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NAPOLI BASKET - L'ex guardia Pullen: "Emozione strana, sarei stato felice di rimanere un terzo anno e finire la carriera a Napoli", l'ex AD Dalla Salda: "Ricordi bellissimi, di grande soddisfazione, di grande emozione"
17.01.2026 11:22 di Napoli Magazine
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Jacob Pullen, ex guardia del Napoli Basket oggi in forza al Banco di Sardegna Sassari, e Alessandro Dalla Salda, ex amministratore delegato azzurro oggi alla Victoria Libertas Pesaro, sono intervenuti nel corso della puntata numero 14 di “Speak&Roll”, in onda ogni venerdì dalle 20.30 alle 21.30 sulle frequenze (FM 100,5 MHZ, Canale 84 del digitale terrestre Campania) e piattaforme (Streaming video su www.crcnews.it, app gratuita di #RadioCRC in live su YouTube) di Radio CRC. Piene di spunti le interviste nel programma ideato da Stefano Prestisimone - storica firma de “Il Mattino” - e Davide Uccella, con le domande in studio e gli stimoli arrivati dai tifosi attraverso la linea WhatsApp di CRC, i social Facebook, Instagram e Telegram di Speak&Roll e dei partner “MemeNapoli” e “CanestroAzzurro”.

A seguire le loro principali dichiarazioni, sia per fare il punto sul girone d’andata, chiuso dagli azzurri con l’ottavo posto che vale l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia, sia in vista della sfida di domani sera alle 17.00, prima del girone di ritorno, che vedrà i ragazzi di coach Magro impegnati contro la Dinamo sul parquet del PalaSerradimigni.

COSA MANCA AL NAPOLI BASKETBALL PER IL SALTO DI QUALITÀ - "Quello che ci manca sono piccoli dettagli difensivi, giocare più di squadra e far girare meglio il pallone, perché la squadra c'è e noi siamo consapevoli di esserlo".

PULLEN, LA SENSAZIONE DI GIOCARE CONTRO NAPOLI - "Devo essere un professionista, anche se è un'emozione strana, visto che ho giocato qui per due anni. C'è stato un cambio totale della gestione societaria, ma sarei stato felice di rimanere un terzo e finire la carriera a Napoli".

PULLEN SULLA NON CONFERMA NELLA STAGIONE 23/24 - "Fecero delle scelte, noi giocatori non abbiamo potere decisionale. Ma dopo un'annata in cui vincemmo la Coppa Italia ed eravamo ad una vittoria dai play-off, magari non tutti ma qualche giocatore poteva essere confermato".

PULLEN, SULL'INTESA CON ERICK GREEN - "Non abbiamo fatto tanto per trovarci, abbiamo trovato subito intesa. Poi c'era il ritorno di Zubcic, Totè in fiducia e un Pangos in ripresa".

PULLEN E IL RICORDO DELLA COPPA ITALIA - "La coppa era una sorta di rivincita dopo un periodo dove non riuscivamo a vincere: abbiamo vinto con Brescia, con Reggio Emilia ai supplementari, io e tutta la squadra ci siamo detti che non eravamo i favoriti, ma che la Coppa era alla nostra portata".

PULLEN E IL COMPAGNO PIÙ FORTE NELL' ESPERIENZA NAPOLETANA - "È una domanda difficile, se proprio devo scegliere dico Markel Brown, ma non disdegno gente come Sokolowski, Ennis, Owens".

PULLEN E IL GIOCATORE PIÙ FORTE CHE HA AFFRONTATO - "Bo McCallebb a Siena, face una prestazione da 26 punti giocando ad un ritmo altissimo, fu il mio benvenuto fra i professionisti quando giocavo con Biella. Altri giocatori straordinari sono stati Delaney e Mike James".

TIRO CRUCIALE: A CHI DA' LA PALLA JACOB PULLEN? - "Darei sempre la palla a me stesso: ho sbagliato tanti tiri, ma ne ho messi altrettanti (ride, ndr)".

DALLA SALDA SUL CAMPIONATO DI SERIE A - "Ogni anno si dice che il campionato migliora, ma non è così: ci sono stagioni dove migliorano davvero, perché per una serie di ragioni vengono costruite delle squadre più forti e quest'anno da lontano hai detto la tua sintesi corretta. È un livellamento molto verso il basso, nel senso che sono poche le squadre che sono davvero migliorate e i punti lo testimoniano, insomma sono tante squadre con pochi punti, cosa che non sempre capitava negli anni passati, però questa è la serie A, ogni anno fa storia a sé, al di là dei luoghi comuni, è un campionato complicato, difficile, perché le tensioni e le pressioni sono senza dubbio superiori a campionati invece di un livello tecnico e di talento onestamente superiori come quelli che ci sono in giro per l'Europa".

