L'Editoriale
L’EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: “Napoli, il confronto tra Meret e Milinkovic-Savic, pregi e difetti”
05.10.2026 23:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - C'è un dato che spesso rischia di passare inosservato quando si analizza una partita del Napoli: il peso specifico del portiere. E a Firenze, nel pareggio per 1-1 contro la Fiorentina, Vanja Milinkovic-Savic ha ricordato quanto possa essere importante avere un estremo difensore capace di incidere nei momenti delicati della partita. Il serbo ha compiuto almeno tre interventi di grande rilievo. Prima ha smanacciato una conclusione molto pericolosa di Fagioli, poi è stato decisivo su Valdepeñas nella ripresa, quando la Fiorentina ha avuto la possibilità di completare la rimonta. Una presenza fisica importante, una notevole capacità di coprire lo specchio e quella sensazione di ingombro che, per un attaccante, può diventare un ostacolo tutt'altro che secondario. E non va dimenticato il gol subito. Il tiro di Jimenez è stato deviato in maniera decisiva da Rafa Marin, cambiando completamente traiettoria e mettendo fuori causa Milinkovic-Savic. Difficile chiedere di più al portiere in una situazione del genere. Ma qui si apre un confronto interessante con Alex Meret. Perché Milinkovic-Savic e Meret sono due portieri con caratteristiche differenti. Milinkovic-Savic porta centimetri, struttura fisica, presenza nelle uscite alte e una capacità evidente di occupare la porta. È un portiere che può trasmettere sicurezza soprattutto quando la partita diventa fisica e quando arrivano palloni alti nell'area di rigore. La sua stazza è un elemento che inevitabilmente condiziona anche le scelte degli avversari. Il rovescio della medaglia? Proprio quella struttura può renderlo meno agile rispetto a un portiere più rapido nei movimenti e nelle reazioni. Inoltre, quando si parla di costruzione dal basso e di partecipazione alla manovra con i piedi, che personalmente abolirei, c'è ancora tanto da migliorare. Meret, invece, ha nel bagaglio tecnico una caratteristica diversa: rapidità, reattività e qualità tra i pali. È un portiere che può esaltarsi soprattutto nelle conclusioni ravvicinate, quando servono riflessi e velocità di esecuzione. Anche qui, però, esistono aspetti migliorabili. La componente fisica e la gestione delle palle alte non sono necessariamente il suo punto di forza rispetto a un gigante come Milinkovic-Savic. E questo rende il confronto ancora più interessante: non stiamo parlando semplicemente di due portieri intercambiabili, ma di due profili differenti. E allora il Napoli può considerarsi fortunato ad avere due soluzioni così diverse. Milinkovic-Savic sta dimostrando di poter essere un portiere decisivo. A Firenze lo è stato, contribuendo concretamente a mantenere in equilibrio una partita nella quale la Fiorentina ha costruito occasioni importanti. Meret, dal canto suo, rappresenta una certezza costruita negli anni, con esperienza e conoscenza dell'ambiente azzurro. Non serve creare contrapposizioni artificiali. Serve piuttosto comprendere cosa può dare ciascuno dei due. Perché una stagione lunga, tra campionato e Champions League, richiede alternative, concorrenza e affidabilità. E quando hai due portieri con caratteristiche differenti, la concorrenza può diventare una risorsa. Milinkovic-Savic, a Firenze, ha fatto il suo mestiere nel modo migliore: ha parato quando doveva parare. Meret resta un portiere che, quando chiamato in causa, può offrire altrettante garanzie attraverso caratteristiche differenti. La vera sfida, dunque, non è stabilire chi sia “meglio” a prescindere. È capire quale portiere possa offrire, partita dopo partita, le caratteristiche più funzionali alle esigenze del Napoli. E soprattutto continuare a lavorare perché entrambi possano crescere. Perché nel calcio, soprattutto nel ruolo più delicato di tutti, avere due portieri affidabili non è un problema, ma una risorsa.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
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05/10/2026 - 23:00

