Cultura & Gossip
A POMPEI - "Il tempo ritrovato", concluse le riprese del cortometraggio di Annarita Borelli con Enrico Vanzina, la proiezione ufficiale al Teatro Grande del Parco Archeologico
25.03.2026 12:43 di Napoli Magazine
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Concluse a Pompei le riprese de Il tempo ritrovato. Quando la memoria diventa eternità che vede Annarita Borelli alla regia e alla sceneggiatura, con la supervisione artistica di Enrico Vanzina.
Più che un racconto sul passato, l’opera è un viaggio poetico dentro la memoria, intesa come presenza viva, capace di riaffiorare negli sguardi, nei gesti e nelle tracce che il tempo non cancella. Al centro dell'opera il percorso di una giovane cineasta che attraversa luoghi sospesi fra storia e immaginazione, scoprendo che la memoria non appartiene soltanto ai reperti, ma continua a vivere in ciò che ancora riesce a parlarci.
Girato in questi giorni tra il Parco Archeologico di Pompei, una domus pompeiana e la spiaggia di Rovigliano del Comune di Torre AnnunziataIl tempo ritrovato trasforma questi spazi in elementi essenziali della narrazione: non semplici sfondi, ma presenze vive, capaci di accompagnare lo spettatore in un dialogo continuo tra ciò che è stato e ciò che resta.
Il tempo ritrovato celebra così il cinema come custode dell’eternità e la visione come gesto capace di restituire voce ai luoghi, alle assenze e alle emozioni che attraversano il tempo.
Ad accompagnare questo percorso sarà l’iconica voce di Luca Ward con un cast che riunisce Gino Rivieccio, Veronica Olivier, Fabrizio Nevola, Annarita Borelli e Alessio Sica. A dirigere la fotografia Claudio Zamairon. Il tutto impreziosito dal contributo artistico nella supervisione alla regia di Enrico Vanzina.
La proiezione ufficiale è in programma il 6 giugno al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei, nell’ambito della serata finale del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, che ha commissionato l’opera come proprio manifesto visivo.
 
SINOSSI:
Nel silenzio sospeso del Parco Archeologico di Pompei, una giovane cineasta (Veronica Olivier) attraversa le rovine alla ricerca di immagini e suoni capaci di restituire la persistenza del tempo. Non cerca la verità, ma il battito stesso della memoria. A introdurla in questo viaggio l’incontro con il saggio custode del Parco (Gino Rivieccio).
A guidarla, successivamente, un archeologo (Fabrizio Nevola), figura sospesa tra realtà e mistero, che le svela una verità essenziale: la memoria non è ciò che si trova, ma ciò che ci trova. Pompei continua a vivere perché qualcuno continua ad ascoltarla.
L’incontro con i calchi di due amanti si trasforma in una ferita e, insieme, in una rivelazione. Da quel momento, la città sembra parlarle: il passato prende forma, si manifesta. Nella visione onirica di una Pompei viva, una donna e un uomo del 79 d.C. si amano e costruiscono mosaici destinati a resistere al tempo. Il loro gesto diventa simbolo di ciò che sopravvive: nelle loro mani che si sfiorano il ricordo di un amore che persiste.
Il tempo ritrovato è un viaggio poetico sulla capacità del cinema di custodire ciò che il tempo vorrebbe cancellare. Un omaggio alla memoria dei luoghi e alla visione come atto d’amore.
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A POMPEI - "Il tempo ritrovato", concluse le riprese del cortometraggio di Annarita Borelli con Enrico Vanzina, la proiezione ufficiale al Teatro Grande del Parco Archeologico

di Napoli Magazine

25/03/2026 - 12:43

Concluse a Pompei le riprese de Il tempo ritrovato. Quando la memoria diventa eternità che vede Annarita Borelli alla regia e alla sceneggiatura, con la supervisione artistica di Enrico Vanzina.
Più che un racconto sul passato, l’opera è un viaggio poetico dentro la memoria, intesa come presenza viva, capace di riaffiorare negli sguardi, nei gesti e nelle tracce che il tempo non cancella. Al centro dell'opera il percorso di una giovane cineasta che attraversa luoghi sospesi fra storia e immaginazione, scoprendo che la memoria non appartiene soltanto ai reperti, ma continua a vivere in ciò che ancora riesce a parlarci.
Girato in questi giorni tra il Parco Archeologico di Pompei, una domus pompeiana e la spiaggia di Rovigliano del Comune di Torre AnnunziataIl tempo ritrovato trasforma questi spazi in elementi essenziali della narrazione: non semplici sfondi, ma presenze vive, capaci di accompagnare lo spettatore in un dialogo continuo tra ciò che è stato e ciò che resta.
Il tempo ritrovato celebra così il cinema come custode dell’eternità e la visione come gesto capace di restituire voce ai luoghi, alle assenze e alle emozioni che attraversano il tempo.
Ad accompagnare questo percorso sarà l’iconica voce di Luca Ward con un cast che riunisce Gino Rivieccio, Veronica Olivier, Fabrizio Nevola, Annarita Borelli e Alessio Sica. A dirigere la fotografia Claudio Zamairon. Il tutto impreziosito dal contributo artistico nella supervisione alla regia di Enrico Vanzina.
La proiezione ufficiale è in programma il 6 giugno al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei, nell’ambito della serata finale del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, che ha commissionato l’opera come proprio manifesto visivo.
 
SINOSSI:
Nel silenzio sospeso del Parco Archeologico di Pompei, una giovane cineasta (Veronica Olivier) attraversa le rovine alla ricerca di immagini e suoni capaci di restituire la persistenza del tempo. Non cerca la verità, ma il battito stesso della memoria. A introdurla in questo viaggio l’incontro con il saggio custode del Parco (Gino Rivieccio).
A guidarla, successivamente, un archeologo (Fabrizio Nevola), figura sospesa tra realtà e mistero, che le svela una verità essenziale: la memoria non è ciò che si trova, ma ciò che ci trova. Pompei continua a vivere perché qualcuno continua ad ascoltarla.
L’incontro con i calchi di due amanti si trasforma in una ferita e, insieme, in una rivelazione. Da quel momento, la città sembra parlarle: il passato prende forma, si manifesta. Nella visione onirica di una Pompei viva, una donna e un uomo del 79 d.C. si amano e costruiscono mosaici destinati a resistere al tempo. Il loro gesto diventa simbolo di ciò che sopravvive: nelle loro mani che si sfiorano il ricordo di un amore che persiste.
Il tempo ritrovato è un viaggio poetico sulla capacità del cinema di custodire ciò che il tempo vorrebbe cancellare. Un omaggio alla memoria dei luoghi e alla visione come atto d’amore.