DALLA SALDA SUL NAPOLI BASKETBALL - "Penso sin da subito si sia intravisto tanto talento, questo senza dubbio, di giocatori anche poco conosciuti ma molto bravi. La consistenza quando cambi così tanto non è mai facile da trovare: la famosa chimica, gli equilibri, serve tempo e non sempre ci si riesce come si vorrebbe, coi tempi che si vorrebbe. Però la conquista delle finali di Coppa Italia, delle Final Eight, penso possano dare un grande slancio per avere un'autostima superiore e andare a limare, a correggere le cose che non stanno casomai funzionando bene nel più breve tempo possibile per poi sognare o comunque credere in un play-off che mai come quest'anno dovrebbe avere una media punti bassa e di conseguenza alla portata di Napoli".

DALLA SALDA, IL RICORDO DELLA VITTORIA IN COPPA ITALIA - "Ho dei ricordi bellissimi, di grande soddisfazione, di grande emozione, soprattutto nel vedere una città intera entusiasmarsi, essere felice, riunirsi tutta insieme intorno alla pallacanestro che non è così semplice, soprattutto in una grande città come Napoli che ha nel calcio un po' la propria vita sociale, non solo sportiva. Dunque, quella è stata la prima cosa, poi la soddisfazione di avere lasciato un qualcosa di storico come società e avere ripagato la fiducia di tre famiglie, tutte napoletane come Grassi, Amoroso e Tavassi, che avevano investito e l'hanno fatto per tanti anni di fila a una vittoria così, li ha portati penso a vivere un'esperienza straordinaria che rimarrà per sempre. Poi il clima della trasferta, il rientro a Napoli, dopo ci sono anche degli episodi che ti restano e non possono mai essere dimenticati: è stata una vittoria bellissima perché meritata, e al di là che è stata chiusa con un tiro negli ultimi secondi, però sono state tre partite fantastiche. Sono un ricordo che non dimenticherò mai per tutta la mia vita".

DALLA SALDA, MERITI E DEMERITI NEL BIENNIO NAPOLETANO - "Penso in due anni di aver provato alcune cose, in parte sono riuscite in parte ci voleva ancora tanto tempo. Ho cercato di organizzare il club in modo strutturato, solido e diviso per aree di competenza, dando molte responsabilità, in particolare anche alle persone più giovani. Molti di loro sono ancora all'interno del club e questo penso che sia quello che ho lasciato. L'aspetto negativo è che non sono riuscito a trovare una grande azienda, un grande sponsor che credesse che il Napoli Basket potesse avere un valore non solo sociale e sportivo, ma anche di grande immagine, di grande presenza commerciale, di grande visibilità".

DALLA SALDA SULLA VICENDA TRAPANI - "Mi sembra di capire che sia stata una situazione dove c'è stata tanta confusione da valutare se è stata trascinata, non trascinata. Non è mai facile poterlo dire e saperlo, però a un certo punto da quello che si leggeva ce n'era di tutti i colori, dunque non era più gestibile e la fine mi è sembrata per Trapani annunciata".

DALLA SALDA SU ALESSANDRO BERTINI - "Non ha mai avuto una storia particolare anche a livello di settori giovanili, anche lì ci vuole un po' di pazienza, adesso lo sta facendo con noi molto bene e da un punto di vista atletico senza dubbio è un giocatore che può giocare anche al piano superiore, però io penso che serva ancora, non dico tanto, ma almeno un altro anno dove poter maturare per poi esprimersi ed entrare dalla porta principale al piano di sopra".

DALLA SALDA, CONSIGLI PER FUTURI DIRIGENTI - "Devi proprio coniugare prima di tutto la passione alla competenza e in più devi partire piano piano dal basso. I giovani di oggi hanno tante skills che non avevamo di certo le persone della mia generazione ma hanno un difetto che è quello della fretta, quello del voler tutto e subito, questo l'ho anche visto con i giocatori per esempio, non solo con i dirigenti o con i tecnici, soprattutto con i giocatori. Si è giovani, si è carichi, si pensa di avere tutto in mano, casomai si è studiato, si conoscono 5 lingue, però questo è un lavoro che devi iniziare piano piano, devi iniziare dal basso, devi avere una visione chiara di tutte le aree aziendali per capire poi un domani, con la carriera che riesci a fare, anche il lavoro delle persone che ti circondano".

