare definitivamente la struttura migliore per il Napoli.
«Ecco, come dicevamo prima, c’è bisogno che l’allenatore provi, che sbagli anche, anche se al Napoli non viene tanto permesso, e che trovi le sue misure.»
Breda resta comunque fiducioso sulla possibilità di costruire una squadra capace di valorizzare contemporaneamente le individualità più importanti.
«Sono convinto che anche Allegri farà di tutto per far sì che questi giocatori riescano a vivere e a giocare assieme.»
La conclusione torna sul tema che ha accompagnato tutto l’intervento: il tempo necessario per arrivare a una configurazione tattica definitiva.
«È logico che ci vuole tempo e ci vuole anche la capacità di trovare delle situazioni e delle alternative che forse, e credo che sia anche giusto così, al momento non ha ancora trovato.»
Tra la possibile difesa a tre, il ruolo di Favasuli e la gestione di De Bruyne e Hoylund, Breda vede dunque un Napoli ancora in fase di costruzione, con margini importanti per trovare nuovi equilibri nel corso della stagione.
di Napoli Magazine
29/09/2026 - 00:00
Roberto Breda è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare il momento del Napoli. L’ex allenatore di Costantino Favasuli si è soffermato soprattutto sulle possibili soluzioni tattiche di Massimiliano Allegri, sul ruolo più adatto al giovane esterno e sulla convivenza tra Kevin De Bruyne e Hojlund.
Breda ha innanzitutto invitato a considerare le difficoltà inevitabili di un nuovo percorso tecnico, sottolineando come la continuità possa rappresentare un vantaggio importante nelle prime settimane della stagione.
«Beh sì, perché è il suo ruolo naturale. Però mi ricollego anche un po’ al discorso che sentivo: quando tu sei in Serie A e inizia la stagione, hai bisogno per forza di un tempo di apprendimento, di conoscenza sia dell’ambiente che dei giocatori che hai a disposizione. Le squadre che stanno facendo meglio sono tutte squadre che hanno una continuità rispetto all’anno scorso.»
Il concetto è chiaro: per trovare automatismi e soluzioni definitive serve tempo, soprattutto quando si parte con un nuovo progetto tecnico.
Uno dei temi centrali dell’intervento è stato Costantino Favasuli, giocatore che Breda conosce bene. L’ipotesi di un Napoli schierato con la difesa a tre potrebbe valorizzarlo ulteriormente, permettendogli di occupare tutta la corsia.
«Sì, sì, perché lui adesso è stato messo come esterno alto, però non è il suo ruolo. Lui ha bisogno di avere la fascia completamente a disposizione ed è bravo in tutte e due le fasi: sia in fase di possesso, sia in fase difensiva.»
Secondo Breda, proprio la capacità di incidere nelle due fasi rende Favasuli particolarmente adatto al ruolo di quinto.
L’ex tecnico ha insistito sulle qualità atletiche e sulla capacità del giocatore di cambiare ritmo alla partita anche partendo dalla panchina.
«Ha una grande capacità, l’avete visto, soprattutto quando entra, di cambiare le partite, perché ha questo grande dinamismo e questa intensità. Se vuoi cambiare il disegno tattico, è perfetto.»
Poi il giudizio sulle prospettive del giovane:
«È un ragazzo che secondo me ha dei margini di miglioramento enormi, si è inserito benissimo nel contesto e sono convinto che farà sempre meglio.»
In collegamento a Radio Goal anche la giornalista del Corriere della Sera,Monica Scozzafava che ha spostato l’attenzione su Kevin De Bruyne e sulla possibilità che un centrocampo più strutturato possa concedergli maggiore libertà offensiva, favorendo anche il rapporto con Hoylund.
Breda ha ricordato innanzitutto il contesto nel quale il belga ha espresso il meglio della propria carriera.
«Allora, De Bruyne è un campione che ha fatto le sue cose migliori quando faceva parte di squadre dominanti, come il City. Quindi la fase difensiva veniva un pochino, non dico in secondo piano, però era una squadra che aveva quasi sempre il possesso della palla. Era sicuramente una situazione diversa.»
Il contesto tattico azzurro, secondo Breda, presenta caratteristiche differenti rispetto al Manchester City nel quale De Bruyne ha costruito buona parte dei suoi successi.
«Il Napoli, già con Conte, ma sicuramente con Allegri, fa dell’equilibrio, della compattezza e dell’attenzione difensiva il suo punto di forza.»
Per questo motivo servirà un lavoro collettivo che consenta ai giocatori di maggiore talento di esprimersi senza compromettere l’equilibrio generale.
Breda ha quindi spiegato quale potrebbe essere la strada per permettere a De Bruyne e agli altri giocatori offensivi di convivere nel sistema di Allegri.
«Sicuramente, con giocatori di questo tipo, devi costruirgli un vestito addosso con tutta la squadra. Devi magari dargli pochi compiti difensivi e fare in modo che gli altri facciano quello che non fanno loro.»
Un equilibrio che non può essere trovato immediatamente, ma che richiede tentativi e aggiustamenti.
Per l’ex tecnico, Allegri dovrà avere la possibilità di sperimentare prima di individuare definitivamente la struttura migliore per il Napoli.
«Ecco, come dicevamo prima, c’è bisogno che l’allenatore provi, che sbagli anche, anche se al Napoli non viene tanto permesso, e che trovi le sue misure.»
Breda resta comunque fiducioso sulla possibilità di costruire una squadra capace di valorizzare contemporaneamente le individualità più importanti.
«Sono convinto che anche Allegri farà di tutto per far sì che questi giocatori riescano a vivere e a giocare assieme.»
La conclusione torna sul tema che ha accompagnato tutto l’intervento: il tempo necessario per arrivare a una configurazione tattica definitiva.
«È logico che ci vuole tempo e ci vuole anche la capacità di trovare delle situazioni e delle alternative che forse, e credo che sia anche giusto così, al momento non ha ancora trovato.»
Tra la possibile difesa a tre, il ruolo di Favasuli e la gestione di De Bruyne e Hoylund, Breda vede dunque un Napoli ancora in fase di costruzione, con margini importanti per trovare nuovi equilibri nel corso della stagione.