NAPOLI - C'è un dato che spesso rischia di passare inosservato quando si analizza una partita del Napoli: il peso specifico del portiere. E a Firenze, nel pareggio per 1-1 contro la Fiorentina, Vanja Milinkovic-Savic ha ricordato quanto possa essere importante avere un estremo difensore capace di incidere nei momenti delicati della partita. Il serbo ha compiuto almeno tre interventi di grande rilievo. Prima ha smanacciato una conclusione molto pericolosa di Fagioli, poi è stato decisivo su Valdepeñas nella ripresa, quando la Fiorentina ha avuto la possibilità di completare la rimonta. Una presenza fisica importante, una notevole capacità di coprire lo specchio e quella sensazione di ingombro che, per un attaccante, può diventare un ostacolo tutt'altro che secondario. E non va dimenticato il gol subito. Il tiro di Jimenez è stato deviato in maniera decisiva da Rafa Marin, cambiando completamente traiettoria e mettendo fuori causa Milinkovic-Savic. Difficile chiedere di più al portiere in una situazione del genere. Ma qui si apre un confronto interessante con Alex Meret. Perché Milinkovic-Savic e Meret sono due portieri con caratteristiche differenti. Milinkovic-Savic porta centimetri, struttura fisica, presenza nelle uscite alte e una capacità evidente di occupare la porta. È un portiere che può trasmettere sicurezza soprattutto quando la partita diventa fisica e quando arrivano palloni alti nell'area di rigore. La sua stazza è un elemento che inevitabilmente condiziona anche le scelte degli avversari. Il rovescio della medaglia? Proprio quella struttura può renderlo meno agile rispetto a un portiere più rapido nei movimenti e nelle reazioni. Inoltre, quando si parla di costruzione dal basso e di partecipazione alla manovra con i piedi, che personalmente abolirei, c'è ancora tanto da migliorare. Meret, invece, ha nel bagaglio tecnico una caratteristica diversa: rapidità, reattività e qualità tra i pali. È un portiere che può esaltarsi soprattutto nelle conclusioni ravvicinate, quando servono riflessi e velocità di esecuzione. Anche qui, però, esistono aspetti migliorabili. La componente fisica e la gestione delle palle alte non sono necessariamente il suo punto di forza rispetto a un gigante come Milinkovic-Savic. E questo rende il confronto ancora più interessante: non stiamo parlando semplicemente di due portieri intercambiabili, ma di due profili differenti. E allora il Napoli può considerarsi fortunato ad avere due soluzioni così diverse. Milinkovic-Savic sta dimostrando di poter essere un portiere decisivo. A Firenze lo è stato, contribuendo concretamente a mantenere in equilibrio una partita nella quale la Fiorentina ha costruito occasioni importanti. Meret, dal canto suo, rappresenta una certezza costruita negli anni, con esperienza e conoscenza dell'ambiente azzurro. Non serve creare contrapposizioni artificiali. Serve piuttosto comprendere cosa può dare ciascuno dei due. Perché una stagione lunga, tra campionato e Champions League, richiede alternative, concorrenza e affidabilità. E quando hai due portieri con caratteristiche differenti, la concorrenza può diventare una risorsa. Milinkovic-Savic, a Firenze, ha fatto il suo mestiere nel modo migliore: ha parato quando doveva parare. Meret resta un portiere che, quando chiamato in causa, può offrire altrettante garanzie attraverso caratteristiche differenti. La vera sfida, dunque, non è stabilire chi sia “meglio” a prescindere. È capire quale portiere possa offrire, partita dopo partita, le caratteristiche più funzionali alle esigenze del Napoli. E soprattutto continuare a lavorare perché entrambi possano crescere. Perché nel calcio, soprattutto nel ruolo più delicato di tutti, avere due portieri affidabili non è un problema, ma una risorsa.

Antonio Petrazzuolo
 
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