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NAPOLI BASKET - L'ex guardia Pullen: "Emozione strana, sarei stato felice di rimanere un terzo anno e finire la carriera a Napoli", l'ex AD Dalla Salda: "Ricordi bellissimi, di grande soddisfazione, di grande emozione"

di Napoli Magazine

17/01/2026 - 11:22

Jacob Pullen, ex guardia del Napoli Basket oggi in forza al Banco di Sardegna Sassari, e Alessandro Dalla Salda, ex amministratore delegato azzurro oggi alla Victoria Libertas Pesaro, sono intervenuti nel corso della puntata numero 14 di “Speak&Roll”, in onda ogni venerdì dalle 20.30 alle 21.30 sulle frequenze (FM 100,5 MHZ, Canale 84 del digitale terrestre Campania) e piattaforme (Streaming video su www.crcnews.it, app gratuita di #RadioCRC in live su YouTube) di Radio CRC. Piene di spunti le interviste nel programma ideato da Stefano Prestisimone - storica firma de “Il Mattino” - e Davide Uccella, con le domande in studio e gli stimoli arrivati dai tifosi attraverso la linea WhatsApp di CRC, i social Facebook, Instagram e Telegram di Speak&Roll e dei partner “MemeNapoli” e “CanestroAzzurro”.

A seguire le loro principali dichiarazioni, sia per fare il punto sul girone d’andata, chiuso dagli azzurri con l’ottavo posto che vale l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia, sia in vista della sfida di domani sera alle 17.00, prima del girone di ritorno, che vedrà i ragazzi di coach Magro impegnati contro la Dinamo sul parquet del PalaSerradimigni.

COSA MANCA AL NAPOLI BASKETBALL PER IL SALTO DI QUALITÀ - "Quello che ci manca sono piccoli dettagli difensivi, giocare più di squadra e far girare meglio il pallone, perché la squadra c'è e noi siamo consapevoli di esserlo".

PULLEN, LA SENSAZIONE DI GIOCARE CONTRO NAPOLI - "Devo essere un professionista, anche se è un'emozione strana, visto che ho giocato qui per due anni. C'è stato un cambio totale della gestione societaria, ma sarei stato felice di rimanere un terzo e finire la carriera a Napoli".

PULLEN SULLA NON CONFERMA NELLA STAGIONE 23/24 - "Fecero delle scelte, noi giocatori non abbiamo potere decisionale. Ma dopo un'annata in cui vincemmo la Coppa Italia ed eravamo ad una vittoria dai play-off, magari non tutti ma qualche giocatore poteva essere confermato".

PULLEN, SULL'INTESA CON ERICK GREEN - "Non abbiamo fatto tanto per trovarci, abbiamo trovato subito intesa. Poi c'era il ritorno di Zubcic, Totè in fiducia e un Pangos in ripresa".

PULLEN E IL RICORDO DELLA COPPA ITALIA - "La coppa era una sorta di rivincita dopo un periodo dove non riuscivamo a vincere: abbiamo vinto con Brescia, con Reggio Emilia ai supplementari, io e tutta la squadra ci siamo detti che non eravamo i favoriti, ma che la Coppa era alla nostra portata".

PULLEN E IL COMPAGNO PIÙ FORTE NELL' ESPERIENZA NAPOLETANA - "È una domanda difficile, se proprio devo scegliere dico Markel Brown, ma non disdegno gente come Sokolowski, Ennis, Owens".

PULLEN E IL GIOCATORE PIÙ FORTE CHE HA AFFRONTATO - "Bo McCallebb a Siena, face una prestazione da 26 punti giocando ad un ritmo altissimo, fu il mio benvenuto fra i professionisti quando giocavo con Biella. Altri giocatori straordinari sono stati Delaney e Mike James".

TIRO CRUCIALE: A CHI DA' LA PALLA JACOB PULLEN? - "Darei sempre la palla a me stesso: ho sbagliato tanti tiri, ma ne ho messi altrettanti (ride, ndr)".

DALLA SALDA SUL CAMPIONATO DI SERIE A - "Ogni anno si dice che il campionato migliora, ma non è così: ci sono stagioni dove migliorano davvero, perché per una serie di ragioni vengono costruite delle squadre più forti e quest'anno da lontano hai detto la tua sintesi corretta. È un livellamento molto verso il basso, nel senso che sono poche le squadre che sono davvero migliorate e i punti lo testimoniano, insomma sono tante squadre con pochi punti, cosa che non sempre capitava negli anni passati, però questa è la serie A, ogni anno fa storia a sé, al di là dei luoghi comuni, è un campionato complicato, difficile, perché le tensioni e le pressioni sono senza dubbio superiori a campionati invece di un livello tecnico e di talento onestamente superiori come quelli che ci sono in giro per l'Europa".

