La maxi sosta per la Nazionali, una prima assoluta in Italia, ha spento momentaneamente i riflettori sulla Serie A lasciando agli azzurri tutto il palcoscenico calcistico. Una novità introdotta per cercare di ridurre gli spostamenti dei calciatori accorpando le due finestre per la nazionali e permettere alle selezioni di lavorare con maggiore continuità. Ma che, dall'altro lato, costringe i club a rinunciare ai suoi propri top player e a modificare la preparazione. Una situazione simile a quella sperimentata con il Mondiale giocato in Qatar, nella quale si punta a fare un "mini ritiro ma con carichi ridotti. Quando c'è una sosta così lunga l'errore che si può fare è quello di caricare troppo i giocatori rimasti che, non avendo giocato tutti i match, hanno un carico cronico ridotto perché gli manca la partita. E se questo succede si può rischiare l'infortunio", spiega, al telefono con l'ANSA, il preparatore atletico Valter Vio, un passato con Cesare Prandelli al Valencia ed Al-Nasr e alla Lazio con Delio Rossi, tra le altre. Una novità assoluta per il calcio italiano con il pericolo, alla ripresa degli allenamenti delle squadre di club, che gli allenatori si trovino a dover gestire una rosa con due stati di forma diversi tra chi è rimasto a lavorare con la squadra e chi torna dalla Nazionale. "Il rischio c'è - ammette Vio -. Bisognerà dividere chi ha giocato tanto, lasciandolo recuperare, da chi ha giocato poco e che rischia di tornare dalla propria nazionale sotto allenato perché rimasto in panchina". A complicare ulteriormente la ripresa, poi, ci sarà anche la componente mentale. Uno stacco così prolungato, infatti, rischia anche di far perdere il focus ai calciatori perché "la partita ufficiale non si può simulare. I giocatori adesso si rilassano: questo da un lato è un bene perché scaricano, ma poi bisogna vedere se riescono ad accendere nuovamente la spina. Quando giochi ogni 3 o 4 giorni sei sempre sul pezzo e, dopo un periodo così, potrebbe esserci questo problema. Ma i campioni lo sono anche perché sono forti mentalmente, sono capaci di accendersi subito. Ed è la qualità quella che conta, la preparazione fisica è di appoggio alla qualità del calciatore stesso", sottolinea il preparatore atletico. Anche per questo, la ripresa del campionato sarà un'incognita con la possibilità che a trarre beneficio da questa novità siano le squadre con meno nazionali perché "a livello fisico si potrebbe verificare questa situazione", conclude Vio. La prima volta assoluta della maxi sosta per le nazionali, insomma, potrebbe regalare sorprese.
di Napoli Magazine
28/09/2026 - 15:11
La maxi sosta per la Nazionali, una prima assoluta in Italia, ha spento momentaneamente i riflettori sulla Serie A lasciando agli azzurri tutto il palcoscenico calcistico. Una novità introdotta per cercare di ridurre gli spostamenti dei calciatori accorpando le due finestre per la nazionali e permettere alle selezioni di lavorare con maggiore continuità. Ma che, dall'altro lato, costringe i club a rinunciare ai suoi propri top player e a modificare la preparazione. Una situazione simile a quella sperimentata con il Mondiale giocato in Qatar, nella quale si punta a fare un "mini ritiro ma con carichi ridotti. Quando c'è una sosta così lunga l'errore che si può fare è quello di caricare troppo i giocatori rimasti che, non avendo giocato tutti i match, hanno un carico cronico ridotto perché gli manca la partita. E se questo succede si può rischiare l'infortunio", spiega, al telefono con l'ANSA, il preparatore atletico Valter Vio, un passato con Cesare Prandelli al Valencia ed Al-Nasr e alla Lazio con Delio Rossi, tra le altre. Una novità assoluta per il calcio italiano con il pericolo, alla ripresa degli allenamenti delle squadre di club, che gli allenatori si trovino a dover gestire una rosa con due stati di forma diversi tra chi è rimasto a lavorare con la squadra e chi torna dalla Nazionale. "Il rischio c'è - ammette Vio -. Bisognerà dividere chi ha giocato tanto, lasciandolo recuperare, da chi ha giocato poco e che rischia di tornare dalla propria nazionale sotto allenato perché rimasto in panchina". A complicare ulteriormente la ripresa, poi, ci sarà anche la componente mentale. Uno stacco così prolungato, infatti, rischia anche di far perdere il focus ai calciatori perché "la partita ufficiale non si può simulare. I giocatori adesso si rilassano: questo da un lato è un bene perché scaricano, ma poi bisogna vedere se riescono ad accendere nuovamente la spina. Quando giochi ogni 3 o 4 giorni sei sempre sul pezzo e, dopo un periodo così, potrebbe esserci questo problema. Ma i campioni lo sono anche perché sono forti mentalmente, sono capaci di accendersi subito. Ed è la qualità quella che conta, la preparazione fisica è di appoggio alla qualità del calciatore stesso", sottolinea il preparatore atletico. Anche per questo, la ripresa del campionato sarà un'incognita con la possibilità che a trarre beneficio da questa novità siano le squadre con meno nazionali perché "a livello fisico si potrebbe verificare questa situazione", conclude Vio. La prima volta assoluta della maxi sosta per le nazionali, insomma, potrebbe regalare sorprese.