Quindici anni, 23 gol in 23 partite con l'Under 18 nella scorsa stagione e il soprannome di "Kid Messi": JJ Gabriel, all'anagrafe Joseph Junior Andreou Gabriel, è uno dei talenti più promettenti del vivaio del Manchester United. Ma ora il club rischia di perderlo: il ragazzo ha chiesto di cancellare la propria registrazione per diventare free agent, un giovane svincolato. Nato a Enfield, sobborgo di Londra, Gabriel è arrivato allo United a 11 anni, dopo brevi esperienze con le maglie di Arsenal, Chelsea e West Ham. La scorsa stagione è stato il più precoce vincitore del premio Jimmy Murphy come miglior giovane del club. Quest'anno ha debuttato in Premier League 2, segnando due gol e fornendo due assist, prima di firmare una tripletta contro il Sabah in Youth League, diventando il più giovane giocatore dello United a riuscirci in una competizione europea. Nel frattempo, però, il rapporto con il club si è incrinato, sullo sfondo delle aspettative della famiglia sul percorso verso la prima squadra. Gabriel si era allenato regolarmente con i senior di Michael Carrick e aveva giocato in precampionato contro l'Atletico Madrid. Il tecnico aveva previsto di convocarlo per la sfida di Coppa di Lega contro il Brighton, ma ieri nella sconfitta per 3-2 a Old Trafford, Gabriel non era in distinta, nonostante fosse stato indicato nel programma ufficiale della partita. La sua storia si intreccia con quella di un altro wonder kid del calcio inglese: Max Dowman, 16 anni, gioiello dell'Arsenal. I due hanno età, talento e aspettative simili, ma stanno vivendo percorsi molto diversi. Dowman è perfettamente instradato nel progetto di Mikel Arteta: dopo aver esordito lo scorso anno, ancora giovanissimo, in Premier, in settimana ha segnato due gol nella vittoria di Coppa di Lega contro l'Ipswich, confermando sul campo le attese che lo circondano. Gabriel, invece, scalpita ancora alla porta della prima squadra. Si allena con i grandi, ne intravede il palcoscenico, ma non lo ha ancora calcato in una gara ufficiale. Una differenza di traiettorie evidente: Dowman sta già dimostrando di essere pronto, Gabriel sembra non voler più aspettare. Il nodo è ora anche regolamentare. Gabriel compirà 16 anni il 6 ottobre: fino ad allora, per cancellare la registrazione serve l'accordo di club, giocatore e genitore. In caso di mancata intesa, la questione può essere sottoposta alla Premier League. E c'è un paradosso per lo United: se il giovane dovesse trasferirsi all'estero - Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco sarebbero già alla porta - il club potrebbe perderlo per meno di 350mila euro, la compensazione prevista per la sua formazione. Una cifra minima rispetto al potenziale del ragazzo. Il club non intende al momento concedere la rescissione e sta cercando di ricucire il rapporto con Gabriel e la sua famiglia. Ma il caso ormai c'è: lo United rischia di vedere partire da Carrington uno dei suoi gioielli senza avergli dato la possibilità di debuttare ufficialmente con la prima squadra. Una beffa ancora più difficile da digerire se - come suggeriscono i rumors di mercato degli ultimi giorni - l'approdo finale del prodigio inglese fossero i cugini del City.
di Napoli Magazine
17/09/2026 - 12:23
Quindici anni, 23 gol in 23 partite con l'Under 18 nella scorsa stagione e il soprannome di "Kid Messi": JJ Gabriel, all'anagrafe Joseph Junior Andreou Gabriel, è uno dei talenti più promettenti del vivaio del Manchester United. Ma ora il club rischia di perderlo: il ragazzo ha chiesto di cancellare la propria registrazione per diventare free agent, un giovane svincolato. Nato a Enfield, sobborgo di Londra, Gabriel è arrivato allo United a 11 anni, dopo brevi esperienze con le maglie di Arsenal, Chelsea e West Ham. La scorsa stagione è stato il più precoce vincitore del premio Jimmy Murphy come miglior giovane del club. Quest'anno ha debuttato in Premier League 2, segnando due gol e fornendo due assist, prima di firmare una tripletta contro il Sabah in Youth League, diventando il più giovane giocatore dello United a riuscirci in una competizione europea. Nel frattempo, però, il rapporto con il club si è incrinato, sullo sfondo delle aspettative della famiglia sul percorso verso la prima squadra. Gabriel si era allenato regolarmente con i senior di Michael Carrick e aveva giocato in precampionato contro l'Atletico Madrid. Il tecnico aveva previsto di convocarlo per la sfida di Coppa di Lega contro il Brighton, ma ieri nella sconfitta per 3-2 a Old Trafford, Gabriel non era in distinta, nonostante fosse stato indicato nel programma ufficiale della partita. La sua storia si intreccia con quella di un altro wonder kid del calcio inglese: Max Dowman, 16 anni, gioiello dell'Arsenal. I due hanno età, talento e aspettative simili, ma stanno vivendo percorsi molto diversi. Dowman è perfettamente instradato nel progetto di Mikel Arteta: dopo aver esordito lo scorso anno, ancora giovanissimo, in Premier, in settimana ha segnato due gol nella vittoria di Coppa di Lega contro l'Ipswich, confermando sul campo le attese che lo circondano. Gabriel, invece, scalpita ancora alla porta della prima squadra. Si allena con i grandi, ne intravede il palcoscenico, ma non lo ha ancora calcato in una gara ufficiale. Una differenza di traiettorie evidente: Dowman sta già dimostrando di essere pronto, Gabriel sembra non voler più aspettare. Il nodo è ora anche regolamentare. Gabriel compirà 16 anni il 6 ottobre: fino ad allora, per cancellare la registrazione serve l'accordo di club, giocatore e genitore. In caso di mancata intesa, la questione può essere sottoposta alla Premier League. E c'è un paradosso per lo United: se il giovane dovesse trasferirsi all'estero - Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco sarebbero già alla porta - il club potrebbe perderlo per meno di 350mila euro, la compensazione prevista per la sua formazione. Una cifra minima rispetto al potenziale del ragazzo. Il club non intende al momento concedere la rescissione e sta cercando di ricucire il rapporto con Gabriel e la sua famiglia. Ma il caso ormai c'è: lo United rischia di vedere partire da Carrington uno dei suoi gioielli senza avergli dato la possibilità di debuttare ufficialmente con la prima squadra. Una beffa ancora più difficile da digerire se - come suggeriscono i rumors di mercato degli ultimi giorni - l'approdo finale del prodigio inglese fossero i cugini del City.