DALLA SALDA SUL NAPOLI BASKETBALL - "Penso sin da subito si sia intravisto tanto talento, questo senza dubbio, di giocatori anche poco conosciuti ma molto bravi. La consistenza quando cambi così tanto non è mai facile da trovare: la famosa chimica, gli equilibri, serve tempo e non sempre ci si riesce come si vorrebbe, coi tempi che si vorrebbe. Però la conquista delle finali di Coppa Italia, delle Final Eight, penso possano dare un grande slancio per avere un'autostima superiore e andare a limare, a correggere le cose che non stanno casomai funzionando bene nel più breve tempo possibile per poi sognare o comunque credere in un play-off che mai come quest'anno dovrebbe avere una media punti bassa e di conseguenza alla portata di Napoli".

DALLA SALDA, IL RICORDO DELLA VITTORIA IN COPPA ITALIA - "Ho dei ricordi bellissimi, di grande soddisfazione, di grande emozione, soprattutto nel vedere una città intera entusiasmarsi, essere felice, riunirsi tutta insieme intorno alla pallacanestro che non è così semplice, soprattutto in una grande città come Napoli che ha nel calcio un po' la propria vita sociale, non solo sportiva. Dunque, quella è stata la prima cosa, poi la soddisfazione di avere lasciato un qualcosa di storico come società e avere ripagato la fiducia di tre famiglie, tutte napoletane come Grassi, Amoroso e Tavassi, che avevano investito e l'hanno fatto per tanti anni di fila a una vittoria così, li ha portati penso a vivere un'esperienza straordinaria che rimarrà per sempre. Poi il clima della trasferta, il rientro a Napoli, dopo ci sono anche degli episodi che ti restano e non possono mai essere dimenticati: è stata una vittoria bellissima perché meritata, e al di là che è stata chiusa con un tiro negli ultimi secondi, però sono state tre partite fantastiche. Sono un ricordo che non dimenticherò mai per tutta la mia vita".

DALLA SALDA, MERITI E DEMERITI NEL BIENNIO NAPOLETANO - "Penso in due anni di aver provato alcune cose, in parte sono riuscite in parte ci voleva ancora tanto tempo. Ho cercato di organizzare il club in modo strutturato, solido e diviso per aree di competenza, dando molte responsabilità, in particolare anche alle persone più giovani. Molti di loro sono ancora all'interno del club e questo penso che sia quello che ho lasciato. L'aspetto negativo è che non sono riuscito a trovare una grande azienda, un grande sponsor che credesse che il Napoli Basket potesse avere un valore non solo sociale e sportivo, ma anche di grande immagine, di grande presenza commerciale, di grande visibilità".

DALLA SALDA SULLA VICENDA TRAPANI - "Mi sembra di capire che sia stata una situazione dove c'è stata tanta confusione da valutare se è stata trascinata, non trascinata. Non è mai facile poterlo dire e saperlo, però a un certo punto da quello che si leggeva ce n'era di tutti i colori, dunque non era più gestibile e la fine mi è sembrata per Trapani annunciata".

DALLA SALDA SU ALESSANDRO BERTINI - "Non ha mai avuto una storia particolare anche a livello di settori giovanili, anche lì ci vuole un po' di pazienza, adesso lo sta facendo con noi molto bene e da un punto di vista atletico senza dubbio è un giocatore che può giocare anche al piano superiore, però io penso che serva ancora, non dico tanto, ma almeno un altro anno dove poter maturare per poi esprimersi ed entrare dalla porta principale al piano di sopra".

DALLA SALDA, CONSIGLI PER FUTURI DIRIGENTI - "Devi proprio coniugare prima di tutto la passione alla competenza e in più devi partire piano piano dal basso. I giovani di oggi hanno tante skills che non avevamo di certo le persone della mia generazione ma hanno un difetto che è quello della fretta, quello del voler tutto e subito, questo l'ho anche visto con i giocatori per esempio, non solo con i dirigenti o con i tecnici, soprattutto con i giocatori. Si è giovani, si è carichi, si pensa di avere tutto in mano, casomai si è studiato, si conoscono 5 lingue, però questo è un lavoro che devi iniziare piano piano, devi iniziare dal basso, devi avere una visione chiara di tutte le aree aziendali per capire poi un domani, con la carriera che riesci a fare, anche il lavoro delle persone che ti circondano".